Classe capovolta: una rivoluzione nel modo di studiare. E di pensare

A spiegare in modo convincente alcuni dei più basilari perché della classe capovolta (flipped classroom) è una bionda avvenente ed energica. Tiene la scena con la sicurezza di una rockstar. La speciale canzone che canta, dopo poche battute, ha già conquistato il suo pubblico. E la sottoscritta, che apre l’iPad e prova a trascrivere per voi l’intero discorso.

UNA RIVOLUZIONE COPERNICANA. Anche il pubblico è speciale. Si tratta di centinaia di insegnanti convenuti a Roma per discutere di un nuovo modo di fare scuola: la classe capovolta è una rivoluzione copernicana della didattica. La rockstar si chiama Daniela Lucangeli. Ha una cattedra di Psicologia dello sviluppo all’università di Padova. Ha lavorato in mezza Europa.
I bambini di sei anni ridono 300 volte al giorno, esordisce. Gli adulti lo fanno da zero a 11 volte. Vuol dire che tutti noi, crescendo, perdiamo funzioni che sono vantaggiose: ridere attiva il sistema dopaminergico e migliora il sistema immunitario. È un meccanismo salutare per il cervello, e per l’intero organismo. C’è da chiedersi come mai ci evolviamo, come individui, in modo così svantaggioso.

RAGAZZINI DEPRESSI. Lucangeli incalza: l’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un allarme: una delle grandi pandemie da fermare è la depressione infantile, che può prendere avvio da cattive condizioni di apprendimento e da relazioni umane insoddisfacenti. Questa situazione critica non riguarda solo la complessità della vita familiare, ma si sviluppa anche a scuola. Vuol dire che l’ambiente che determina lo sviluppo del potenziale umano è in realtà, nell’80 per cento dei casi, un ambiente dello star male.
Per capire come e perché a scuola succede questo, prosegue Lucangeli, dobbiamo considerare le variabili cognitive messe in gioco dai metodi d’insegnamento tradizionali. Oggi gli studenti vengono sommersi da un’enorme quantità di informazioni che loro dovrebbero “imparare”, come se fossero anatre all’ingozzo.
Ma, mentre pretende che gli studenti “imparino”, la scuola di norma non fornisce loro nessuno strumento e nessun sostegno per “imparare”, cioè per gestire in modo sano e produttivo le informazioni che elargisce in maniera intensiva e incessante.

IMPRIMERE UN SEGNO. Tutto ciò appare paradossale, specie se si ricorda che insegnare viene dal latino, e significa imprimere un segno nella mente. Chi “insegna” non può, dunque, limitarsi a trasmettere informazioni. Deve cambiare la mente dei suoi allievi, migliorando il loro modo di ragionare e di confrontarsi con la realtà.
Lucangeli racconta che il cervello è un bollitore biochimico: elabora stimoli e produce onde elettriche che guidano il corpo nell’azione. Tutto questo avviene in modo istantaneo, e continuo. Ma le informazioni elaborate dal cervello non sono solo cognitive.

EMOZIONI DALL’AMBIENTE. Il cervello riceve stimoli dall’intero ambiente: percepisce non solo le cose dette, ma anche il modo in cui vengono dette, e l’intenzione che governa e determina quel modo. E poi percepisce il luogo fisico. E, a scuola, percepisce la relazione con l’insegnante, la relazione con gli altri studenti…
Bisogna sapere che, quando sperimentiamo emozioni, nel nostro cervello si registrano due tipi di picchi. C’è un picco collegato a emozioni positive come la gioia: il picco è altissimo e ha una brevissima durata. Il picco tipico delle emozioni grevi, come la tristezza, l’ansia, l’angoscia e la paura è più basso e molto più permanente nel tempo. È questo il motivo per cui le emozioni negative e prolungate possono determinare patologie.

