Classe capovolta: una rivoluzione nel modo di studiare. E di pensare

A spiegare in modo convincente alcuni dei più basilari perché della classe capovolta (flipped classroom) è una bionda avvenente ed energica. Tiene la scena con la sicurezza di una rockstar. La speciale canzone che canta, dopo poche battute, ha già conquistato il suo pubblico. E la sottoscritta, che apre l’iPad e prova a trascrivere per voi l’intero discorso.

UNA RIVOLUZIONE COPERNICANA. Anche il pubblico è speciale. Si tratta di centinaia di insegnanti convenuti a Roma per discutere di un nuovo modo di fare scuola: la classe capovolta è una rivoluzione copernicana della didattica. La rockstar si chiama Daniela Lucangeli. Ha una cattedra di Psicologia dello sviluppo all’università di Padova. Ha lavorato in mezza Europa.
I bambini di sei anni ridono 300 volte al giorno, esordisce. Gli adulti lo fanno da zero a 11 volte. Vuol dire che tutti noi, crescendo, perdiamo funzioni che sono vantaggiose: ridere attiva il sistema dopaminergico e migliora il sistema immunitario. È un meccanismo salutare per il cervello, e per l’intero organismo. C’è da chiedersi come mai ci evolviamo, come individui, in modo così svantaggioso.

RAGAZZINI DEPRESSI. Lucangeli incalza: l’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un allarme: una delle grandi pandemie da fermare è la depressione infantile, che può prendere avvio da cattive condizioni di apprendimento e da relazioni umane insoddisfacenti. Questa situazione critica non riguarda solo la complessità della vita familiare, ma si sviluppa anche a scuola. Vuol dire che l’ambiente che determina lo sviluppo del potenziale umano è in realtà, nell’80 per cento dei casi, un ambiente dello star male.
Per capire come e perché a scuola succede questo, prosegue Lucangeli, dobbiamo considerare le variabili cognitive messe in gioco dai metodi d’insegnamento tradizionali. Oggi gli studenti vengono sommersi da un’enorme quantità di informazioni che loro dovrebbero “imparare”, come se fossero anatre all’ingozzo.
Ma, mentre pretende che gli studenti “imparino”, la scuola di norma non fornisce loro nessuno strumento e nessun sostegno per “imparare”, cioè per gestire in modo sano e produttivo le informazioni che elargisce in maniera intensiva e incessante.

IMPRIMERE UN SEGNO. Tutto ciò appare paradossale, specie se si ricorda che insegnare viene dal latino, e significa imprimere un segno nella mente. Chi “insegna” non può, dunque, limitarsi a trasmettere informazioni. Deve cambiare la mente dei suoi allievi, migliorando il loro modo di ragionare e di confrontarsi con la realtà.
Lucangeli racconta che il cervello è un bollitore biochimico: elabora stimoli e produce onde elettriche che guidano il corpo nell’azione. Tutto questo avviene in modo istantaneo, e continuo. Ma le informazioni elaborate dal cervello non sono solo cognitive.

EMOZIONI DALL’AMBIENTE. Il cervello riceve stimoli dall’intero ambiente: percepisce non solo le cose dette, ma anche il modo in cui vengono dette, e l’intenzione che governa e determina quel modo. E poi percepisce il luogo fisico. E, a scuola, percepisce la relazione con l’insegnante, la relazione con gli altri studenti…
Bisogna sapere che, quando sperimentiamo emozioni, nel nostro cervello si registrano due tipi di picchi. C’è un picco collegato a emozioni positive come la gioia: il picco è altissimo e ha una brevissima durata. Il picco tipico delle emozioni grevi, come la tristezza, l’ansia, l’angoscia e la paura è più basso e molto più permanente nel tempo. È questo il motivo per cui le emozioni negative e prolungate possono determinare patologie.

