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AIDS e comunicazione: che cosa ci stiamo raccontando?

1 dicembre, giornata mondiale contro l’aids. E siamo sempre allo stesso punto.
Pubblico qui le slide della relazione su aids e comunicazione che ho tenuto l’anno scorso, nell’Aula Magna dell’Università Statale, in occasione dei 20 anni della LILA.

NON È CAMBIATO NIENTE. Non solo non è cambiato niente, ma sta uscendo una seconda puntata, pressoché identica alla prima, della campagna ministeriale che invita a fare il test. E null’altro dice. Preservativo? Faccenda da prostitute come afferma Benedetto XVI, e quindi non se ne parla: vedi mai che rischiamo di banalizzare la sessualità.

UN ESEMPIO DA OSSERVARE CON ATTENZIONE. Eppure, per quanto riguarda aids e comunicazione, si potrebbe fare decisamente meglio. Basterebbero un po’ di onestà, di pragmatismo e di coraggio. Guardate estesamente lo
straordinario sito svizzero da cui ho estratto alcune delle campagne che potete vedere nelle slide che ho linkato poco più sopra. È chiaro. Consistente. Amichevole. Pragmatico. Rassicurante. Diretto. Esauriente. Coerente. Efficace ed energico. C’è almeno uno di questi aggettivi che applichereste alla comunicazione italiana sul medesimo tema?

DIFFONDERE PRATICHE VIRTUOSE NON È IMPOSSIBILE. Eppure, lavorare su aids e comunicazione può offrire risultati concreti in tempi brevi, e se c’è un tema di sanità pubblica per il quale comunicare bene può fare la differenza, è proprio questo: una comunicazione efficace serve sia a informare sui comportamenti a rischio mantenendo alto il livello di attenzione, specie nei ragazzi, sia a diffondere pratiche virtuose, prima fra tutte l’uso del preservativo, sia a far rientrare queste pratiche in una normalità serena, accettata e condivisa.

10 Commenti a AIDS e comunicazione: che cosa ci stiamo raccontando?

  1. Utente Anonimo

    GRAZIE MILLE! CONDIVIDO CON VOI QUESTO LINK: http://www.disinformazione.it/aids-hiv.htm un caro saluto Damiano

     
  2. Rurrina

    Complimenti alla Svizzera e alla sua campagna! Ovviamente, da noi nella bigotta Italia non è minimamente pensabile! Come dicono i ciellini, la sola salvezza è l’astinenza (peccato che siano i maggiori fautori del sesso anale). Quel che mi fa preoccupare è che, leggendo magari in treno riviste per ragazze e la loro “posta del cuore”, vedo ancora domande del tipo “mi ha baciato con la bocca, sono incinta?” o “non ha usato il preservativo perchè dice che lo soffoca, è normale?”. Vorrei vi fosse maggiore informazione, che nelle scuole non viene assolutamente fatta (vai a sapere perchè) e in famiglia vi sono ancora notevoli imbarazzi. Quindi, una bella pagina Facebook che parli del sesso sicuro, che dia informazione, che faccia intervenire sessuologi, medici, specialisti etc che possano dare regole e consigli. So che tramite Facebook può apparire strano, ma se anche la Nutella e la Vodafone li fanno comunicazione, non vedo perchè non si possa creare una campagna facebookiana ad hoc. Se invece esiste già, mi mandate il link?

     
  3. Utente Anonimo
     
  4. Utente Anonimo

    Beh, i ciellini maggiori fruitori del sesso anale me l’ero persa, come statistica. Rurrina, hai il link nel quale si possa vedere la classifica per intero? Mi farebbe, come credo a tutti, piacere vedere quale gruppo sociale viene secondo, quale terzo, e così via… P.S. Non sono ciellino, anzi, li considero i maggiori fruitori del concetto di intolleranza…