LE EMOZIONI SONO TUTTO. Non esiste atto della vita psichica che non sia segnato dalle emozioni. Il circuito neurale delle emozioni è la parte più antica e primitiva del nostro cervello: ce l’avevamo ben prima di diventare Sapiens sapiens. Ci ha aiutato a sopravvivere nella foresta. E ancora oggi controlla tutto quanto accade dentro di noi, fino al nostro limite estremo: la pelle. Ce ne accorgiamo quando arrossiamo o impallidiamo.
Torniamo alla scuola: se un bambino, mentre impara, prova paura, il circuito della memoria registrerà, collegandole, sia l’informazione trasmessa sia l’emozione. Se un bambino si sente impotente o inadeguato nei confronti di quanto impara, l’apprendere resterà connesso con il senso di inadeguatezza. E se un bambino è terrorizzato dalla scuola, fuggirà della scuola.

RIMPROVERI E GIUDIZI NEGATIVI. L’intelligenza sociale, continua Lucangeli, nasce con il sorriso, già quando abbiamo pochi mesi, e un sorriso d’incoraggiamento é, in termini di cambiamento, molto più potente di decine di rimproveri. Un altro grande nemico dell’apprendimento è il senso di colpa connesso con un giudizio negativo: per questo gli insegnanti dovrebbero imparare a guardare i loro allievi negli occhi e a sorridere. E dovrebbero saper incoraggiarli a sbagliare.

“DENTRO” E “FUORI”. In classe, il cervello degli studenti porta “dentro” quel che c’è “fuori”. Il cervello dell’insegnante che fa una lezione frontale, invece, porta “fuori” quello che c’è “dentro”.
Nessuno di questi due atti è propriamente creativo: il potere creativo del cervello si esprime nella sua massima intensità nel momento in cui le informazioni che ci sono “dentro” vengono selezionate, connesse tra loro, riconfigurate in nuovo sapere, più ricco e autoprodotto.

classe capovolta flipped classroom 2

LEGGERE DENTRO. Anche la parola “intelligenza” viene dal latino (intus ligere, cioè leggere dentro). E intelligenza sociale vuol dire portar dentro, riconfigurare, e solo dopo portar fuori, in una nuova forma. Questo è vero apprendimento. Ed è permanente.
Eppure quel che si fa a scuola spesso non è altro che apprendimento passivo a breve termine. Il nostro cervello non è stato creato per questo. Non è fatto per portar dentro una massa enorme di informazioni che dovrebbe poi sputar fuori tali e quali. Se si trova in questa condizione, il cervello prova malessere.
L’intelligenza è tanto più potente quanto più sa e può modificare le informazioni, facendole così davvero proprie. Ma più il cervello è sovraccaricato, meno ha risorse per elaborare informazione intelligente. È come se diventasse pigro e obeso.

GEMMAZIONI NEURALI. È stato lo psicologo russo Lev Vygotskij a capire per primo quanto l’ambiente, modificando il cervello stesso, può influire sullo sviluppo del potenziale umano: meccanismi universali di natura biologica si integrano con gli stimoli esterni facendo sì che ogni neurone in ogni millesimo di secondo gemmi nuove connessioni. È il connettoma.
Ma la mente gemma e si modifica e cresce, in un modo o nell’altro, tanto o poco, in base a ciò che riceve. Ora dopo ora, giorno dopo giorno e anno dopo anno, quello che un insegnante fa su un altro essere vivente dovrebbe misurarsi in termini di gemmazione.
Lucangeli conclude: in una scuola che sa educare, con insegnanti che, sorridendo, lasciano il segno, il numero delle gemmazioni potrebbe essere tendente all’infinito.
Segue ovazione.
Ho preso appunti così in fretta che i polpastrelli mi si sono indolenziti.

