Esperienze 4: un liceale a Panama

Ricevo da Panama e pubblico volentieri il racconto di Tobia Librio, studente del quarto anno del Liceo Scientifico A.B. Sabin di Bologna. Evvai, Tobia!
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Perché?
Perché sono qui? Perché non so stare fermo? Perché una situazione cosi assurda? Perché è stato cosi facile abituarsi?
Qui tutto è cosi diverso che vale la pena di non fermarsi alla prima risposta. Proprio come quando da piccolo non mi bastava sapere che stavamo arrivando a una cittá: dovevo assolutamente sapere quanti abitanti aveva, dov’era, e cercare il mio posto lì.
Sono partito perché “ero curioso di vedere il mondo”. Ormai sono qui a Panama da 7 mesi. Non avrei potuto immaginare che vivendo circondato da noci di cocco avrei dovuto svegliarmi alle 5 di mattina per andare a scuola in uniforme. O che mi rimandassero a casa da scuola per i capelli troppo lunghi (quasi 4 dita). E invece tutto questo ormai fa parte del mio quotidiano e della mia normalitá.

Al primo impatto tutto sembra indecifrabile e sconosciuto. Ero incredulo del fatto che in una cittadina di 60mila persone nessuna strada avesse un nome, ma poi ho imparato a spiegare che vivo “andando verso la cascata in fondo alla discesa a destra della casa gialla, prima del ponte a destra“, e cosi é chiaro a tutti.
C’è la difficoltá di mettersi in gioco in situazioni nuove, e senza demoralizzarsi. Ho dovuto vincere la timidezza e iniziare a ballare anche se la gente sorride vedendomi impacciato, e ho provato l’orgoglio di sentirmi apprezzato per essere riuscito in un‘arte completamente sconosciuta: il ballo. Ho imparato a capire codici di comportamento differenti, e mi sono reso conto che tutto sommato anche questi hanno senso.

Ci si abitua ad andare a scuola con camicia e cravatta, e poi ci si rende conto che essendo tutti vestiti uguali si crea un fortissimo senso di comunitá e rispetto. Ci si abitua a sopportare il riso 2 volte al giorno, e col tempo ci si rende conto che non é meno valido del pane come accompagnamento. Ci si abitua a stare un’ora in piedi alle 7 di mattina per cantare due inni e sentire sermoni molto discutibili, ma si capisce che l’orgoglio per la propria patria e per le proprie tradizioni è qualcosa di fondamentale.
Si sopporta il fatto di dormire su un materasso per terra senza lenzuola, ma abitare in 10 in una piccola casa è un’esplosione di vitalitá senza pari.

Credo di aver avuto un grande spirito di adattamento. Penso che non sia scontato accettare di partire senza conoscere nessuno e piano piano cercare di conquistare le persone intorno, guadagnando il loro affetto.
Non è stato semplice il primo giorno svegliarmi e pensare che qui non ero parte della vita di nessuno e che sarei dovuto partire dal nulla. Né sopportare il fatto che per tutti ero “l’italiano” e che come tale mi consideravano, e non come “Tobia”.
Non è stato semplice sentirmi sovrastato o abbattuto da ogni situazione difficile e nuova.
Non è semplice pensare che presto dovró lasciare tutto questo per tornare in Italia: abbandonare le conquiste fatte a suon di cadute e lasciare tutte le persone che mi hanno accompagnato.
Peró è bellissimo:
É bellissimo vedere che piano piano le persone si affezionano e ti vogliono bene per come sei.
É bellissimo pensare che tutto ció l’ho ottenuto io solo con le mie forze, e quindi è merito mio.
É bellissimo rimboccarsi le maniche dopo ogni fallimento e ripartire puntando ancora più in alto.
É bellissimo pensare che la gente qui mi vuole bene e mi ha accettato, facendomi sentire a casa.

É meraviglioso pensare che il mondo è pieno di colori, di sfide, di canti e di sorrisi.
E che questi colori, queste sfide, questi canti e questi sorrisi siamo tutti noi.

