creativitàChe cosa è la creatività e che cosa la uccide - Metodo 42

Oggi provo a raccontarvi che cosa è la creatività presentandovi due articoli interessanti.
Devo dirvi, e lo faccio con una certa soddisfazione, che fino a sei-sette anni fa non era così normale trovare, anche in inglese, buoni testi divulgativi sull’argomento, ed era raro trovarli in italiano: più facile imbattersi o in testi tecnico-scientifici, alcuni piuttosto astrusi, o nel bricolage in tutte le sue forme e declinazioni, dall’uncinetto ai gioielli di pasta di sale a come-decorare-la-vostra-cucina. Oppure c’erano lunghi discorsi sullo sviluppo personale, fin troppo vibranti e venati di suggestioni new age.
Insomma, eccovi qui le sintesi. Come sempre, se avete qualche minuto in più vi invito a leggervi la fonte, cliccando sul link arancione.

Che cosa è la creatività Più che uno skill, una capacità che si può imparare, è un mindset: un atteggiamento mentale che va coltivato. È pensiero flessibile, aperto, rispettoso… comprende la possibilità di imparare dal fallimento e l’attitudine a esplorare lacune e incongruenze.
Pensiero critico e pensiero creativo sono diversi: il primo è capace, applicando strumenti analitici, di intercettare le risposte sbagliate, ma il secondo riesce a individuare le domande sbagliate (posso aggiungere che l’espressione di pensiero creativo spesso può innervosire oltremisura chi fa, anche a ragione, molto affidamento sul pensiero critico).
Nelle organizzazioni, creatività e inattività risultano antitetiche: la creatività nasce dall’azione, ed è meglio rischiare il fallimento che rinunciare all’azione. Impossibile gestire processi creativi secondo regole consuete (lo scrive Robert Sutton della Harvard Business School, non un qualsiasi picchiatello). La leadership creativa è rara, e non può prescindere dall’etica, dall’empatia e dal rispetto.
L’articolo (in inglese) è breve, denso, e contiene diversi link che vi invito ad esplorare. 

creatività

I sette maggiori killer della creatività. Cattiva sorpresa: fino al 1990, quoziente medio d’intelligenza e punteggio medio nei TTCT, il test di Torrance sulla creatività (il più affidabile di tutti) crescono insieme. Dopo quella data, il punteggio medio di creatività sembra decrescere in modo rilevante.
Come mai?
L’articolo, che potete leggere cliccando il link in arancione, indica i sette maggiori ostacoli alla creatività (sono abbastanza d’accordo con questa lista) e indica un modo per neutralizzarli o, almeno, per negoziarci, che riporto tra parentesi. Eccoli, qui di seguito.
1. Controllo eccessivo (bisogna riconoscerlo, e fare domande aperte sfidando credenze radicate).
2. Paura e ansia (bisogna accettare il fallimento, l’incertezza e l’ambiguità come parte integrante dei processi creativi).
3. Eccesso di pressione e di adrenalina (bisogna riconoscere, in primo luogo, le proprie reazioni all’essere sotto pressione, e poi è necessario trovare modi equilibrati per gestire tempi ed energie).
4. Isolamento e omogeneità (meglio esporsi intenzionalmente a persone, idee, informazioni diverse. Cercare approcci mentali diversi).
5. Assenza di motivazione e passione, apatia (sono spesso connesse con atteggiamenti cinici o sarcastici, che vanno identificati e “smontati”. Ritrovare le proprie passioni originarie e a partire da queste ricominciare ad agire).
6. Mentalità ristretta, schemi di pensiero ricorrenti e automatici, pregiudizi (metter da parte quello che si presume di sapere. Recuperare una sorta di “innocenza creativa”, mettersi “nei panni di qualcun altro”).
7. Pessimismo (lavorare sul linguaggio e sulle definizioni. Ri-incorniciare le esperienze negative. Cambiare sguardo).
L’articolo, in inglese, è scritto in modo leggero ma contiene alcune intuizioni rilevanti, e alcune considerazioni non ovvie.
Le immagini di questa pagina sono di Logan Zillmer.