CLASSE CAPOVOLTA: UNA SOLUZIONE POSSIBILE. Se l’obiettivo è attivare i cervelli, la classe capovolta appare una soluzione possibile, efficace e naturale. L’idea di base è semplice: nella classe capovolta (flipped classroom) viene ribaltato lo schema tradizionale di insegnamento e apprendimento. In aula si discute, si lavora e si impara insieme sotto la guida dell’insegnante. Insomma, si costruisce un’esperienza condivisa, che favorisce il coinvolgimento, la comprensione e il ricordo. A casa, da soli o insieme, ci si documenta grazie a materiali didattici multimediali che oggi sono facilmente disponibili e accessibili. E si è molto più motivati a prepararsi: lo si è proprio perché a scuola si è coinvolti ogni giorno e non saltuariamente, come succede con le interrogazioni e i compiti in classe. Guardate come un’insegnante racconta ai suoi allievi l’intero processo.

MONTESSORI, DON MILANI E PIZZIGONI. Nella flipped classroom si pratica, insomma, il learning by doing. Se tutto ciò ci sembra molto americano, è solo perché abbiamo trascurato e osteggiato le intuizioni di alcuni nostri grandi educatori  del passato e ci siamo (colpevolmente) dimenticati di Maria Montessori, che agli inizi del secolo scorso già parlava di apprendimento attraverso l’attività, o di don Milani, o di Giuseppina Pizzigoni.
Giuseppina Pizzigoni muore in un istituto dei poveri, nel 1947. Maria Montessori viene costretta ad abbandonare l’Italia nel 1934. Riesce a tornare solo dopo la seconda guerra mondiale (morirà in Olanda nel 1952). Don Milani viene esiliato nelle microscopica frazione di Barbiana. Oggi esistono molte più scuole Montessori all’estero che in Italia.

LA PRIMA BUONA NOTIZIA. Dunque, la prima buona notizia è che una scuola dove si lavora per capire, dove si impara a imparare, è non solo possibile, ma anche praticabile. Nella classe capovolta non esistono né note sul registro, né registri. I ragazzi sono protagonisti del processo di apprendimento, organizzano la propria attività prendendo decisioni consapevoli, condividono la conoscenza. E (questo è molto più importante di quanto comunemente si creda) non si annoiano.

RISULTATI POSITIVI. La seconda buona notizia è che  dal primo convegno sulla classe capovolta sono passati solo due anni, e un numero crescente di insegnanti ci crede, ci prova, ottiene risultati positivi, coinvolge altri insegnanti. E ha costruito una rete, che si chiama Flipnet.
Nel sito Flipnet si trovano informazioni, videoconferenze e una quantità di materiali didattici pubblicati dagli insegnanti che già hanno sperimentato la classe capovolta. Date un’occhiata, se insegnate. Se avete figli (o nipoti) che vanno a scuola, o se pensate che prima o poi ne avrete. O se (come la sottoscritta) avete pessimi ricordi della vostra esperienza scolastica, e vi va di fantasticare su come le cose sarebbero potute cambiare, capovolgendo tutto quanto.

Questo articolo esce anche su internazionale.it. Le immagini dettagli delle foto di Laura Williams.