LE EMOZIONI SONO TUTTO. Non esiste atto della vita psichica che non sia segnato dalle emozioni. Il circuito neurale delle emozioni è la parte più antica e primitiva del nostro cervello: ce l’avevamo ben prima di diventare Sapiens sapiens. Ci ha aiutato a sopravvivere nella foresta. E ancora oggi controlla tutto quanto accade dentro di noi, fino al nostro limite estremo: la pelle. Ce ne accorgiamo quando arrossiamo o impallidiamo.
Torniamo alla scuola: se un bambino, mentre impara, prova paura, il circuito della memoria registrerà, collegandole, sia l’informazione trasmessa sia l’emozione. Se un bambino si sente impotente o inadeguato nei confronti di quanto impara, l’apprendere resterà connesso con il senso di inadeguatezza. E se un bambino è terrorizzato dalla scuola, fuggirà della scuola.

RIMPROVERI E GIUDIZI NEGATIVI. L’intelligenza sociale, continua Lucangeli, nasce con il sorriso, già quando abbiamo pochi mesi, e un sorriso d’incoraggiamento é, in termini di cambiamento, molto più potente di decine di rimproveri. Un altro grande nemico dell’apprendimento è il senso di colpa connesso con un giudizio negativo: per questo gli insegnanti dovrebbero imparare a guardare i loro allievi negli occhi e a sorridere. E dovrebbero saper incoraggiarli a sbagliare.

“DENTRO” E “FUORI”. In classe, il cervello degli studenti porta “dentro” quel che c’è “fuori”. Il cervello dell’insegnante che fa una lezione frontale, invece, porta “fuori” quello che c’è “dentro”.
Nessuno di questi due atti è propriamente creativo: il potere creativo del cervello si esprime nella sua massima intensità nel momento in cui le informazioni che ci sono “dentro” vengono selezionate, connesse tra loro, riconfigurate in nuovo sapere, più ricco e autoprodotto.

classe capovolta flipped classroom 2

LEGGERE DENTRO. Anche la parola “intelligenza” viene dal latino (intus ligere, cioè leggere dentro). E intelligenza sociale vuol dire portar dentro, riconfigurare, e solo dopo portar fuori, in una nuova forma. Questo è vero apprendimento. Ed è permanente.
Eppure quel che si fa a scuola spesso non è altro che apprendimento passivo a breve termine. Il nostro cervello non è stato creato per questo. Non è fatto per portar dentro una massa enorme di informazioni che dovrebbe poi sputar fuori tali e quali. Se si trova in questa condizione, il cervello prova malessere.
L’intelligenza è tanto più potente quanto più sa e può modificare le informazioni, facendole così davvero proprie. Ma più il cervello è sovraccaricato, meno ha risorse per elaborare informazione intelligente. È come se diventasse pigro e obeso.

GEMMAZIONI NEURALI. È stato lo psicologo russo Lev Vygotskij a capire per primo quanto l’ambiente, modificando il cervello stesso, può influire sullo sviluppo del potenziale umano: meccanismi universali di natura biologica si integrano con gli stimoli esterni facendo sì che ogni neurone in ogni millesimo di secondo gemmi nuove connessioni. È il connettoma.
Ma la mente gemma e si modifica e cresce, in un modo o nell’altro, tanto o poco, in base a ciò che riceve. Ora dopo ora, giorno dopo giorno e anno dopo anno, quello che un insegnante fa su un altro essere vivente dovrebbe misurarsi in termini di gemmazione.
Lucangeli conclude: in una scuola che sa educare, con insegnanti che, sorridendo, lasciano il segno, il numero delle gemmazioni potrebbe essere tendente all’infinito.
Segue ovazione.
Ho preso appunti così in fretta che i polpastrelli mi si sono indolenziti.

