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Ancora colori: 10 cose interessanti che forse non sapevate

Sì, ancora colori: anche se lavoro con le parole (qualcosa che si colora, se tutto va proprio benissimo, soltanto nella nostra mente), di fatto sono sensibile ai colori al punto che, quando una giornata è poco luminosa e i colori sembrano spegnersi, la cosa mi mette di cattivo umore. Ecco perché ogni tanto cedo alla tentazione di tornare sul tema con un nuovo articolo.
Sulle pagine di NeU ne trovate già diversi: per esempio, un altro articolo vi accompagna, con l’aiuto di alcuni video assai suggestivi, alla scoperta dell’esperienza sinestesica: il cortocircuito tra colori e suoni (e, a volte, forme e odori).
Un altro articolo vi racconta come funziona il meccanismo della visione e quante sfumature di colore possiamo cogliere (circa un milione: una meraviglia). Qui, invece, raccolgo i fatti più curiosi che ho trovato sui colori.

FANTASTICI COLORI. Mi sono imbattuta, girovagando per la rete e cercando tutt’altro, nel suggestivo elenco di colori che non esistono (fictional colors) pubblicato dall’edizione inglese di Wikipedia. La lista è divertente da leggere: ci sono toni ultravioletti, blu “intelligenti”, molte iridescenze. C’è lo squant, un ipotetico quarto colore primario oltre giallo, cyan e magenta.
E i nomi sono meravigliosi. Non riesco purtroppo a trovare una lista analoga in italiano.

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COLORE SPAZIALE. Il colore dell’universo è stato identificato dagli astronomi della Johns Hopkins University, analizzando lo spettro luminoso di oltre 200.000 galassie. È un bianco che tende al beige. Per trovargli un nome è stato lanciato un sondaggio in rete. Risultato: cosmic latte (beh, forse si poteva fare di meglio). Qui la Nasa vi fa vedere com’è.

NEONATI IN BIANCO E NERO. Appena nati, i bambini non vedono ancora colori. La capacità di distinguerli comincia attorno ai tre mesi e si sviluppa nel primo anno di vita. I bambini più piccoli preferiscono colori e contrasti forti, e le tonalità che vanno dal giallo al rosso.

IL ROSA È “DECISO”, IL BLU “DELICATO”. A proposito di neonati. La regola comunemente accettata è che il rosa sia per i bambini, il blu per le bambine. Questo perché il rosa è un colore più forte e deciso, più adatto ad un maschio, mentre il blu, che è più delicato e grazioso, è più adatto alle femmine. A scriverlo è una rivista di moda per bambini dei primi del Novecento: a quei tempi, non si distinguono ancora colori maschili o femminili.. Un bell’articolo sul Post ci ricorda che l’attribuzione di connotazioni femminili al colore rosa, per quanto pervasiva e stucchevole (per accorgersene basta andare in un negozio di giocattoli) esiste solo da una manciata di decenni.
Tutto ciò ci dice quanto soggettiva possa essere la percezione del colore. E, per esempio: in Giappone la distinzione tra blu e verde è incerta, e i semafori possono essere di entrambi i colori.

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IL COLORE PRIMA DEL BUIO. I tedeschi lo chiamano eigengrau (grigio intrinseco). Gli inglesi dark light o brain gray, o visual noise. È il grigio scuro uniforme che vediamo dopo aver spento la luce. Ci sembra meno scuro del nero che vediamo in normali condizioni di luminosità perché è privo di contrasto.

NERO ASSOLUTO. Oltre che nel buio degli spazi siderali, ora esiste un “nero assoluto” anche sul nostro pianeta. Si chiama Vantablack, è il nero più nero del mondo, ed è così nero che resta nero anche in piena luce, e non si vede nemmeno più la superficie su cui viene applicato. Il Guardian spiega che se poteste infilarvi in un vestito nero di quel nero lì, le persone vedrebbero testa, gambe e braccia che spuntano fuori da un buco nero che ha la forma della vostra silhouette.
Il Vantablack è fatto di nanotubi di carbonio che intrappolano le onde luminose ed è stato messo a punto nel 2014 per scopi militari. Nel febbraio del 2016 l’artista Anish Kapoor si compra, suscitando le proteste dei colleghi, i diritti d’uso esclusivo.