Ieri ho finito di scrivere alle tre di notte. Nessuno, ovviamente, mi obbliga a lavorare fino a un’ora così indecente. Ma avevo intercettato un refolo di pensiero che mi sembrava potenzialmente...
Anonimato e fama non sono condizioni necessariamente opposte, perfino in un mondo in cui legioni di anonimi aspirano a diventare famosi, e in cui buona parte del non così sparuto gruppetto dei...
L’installazione-simbolo del London Design Festival 2015 è un pilone dell’energia elettrica pesante quindici tonnellate, piantato a testa in giù, visibile dall’aereo e dal Tamigi e messo...
È curiosa l’idea che sta dietro Camera restricta, il prototipo di macchina fotografica “disubbidiente” concepito dal designer Philipp Schmitt. Grazie a un sistema di geolocalizzazione, la...
I computer a scuola sono stati bocciati dall’OCSE, come hanno sbrigativamente titolato diversi giornali nel mondo? Non è così. Però resta il fatto che la bacchetta magica tecnologica, in aula,...
Giusto per fare un esempio: a fine 1999, cercando la parola creatività con Virgilio (Google era appena nato e non era ancora così conosciuto) si trovavano 319 risultati. Nel 2004, cercando...
A Rimini, alla Festa della Rete, ci sono: un sole settembrino ma ancora tiepido, una vivace mescolanza di mitici blogger della prima ora e nuove leve youtubiste, l’intera redazione di Lercio,...
Anna Luise ha gli occhi azzurri dietro gli occhiali con un tocco di azzurro e lo sguardo franco. È napoletana e, nonostante viva a Roma, quando si accalora il suo accento rotondo viene fuori. È...
Entro in libreria, do un’occhiata oziosa in giro, mi lascio incuriosire da un titolo e uno strillo, colgo qualche riga a caso sfogliando un libro di cui non so proprio niente e mi dico vabbè, dai,...
La creatività riguarda la mente, il pensare e l’intuire, ma non è una faccenda astratta e dematerializzata: è anche corpo, e uso e sapienza del corpo. E, in primo luogo, manualità. In questa...
Mi sono imbattuta nei limerick (e in un intero mondo di fumetti di qualità) leggendo dal primo numero (parlo di metà anni Sessanta) quella meraviglia di mensile che Linus è stato, e imparando ad...
I giardini giapponesi possono essere di molti tipi. E, di qualsiasi tipo siano, sono affascinanti. Offrono prospettive sbieche, itinerari sinuosi e ardite asimmetrie: una messa in scena della natura...
Non si tratta di un monumento, di un tempio o di un santuario, ma l’enorme mercato del pesce è un luogo che a Tokyo non si può non vedere. Della prima volta che ci sono stata, oltre tre decenni...
Ne ho pubblicata una prima lista qualche tempo fa. Le usiamo tutti i giorni, qualche volta interrogandoci sul loro significato, spesso senza accorgerci che di latino si tratta e a volte scambiandole...
Me ne vado a caccia di mode giapponesi in giro per Tokyo, osservando le persone come se fossero un paesaggio. La gente che lavora negli uffici si veste di bianco, grigio e nero. Camicie bianche,...
Immaginate la scena: sono a pranzo con un imprenditore italiano noto nel mondo per creatività e capacità innovativa e la sua compagna. Non lo conosco bene e non mi sento esattamente a mio agio....
Tokyo. La metropolitana di Tokyo è impressionante: il cuore pulsante e nascosto della città. Sono tredici linee per quasi trecento stazioni. Ci passano ogni giorno otto milioni di passeggeri. Oggi...
Viaggiare regala nuovi amici, nuove esperienze e nuove storie: lo ricorda l’Atlantic. E aggiunge che – lo dicono psicologi e neuroscienziati – viaggiare rende anche più creativi. Il motivo è...
Torno a parlarvi di manutenzione: una pratica fondamentale, ma considerata noiosa, faticosa, antiquata e per nulla prestigiosa, e ampiamente sottovalutata nel nostro paese. Sono convinta che sia più...
Ilaria Scopa è laureata in semiotica. Fa parte della redazione ed è possibile che abbiate chiacchierato con lei, per esempio, sulla pagina Facebook di NeU. Le ho chiesto di raccontare su queste...