CLASSE CAPOVOLTA: UNA SOLUZIONE POSSIBILE. Se l’obiettivo è attivare i cervelli, la classe capovolta appare una soluzione possibile, efficace e naturale. L’idea di base è semplice: nella classe capovolta (flipped classroom) viene ribaltato lo schema tradizionale di insegnamento e apprendimento. In aula si discute, si lavora e si impara insieme sotto la guida dell’insegnante. Insomma, si costruisce un’esperienza condivisa, che favorisce il coinvolgimento, la comprensione e il ricordo. A casa, da soli o insieme, ci si documenta grazie a materiali didattici multimediali che oggi sono facilmente disponibili e accessibili. E si è molto più motivati a prepararsi: lo si è proprio perché a scuola si è coinvolti ogni giorno e non saltuariamente, come succede con le interrogazioni e i compiti in classe. Guardate come un’insegnante racconta ai suoi allievi l’intero processo.

MONTESSORI, DON MILANI E PIZZIGONI. Nella flipped classroom si pratica, insomma, il learning by doing. Se tutto ciò ci sembra molto americano, è solo perché abbiamo trascurato e osteggiato le intuizioni di alcuni nostri grandi educatori  del passato e ci siamo (colpevolmente) dimenticati di Maria Montessori, che agli inizi del secolo scorso già parlava di apprendimento attraverso l’attività, o di don Milani, o di Giuseppina Pizzigoni.
Giuseppina Pizzigoni muore in un istituto dei poveri, nel 1947. Maria Montessori viene costretta ad abbandonare l’Italia nel 1934. Riesce a tornare solo dopo la seconda guerra mondiale (morirà in Olanda nel 1952). Don Milani viene esiliato nelle microscopica frazione di Barbiana. Oggi esistono molte più scuole Montessori all’estero che in Italia.

LA PRIMA BUONA NOTIZIA. Dunque, la prima buona notizia è che una scuola dove si lavora per capire, dove si impara a imparare, è non solo possibile, ma anche praticabile. Nella classe capovolta non esistono né note sul registro, né registri. I ragazzi sono protagonisti del processo di apprendimento, organizzano la propria attività prendendo decisioni consapevoli, condividono la conoscenza. E (questo è molto più importante di quanto comunemente si creda) non si annoiano.

RISULTATI POSITIVI. La seconda buona notizia è che  dal primo convegno sulla classe capovolta sono passati solo due anni, e un numero crescente di insegnanti ci crede, ci prova, ottiene risultati positivi, coinvolge altri insegnanti. E ha costruito una rete, che si chiama Flipnet.
Nel sito Flipnet si trovano informazioni, videoconferenze e una quantità di materiali didattici pubblicati dagli insegnanti che già hanno sperimentato la classe capovolta. Date un’occhiata, se insegnate. Se avete figli (o nipoti) che vanno a scuola, o se pensate che prima o poi ne avrete. O se (come la sottoscritta) avete pessimi ricordi della vostra esperienza scolastica, e vi va di fantasticare su come le cose sarebbero potute cambiare, capovolgendo tutto quanto.

Questo articolo esce anche su internazionale.it. Le immagini dettagli delle foto di Laura Williams.

