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Gli errori del pensiero veloce, la fatica del pensiero lento

Sul pensiero veloce e il pensiero lento vi invito a leggere una recente, bella intervista a Daniel Kahneman, psicologo e Nobel per l’economia: un cocktail insolito. Kahneman dice cose brillanti su temi coi quali chi segue NeU ha già dimestichezza. In sintesi:

PENSIERO VELOCE E PENSIERO LENTO – il primo è inconsapevole, intuitivo, istantaneo, emozionale, sintetico, automatico, poco faticoso. Il secondo è consapevole, analitico, deduttivo. Chiede concentrazione e fatica.

DECISIONI – La maggior parte delle nostre decisioni è frutto di pensiero veloce. Molte si fondano su efficaci “intuizioni esperte”, e funzionano: in situazioni di emergenza reagire in fretta è fondamentale. Ma il pensiero veloce non sa valutare bene rischi e probabilità. E quindi può fare errori marchiani.

ECONOMIA – … altro che razionalità dell’Homo Economicus! La crisi attuale è frutto di una somma di comportamenti scaturiti da decisioni irrazionali figlie del pensiero veloce. Le stesse politiche economiche sbagliano, nel momento in cui partono dal presupposto che le persone si comportino in maniere razionale.

ERRORI – Anche se non tutte lo fanno, le persone possono imparare dai propri errori. I mercati e i governi ci riescono assai meno.

INTERVENTO PUBBLICO – I governi dovrebbero impiegare la tecnica della spinta gentile (nudge) per incoraggiare comportamenti socialmente positivi, visto che le persone non sempre ci arrivano da sole. La cultura di destra non apprezza questo orientamento.

PIL – Il Prodotto Interno Lordo è un indice non più adeguato a misurare il grado di sviluppo e di benessere di una società. Mica facile trovarne di migliori. Più che la felicità, bisognerebbe misurare la sofferenza, con l’obiettivo di ridurla.

CREATIVITÀ – È evidente che dipende dal pensiero veloce, perché opera su associazioni di idee. Ma per la tenacia e la persistenza, ugualmente indispensabili, bisogna affidarsi al pensiero lento. Se quel che dice Kahneman vi piace, potete approfondire con questo bell’articolo sul Guardian.

L’immagine che illustra questo articolo è di Lorna Freitag Questo articolo è stato aggiornato nel febbraio 2017.

10 Commenti a Gli errori del pensiero veloce, la fatica del pensiero lento

  1. barbara

    Questo articolo mi ha fatto venire in mente una celebre poesia di Robert Graves… magari qualcuno la leggerà volentieri e con questa speranza la copio qui. Saluti! IN BROKEN IMAGES – ROBERT GRAVES He is quick, thinking in clear images; I am slow, thinking in broken images. he becomes dull, trusting to his clear images; I become sharp, mistrusting my broken images. Trusting his images, he assumes their relevance; Mistrusting my images, I question their relevance. Assuming their relevance, he assumes the fact; Questioning their relevance, I question the fact. When the facts fail him, he questions his senses; When the facts fail me, I approve my senses. He continues quick and dull in his clear images; I continue slow and sharp in my broken images. He in a new confusion of his understanding; I in a new understanding of my confusion.

     
  2. annamaria

    Splendida. Grazie, Barbara.

     
  3. wc

    ESPLOSIONE VERDE Sulla creatività e sulle velocità di pensiero e di azione mi è venuto in mente una geniale intuizione di Bruno Munari, che definiva lo nascita e lo sviluppo di un’albero come un seme che esplode, con un’accellerazione dell’immaginazione legata ad un tempo relativo alle ere cosmiche. Maldestramente i miei neuroni non vanno n’è lenti n’è veloci, ma mi impediscono quanto vorrei di frequentare questo splendido sito. walter

     
  4. Fiorella Palomba

    Ovviamente NON sono una “nativa digitale”, ma il computer per me è come l’acqua…ci sguazzo godendo. Mi sono chiesta più volte il perché: prima di Macintosh, avessi una avversione totale.

    Facendo un ragionamento acrobatico credo che questo abbia a che fare con la PERCEZIONE lenta e veloce che, penso, sia l’anticamera del pensiero. Mi spiego.

    Al primo approccio con una persona, un luogo, faccio una SCANSIONE veloce.

    Si sono scritte montagne di testi sulla comunicazione NON VERBALE, sulla dimenticanza dei nomi dopo una presentazione, etc.

    Ecco, la mia percezione è veloce e non mi ha mai ingannato, poi cede il tempo all’ELABORAZIONE.

    Spero di non aver distorto il tema (*_))

     
  5. Sara

    Interessantissimo questo post!

     
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