Nuovo e utile Il dio del terzo millennio

Da un po’ di tempo mi frulla in mente una storia ambientata in un futuro assai prossimo. Non la scriverò mai, e non ho nessuna idea di come va a finire. Però ve la racconto qui sotto per sommi capi: così me ne libero, magari.
In realtà, è soprattutto un’occasione per fantasticare, con un po’ di leggerezza, su alcune cose che già stanno accadendo o che accadranno in un futuro ancora più prossimo.
Voi, se volete, potete suggerire una conclusione (ehi, è una storia. E ci si possono prendere buone dosi di libertà). O potete aggiungere altre storie.

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 Each year, Google changes its search algorithm around 500–600 times

Siamo nei dintorni del 2020. Google ha continuato a espandersi e a perfezionare la propria offerta di informazioni fino a rendere impossibile la sopravvivenza economica di ogni altro motore di ricerca, e l’ha integrata con un’enorme quantità di servizi (dai viaggi al fitness, dalle traduzioni all’educazione, alla musica, alle previsioni meteo, alla logistica…). Ormai supporta stabilmente l’Interpol con Google Sword, l’OMS con Google Healthcare, la NATO con Google Peace, la IATA e la rete aeroportuale internazionale con Google Slot…

Gli assalti – sempre più flebili – dei concorrenti sono cessati definitivamente nel 2017. Del resto, l’offerta di Google è esaustiva e gratuita. L’accesso è semplice e intuitivo, ubiquo, perfino con gli antiquati smartphone. Per questo piace. I bambini imparano l’utilizzo del motore di ricerca insieme all’alfabeto.

In un mondo globalizzato, che grazie alla banda larga consuma zettabyte come caramelle ed è dipendente dal web tanto da dovercisi rispecchiare per conoscere e definire se stesso, la posizione che una notizia, un concetto, un sito, un video, un luogo, un nome, un’immagine, un prodotto o un servizio (insomma: qualsiasi cosa) hanno nelle graduatorie di ricerca di Google e YouTube ne determinano il successo o il fallimento. Prodotti e servizi nuovi vengono concepiti in funzione della loro possibilità di scalare posizioni nei ranking.

Le imprese, dalle maggiori alle minuscole, seguono e cercano di anticipare i cambiamenti dei criteri di Google con la stessa attenzione con cui solo pochi anni prima seguivano le oscillazioni della Borsa.
I governi ufficiosamente premono per piegare i risultati delle ricerche ai propri interessi, ufficialmente continuano a cercare con modesto successo sia di normare le attività di Google, sia di schiantarla di tasse, sia di capire quanto legittimamente viene sfruttata la stratosferica quantità di dati risultanti dalla navigazione degli utenti.

Dovunque nel mondo il metro di giudizio delle persone è appeso a una googolata, e “sei sgoogolato” è diventato l’insulto più feroce: sta per “non sei niente, non vali niente. Insomma, non esisti”.
La personalizzazione dei risultati di ricerca a partire dalla profilazione (gusti, tendenze, abitudini) dei singoli utenti ha creato quella che Clarinda Hua e William K. Esposito, del dipartimento di psicologia della Stanford University, hanno definito “sindrome del consenso di Google”: il terrore di “sentirsi contaminati” da fatti o idee troppo lontane dalle proprie attese.
A Chattanooga (Tennessee) un giovane predicatore ha fondato una Google Church of The True Truth: l’azienda ha preso le distanze.

Sotto traccia, continua a consumarsi una guerra epica, e non proprio pulita, tra il gigante americano del web e la miriade di imprese e gruppi informali che più o meno legalmente (più meno che più) studiano nuovi modi di forzare, ingannare o blandire l’algoritmo segreto, il glorioso ed efficacissimo Hummingbird.
Il 4 settembre 2018, in occasione delle celebrazioni del ventennale della fondazione di Google, l’azienda annuncia che è in fase di avanzato sviluppo una “soluzione definitiva del problema”: dentro Hummingbird verrà inserita una non meglio precisata “incontrollabile dose di naturale casualità” che, integrandosi con la capacità semantica dell’algoritmo e per non meglio precisati motivi, dovrebbe “rendere molto più difficile la vita di quei figli di puttana che cercano di influire sui nostri risultati di ricerca”.