Alla manutenzione, l’Italia preferisce l’inaugurazione. A scrivere questo aforisma, nel 1957, è Leo Longanesi, un indiscusso maestro del genere (e uno che, di sé, afferma: sono un conservatore...
Stress non vuol dire altro che tensione, sollecitazione, sforzo, spinta, pressione. È tutto quanto capita a qualsiasi entità venga sollecitata da agenti esterni e, per evitare ogni forma di stress,...
Qualche tempo fa un amico mi ha spedito un articolo sulla ormai attestata inefficacia del brainstorming. Ammetto di avergli risposto, con una certa antipatica supponenza, di aver affrontato il tema...
Espressioni latine che usiamo in italiano, nel linguaggio corrente: in questa pagina ne ho messe insieme ottanta. Spesso le adoperiamo senza nemmeno sapere o ricordare che di espressioni latine si...
È la magia delle narrazioni e la sperimenta qualsiasi buon lettore: immergersi in un romanzo vuol dire entrare in altri mondi e vivere altre vite, ampliare le proprie prospettive, scoprirne di nuove...
Potrebbe essere un quadro surrealista, ma è una fotografia. È stata, come le altre che seguono, scattata nella Namibia del sud. Il posto si chiama Kolmanskop: è una città di cercatori di...
“Il marchio contro le false imitazioni del Made in Italy” recita un baldanzoso titolo di Rai News. “Contro le false imitazioni” è un magnifico lapsus: dice una cosa che è priva di senso, e...
Prima di continuare a leggere questo articolo provate a fare un brevissimo esercizio mentale (ci vogliono pochi secondi): immaginate che la vostra mente sia un luogo in cui potete entrare e muovervi....
La condividiamo con tutti gli organismi viventi: mammiferi e uccelli, api e pulci, piante, microorganismi unicellulari. È indispensabile per la sopravvivenza. Ne parla Psychology Today: è la...
Nuovo è un aggettivo incantatore: rende attraente ogni sostantivo. Nuovo è fresco, giovane, moderno, intatto, vitale e trabocca di promesse. Appare (salvo rari casi: “una nuova seccatura”)...
Dovrei esserci abituata ma non è così. Tutte le volte che vado al Salone del Libro mi ritrovo travolta dalla quantità di parole scritte e dette, rimbalzate dagli altoparlanti e centuplicate da...
È in rete da pochi giorni un video che mostra Hillary Clinton che invecchia. Non dovrebbe essere una notizia: tutti invecchiamo, a prescindere dal fatto che ci candidiamo o meno alla presidenza...
Non so se vi è capitato di vedere qualche episodio di Sherlock, la serie televisiva prodotta dalla BBC e ispirata alle avventure di Sherlock Holmes raccontate da Arthur Conan Doyle. Devo dire che...
Un recente articolo sul Guardian sostiene che negli ultimi anni un’insidiosa e diffusa epidemia di insensate credenze neuroscientifiche si è insinuata nel sistema britannico dell’istruzione (e,...
Consigli sulla scrittura: non si negano mai e permettono anche, a chi li dà, di pavoneggiarsi un po’. I consigli, naturalmente, devono avere un senso ed essere utili e praticabili. Dunque, ecco...
Qui sotto vi racconto una storia. Poi vi racconto la storia della storia, e il senso di entrambe. Vedrete, sono illuminanti. La storia. A scriverla è Alexander Calandra, docente di fisica alla...
È sempre questione di sfumature. Qualche giorno fa succede che, in agenzia, ci ritroviamo a discutere di scale di grigio. “Questi due grigi sono praticamente uguali!”, dice il cliente. “Ma no,...
Parlavamo qualche giorno fa dell’inventare parole. Bene: oggi ve ne propongo quattro, e vi chiedo se avete voglia di inventarne una quinta, completa di definizione da proporre nei commenti. Si...
Le parole nascono in un'antichissima culla latina, greca, sanscrita, araba ("zero", per esempio). Cambiano nel tempo, viaggiano coi mercanti e gli eserciti. Le parole possono nascere nelle pagine dei...