Conviene diffidare delle mode. È quanto invita a fare il Corriere Cultura a proposito del termine empatia: viviamo nel mezzo di una «smania empatica», per usare l’espressione di Steven Pinker,...
Cominciare un lavoro creativo spesso è il momento più difficile dell'intero processo. In realtà, cominciare a fare qualsiasi cosa (anche a mettere ordine negli armadi, a organizzare un viaggio o a...
“I progetti delle donne superano quelli degli uomini”. A fare questa affermazione è GFK Eurisko, la maggior società italiana di ricerche di mercato, in apertura della newsletter di luglio. Non...
Noi chiamiamo “ritratto” la riproduzione delle fattezze di una persona. Ma l’idea di base è che la riproduzione non sia meccanicamente fedele: altrimenti considereremmo come i migliori...
Il talento naturale sembra a tutti sommamente ammirevole e seducente, tanto da distorcere la percezione dei risultati effettivi ottenuti. Perfino negli Stati Uniti, un paese che ha fatto del try...
Benessere psicologico, che cos'è? Il medico e psichiatra Danilo di Diodoro dice, nelle poche righe di un articolo sul Corriere della Sera, quali elementi sono fondamentali : è un testo interessante...
Roma, qualche giorno fa. Albergone moderno, spazi ampi e ovattati, un folto gruppo di uomini in giacca e cravatta e donne in abiti formali, tutti muniti di cartelline e tesserini di riconoscimento:...
A maggio del 2016 scade la convenzione con la quale lo stato concede in esclusiva alla Rai la gestione del servizio pubblico televisivo. Non è solo un passaggio amministrativo. La convenzione risale...
Questa è l’ultima puntata. Un paio di settimane fa, a partire da un innocentissimo quesito sui nomi e l’atto del nominare, e mossa da una di quelle curiosità che sembrano tanto più urgenti...
C’è l’universo dei nomi propri e c’è l’universo parallelo, denso e aggrovigliato, degli pseudonimi: nomi che si accostano al nome, o lo velano, o lo cancellano del tutto fino a costruire...
Dash e Dixan. Nike e Adidas. Twitter ed eBay, Wikipedia e Amazon. Toblerone e Nutella. Greenpeace ed Emergency. Se dico il nome sapete subito di che si tratta. Non solo: ciascuno di questi nomi, che...
Compro libri dappertutto, e farlo mi piace molto. Compro libri nelle librerie, alle edicole delle stazioni, negli aeroporti (per esempio, a Cagliari c’è una libreria non male). Frugo tra i...
Che cosa significa, sia in termini simbolici, sia in termini concreti, dare un nome? Come dicevamo nella prima puntata di questa passeggiata in cinque tappe nell’universo dei nomi (questa è la...
È una bufala che la lingua inuit abbia centinaia di nomi per definire differenti tipi di neve. Invece è vero che nelle diverse lingue (e anche nei dialetti) troviamo nomi che identificano fenomeni...
Il Corriere della Sera titola in prima pagina Coraggio e creatività per Milano. Seguono oltre ottomila battute per dire, nell’ordine, che: l’imperativo è salvare l’Expo. “Allarme Milano”...
Ve li ricordate, quei cartelli variamente decorati che fino a non troppi anni fa, dai muri di molti pubblici esercizi, in modo rude ma tutto sommato bonario esortavano prima di azionare la bocca,...
Il fotoritocco è vecchio quasi quanto la fotografia, e falsi fotografici sono sempre esistiti: c’è un sito (fateci un giro, è interessante) che ne raccoglie una quantità, a partire dal 1840....
Scusami se ti ho scritto una lettera lunga. Non ho avuto il tempo per scriverla più corta. Così il matematico, fisico e filosofo francese Blaise Pascal – non Voltaire, Locke o Cicerone, come...
Ci sono tanti modi efficaci per promuovere la lettura. Per esempio, Liberiamo traduce, ripropone (e, con ciò, combatte)  30 pregiudizi spocchiosi nei confronti del leggere. Qui trovate la prima...
Giuseppe Verdi ha ottant’anni quando manda in scena il Falstaff. Michelangelo Buonarroti lavora alla Pietà Rondanini quando ne ha quasi ottantanove. Ma il grande vecchio che preferisco – infatti...
