Il corpo virtuale - Idee 43

«La seconda guerra mondiale e lo studio della balistica ci hanno dato i computer. La guerra fredda e la decentralizzazione ci hanno dato Internet. La guerra al terrorismo e la sorveglianza di massa: Kinect (un sistema di riconoscimento e mappatura del corpo)». Sono sessant’anni di storia tecnologica condensati in un tweet di Matt Webb, CEO della design agengy Berg di Londra.
Un lavoro pionieristico di digitalizzazione del corpo è il video del 2008 dei Radiohead “House of card”: con uno scanner 3d il volto di Thom Yorke, il cantante, viene trasformato in una specie di bassorilievo digitale animato. Il codice sorgente del video è rilasciato online, così gli utenti si sbizzarriscono tra remix e applicazioni. Un fan si costruisce una statuetta del suo idolo con una stampante 3d.
Come si digitalizza oggi un corpo in movimento? Guardatelo in questo video del MIT. Poi guardate il lavoro degli sviluppatori di L.A. Noire. Vogliono costruire un videogioco di investigazioni credibile: personaggi che dicono bugie, si arrabbiano, confessano in modo del tutto realistico. Per farlo digitalizzano centinaia di ore di girato dal vivo. I risultati sono sorprendenti e convincono anche un vero detective. Già dopodomani, o giù di lì, questa tecnologia migliorerà ancora.
In Giappone troviamo un caso estremo di virtualizzazione: Hatsune Miku, nata come mascotte a cartoon per un software di sintesi vocale, si guadagna palate di fan e diventa una popstar. Lei non esiste, ma il suo album di debutto si piazza al primo posto nella classifica nipponica. Nei concerti appare sul palco in forma di ologramma 3d.
In occidente abbiamo Milo, il bambino virtuale di Microsoft che osserva, parla, gioca, interagisce. Guardate che cosa è capace di fare nella dimostrazione di Peter Molyneux a TED.

2 Commenti a Il corpo virtuale – Idee 43

  1. Jacopo

    Aggiungo un piccolo tassello che esce solo di un pelo da quanto raccontato in questa homepage: i geminoids. Copie robotiche incredibilmente realistiche di persone vere. Per ora ce ne sono tre al mondo. Di recente copiati e copie si sono incontrate davanti alle telecamere per una chiacchierata. Affascinante e inquietante.

     
  2. Utente Anonimo

    Inquietante, concordo. Ma trovo anche più inquietante ogni tentativo (che ormai non si limita più alla fantascienza o ai regimi totalitari del Novecento) di inquadrare, automatizzare, robotizzare l’uomo.

     

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