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Idee: produzione, manutenzione, errori da evitare - Metodo 76

Ci sono cose che, con le idee, è meglio non fare: non funzionano e sono logoranti.
Ne ho messe in fila alcune e provo a raccontarle traducendole in storielle molto, molto semplici. Siccome si tratta di storielle, ciascuna ha un protagonista: Gino, Pino, Mino, Lino, Nino, Zino, Tino… sono pupazzetti che si agitano, ciascuno nel suo teatrino delle marionette. Guardandoli, possiamo sorridere e, volendo, pensarci un po’ su. Dunque, buona lettura.

IL BUCO. Gino ha un’idea. È bellissima e gli piace tanto. Peccato che nell’idea ci sia un buco. Ma Gino non se ne può accorgere perché riesce a vederla solo dalla parte buona. Quando Gino porta in giro la sua idea, molti gli dicono “ehi, ma c’è un buco!”. Qualcuno lo prende in giro “ahah, c’è un buuuco!”. E qualcun altro gli dice “posso aiutarti ad aggiustare quel buco?” Ma Gino pensa che tutti, senza distinzione, siano invidiosi, e non ascolta. Peccato: il buco si potrebbe aggiustare senza fatica e l’idea diventerebbe solida e splendente. Invece, così bucata, a poco a poco si sgonfia e a Gino non resta in mano niente.

LO SPECCHIO. Pino ha un’idea. È rotonda e dorata: lui ci lavora giorno e notte per renderla lucida, liscia e perfetta. Non lascia che nessuno le si avvicini. Si scorda di mangiare, di dormire, di lavarsi la faccia e cambiarsi i calzini. Quando si specchia nella sua idea, si vede bellissimo. Così, giorno dopo giorno, anno dopo anno, continua a lucidarla. Finché muore, tutto solo: in mano ha qualcosa di piccolo, consumato e graffiato che forse, una volta, era un’idea.

Idee: produzione, manutenzione, errori da evitare

IL FURTO. Dino ha avuto un’idea, tanto tempo fa. Quel maledetto di Lino glie l’ha rubata e se ne è andato in giro dicendo che l’idea era sua. Da allora, Dino non si dà pace. È in gamba e potrebbe avere nuove idee anche migliori, se solo nella sua mente non ci fosse, fissa, pervasiva e permanente, l’idea dell’idea che gli è stata rubata.

IL BRIVIDO. Lino è un ladro di idee. I produttori di idee sono a volte distratti, a volte ingenui, a volte fragili, e rubargli quello che hanno pensato è fin troppo facile. Lui li spia e, non appena vede un’idea, zac!, se la prende. Quel che non può rubare è il brivido di orgoglio e meraviglia che prova chi ha un’idea, nel momento in cui ce l’ha. Lino odia le idee che ha rubato: per lui restano estranee e sorde. Per questo le deforma o le rovina e, dopo un po’, le butta via. E ricomincia, tormentato, a spiare e a rubare.

LA RICCHEZZA. Mino è un commerciante di idee. In realtà, delle idee non gli importa un bel niente. Quel che conta è pagarle il meno possibile, venderle a caro prezzo e diventarci ricco. Gli riesce sempre: l’unica cosa che lo infastidisce è che, per la sua capacità di produrre ricchezza, la gente lo chiami Mino la Zecca. Dopotutto, “zecca” è anche il nome di un parassita ripugnante.

idee: produzione, manutenzione, errori da evitare

LA SINGOLARITÀ. Tino ha avuto una splendida idea quando era molto giovane. L’idea ha riscosso un gran successo, e Tino con lei. Da allora, ha avuto idee sempre meno luminose: piccole parodie di quell’idea dalla quale non riesce a liberarsi, che una volta era nuova ma oggi è vecchia e dimenticata. Così Tino, aggrappato a quell’unica idea, invecchia dimenticato anche lui.

IL FANGO. Zino ama disperatamente le idee, ma è un amore non ricambiato. Corteggia idee che lo evitano come la peste, invoca idee che non gli rispondono neanche “crepa”. Perfino quando dorme sogna idee da far proprie, per poi accorgersi, appena sveglio, che appartengono già ad altri. Povero Zino: per essere felice gli basterebbe avere un’idea anche piccola e bruttina, ma tutta sua. Per questo infanga, discredita e calpesta qualsiasi idea altrui. A renderlo ancora più molesto è un’incrollabile buonafede: non possono che essere brutte, detestabili e cattive, tutte quelle idee che si ostinano a voler essere di altri.

idee: produzione, manutenzione, errori da evitare

IL DONO. Nino è veloce e le sue idee sono ancora più veloci di lui. Gli sgorgano dalla mente a frotte, a cascate, a chili. Una volta un’ideuzza gli è spuntata dal naso. Un’altra, se n’è trovata una belle grossa, ancora calda, sotto un’ascella. Nino ormai regala idee a chiunque incontri, semplicemente perché non sa più dove metterle e deve far spazio alle nuove. Ma così, regalate, le idee sembrano non valere niente. “uff, ancora lì a produrre idee” dice la gente “non potresti provare a fare qualcosa di utile?”.

