Inventare un mondo arancione

«Le amministrative di Milano e Napoli hanno imposto l’arancione come il colore di quella che potremmo chiamare una “nuova sinistra”» scrive Giovanna Cosenza proponendo 10 considerazioni dopo il voto. Si colorano di arancione sia Milano sia Napoli: è il codice cromatico delle rivoluzioni non violente (a cominciare da quella Ucraina del 2004) ricorda su La Stampa Massimiliano Panarari. In sé è un colore caldo, stimolante, energico. Rimanda al sole, ma indica anche transizione e unione di elementi contrastanti.
Bene. Se il futuro è arancione, meglio cominciare a orientarsi tra l’arancione fiamma (o arancione di sicurezza) delle segnalazioni stradali e l’arancione internazionale, più scuro: il colore del Golden Gate Bridge di San Francisco e delle tute per gli astronauti degli Space Shuttle. Se volete farvene uno voi, cercate su Multicolr Search Lab (dove con un paio di clic abbiamo ricavato l’immagine di questa homepage). Se preferite andarvene al cinema, facile che il poster promozionale abbia un tocco o una dominante arancione.
Voliamo a oriente: nella tradizione induista l’arancio zafferano indica rinuncia ai beni materiali e ascetismo. Lo indossano i seguaci di Osho (gli “arancioni”, appunto), gli Hare Krishna e i monaci buddisti, il cui mantello si chiama kasa, dal sanscrito kaṣāya, “arancione”: ce n’è una piccola collezione al MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino.
Arancione erano i gates installati da Christo a Central Park, ispirati ai torii giapponesi. In Europa troviamo la battaglia delle arance del carnevale di Ivrea, il giorno dei capelli rossi (nella realtà, arancioni) che si tiene ogni anno nei Paesi Bassi, e il pastore inglese che per evitare il furto delle proprie capre ha ben pensato di tingerle. Indovinate di che colore?
E rieccoci su questa pagina: dove, l’avrete notato, da qualche anno l’arancione di NeU continua a darvi il benvenuto.

4 Commenti a Inventare un mondo arancione

  1. annamaria

    E ancora: la Venezia arancione di Corte Sconta detta Arcana. Magico.

     
  2. eli

    La storia stessa di Christo e Jeanne Claude è molto “arancione”. La scelta di autofinanziarsi con la vendita dei disegni preparatori dei progetti e, soprattutto, il rifiuto delle sponsorizzazioni sono decisioni molto “arancioni”

     
  3. Utente Anonimo

    Mamma mia che magia.. grazie Annamaria Lina

     

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