PREZIOSO, RARISSIMO BLU. …però Kapoor non ha l’esclusiva del colore nero, ma di una speciale tecnologia che permette di ottenere “quel” nero. Invece Nel 1955 l’artista francese Yves Klein crea e brevetta un blu oltremare intenso e luminoso che chiama International Klein Blue (IKB).
Il Guardian ricorda che il colore blu è un’invenzione relativamente moderna: nella preistoria non esistevano pigmenti blu e i primi a produrne sono gli egiziani. In seguito, in Cina si ottiene il colore blu mescolando mercurio e rame: il risultato è così attraente che gli si attribuiscono virtù medicinali. Peccato che, invece, sia velenoso. Anche in tempi più recenti il colore blu è così raro e costoso che lo si usa per dipingere i mantelli delle madonne.

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SI POSSONO SCOPRIRE ANCORA COLORI MAI VISTI? Beh, l’Independent dedica una pagina alla scoperta dell’ottavo colore dell’arcobaleno. Ma il fatto che l’articolo sia pubblicato il primo aprile dovrebbe farci venire più di un dubbio.
Per vedere colori mai visti prima da nessuno dovremmo cambiare i nostri occhi e dotarci di recettori diversi. Per esempio: le cicale di mare (quelle che mangiamo nella zuppa di pesce) hanno un sistema visivo più complesso del nostro (16 tipi di recettori invece dei tre che abbiamo noi) e probabilmente riescono a vedere tonalità che a noi sfuggono.

COLORI E PRESTAZIONI. Diverse ricerche stabiliscono una correlazione negativa tra il colore rosso e le prestazioni agli esami (per esempio, un test d’intelligenza). L’articolo che ne parla esce nel 2007 ed è citatissimo. Il New York Times, che a sua volta cita lo studio, racconta altri effetti cromatici curiosi: il rosso migliorerebbe memoria e attenzione, il blu il pensiero creativo. In un incontro di boxe o di wrestling, l’atleta che indossa calzoncini rossi risulta più spesso vincente.

SEMPRE E ANCORA COLORI. I colori accendono la vista, suscitano emozioni e consolidano i ricordi. Se a un campione di persone vengono mostrate sia immagini in bianco e nero sia immagini a colori, e a prescindere dal soggetto, le immagini a colori vengono ricordate di più.
Le foto che illustrano questo articolo sono di Sandy Skoglund.

4 Commenti a Ancora colori: 10 cose interessanti che forse non sapevate

  1. giacomo

    Corrispettivo italiano di ricerca sui colori che non esistono: https://www.facebook.com/Tam-Tam-Tavolozza-Collettiva-244820875708584/
    Tra poco uscirà anche una pubblicazione sul tema: è in fase di stampa.
    🙂

     
  2. Alessandro

    Un tema molto affascinante, aggiungo uno spunto sugli effetti che i colori hanno sulle persone.

    Alcuni studi hanno dimostrato che anche il verde attiva la creatività. Sembrerebbe infatti che le persone esposte al colore verde ottengano migliori risultati nei test creativi (come, ad esempio, elencare i possibili usi di un oggetto).

    Il risultato è stato confermato ripetendo l’esperimento in condizioni diverse: guardare uno schermo verde prima del test, scrivere su un foglio verde, stare in una stanza con delle piante e una finestra che guarda un giardino.

    Questi studi sono stati condotti dall’Università di Monaco e dalla British University.

     
  3. davide

    Quando sento che si “creano” colori, e si brevettano pure… mi viene la pelle d’oca.

     
  4. Pingback: i ritagli di aprile | ATBV

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