15 Commenti a Esperienze 4: un liceale a Panama

  1. serlio

    due ringraziamenti: uno a Tobia per avere scritto a Nuovo e Utile una breve cronaca delle sue vicende panamensi uno a Nuovo e Utile per averlo pubblicato e quindi avercelo fatto conoscere luca

     
  2. danicco

    Mi unisco ai ringraziamenti precedenti. Le parole di Tobia alimentano la speranza nei giovani, capaci di trasparenza e verità. Daniela

     
  3. Utente Anonimo

    Devo fare prima di tutto i complimenti nuovo e utile per quanto è in grado di fare. La newsletter di nu per me non è mai banale. Quando la vedo nella mia posta gode sempre del privilegio della prima lettura.Questa storia di Tobia mi ha emozionato e fatto sognare. Grazie Antonio Tambasco

     
  4. Utente Anonimo

    Voglio pensare che i miei studenti , sulla scia di Tobia , vi frequentino di più E i colleghi??? 😉 grazie di tutto mircaB

     
  5. Utente Anonimo

    Tanto bella da non sembrare vera… Grazie, era esattamente quello di cui avevo bisogno oggi nonostante io di anni ne abbia un bel po’ più di Tobia. Dimitri Kovacks

     
  6. Marcello42

    Grazie Tobia..! — É meraviglioso pensare che il mondo è pieno di colori, di sfide, di canti e di sorrisi. E che questi colori, queste sfide, questi canti e questi sorrisi siamo tutti noi. — Vorrei avere i tuoi occhi per vedere il mondo cosi’…! Il mondo, in fondo, e’ proprio come NOI stessi lo vediamo. E vederlo come lo vedi tu e’ la chiave perche’ il mondo ti sia amico. Auguri per il tuo futuro.

     
  7. Utente Anonimo

    Bello davvero. Grazie anche da parte mia.

     
  8. Hue

    Bello davvero. Grazie anche da parte mia (ora non sono più anonimo).

     
  9. Utente Anonimo

    Madre di una ragazza liceale da 7 mesi in Norvegia, spero scriva anche lei per allargare la comunità di italiani che condividono questo modo di essere cittadini del mondo. Grazie e diamo forza allo svecchiamento della scuola italiana “senza buttare via il bambino con l’acqua sporca”. Teresa Elponti

     
  10. graf

    Grazie Tobia, col tuo racconto altre menti si aprono, altri occhi vedono, e sembra di respirare con te la musica che ti circonda. …….mille racconti come il tuo, per far circolare modi di vedere sempre nuovi! Graziella

     
  11. Utente Anonimo

    Grande Toby, noi che ti conosciamo ti capiamo e ti stimiamo. A presto, o forse no. Fausto di Casalecchio

     
  12. tobia

    Uau Vedere il mio scritto pubblicato e leggere tutti i commenti é stato qualcosa di veramente emozionante e appagante. Vi ringrazio infinitamente per le belle e incoraggianti parole a me rivolte. In questo video (girato da un amico) si posso vedere le immagini e i colori in cui sono immerso, per respirare un po di aria panameña! (http://vimeo.com/28407689) Per qualsiasi curiositá riguardo la mia esperienza e la mia situazione rimango disponibile a rispondere a tutte le domande. Un ringraziamento speciale alla Prof. Mirca B. per avermi incoraggiato e stimolato durante tutto il mio percorso scolastico e per avermi proposto di inviare lo scritto a NeU. Grazie a tutti per aver letto e aver commentato! Un saluto da Panama! Tobia

     
  13. Utente Anonimo

    Tobi! E’ bellissimo. Mi hai fatto emozionare 🙂 Un bacio Eleonora

     
  14. Utente Anonimo

    Emozionata. Grazie a Tobia per avermi fatto capire che per cambiare le cose devo agire. Grazie ad Annamaria Testa per aver dato spazio a questo cambiamento. Anna

     
  15. Utente Anonimo

    Complimenti per l’attitudine al cambiamento e la capacità di sfidarlo con questa intensa vitalità… Balla. Marta Z.

     

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