Il concetto di “stile cognitivo” riguarda il modo unico e speciale in cui ciascuno di noi percepisce, elabora e ricorda, catalogandole nella memoria, le informazioni che costantemente riceve dal...
Per quanto tempo è per sempre?, domanda Alice. A volte, solo un secondo, risponde il Bianconiglio. IL TEMPO DELLA RETE È FRAMMENTATO. Maurizio Ferraris scrive che, con l’avvento della rete, nel...
Dona un rene a uno sconosciuto. Ecco la prima samaritana d’Italia. La Repubblica, come altri quotidiani, sceglie di mettere l’accento sul lato umano ma comunque, per fortuna, pubblica la notizia...
Quando ho cominciato a prendere qualche appunto per questo articolo, invece che registrare il documento come disfattismo_bozza ho scritto disfattismo_bizza. Un bel lapsus: infatti sto rischiando, e...
In inglese il termine rejection significa molte cose: sia rifiuto (di una candidatura, di una proposta o di un’idea. Per esempio, di un manoscritto da parte di un editore. Ma anche di una proposta...
Ho la sensazione che finora se ne sia parlato ancora troppo poco e in maniera frammentaria. Eppure, l’ha segnalato anche l’OCSE: sistemi scolastici eccellenti appartengono a paesi che valorizzano...
Riconoscere il valore dell'arte è una competenza per niente ovvia. Guardatelo: questo video racconta un fatto curioso, gira in rete e finisce anche nella selezione video di repubblica.it. Ecco di...
Ci sono cose che, con le idee, è meglio non fare: non funzionano e sono logoranti. Ne ho messe in fila alcune e provo a raccontarle traducendole in storielle molto, molto semplici. Siccome si tratta...
“Quali sono le prospettive?”. È una domanda che ci facciamo spesso a proposito di una scelta da fare, un’attività da intraprendere o una situazione da valutare. Quali sono le prospettive...
Nelle ultime settimane la sottoscritta – e con lei questo piccolo sito – si sono ritrovati, per via della petizione sull’uso consapevole dell’italiano, travolti da un'onda anomala di parole,...
A una settimana dal lancio sulle pagine di Internazionale e di Nuovoeutile la petizione #dilloinitaliano ha raccolto più di 55.000 adesioni. Prima di tutto, grazie a chi ha firmato e condiviso....
L'esortazione è semplice: dai, dillo in italiano. Qui sotto potete leggere il testo che accompagna una petizione in favore di un uso più accorto della lingua italiana da parte di chi ha ruoli e...
Nuovo e Utile oggi ospita, nella sua pagina iniziale, il 500esimo articolo: questo. Vuol dire che, nel corso degli anni, settimana dopo settimana ci siamo dati, con quest’ultimo, cinquecento...
Parlare bene una lingua, usando tutte le parole che servono – nette e pertinenti – vuol dire possedere e poter usare bene il proprio pensiero. E, naturalmente, saperlo esprimere e trasmettere....
La memoria è una facoltà straordinaria, forse la più fantastica che possediamo, scrive su La lettura il neuroscienziato Edoardo Boncinelli. E aggiunge che ne sappiamo ancora troppo poco....
Torno sul tema dell’itanglese: chi volesse un riassunto delle puntate precedenti trova una sintesi, e qualche conclusione provvisoria, a questa pagina. Ma intanto: itanglese, come dice il...
Il sindaco della cittadina di Providence, nel New England, il 3 febbraio 2014 lancia un’iniziativa davvero curiosa: si chiama Providence Talks. Punta sullo sviluppo del linguaggio infantile e ha...
“Creativo” è un aggettivo, non un sostantivo, scrive Sandor Von Mallasz a conclusione di un lungo ed energico post su Facebook, in cui se la prende con la sicumera implicita in alcuni commenti...
Analogia vuol dire somiglianza o equivalenza di proporzioni, di caratteristiche, di funzioni, di forma, di struttura. La parola viene dal greco ἀνα (uguale) λόγος (discorso, parola,...
Quali sono le prime tre cose che vi vengono in mente se scrivo la parola “memoria”? Forse state pensando alle poesie imparate a memoria. O che la vostra memoria vi sembra più o meno buona....