IL COMANDO. Cino ha bisogno di un’idea vincente. Per questo arruola una squadra di esperti veterani produttori di idee: gente che ne ha viste, e pensate, di tutti i colori. “Devo tenere in riga questa marmaglia”, ragiona Cino, e si organizza: sveglia alle sei di mattina, ginnastica, alzabandiera, colazione (solo caffè). Seguono: sessione sul regolamento, sessione strategica, sessione di pianificazione, sessione motivazionale e, finalmente, sessione di idee.
“Pronti! Puntare! Ideare!” ordina stentoreo Cino. Sapreste indovinare la reazione dei veterani?

Un’altra versione di questo articolo è uscita su internazionale.it. le immagini sono parte delle opere di Bruce Riley Se vi è piaciuto questo articolo potreste leggere anche:
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18 Commenti a Idee: produzione, manutenzione, errori da evitare – Metodo 76

  1. Alesatoredivirgole

    I veterani, osservando i punti all’ordine del giorno … escono dalla sala riunioni e se ne vanno.

    A quel punto Ciro, disperato, si affida ad alcuni vecchi amici e forma una nuova squadra.

    • Cino: definisce l’obiettivo … ma lascia ampio margine (di tempo e di idee) alla nuova squadra.

    • Gino, Nino e Tino: producono nuove idee.

    • Zino e Dino: criticano le nuove idee.

    • Nino: perfeziona le idee dopo le critiche di Zino e Dino.

    • Cino: riunendo Gino, Nino, Tino, Zino, Dino, Mino e Lino e, ricordando Pino, definisce i dettagli ed identifica un piano strategico.

    • Mino: commercia le nuove idee: guadagna e fa guadagnare.

    • Lino: resta “vigile” sul mercato delle idee … della concorrenza … 😉

     
    • Annamaria Testa

      Ciao AdV,
      complimenti e grazie: una bella conclusione, che coglie perfettamente lo spirito del post. 🙂

       
      • Alesatoredivirgole

        URCA !
        Diciamo che anche oggi ha prevalso il Nino che è in me.
        Ma il merito è tutto tuo: lo hai risvegliato e lo hai fatto felice 😉
        Grazie a te !

         
  2. Enzo

    Mi sembra di sentir parlare di call e videoconferenze e riunioni.

     
  3. Marina

    Delizioso 🙂
    Mi ricorda che devo fare attenzione perché la mia tendenza naturale è fare un po’ come il povero Pino.

     
  4. Anna Morchio

    Chiarissima l’analisi delle tipologie e meravigliosa la conclusione proposta da AdV.
    Grazie ad entrambi!

     
  5. Gatto Rosso

    🙂 C’è tutta una vita di agenzia in questo post!
    (Quanti ricordi…)

     
  6. marco weiss

    e poi c’è lo stroncalibri: non voglio idee,ma plot. Stile (cioè scrittura, cioè l’idea del mondo attorno a te) me ne sbatto, dammi il plot.

    plot.

     
  7. Marinella

    Tutti possono avere belle idee, ma per far si che prendano corpo e significato ci vuole organizzazione e taaaanta condivisione (cosa a cui non sono ben disposti), un pò come i sogni <3

     
  8. Anna

    Lo so, non scrivo come la signora Annamaria Testa, ma a me queste piccole storie mi hanno ispirato, non me ne vogliate più del dovuto. E spero di non essere stata troppo ripetitiva. Grazie! <>.

     
    • Anna

      IL NON MI PIACE – Bino è molto felice della sua idea, gli è venuta sotto la doccia e si è affermata in macchina. Arrivato in ufficio si mette subito a lavoro. La studia, l’elabora e finalmente la mostra. Carina, ma non mi piace, gli fanno sapere dall’alto. Allora Bino s’impegna a spiegare, mostrare e assicurare. Sì, ma non mi piace, ripetono di nuovo. Il fanciullo domanda il motivo, ansioso com’è di capire la risposta. Non mi dice niente, rispondono contrariati. Bino se ne va via sfiduciato, pensando di valere poco e avere soltanto brutte idee per la mente, sebbene il perché di quel “non mi piace” gli sia ancora poco chiaro. Dopo qualche tempo apprende che la sua stessa idea l’ha realizzata un tipo strambo, che l’ha fatta poi diventare un progetto di successo. Tace sull’accaduto e legge la notizia ad alta voce, sperando che qualcuno si ricordi della sua paternità. Questa sì che è un’idea geniale, affermano dall’alto e aggiungono, Non ci piace come stanno andando le cose. Riunione urgente!