Antonio Laurino è un simpatico ragazzo di Napoli che da pochissimo lavora con noi. Gli ho chiesto di raccontare in un post che cosa, dalle sue parti, succede di nuovo, di interessante e creativo e,...
Gira in rete una crescente quantità di video che mostrano il meglio (e più frequentemente il peggio) di tutti noi. Ma di che si tratta? Leggete qui, e guardate i video: o sono linkati in arancione,...
Tra i primi dieci film di maggiore incasso della storia del cinema cinque sono di ambientazione fantascientifica, tre sono fantasy, uno (Titanic) è storico e uno (Skyfall) è di spionaggio. In...
Arrivo a Mirandola attraversando la verde, rigogliosa campagna modenese. Sono campi e pioppeti che si alternano, man mano che ci si avvicina al centro urbano, a insediamenti industriali nuovissimi e...
In quest’ultimo periodo, in due casi diversi, mi sono trovata a ragionare sul modo in cui usiamo e percepiamo le parole italiane e inglesi. Vi racconto che cosa è successo e che cosa mi sembra di...
Una settimana, un giorno, solamente un’ora canta Edoardo Bennato alle prese con un addio difficile. È l’incipit perfetto per una serie di suggestioni che riguardano il tempo, e il suo...
Succede qualche tempo fa. Propongo su NeU una lista di parole inglesi che si usano spesso e di corrispondenti parole italiane d’uso altrettanto comune. Non si tratta di una crociata contro le...
Forse avete già visto il recente, bel video del Sunday Times che in un unico, fluido piano-sequenza evoca diverse icone della cultura moderna (il pensatore di Rodin, Forrest Gump, Mad Men, la...
Curiosa contraddizione. Apparteniamo a un paese che non legge e che neanche si preoccupa così tanto di nasconderlo. Eppure. Eppure eccoci qui, a leggere di come leggere più velocemente grazie a un...
Tra una parola e l’altra. Tra una nota e l’altra (ed è in quel tempo infinitesimo che un’accelerazione o un’esitazione possono essere indizio del talento dell’interprete. Music exists in...
Per quanto un lavoro sia lungo e complicato, a un certo punto succede che lo finite e lo potete consegnare, no? La risposta è “sì, l’avete finito ma no, non è ancora esattamente il momento di...
Quando scrivo non voglio essere falsa. Quando si ha talento, è molto facile essere falsi. Il talento è pericoloso, perché si è a proprio agio con le parole. A un tratto qualcosa suona bene, è...
Spesso i fatti o i gesti che val la pena di cogliere perché illuminano un evento o accendono un’intuizione se ne stanno lì, davanti agli occhi di tutti. Il problema è che nessuno se ne accorge....
Premessa necessaria: questa non è una crociata contro l’inglese. Parlare bene non solo l’italiano ma anche l’inglese (o qualsiasi altra lingua) è bellissimo e utilissimo. Ma non sempre è...
Fra tutte le domande (moltissime delle quali fondate, interessanti e doverose) che ci si potrebbero fare a proposito di Matteo Renzi, ce n’è una particolarmente stucchevole che negli ultimi giorni...
Un articolo uscito  sulle pagine de La Repubblica sembra lanciare un messaggio netto. “Il talento non conta, solo l’esercizio ci fa primeggiare. Dalla musica allo sport: le nuove teorie della...
Rieccomi a parlare di stereotipi pubblicitari e donne  al convegno Donna è…, organizzato da Rai a Roma. Sala piena, interventi interessanti e, per fortuna, poche dichiarazioni di circostanza....
Di resilienza si sente parlare sempre più spesso. La parola ha una storia antica (viene non dall'inglese, come molti credono, ma dal latino resilis, che significa rimbalzare, ritornare in fretta)....
Giovanni Galetta mi invia un ricordo esilarante.  Ve lo ripropongo. Corso di marketing in Bocconi. Fra i tanti partecipanti ce n’è uno, il direttore commerciale di un’azienda di rivestimenti,...
Metà dei lavori di oggi spariranno nel giro di vent’anni. A dirlo è una multinazionale dei mass media come AOL, e non è un’affermazione estemporanea: già nel 1999 il Department of Labor...