Da qualche anno le neuroscienze hanno cominciato a osservare la politica, o meglio: hanno cominciato a osservare cervello e politica insieme, considerando caratteristiche e attività cerebrali, e...
Un breve ma consistente documento dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico elenca alcuni fatti che riguardano l’istruzione: dovremmo ricordarcene sempre, e i governi...
1. LA SFIDA PER IL NUOVO ANNO. Poco prima della mezzanotte del 2 gennaio 2015, e dopo aver chiesto suggerimenti online e averne ricevuti oltre 50.000, Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook,...
Nel secolo scorso, quando andavo all’università, mi infilavo sempre la stessa camicia bianca a quadretti blu per fare gli esami. Me l’ero messa per il primo, che era andato alla grande, e ho...
Dai paesi anglosassoni e dall’estremo oriente un buon numero di video ad alta intensità emotiva si sta, da qualche anno, diffondendo in rete. Le narrazioni e gli stili sono diversi e testimoniano...
Lo humor è affascinante. È seduttivo perché scintilla di intelligenza e accende la complicità. È creativo perché apre nuove prospettive. È tanto semplice da riconoscere quanto difficile da...
Certi esempi di genio e sregolatezza sono proprio curiosi. C’è l’incidente occorso al fisico britannico Matt Taylor dell’Agenzia Spaziale Europea, presentatosi in tv per commentare...
Adesso gli scienziati lanciano l’allarme sulle conseguenze del multitasking trilla un recente articolo su La Repubblica. Dopo un lungo, colorito esordio arriviamo a un primo fatto: Sandra Bond...
Siete alla scrivania da ore e non vi viene in mente un accidente di niente? Beh, forse non vi trovate nel posto giusto. Leggete qui. Camminare dà gambe alle idee. Lo dice il Sunday Times, citando...
Riprendo volentieri il discorso su creatività e ostacoli: ha suscitato interesse, diverse questioni e un buon dibattito in rete. Tutto questo mi convince a rendere esplicito ciò che mi sembrava...
Al giovane Phil Hansen tremano le mani per via di un danno neurologico permanente, e non c’è rimedio. Lui sta frequentando una scuola d’arte, non riesce più neanche a tracciare una riga dritta...
Nassim Taleb parla sei lingue, e anche un po’ di italiano. Ha il sorriso facile, un ottimo sense of humor e un gusto speciale per i paradossi. Ha coniato un termine, antifragile, che è un modo di...
La mia amica Elena mi chiede se esiste una ginnastica per la creatività. La risposta breve sarebbe “sì, in senso lato. Non esattamente, in senso proprio, ma diverse cose interessanti si possono...
Ogni storia di creatività è una storia di idee scartate. The first draft of anything is shit, afferma Ernest Hemingway, alla sua maniera ruvida e diretta. Almeno all’inizio, tutti i nostri film...
(un contributo di Claudio Passera) Il detto don’t judge a book by its cover traduce in inglese almeno due motti: l’abito non fa il monaco e non farti ingannare dalle apparenze. È anche il nome...
Non ce n’è: il modo più semplice, più rapido, più divertente, più efficace e (quasi) infallibile per trovare buone risposte è farsi buone domande. “Giudicate un uomo dalle sue domande più...
L’immagine qui sopra è romantica e sognante. Il messaggio qui sotto, invece, è frustrato, esasperato e indignato. Leggetelo. Al termine aggiungo un paio di ulteriori quesiti. Opinioni e consigli...
Le nostre università continuano a sonnecchiare ai medi livelli delle classifiche internazionali (la prima è Bologna, al 182 posto). Ogni tanto, risvegliandosi, fantasticano sul fatto che basti...
Avete mai sentito parlare del Flynn Effect? Riguarda il fatto che il quoziente d’intelligenza medio, nell’ultimo secolo, è cresciuto in modo sostanziale. La storia della sua scoperta è...
IL desiderio di poter prevedere il futuro risale ai tempi più remoti. Sia in Oriente sia in Occidente indovini, sacerdoti, maghi e astrologi predicono il futuro interpretando eventi atmosferici,...
