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La curiosità e i mille vantaggi di essere curiosi - Idee 165

Si può essere curiosi a proposito della curiosità? Beh, oggi vi invito a provarci: ne vale la pena. Del resto, Albert Einstein scrive di sé: non ho particolari talenti. Sono solo appassionatamente curioso.
Forse non è stato proprio così, ma sta di fatto che la curiosità è, a livello collettivo, uno dei grandi motori della scienza e della conoscenza, e a livello individuale un potente fattore di sviluppo e di salute mentale.

LA CURIOSITÀ, CHE COS’È. Anche se tutti sappiamo, o pensiamo di sapere, che cos’è la curiosità, definirla non è semplice. Abbiamo “curiosità” quando c’è una ricerca attiva di nuovi dati e informazioni, dicono gli scienziati. E poi: quando siamo portati a esplorare. La curiosità è sia un comportamento istintivo che ci porta a cercare ciò che è nuovo o diverso (lo sviluppiamo già da piccoli, e lo condividiamo con molte specie animali superiori) sia un’emozione positiva, che ci porta a desiderare di trovare risposte alle nostre domande.

CURIOSI E CREATIVI. I Big Five, uno dei più accreditati modelli di interpretazione della personalità, ci dicono che essere curiosi è una delle caratteristiche fondamentali che contraddistinguono il tratto “apertura all’esperienza”. Unita ad altre caratteristiche complementari (gusto per ciò che è bello, apertura alle emozioni, vivacità intellettuale e immaginazione) la curiosità è una delle caratteristiche principali delle personalità creative.

PIÙ CAPACI DI IMPARARE E RICORDARE. Qualsiasi studente lo sa: imparare una materia da cui si è incuriositi è più facile (conseguenza: l’obiettivo primario dei docenti dovrebbe essere  guidare gli studenti a essere curiosi. Ma quanti si ricordano di farlo?).
Una recente ricerca dell’Università della California ci dice qualcosa di più: non solo le persone ricordano meglio questioni che suscitano la loro curiosità ma, se ricevono anche altre informazioni che non c’entrano nel momento in cui il loro cervello è attivato dalla curiosità, ricordano meglio anche quelle. Essere curiosi mette il cervello in uno stato che gli permette di apprendere e conservare qualsiasi cosa (conseguenza: se volete imparare prima e meglio, coltivate la curiosità come atteggiamento mentale).

ESSERE CURIOSI E MOTIVATI. La curiosità è motivante, ed è un potente motore della motivazione intrinseca. Soddisfare una curiosità genera un piacere mentale che chiede di essere rinnovato continuando a cercare ciò che è nuovo, sorprendente, abbastanza complesso ma comprensibile. Del resto, sono queste le caratteristiche di ciò che, suscitando interesse, accende la nostra curiosità.

essere curiosi 1

CURIOSI E BRILLANTI, DA GIOVANI E DA VECCHI. Già nel 2005 una ricerca dell’Università di Alberta segnala che le persone che sono curiose da giovani hanno maggiori probabilità di continuare ad essere curiose (e mentalmente attive) quando invecchiano. David Hammond, psichiatra, e David Aklter, psicologo, segnalano in un bell’articolo che curiosità, flessibilità e ottimismo hanno un impatto positivo potente sulla salute a lungo termine del cervello e sulla neuroplasticità.

CURIOSITÀ E SCIENZA. È suggestivo il fatto che i tre robottini lanciata dopo il 2000 dalla Nasa per esplorare Marte si chiamino Spirit, Opportunity e Curiosity. Lo spirito scientifico è guidato dalla curiosità: la storia della scienza mostra molto chiaramente che ricerche guidate dalla curiosità sono insostituibili. Vuol dire che spesso si comincia a ricercare senza sapere bene che cosa si andrà a trovare: del resto (Albert Einstein) se avessimo saputo che cosa stavamo facendo non l’avremmo chiamata ricerca, giusto?
È definita blue skies science (anche questo è suggestivo) la forma di ricerca che procede senza porsi il problema di un’immediata applicazione pratica di quanto si va scoprendo.