Oggi il percorso di NeU tra le emozioni prevede una tappa musicale. Ad accompagnarci (grazie!) c’è Bruno Pasini: una vita passata con la musica, dalla discografia (è stato capo della divisione...
Tra i molti romanzi scritti da Stephen King, uno dei miei favoriti (so bene che non tutti i fan del Re sono d’accordo) è La storia di Lisey. La trama di superficie è semplice: un noto scrittore...
PICCOLO, BELLO. Si intitola Small is beautiful e l’ha scritto l’economista inglese Ernst Friedrich Shumacher. Pubblicato all’inizio degli anni Settanta, è considerato uno dei testi più...
Vittorio Cucchi mi invia (grazie!) un articolo appena uscito sul New York Times, il quale segnala che in molte università americane la creatività (creative studies) ha ormai raggiunto lo status di...
Sono convinta che, in questi tempi inquieti, un po’ di alfabetizzazione emotiva (o, almeno, un piccolo ripasso) non possa che far bene assai. Quindi aggiungo una seconda puntata alle coordinate di...
Non sono una fan del time management e credo che anche il tempo vuoto, o dedicato ad attività in apparenza improduttive, abbia un suo perché: bisogna pur dare un’opportunità alla serendipity,...
Le emozioni sono qualcosa di antico, potente, universale e inafferrabile. Tu chiamale, se vuoi, emozioni, cantava l’indimenticabile Lucio Battisti nei primissimi anni Settanta (qui il video Rai)…...
Non tutte le procedure hanno lo stesso valore. Per capire come mai, cominciamo dall’inizio. Procedura: l’insieme di norme, formalità, usi e consuetudini che regolano la pratica di...
No, quello che vedete qui sopra non è un giardino fiorito dipinto da un impressionista: sono cellule di tessuto connettivo fotografate al microscopio. E questo è solo l’inizio del viaggio che vi...
I ragazzi non devono annoiarsi a scuola: chi si annoia non impara. Il contrario di “annoiarsi a scuola” non è “divertirsi”. È “essere interessati”. L’interesse nasce di fronte a...
Alcune biblioteche sono bellissime. A ricordarlo ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, è l’affascinante gallery pubblicata da BuzzFeed, il quale non manca di sottolineare che the libraries...
Il cortocircuito tra i registri espressivi di due recenti e interessanti campagne pubblicitarie straniere che parlano di madri, Old Spice e P&G (una va decisa sui toni comici fino a sfiorare il...
La grafica (o per dirla all’inglese, che sembra più cool – e anche la pagina di Wikipedia è meglio: il graphic design) è un mondo meraviglioso. Per me, che so chiamare per nome solo una...
Vi conviene ripartire dall'inizio ogni volta che vi accorgete di non saper più dove andare. Succede fin troppo spesso. Siete impegnati in un lavoro creativo che via via si fa più ingarbugliato e a...
Questa volta vi racconto due storie: parlano di incontri improbabili e conversazioni impossibili e della voglia di superare le barriere linguistiche. La prima ha il dettaglio luminoso di certi...
Con 830 lingue parlate (il 10% delle lingue parlate nel mondo) la Papua Nuova Guinea è di gran lunga il paese con la maggior diversità linguistica. Seguono l’Indonesia, con 719, il Sud Africa con...
Come mai il nostro cervello è diventato tanto più intelligente di quello dei Neanderthal? I geni delle due specie sono gli stessi al 99.7%, ma interagiscono in modo diverso e questo fa sì che i...
Tutti noi cerchiamo costantemente di ricavare un senso dal mondo in cui viviamo e la sfida di riuscirci è tanto maggiore quanto più sono complesse le nostre esperienze. Sta in questa sfida la...
Domenica pomeriggio la nebbia tra l’appennino emiliano e Milano è fitta come zucchero filato. Viaggio tra i campi a quaranta all’ora, tirando accidenti perché non si vedono neanche i fossi e...
Giovedì 27 novembre, poco dopo il voto al Senato per la decadenza di Berlusconi, Lilli Gruber su La7 intervista Corrado Augias, giornalista, scrittore, in passato parlamentare europeo e molto altro....