L’emisfero destro creativo? Non è vero. Il fatto che usiamo solo il dieci  per cento del nostro cervello? Una sciocchezza. Compiuti i tre anni di età i giochi neurali sono fatti, e quindi...
Il 17 marzo scorso, all’alba e tre soli minuti dopo il verificarsi di un terremoto nell’area di Los Angeles, il sito del Los Angeles Times ne dà notizia con un breve testo. A recuperare tutti i...
Bias cognitivi: ne avete mai sentito parlare? L’edizione inglese di Wikipedia ne pubblica un lungo elenco piuttosto terrorizzante. Molti articoli di svariato contenuto, dal management alla vita di...
È un intero, completo, semplice corso di prevenzione e pronto soccorso (come evitare gli incidenti, a casa e in auto. Come comportarsi con ferite, scottature, veleni… fino alla rianimazione per i...
Sarà per via della linguaccia, di quella faccia che sembra un cartone animato e di un’aneddotica ricchissima (la distrazione, l'antipatia per i calzini). Sarà perché è considerato il più...
Ferrara, Festival di Internazionale. A sentire Tullio De Mauro c’è un sacco di gente. Sedersi, non se ne parla nemmeno. Circumnavigo il mucchio assiepato sul fondo del grande cortile della...
“Più in forma, più alti, brizzolati, coi piedi ben piantati in una posa autorevole (power posing) e una voce più profonda”. Questo, in sintesi, secondo l’Economist è ancora oggi il ritratto...
(Un contributo di Claudio Passera) Nel bizzarro e curioso mondo del mercato dell’arte può capitare anche di potersi comprare uno squalo sotto formaldeide per la cifra esorbitante di 12 milioni di...
“Il mondo degli affari deve combattere una persistente battaglia contro la burocrazia”, scrive l’Economist. E aggiunge che “la cianfrusaglia più debilitante è la complessità...
Sapevo che l’avrei trovato suggestivo, ho aspettato il momento giusto per aprirlo e finalmente sono riuscita a ritagliare il tempo necessario per una lettura intensiva. Si tratta di Quiet, il...
La prima edizione del Festival della comunicazione di Camogli mi è parsa energica e affollata. Un fatto curioso: i più giovani tra i relatori che sono andata ad ascoltare hanno parlato a partire...
Claudio Passera ha una laurea in lettere e una passione per l’editoria. Soprattutto, è una persona curiosa ed ama – dice – i libri, le storie, l’arte, la musica, la cucina e la moda...
Ha fatto assai rapidamente il giro del web la notizia che nella sintesi in 12 punti del documento governativo intitolato La buona scuola ci fosse qualche a capo non proprio ortodosso. È giusto...
D di Repubblica mi ha chiesto di scrivere un editoriale. Da brava manovale delle parole ho subito domandato: argomento? Taglio? Numero di battute? Tono? Già: in quarant’anni ho scritto di tutto...
Ogni anno in Italia circa 20.000 bambini subiscono incidenti. Circa 1000 restano invalidi per sempre. Gli incidenti domestici causano addirittura più morti degli incidenti in auto. Non abbiamo idea...
Uno dei buoni propositi per il futuro prossimo potrebbe essere questo: “dormire un po’ di più”. E farlo sapendo che non è una scelta da mollaccioni pigri, ma una precisa strategia per stare...
Ogni tanto i ritmi di lavoro subiscono un'impennata. Succede subito prima delle vacanze. Succede quando si avvicinano scadenze cruciali. Spesso succede senza un motivo apparente. Decisioni rimandate...
Da un po’ di tempo mi frulla in mente una storia ambientata in un futuro assai prossimo. Non la scriverò mai, e non ho nessuna idea di come va a finire. Però ve la racconto qui sotto per sommi...
Ho raccolto, girovagando in rete, una serie di notizie, video, test e curiosità che hanno a che vedere col colore. Ve le propongo tutte insieme, raccolte in questo articolo: una tavolozza di...
Due cose possono danneggiare qualsiasi lavoro, e in modo particolare un lavoro creativo: la prima è accontentarsi subito di un risultato mediocre, rinunciando a migliorarlo. La seconda è non...
Cerca in Nuovo e Utile
243 queries in 2,782 seconds.