ALIMENTARE LA CURIOSITÀ. È semplice, piacevole e vitale. Brain Picking vi dà qualche dritta: (1) tenete una mente aperta, e accettate la possibilità che qualcosa che scoprite possa cambiare le vostre opinioni. (2) Non date niente per scontato. (3) Continuate a farvi domande. (4) non etichettate nulla come “noioso” a priori. (5) Considerate sempre il lato divertente dell’imparare qualcosa di nuovo. (5) Leggete cose diverse tra loro, e non limitatevi a una singola fonte. Aggiungo che, secondo me, la dritta più importante è continuate a farvi domande.

IMBARAZZANTE CURIOSITÀ ITALIANA. La pagina che la versione italiana di Wikipedia dedica alla curiosità è imbarazzante: poche righette tautologiche (la curiosità è un interessamento verso ciò che incuriosisce… ma dai?) e condite via con un paio di suggestioni mitologico-misogine: colpa di quella curiosona di Eva se ci siamo giocati il paradiso terrestre, e cara grazia che non si citi anche Pandora, alla cui curiosità nefasta si dovrebbero tutti i mali che funestano l’umanità. La bellissima storia di Amore e Psiche, poi, mi sembra citata del tutto a sproposito.
L’esauriente pagina inglese esordisce invece con una nota suggestiva: la parola curiosità viene da latino curiosus (che ha cura, che si prende cura, che è sollecito).

IL LATO OSCURO DELLA CURIOSITÀ. È la curiosità morbosa: quella che vi convince a fermarvi e curiosare se c’è un incidente stradale. È connessa con il sollievo per non essere coinvolti.
O è quella che vi porta a leggere i pettegolezzi sulle disavventure della persone famose: è connessa con la Schadenfreude (letteralmente: il piacere provocato dalla sfortuna altrui).
Perfino queste forme di curiosità possono avere un aspetto positivo: ci aiutano a tenere a bada le nostre paure e le nostre zone d’ombra. La condizione, però, è che l’ineliminabile ombra sia solo il punto di partenza per mettere insieme una visione più luminosa.

Le immagini sono dettagli di foto di Ronen Goldman. Se vi è piaciuto questo articolo, date un’occhiata alla sezione Idee di Nuovoeutile. Magari trovate qualcos’altro di interessante.

6 Commenti a La curiosità e i mille vantaggi di essere curiosi – Idee 165

  1. Christian

    Gentile Annamaria, grazie per questa riflessione mattutina. Sono un inguaribile curioso e mi rivedo in tutto quello che dice. Un’idea: se contribuisse lei stessa a migliorare la pagina italica su Wikipedia? Buona giornata

     
    • Annamaria Testa

      Ciao Christian,
      e grazie per la fiducia. Però, dai: da una parte, con NeU, già verso i miei cinque centesimi di impegno per la causa della buona divulgazione, e lo faccio ben due volte ogni settimana.
      Dall’altra, credo che ci siano in Italia moltissime persone capaci di migliorare quella pagina, e di farlo anche impegnando competenze superiori alle mie, no?

       
  2. Alesatoredivirgole

    Curiosità… di capire se quella idea poteva avere un futuro ed essere davvero utile.
    Sembra passato un secolo da quella prima idea nel 2011, quando tutto ebbe inizio.
    A quel tempo diedi vita ad un piccolo seme poi, col tempo, l’ho protetto, coccolato, innaffiato; nel tempo ho studiato (es to studiando) per capire come ricavarne frutti migliori, in attesa di trovare un vaso più grande.
    Oggi ho trovato quel vaso https://spark.adobe.com/page/NP9Y3/, ma un vaso ancora più grande è già pronto.
    Curiosità e Scienza: sì.
    Curiosità e Motivazione: assolutamente sì, ora più che mai.
    Curiosità e Creatività: nel mio piccolo, ci sto provando.
    E chissà che un piccolo seme non si trasformi in una nuova opportunità, in un lavoro che non esisteva ma che esisterà.

     
  3. Silvana

    Curiosa per natura, specialmente nel funzionamento di oggetti, mi sono ritrovata in banca a chiedere alla cassiera se la macchinetta che conta le banconote conta anche pacchetti di fogli di carta, biglietti in generale, per poco mi arrestano…..:-P

     
  4. Maurizio Goetz

    Grazie ancora per questo splendido articolo, che mi ispirerà per quello che sto per scrivere sul tema della creatività artificiale.

     
  5. Osvaldo Danzi

    Quando mi chiedono quale deve essere la dote principale di un bravo manager, rispondo sempre: la curiosità.

     

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