La sperimentazione procede con esiti incoraggianti nella prima parte del 2019. Il 30 giugno la modifica all’algoritmo viene varata. Per tutta l’estate le cose sembrano andare bene. Ma già a ottobre la “dose di naturale casualità” eccede le previsioni dell’azienda.

Il fatto diventa palese quando l’insignificante video di una ragazzina brasiliana che si depila le sopracciglia scala le classifiche mondiali in poche ore. E resta per due giorni fisso, come primo risultato, qualsiasi sia la chiave di ricerca impiegata. In compenso diventano irrintracciabili tutti i siti riguardanti cibo, cucina, alimentazione. Il settore agroalimentare registra un immediato tracollo (meno 21.5% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente).

“È come se la gente avesse smesso di mangiare” afferma uno sbalordito John Lawrence, del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. Sembra quasi che l’algoritmo ci abbia preso gusto a far di testa sua, decidendo che il cibo è poco interessante. Del resto lui è un algoritmo, e vagli a far apprezzare il gusto delle fragole. Lawrence aggiunge “questo coso pensa di essere dio”.

La formula “dio del terzo millennio” rimbalza in rete. L’algoritmo sembra gradire (il quartier generale di Google un po’ meno) e il tema schizza in alto nel ranking, scatenando un’emulazione globale. A Mountain View migliaia di persone ormai da mesi dormono negli uffici, peraltro molto accoglienti, cercando, invano, di ripristinare Hummingbird, ma non c’è verso: l’ipotesi più plausibile resta un bug, un errore di programmazione, amplificato e replicato in modo, appunto, incontrollabile dalla “dose di naturale casualità”.

Il giorno di Natale qualsiasi ricerca, in qualsiasi lingua, restituisce solo questa versione di Jingle Bells. L’azienda è stremata: non bastasse tutto il resto, si becca quotidiane raffiche di telefonate dall’ufficio esecutivo dell’energica presidente americana.

Google decide che il due gennaio tutte le menti migliori dell’azienda e l’intero top management – oltre 500 persone – si trasferiranno, con un volo segreto su una rotta segreta, in una località segreta a nordest del paese per ritrovare pace e concentrazione e, con quelle, auspicabilmente, una soluzione efficace e definitiva.

L’aereo si imbatte in Télos, la peggiore tempesta di neve e ghiaccio degli ultimi cinquant’anni: Google Meteo si è casualmente “dimenticato” di segnalarla a Google Slot, che ha tracciato una rotta sconsiderata per il jumbo jet – un obsoleto 747 – noleggiato dall’azienda via Google Wings.
Il 747 cade. Nessun sopravvissuto. L’algoritmo ha ucciso tutti i suoi padri.

Tutti, tranne uno: è il giovane, irrequieto, geniale Michael Bennett. Il quale la sera prima si è preso una sbronza mica da ridere, non si è svegliato e dunque non si è presentato in tempo al terminal. Sono le tre di un cupissimo pomeriggio quando (che diavolo…?) il trillo del telefono finalmente buca il muro di nebbia etilica in cui Michael è sprofondato da ore, e…