Come si fa a suscitare interesse? E, prima ancora: che cos’è l’interesse? Lo racconta Annie Murphy Paul in un bell’articolo uscito su Internazionale: è uno stato psicologico di coinvolgimento...
Può sembrare singolare, e per molti versi lo è, che qualcuno abbia chiesto a una (spero) vispa ma inequivocabilmente sessantenne signora che da quarant’anni traffica con faccende riguardanti la...
Molte persone sono convinte che la creatività sia una faccenda che riguarda solo gli individui geniali. Che sia una dote innata, misteriosa e magica. Che si esprima solo attraverso scoperte e...
Ditemi quante possibilità ci sono che le seguenti cose succedano tutte quante: 1) Un prof di liceo classico naviga correntemente sul web 2) navigando, si imbatte in un libro di esercizi di scrittura...
Tutti sappiamo che cosa sono gli stereotipi. Se c’è qualche dubbio basta guardare il dizionario, che parla di modelli convenzionali di atteggiamento e di discorso. Di opinioni o espressioni...
Per parlare di progetti visionari non possiamo che partire dall’etimologia della parola “visione”, che è interessante. Leggete qui: dal latino visio derivazione di visus, participio passato di...
“Dicci la tua storiella favorita e prova a spiegarla senza rovinare il finale”. Gli studenti americani che ci riescono hanno più possibilità di essere ammessi all’Università di Chicago...
Proponete a chiunque questo indovinello: ha un gran naso e uno strano copricapo rosso, è un protagonista della letteratura mondiale, è toscano. Chi è? Qualche spiritoso potrebbe deviare su...
Poiché la manutenzione del pensiero passa anche attraverso un uso consapevole delle parole, oggi vi propongo una breve gita tra alcune delle definizioni online di una parola, “creatività”, che...
Einstein mette a punto la teoria della relatività ristretta mentre lavora all’ufficio brevetti. Bulgakov comincia a scrivere mentre fa il medico condotto. Carlo Emilio Gadda scrive, per molti...
Di solito NeU non si occupa di tecnologia, ma questa faccenda delle stampanti 3D rischia davvero di essere non un fatto di innovazione incrementale (un miglioramento nel modo di fare le cose) ma una...
Mi scrive Francesco: le volevo chiedere se esiste un rapporto fra la dislessia e la creatività. È una delle domande alla quale non sono riuscito ancora a dar risposta, in quando dislessico. Spero...
Nella settimana che succede alla chiusura della Fiera del Libro di Francoforte, oplà, si aprono le polemiche si libri e lettura in Italia. Se siete amanti del genere, eccovi Gian Arturo Ferrari che...
Che cosa ne pensi degli slogan dei candidati alle primarie? mi domanda Alessandra. Vabbe’, sarò delicatissima. Cauta e quasi soave. Lo sussurro solo all’orecchio degli amici di NeU che passano...
Studiare all'estero vuol dire: esperienze, sorprese, fatica, qualche problema, molte gratificazioni e una bella sfida. Liceo classico milanese. Succede che sei – tre ragazze e tre ragazzi - sui...
La creatività è come maneggiare serpenti. Me ne rendo conto, l’affermazione può sembrare stravagante. Eppure questo è esattamente quanto sostiene un bell’articolo sulla Harvard Business...
L’8 ottobre 2013 l’OCSE diffonde i risultati di uno studio che mette a confronto le competenze di base (leggere e far di conto. O, come dice OCSE, literacy e numeracy) degli adulti di 24 paesi....
Avete notato che spesso, proprio nelle situazioni di crisi in cui più servirebbe avere una buona capacità di visione, le prospettive si accorciano? Una bella fregatura: la capacità di immaginare...
Si chiama Minuti scritti. È appena uscito. Vi dico di che si tratta. È un libro di poco più di 200 pagine. Nasce da un corso di tre giorni, intitolato Scrittura indolenzita? Facciamo stretching...