       
  9. MircaB

    Gran bel(post)idea .
    Cino ….. le idee, più di ogni cosa odiano l’imperativo!! e domani quando ti incontrerò ( ti incontrerò di sicuro , nel pomeriggio ho tre consigli di classe)prevedo di sfoderare questi cavalli di battaglia ! E obbligarti a a leggere Neu tutte le settimane. Unica eccezione all’imperativo .

     
    • Annamaria Testa

      ahah, Mirca… in bocca al lupo per i consigli di classe: questi, e tutti i prossimi 😉

       
  10. Roberto Iunco

    Posso aggiungere una storiella?
    IL FORZIERE (o IL CONIGLIO). Rino ha un’idea, ma non è sicuro e quindi continua a lavorarci sopra. Aggiunge particolari, la migliora, la sviluppa. Purtroppo a volte vede solo i lati positivi e quindi è molto eccitato, a volte vede solo i lati negativi ed i problemi, e quindi la accantona. In tutto questo tira-molla Rino non ne parla con nessuno per paura che qualcuno realizzi la sua idea, ma al tempo stesso non ha il coraggio di buttarsi lui stesso nella sua idea. L’idea continua a crescere ma rimane chiusa nella cassaforte.

     
    • Annamaria Testa

      Ciao Roberto.
      Ottima integrazione: ci mancava giusto un Rino. Ma che cosa succede quando l’idea, che continua a crescere, diventa troppo grande per la cassaforte?

       
      • Roberto Iunco

        Arriverà la Rina, che molto concretamente vorrà fare ordine e dirà di sbarazzarsi delle cose inutili che occupano spazio/tempo per niente.
        Oppure Rino si trasformerà in tigre e si butterà nell’impresa.
        Una specie di sfida all’Ok Corral: questo spazio è diventato troppo piccolo, uno dei due si deve “buttare” ! Bang-bang !

         
  11. Alesatoredivirgole

    LA SPERANZA : I(o)ino ha avuto una nuova idea, un’idea nata per gioco.
    I(o)ino la disegna, la racconta, la testa in casa e all’asilo.
    L’idea fa sorridere, divertire e sembra piacere.

    A I(o)ino questa idea piace proprio tanto, così tanto che, anche se pare follia, addirittura la brevetta.

    I(o)ino però non vuole che questa idea rimanga solo un brevetto, la ritiene davvero buona: ha visto con i propri occhi che può regalare sorrisi veri, ora ne ha le prove.

    I(o)ino pensa quindi destinarla a coloro che di un sorriso ne hanno davvero bisogno: i bambini ospedalizzati.

    I(o)ino non demorde e propone la sua idea, il suo Prgoetto, ad una associazione onlus che aiuta proprio i bambini ricoverati negli ospedali.
    Quello che succede dopo è incredibile.
    Oggi, grazie a quella associazione, l’idea di
    I(o)ino raggiunge un numero incredibile di bambini in diversi ospedali delle province di alcune città emiliane.

    Oggi I(o)ino nutre ancora quella speranza: regalare un sorriso, un raggio di luce, a quei bambini.

    Oggi l’idea di I(o)ino ha trovato anche un posticino piccolo piccolo nella grande rete : http://www.storietestacoda.it

    Oggi I(o)ino continua a pensare a nuove storie, nuovi racconti e come rendere migliore la sua idea.

    I(o)ino vorrebbe trasformare quell’idea in qualcosa di ancora più accessibile, bello e divertente, per questo si informa, studia, cerca, osserva, ascolta … ma questo fa parte di un nuovo capitolo che I(o)ino spera di poter raccontare un domani e prende il titolo di: IL SOGNO … REALIZZATO.

     
  12. Marina Pezzoli

    LA COMUNICAZIONE. Rosa ha molte idee che elabora e racconta. All’inizio era titubante e non le condivideva, poi ci ha provato. Le ha raccontate velocemente, per non far perdere tempo ai colleghi, ne ha parlato nei corridoi ai suoi capi. Sempre in modo sintetico e nei ritagli di tempo.
    Così si è trovata a sentirsi presentare le proprie idee da chi ha saputo cogliere e comunicarle bene e i suoi capi spesso non hanno intuito le sue potenzialità non prendendo in considerazione gli spunti che lei dava. Pensa che gli altri le rubino le idee o non le sappiano apprezzare. In realtà sbaglia i tempi e i modi ma lei non lo capisce e purtroppo nessuno glielo dice.

     

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