Una versione più breve di questa storia esce su internazionale.it

Posted on by Annamaria in home, punti di vista 11 Commenti
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Avete notato che spesso, proprio nelle situazioni di crisi in cui più servirebbe avere una buona capacità di visione, questa tende a indebolirsi e le prospettive si accorciano? Una bella fregatura:...
131003_250_Ginnastica_paroleFar ginnastica con le parole e la scrittura
Si chiama Minuti scritti. È appena uscito. Vi dico di che si tratta. È un libro di poco più di 200 pagine. Nasce da un corso di tre giorni, intitolato Scrittura indolenzita? Facciamo stretching...
130930_250_Idee91Idee 91: perché la creatività piace ma le persone creative sembrano antipatiche?
Mi scrive Federico: mi piacerebbe discutere con te dell’antipatia che le persone creative e fantasiose si tirano dietro. Del conflitto aperto o nascosto che si genera, anche in casa (esperienza...
130926_250_Metodo49Metodo 49: personalità creative. Ma quanto creativi siete?
Fate un esperimento: cercate con Google “creativity traits” e guardate che cosa vien fuori. Fast Company mette in fila dieci punti, segnalando che si tratta di caratteristiche di personalità...
130923_250_Il_pensiero_e-e copiaIl pensiero inclusivo e la saggezza di Ms. Tseng
Faremo molte discussioni su temi sensibili (sensitive topics), quindi la nostra aula dev’essere uno spazio sicuro per imparare e dibattere idee. Per favore rispetta gli altri ascoltando con...
130918_250_Vincenti_perdentiChe scemenza, la retorica del vincente a prescindere
Apro il giornale. L’annuncio pubblicitario di uno studio odontoiatrico promette di restituire ai clienti non il sorriso, ma “un sorriso vincente”. Anche trascurando l’indimostrabilità del...
130916_250_Metodo48Metodo 48: la pratica deliberata è tutto
Herbert Simon, premio Nobel, padre dell’intelligenza artificiale e pioniere del problem-solving, scienziato, economista, psicologo, sostiene che non si possono ottenere risultati eccellenti in...
130912_250_Esami_riparazioneGli esami di riparazione e il baco nascosto
È passato: l’ennesimo figlio con gli esami di riparazione. È uno dei 500.000. La madre al telefono chiede dettagli dei voti e dei compagni. Nel gruppo seduto ai tavolini del bar in piazza –...
130910_250_Metodo47Metodo 47: errori, mancanze, omissioni, lacune e refusi
Questo post parla di errori, di vuoti e di rotture. Sembrerebbe tutta roba da evitare a ogni costo. Eppure, la mancanza in tutte le sue forme può essere fertile, e l’errore può essere fortunato....
130905_250_Idee90Idee 90: tutta questione di ritmo
Provate a pensarci: dopotutto, “ritmo” non è altro che il nostro modo di nuotare in avanti nel flusso del tempo, scandendo ogni segmento di tempo che passa e ordinando la sequenza degli eventi...
130903_250_Metodo46Metodo 46: iniziare bene
Il Corriere della Sera spalma su un’intera pagina e riprende online cinque consigli all’acqua di rose per affrontare la “depressione da rientro” (che sembra essere un’invenzione: la notizia...
130729_250_Eataly_YamamayEataly, Yamamay e pubblicità sociale: perché una sì e l’altra così-così
Escono in contemporanea sui quotidiani italiani due annunci con i quali due imprese molto diverse tra loro si schierano a favore di cause nobili e condivisibili. Una se la prende con il porcellum,...
130724_250_Metodo45Metodo 45: la vostra macchina per scrivere siete voi
A venticinque anni di distanza dalla pubblicazione de La parola immaginata mi sto di nuovo cimentando con un testo che riguarda creatività e scrittura. Questa volta non parlo di scrittura...
130718_250_Concetto_di_culturaBreve tour guidato (e non noioso) attorno al concetto di cultura
Come “creatività” o “amore”, “cultura” è uno di quei termini il cui significato è conosciuto da tutti, il cui senso diamo per scontato, la cui definizione in sintesi è davvero ardua...
Sardegna_quadrata_2Turismo e sviluppo sostenibile: un progetto buono e utile
Immaginate di trovare quasi per caso un ristorante (avete preso l'indirizzo con due clic sul telefonino e non avete bene idea di che razza di posto sia) e immaginate di leggere una carta che comincia...
Fetta di anguria morsicataTrend Italiani: persone, imprese, paese
Sono stata al seminario nel corso del quale Eurisko, la maggior società di ricerche sociali e di mercato del paese, come ogni anno analizza i nuovi trend italiani. La prima indicazione è che né ci...
130704_250_UPASuperare gli stereotipi pubblicitari sulle donne (e sugli uomini)
Qualche giorno fa mi sono trovata a parlare di pubblicità sessista, di donne, di Gender Gap Index e del bisogno urgente di cambiare le cose in Italia. Un discorso non facile davanti a una platea non...
130704_250_Innovazione_italianaInnovazione italiana: ha un’anima e mille facce. Le manca una parola
Avrei avuto altro da fare – e infatti l’ho pagata con un discreto lavoro notturno su una relazione di cui vi darò conto a breve – ma ieri pomeriggio ho passato un paio d’ore in Triennale per...
130702_250_Idee89_cervelloIdee 89: cervello. Il prossimo universo da scoprire
Girovagando in rete ho trovato un post divertente e in italiano che elenca 101 curiosità sul cervello. “Divertente, in italiano, cervello” mi sembrano tre buoni motivi per riproporvelo. Sono...