Parliamo di parole - Idee 46

Senza parole non c’è pensiero articolato. Le parole dimenticate sono pensieri perduti. Quelle nuove, pensieri guadagnati. Proviamo a fare un bilancio.
Lo Zingarelli 2012 segnala 2900 parole da salvare (fragranza, solerte, sapido…). E registra 1500 neologismi (biotestamento, sversare, digital divide…). Più cauto, il Devoto-Oli si ferma a 500.
La società Dante Alighieri vi propone di adottare una parola per un anno: ne scegliete una e vi impegnate a usarla. Sul web, diversi gruppi stanno facendo altrettanto.
Doppiozero, con Festivaletteratura di Mantova, raccoglie, conserva e racconta parole dialettali intraducibili come berlafüss, priscio o intalliarsi. Scrivete suggerendo la vostra. Se si potessero registrare anche modi di dire proporrei il poetico niguttin d’or: un nientino d’oro.
Date un’occhiata allo spassoso resoconto che Giuseppe Longo fa di una diretta radio sulle parole da salvare. Ignoti, per esempio, i significati di “intonso” e “ameno”. Ma un’ospite dichiara «di usare spesso “ameno” nella locuzione “a meno che”».
Se volete incontrare una parola ogni mattina iscrivetevi alla newsletter gratuita La parola del giorno (c’è anche per inglese, francese e tedesco). Se volete un’esplosione di parole guardate qui. Infine: la Scuola di comunicazione di Schio posta sulla pagina Facebook di NeU il link a Come si scrive? Piccolo prontuario per l’autocorrezione. Operazione meritevole di ulteriore segnalazione.

11 Commenti a Parliamo di parole – Idee 46

  1. Utente Anonimo

    Segnalo una rubrica, sempre su Doppiozero, di un caro amico, Rocco Ronchi che analizza le parole.. http://www.doppiozero.com/rubriche/liberopensiero A presto e grazie. Dimitri Kovacks

     
  2. andromeda

    Annamaria= una miniera d’oro Quest’argomento è squisito, elettrizzante. Se vogliamo occuparci della manutenzione delle parole, insomma, meglio cominciare subito e non solo impegnandoci a scrivere in maniera corretta l’italiano, senza dimenticare “intonso”, “ameno”, “fragrante” e tanti bellissmi termini così precisi e simbolici nella nostra lingua, spesso anche onomatopeici…ma anche usando termini di matrice dialettale cercando di riportarli in auge, come ingignare( che mi piace tanto). E da domani riceverò La parola del giorno, un modo per continuare a riflettere, per far nascere un pò di pensieri creativi nella serialità del quotidiano che, spero, si mutino all’occorrenza in azioni…altrettanto creative e anti-seriali. Grazie

     
  3. annamaria

    Fra l’altro: la sorte delle parole ci racconta anche qualcosa – o forse più di qualcosa – del tempo presente. Qualcuno ha notato che ci stiamo perdendo la sapida fragranza, per acquisire invece lo… lo sversare?

     
  4. andromeda

    oddio…mi fa pensare alla “munnezza”…ogni parola è una storia, un racconto, un’idea, un sapore, un suono, un senso che prende vita…la sapida fragranza, le fragranti parole che tengono sveglia la mente…e il cuore.. e che dobbiamo cercare di tenere in vita il più possibile, in tutti i modi che conosciamo, anche i più originali ed estrosi p.s. mi hanno detto che obbiettivo con due b non è più un errore perchè di uso comune..anche questo è preoccupante, io non lo condivido affatto e porto avanti nel mio piccolo la battaglia

     
  5. Utente Anonimo

    Cara Annamaria devo iniziare, come sempre, facendoti i complimenti perché, come dice Andromeda, il tema di oggi è squisito. Io quest’anno ho adottato la parola “costituzione”. Il nostro premier invece, da grande affabulatore qual’è, ne ha adottate e proposte molte, patonza, gnocca e bunga bunga, tra le altre. La mia parola desueta di oggi è alloglotto, sempre riferita al discorso che il nostro primo ministro ha appena letto alla Camera dei Deputati. Sono monotematico? No, applico questo piacevole esercizio all’attualità. Per chiudere sempre in tema, una proposta concreta. E’ ora di dare la “parola” ai cittadini. O no? Un carissimo saluto Antonio

     
  6. @pensieromagico

    Prima volta sul sito con commento, ma veterana e appassionata Neu come lettrice 🙂 Parlando di parole: proprio oggi (che abbiano saputo del discorso di B alla Camera?) mi arriva da A.Word.A.Day (che vi segnalo) questa parola : miasma PRONUNCIATION: (my-AZ-muh, mee-) plural miasmas, miasmata (my-AZ-muh-tuh, mee-) MEANING: noun: 1. Noxious emissions: smoke, vapors, etc., especially those from decaying organic matter. 2. An oppressive or unpleasant atmosphere. ETYMOLOGY:From Greek miasma (pollution, defilement), from miainein (to pollute). Earliest documented use: 1665. Complimenti di cuore per la ricchezza del sito e buon lavoro!

     
  7. Utente Anonimo

    Grazie, Annamaria. Un approfondimento curato e dettagliato. Condivido le idee, il pensiero e seguo il consiglio per le “parole del giorno” in varie lingue: una vera risorsa per chi ne rivolta a centinaia ogni giorno. Ti porto i saluti della scuola che citi, Diskos e un ringraziamento particolare per l’attenzione che presti verso le piccole, ma preziose, realtà che ci stanno attorno. La redazione diskos.it

     
  8. LaTati

    Da ieri, ho adottato la parola “sinapsi”. Ne sono da sempre attratta, perché significa connettere, mettere in relazione. Cito: “La sinapsi (dal greco συνάπτειν (synàptein), composto da σύν (con) e ἅπτειν (toccare), vale a dire “connettere”) è una struttura altamente specializzata che consente la comunicazione delle cellule del tessuto nervoso tra loro (neuroni) o con altre cellule (cellule muscolari, sensoriali o ghiandole endocrine).” Ho appena passato ai miei colleghi (uno di loro continua a chiedermi che differenza c’è tra biellese e Biellese. Dice: “Aggettivo e sostantivo? Continuo a non capire.” ) il piccolo prontuario per l’autocorrezione (un inchino a Schio). Quelli che scrivono meglio mi hanno ringraziata. Altri mi chiedono perché perdo tempo a mandare queste cose (e di solito scrivono un pò, “perché è più veloce”. Brivido!). Credo che sia fondamentale saper scrivere in maniera corretta. Credo che il cervello vada stimolato, credo che l’esercizio della mente debba essere, prima di tutto, un piacere per se stessi. Il prontuario è salvato sulla scrivania. La fotocopia con le regole base degli accenti è nel cassetto, pronto per il consulto. Per la parola dialettale intraducibile, vi porto “scogn” (la “gn” di gnocco, per intenderci). E’ una parola dialettale piemontese che sta ad indicare un caldo afoso, umido, che soffoca. Personalmente, ritengo che se usassi “che caldo afoso”, piuttosto che “Che scogn!”, non darei l’idea della fatica a fare qualsiasi cosa a causa di quel caldo. Grazie a tutti per i contributi. Tatiana

     
  9. Utente Anonimo

    Io ho adottato “villanzone” 😀 E sono molto fiera! Che bell’argomento, le parole. Ida

     
  10. Utente Anonimo

    “In piena decadenza le parole non hanno chance” o si?

     
  11. annamaria

    @Anonimo10: in piena decadenza le parole, a patto che facciamo la fatica di dargli un senso, sono l’UNICA chance. E lo scrivo maiuscolo.

     

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