Esperienze 5: trovare anime gemelle in giro per il mondo

Pubblico volentieri la seconda lettera brasiliana che Lilliana Basile spedisce a NeU. La prima si trova qui.
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In Brasile viaggi molto.
Mentre macini chilometri di asfalto vedi le nuvole correre pazzescamente veloci. Vedi cieli con colori che ti fanno piangere, viola, rossi, blu, gialli, arancioni, bianchi.
Il potere creativo esiste se ci sono limiti che stimolino la tua testa. Ma penso che la vera materia prima sia l’emozione travolgente dei grandi spazi, dei viaggi nelle infinite campagne brasiliane, delle nuvole, degli oceani. Tutto questo semina idee dentro di te, germogli a cui pensi ogni tanto, o di cui forse non ti accorgi neanche: è solo bellezza che ti entra dentro. Il Brasile ha il potere di sconvolgerti per la violenza dell’impatto – qualsiasi impatto, con l’oceano o con la metropolitana alle 6 di sera.

Gli italiani sono ovunque, spesso nascosti nel DNA dei brasiliani di oggi. Questo è un popolo che ti accoglie senza troppe domande.
Spesso mi mancano i miei nonni. Quelli che mi aspettano a casa e quelli che non ho mai conosciuto. Vivendo qui ti scontri continuamente con le generazioni italiane passate, e spesso le persone ti raccontano le loro storie e di un’Italia conosciuta solo indirettamente, tramandata dalle storie dei genitori. In questi momenti capisci come le persone si adattano quasi a tutto: posti, città, ritmi. E come cambiano, diventando in due generazioni addirittura un altro popolo.

Sono stata a Rio de Janeiro: il Brasile che uno s’immagina.
Mare, sole, ragazzi che escono dalla metropolitana con surf sotto il braccio e costume già addosso. Oceano negli occhi, e il Cristo visibile da qualsiasi punto della città.
Rio è bellissima. Con orgoglio carioca dicono sia la città più bella del mondo. Certo Roma è imbattibile, ma Rio ha le sue armi.
Qui percepisci un pericolo diverso, più forte. Giri con lo stretto necessario, spesso con il soldi nascosti nei vestiti. E ti senti gli occhi addosso, occhi indagatori. Alcune favelas sono pacificadas: piano piano, nascono ostelli, ristoranti, luoghi di ritrovo.
Rio è luce, ma quella luce bianca così violenta da impedirti di aprire gli occhi.
Il culto del corpo è massimo: attrezzi e pesi imbullonati direttamente ai margini della spiaggia, persone che si allenano fino a notte fonda, quando tu torni dai locali.
Rio è ricca da far male. E povera da non credere. Gli opposti convivono fisicamente, e da un appartamento sull’oceano vedi di notte le favelas illuminate: una gara difficile da vincere.
I murales ricoprono la città, e come tatuaggi urbani ti ricordano che i colori sono vita. In Brasile, forse come in Africa, i tuoi occhi cambiano. Il blu è davvero blu, tutti i colori hanno una brillantezza mai vista. Il rosso dei graffiti, il giallo del becco del tucano, il verde dei parchi: colori che vediamo solo nei quadri dei musei, che ci sembrano di un altro mondo, a noi poverelli abituati al grigio tecnologico.

E poi torni a São Paulo. Non è il Brasile che uno s’immagina. È tutto il resto. Devi cercarti i tuoi spazi, costruirti una cerchia fisica e relazionale su cui poter contare. Sennò ti senti perso. Perché le persone vivono bene se si sentono amate.
L’unica regola: consuma la città prima che lei consumi te. Entra in quegli spazi chiusi, in quelle piccole fortezze invalicabili, oscurate dai vetri neri della guardie. Per guardare questa città pazzesca dall’alto, provare a vederne la fine e perdere la vertigine del primo impatto.
São Paulo mi piace. È una città da cercare, con cui combattere un po’, per disegnarci sopra qualcosa di tuo. Non è scontata, non è banalmente bella. È un po’ difficile, un po’ eccitante.

La città è fatta delle tue amicizie.
Vivi i momenti, cercali, creali. Parla, ridi. Piangi – se devi. Ma continua a vivere in questa rete di amici, che incrociano le mani attraverso oceani.
Le città passano dentro alle persone, e si riversano in pensieri, drammi, piccole felicità che ci disegniamo uno sull’altro, passando sensazioni come foto su una chiavetta USB.
Viaggia, per trovare persone che ti entrino nell’anima. Persone che hanno il cuore che corre alla stessa velocità del tuo. È incredibile come tu possa trovare anime gemelle per il mondo. In Brasile, in Olanda, in Colombia. Altri cieli, altre storie, altro DNA; ma esiste qualcosa di forte che ti lega. E ridendo di un barattolo Illy in una cucina dall’altra parte del mondo, ti senti subito fratello.

La città non è fondamentale, ma aiuta: t’ispira, ti strappa, talvolta ti picchia, t’ammorbidisce e ti seduce. Ma soprattutto ti fa muovere il cervello, e il cuore.
Che in fondo, è quello che ciascuno di noi cerca.

Trovate un altro bel post di Lilliana – tema: l’Italia come la percepiscono i brasiliani – a questo indirizzo.

4 Commenti a Esperienze 5: trovare anime gemelle in giro per il mondo

  1. Ciaputele

    Ciao, ho letto le due lettere di Liliana Basile: mammamia ma…quanto scrive bene, non posso non desiderare di conoscerla, per ascoltarla, perchè se scrive così ha un collegamento speciale, unico, tra il cuore e il cervello, credo di aver letto raramente un susseguirsi di parole così ben collegate. Anni fa sono stato in Brasile, ma è incredibile come Liliana l’ha descritto. Ammetto, mi ha fortemente emozionato. Anch’io scrivo quando in qualità di autore devo realizzare un documentario, un’esterna, una serie televisiva e non ultimo il mio nuovo canale on line http://www.terranovachannel.it. Ma non scrivo come scrive Liliana, non scherziamo, io scribacchio. Se puoi, please, girale il mio contatto, perchè proprio in questi giorni ho pensato di andare in Brasile per sviluppare il mio canale sull’agroalimentare, perchè è una delle regioni agricole più importanti del pianeta, perchè quindi i brasiliani hanno una diversa sensibilità sul tema, perchè, a parte i nostri pregi nazionali, in questo momento in Italia e in Europa non vola nemmeno un refolo di investimento, cosa di cui il mio canale ha assolutamente bisogno per progredire, crescere, affermarsi. Se puoi ” caro-nuovo-e-utile” sarebbe una buona cosa, poi parlo con Liliana e se mi da una mano prendo il primo aereo e volo in Brasile, anche domani, e parlo sul serio ! Paolo

     
  2. annamaria

    Ciao Paolo. Lilliana ti legge su NeU. Se ha tempo e se vuole le passiamo il contatto.

     
  3. Ciaputele

    Obrigado! Paolo

     
  4. wc

    DOLORE DELLO SGUARDO Viaggiare apre all’altro e accoglie il mutamento, ma in alcuni viaggi entrare in contatto con condizioni di vita estreme, dove il corpo e la sua fisica vitalità potrebbe essere l’unica via di fuga alla violenza della disparità sociale, rende questi luoghi meravigliosi e tragici delle destinazioni a volte intollerabili. Walter

     

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