     
  5. Giovanna Cosenza
     
  6. wc

    SSILHOUETTE E SCHELETRI NELL’ARMADIO Ebbene ho avuto modo di buttar giù in un mezzo pomeriggio un bozzetto per un poster 6×3 e per una maglietta per un concerto Rock sul tema della giornata dell’Aids. Io l’ho risolta così: Tipografia sporca del messaggio dato, colori acidi e aggressivi, sopra una silhouette nera di una sagoma femminile (non chiedetemi perchè non ho proposto anche la versione maschile, e grassa se hanno rimorsato il tempo per mettere a punto Eva) al posto del viso una sagoma di teschio. se volete dargli un’occhiata: http://www.facebook.com/photo.php?fbid=473035098603&set=a.473034953603.259933.634878603 e naturalmente, per chi gli và, sono benvenute critiche e suggerimenti walter

     
  7. eli

    Il mio nipotino Mattia, che ha poco più di due anni, traffica tutto il giorno seguendo una rigorosissima logica tutta sua. Quasi quotidianamente riesce e fare qualche cosa divertentissima. Ama molto una specie di piccolo soppalco al quale si accede con una spartana scaletta a pioli. Ieri ha svuotato uno scaffale della sua libreria e ha sistemato tutte le sue Pimpe in una pila accanto al muro, ha sistemato vicino dei pupazzi-cuscino, ha cercato tra i giocattoli tutti i suoi attrezzi del mestiere, cacciaviti, pinze e li ha portati nel soppalco accanto ai cuscini. Poi è andato a prendere il caschetto da ciclista, lo ha indossato, si è accomodato nel soppalco accanto alla pila di libri e si è messo a “leggere”. Ieri sera, da sola, continuavo a ridere e mi è venuto in mente un possibile messaggio contenuto in questa scena: • Organizzati per stare comodo per quanto è possibile • Scegli sempre una visuale ampia • Tieni sempre i tuoi ferri del mestiere a portata di mano • Sii sempre informato sul mondo che ti circonda • Proteggiti per prevenire gli inconvenienti senza averne paura Peccato che a me non venga mai in mente di fare fotografie mentre mi godo una scena. Avrei potuto usare per lui questa immagine nel futuro, come piccola campagna personalizzata! Nonna leli

     
  8. Utente Anonimo

    Prevenzione = Predisporre misure utili a evitare eventi dannosi. Va da sè che il solo controllo clinico assume un’unica faccia del prevenire, bisogna ancora fare molto per completare quelle “misure utili”. Qui ad esempio si segnala il profilattico ma lo trovo un messaggio aggressivo, date un occhio: http://www.youtube.com/watch?v=QV0wyk2Y1zE&feature=player_embedded Sono d’accordo che occorra parlarne abbondantemente. Del profilattico e di tutto il resto… @ Walter: da donna voto per la mancata versione maschile. Le immagini rappresentative messaggi così importanti sono sempre difficili, vedi quelle per l’anoressia, il cancro, eccetera. Il rischio è sempre quello di rendere bello un qualcosa che non lo è. La shiluette pur con il teschio rimane gradevole e mi lascia un po’ perplessa… devo però ammettere che al momento non saprei proporre un’alternativa al di fuori del testo… forse però una maglietta con un taschino trasparente dal quale si intravvede un condom – magari vero – come provocazione la indosserei 😉

     
  9. Laura Bonaguro

    il post sopra è mio, stavolta anche con firefox non mi ha preso il login diretto dei commenti all’ingresso dell’homepage ma ho dovuto logarmi alla finestra del commento stesso… approfitto per correggere “silhouette”…

     
  10. wc

    CONDOM DISCRETO @ Laura, concordo con i tuoi suggerimenti, questi progetti avrebbero bisogno di più tempo e ricerca, e perchè no, anche una maggiore sperimentazione, e non come spesso accade in tempi ultrarapidi. Con i miei studenti qualche anno fa abbiamo affrontato un progetto di packaging per i profilattici legato all’uso del metallo, per pensare ad un contenitore che potesse essere riutilizzato più volte e portato in giro in maniera discreta. Jhon, uno studente svedese, ha allargato il concetto è ha pensato ad un dispenser pubblico a moneta, da istallare nelle città in posti strategici di aggregazione, che permettesse di inserire pochi spiccioli per ottenere un profilattico singolo e integro a costi accettabili per un giovane studente. Antonella, una studentessa messicana, ha invece ideato una scatolina in alluminio con una chiavetta usb integrata, che poteva contenere anche un profilattico (giocando sulla protezione personale e virtuale) walter walter

     

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