9 Commenti a Che cosa è la creatività e che cosa la uccide – Metodo 42

  1. marco orlandi

    La creatività è prima di tutto una condizione e solo dopo assume
    le forme dell’abilità, della capacità! La creatività è il modo in cui
    la “Verità” si fa strada nei momenti di assenza della ragione, è una
    forma di umiltà, è il non-senso che corrompe le certezze
    granitiche del buonsenso.Allora che cosa può davvero essere utile a chi non sa come aprire
    il proprio canale creativo, al di là delle fascinose riflessioni che in
    realtà molti autori scrivono solo per sé stessi, per affermare la
    propria saccenza? Ho creduto che la cosa migliore da fare fosse
    intanto distogliere il lettore dalla via errata: la via della Ragione,
    5
    della Volontà e del Giudizio. Questi sono infatti i più pericolosi
    nemici della creatività, ma sono purtroppo i pilastri fondanti del
    pensiero contemporaneo, della pedagogia e dei valori condivisi.
    Ho cercato quindi di sgretolare le loro propaggini, i loro tentacoli,
    le maglie attraenti con le quali seducono il genere umano. Sono
    così potenti da aver costruito intorno alla creatività un’idea di
    rarità e di lontananza, portando molti a considerarla come
    qualcosa di assolutamente distante dalla normalità. Fino all’età dell’adolescenza abbiamo ascoltato centinaia di
    migliaia di volte indicazioni su cosa non si deve fare, su cosa non
    bisogna pensare, su come essere per farsi accettare e amare: come
    è possibile che dentro di noi abiti la naturalezza? Ogni grande
    filosofia o religione afferma che la grazia sta nell’esprimere il
    fanciullo interiore, ma come è possibile esprimerlo se una delle
    affermazioni più potenti che guidano la nostra educazione è:
    «Non fare il bambino»?

    da ESSERE CREATIVI- Marco Orlandi, Bruno Editore

     
  2. Sara Simoncini

    Potresti postare il link dell’articolo in inglese se lo hai?
    Grazie

     
  3. Annamaria

    Sara, entrambi gli articoli sono già linkati. Tutte le volte che in un post di NeU vedi qualcosa di scritto in arancione, è un link.

    – Per il primo articolo, clicca sulle parole “che cosa è la creatività”.
    – Per il secondo articolo, clicca su “I sette maggiori killer della creatività”.
    E buona lettura.

     
  4. angela santini iocca

    grazie dell’art.
    per questo, meglio essere bipolari che sempre depressi o anche solo distimici.

    ciao annamaria, complimenti.

     
  5. Luciano Salvati

    Salve Annamaria 🙂
    Dell’ottimo articolo mi ha colpito questo passaggio:

    “La leadership creativa è rara, e non può prescindere dall’etica, dall’empatia e dal rispetto.”

    Mi farebbe piacere leggere delle tue considerazioni più approfondite riguardo questi tre punti.

     
  6. Alberto Contri

    Creatività è guardare alle cose dal loro lato non banale e scontato. Si può nascere con una buona predisposizione a questo atteggiamento, ma bravi creativi lo si diventa con l’approfondimento e il labor. Ricordando cosa ha detto Jorge Luis Borges: “Non esiste nulla di più strutturato della fantasia”.

     
  7. Pingback: cosa è e cosa la uccide | la creatività | Nico Paulangelo

  8. Pingback: A perfect CV should be short, innovative and creative | Valigia di Caffè

  9. Yari

    Bè, a parer mio la Creatività è la libera espressione di pensiero in assenza di giudizio; in questo luogo senza confini l’essere interiore si può espandere in libertà esprimendo se stesso nella propria totalità, creando dal nulla situazioni nuove, nuovi percorsi inesplorati.
    Il giudizio è un bisogno che nasce dalla paura e la paura è una reazione naturale provocata dall’ignoranza.
    La Creatività è scaturita da una maggiore autonomia ed indipendenza di pensiero.

    Purtroppo fin dalla nascita impariamo ad ottenere sicurezza ed appoggio da cose,situazioni,eventi già esistenti: facendo diventare tali situazioni la nostra unica realtà esistente. Percorriamo in seguito vie che riconosciamo come sicure/giuste perché conosciute, ma non creiamo “la nostra via”.

    Perchè il bambino interiore? Perché il bambino in noi è l’essere che più si avvicina in purezza alla nostra autentica origine; è la parte “vergine” non intaccata dal mondo pre-costruito che ci ha dato i natali e ci ha involontariamente condizionato … talvolta rendendoci schiavi delle sue leggi.

    Tornare al bambino è tornare alle origini, è uscire dall’indottrinamento e addomesticamento subito.
    Tornare alle origini per poi ricominciare consapevolmente con l’esperienza dell’adulto.

    Il creativo ha solo conservato in se quell’istinto creatore che ha fin dalle sue origini, non l’ha né represso né tanto meno prostituito al mondo per ottenere accettazione.

     

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