Mi scrive Federico: mi piacerebbe discutere con te dell’antipatia che le persone creative e fantasiose si tirano dietro. Del conflitto aperto o nascosto che si genera, anche in casa (esperienza...
Fate un esperimento: cercate con Google “creativity traits” e guardate che cosa vien fuori. Fast Company mette in fila dieci punti, segnalando che si tratta di caratteristiche di personalità...
Faremo molte discussioni su temi sensibili (sensitive topics), quindi la nostra aula dev’essere uno spazio sicuro per imparare e dibattere idee. Per favore rispetta gli altri ascoltando con...
Apro il giornale. L’annuncio pubblicitario di uno studio odontoiatrico promette di restituire ai clienti non il sorriso, ma “un sorriso vincente”. Anche trascurando l’indimostrabilità del...
Herbert Simon, premio Nobel, padre dell’intelligenza artificiale e pioniere del problem-solving, scienziato, economista, psicologo, sostiene che non si possono ottenere risultati eccellenti in...
È passato: l’ennesimo figlio con gli esami di riparazione. È uno dei 500.000. La madre al telefono chiede dettagli dei voti e dei compagni. Nel gruppo seduto ai tavolini del bar in piazza –...
Questo post parla di errori, di vuoti e di rotture. Sembrerebbe tutta roba da evitare a ogni costo. Eppure, la mancanza in tutte le sue forme può essere fertile, e l’errore può essere fortunato....
Provate a pensarci: dopotutto, “ritmo” non è altro che il nostro modo di nuotare in avanti nel flusso del tempo, scandendo ogni segmento di tempo che passa e ordinando la sequenza degli eventi...
Il Corriere della Sera spalma su un’intera pagina e riprende online cinque consigli all’acqua di rose per affrontare la “depressione da rientro” (che sembra essere un’invenzione: la notizia...
Escono in contemporanea sui quotidiani italiani due annunci con i quali due imprese molto diverse tra loro si schierano a favore di cause nobili e condivisibili. Una se la prende con il porcellum,...
A venticinque anni di distanza dalla pubblicazione de La parola immaginata mi sto di nuovo cimentando con un testo che riguarda creatività e scrittura. Questa volta non parlo di scrittura...
Come “creatività” o “amore”, “cultura” è uno di quei termini il cui significato è conosciuto da tutti, il cui senso diamo per scontato, la cui definizione in sintesi è davvero ardua...
Immaginate di trovare quasi per caso un ristorante (avete preso l'indirizzo con due clic sul telefonino e non avete bene idea di che razza di posto sia) e immaginate di leggere una carta che comincia...
Sono stata al seminario nel corso del quale Eurisko, la maggior società di ricerche sociali e di mercato del paese, come ogni anno analizza i nuovi trend italiani. La prima indicazione è che né ci...
Qualche giorno fa mi sono trovata a parlare di pubblicità sessista, di donne, di Gender Gap Index e del bisogno urgente di cambiare le cose in Italia. Un discorso non facile davanti a una platea non...
Avrei avuto altro da fare – e infatti l’ho pagata con un discreto lavoro notturno su una relazione di cui vi darò conto a breve – ma ieri pomeriggio ho passato un paio d’ore in Triennale per...
Girovagando in rete ho trovato un post divertente e in italiano che elenca 101 curiosità sul cervello. “Divertente, in italiano, cervello” mi sembrano tre buoni motivi per riproporvelo. Sono...
Sulla prima pagina del Corriere della Sera di domenica 23 giugno Ernesto Galli della Loggia se la prende, per interposto papa, con le inossidabili tifoserie italiane (qui l'articolo). Ecco, in...
Ho incontrato Daniele Bonacini (nella foto) al Festival della Luce di Como, dove eravamo entrambi relatori. La sua storia mi ha colpita: dentro c’è vita, destino, resilienza, cambiamento e molto...
Cerco mostri recenti. Mostri burocratesi, mostri aziendalesi, mostri anglitaliani, mostri tecnichesi (qui vi suggerisco un clic su “genera tecnichese”) mostri politichesi (c'è chi sostiene che...
Cerca in Nuovo e Utile
245 queries in 1,825 seconds.