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Muri, finestre e tattiche politiche

Come tanti, ho seguito con attenzione, passione, rabbia, incredulità e spaesamento le intricatissime vicende riguardanti le votazioni per il nuovo presidente della Repubblica. Ho letto quotidiani, seguito telegiornali e talk show, cercato notizie e commenti in rete.
Eppure non riesco a farmi una ragione di quel che è successo e, soprattutto, di come è successo.
Così, continuo a rivedermi il film degli eventi, cercando un’interpretazione possibile. È un film di fantapolitica, e non dei migliori.
Se provo a guardarlo al rallentatore, dettaglio per dettaglio, le vicende e le interpretazioni si annodano a un punto tale che tutto risulta incomprensibile.
Se però schiaccio una specie di fast forward mentale sembra che emerga una logica (beh, forse “logica” non è la parola giusta. Diciamo un comportamento) ricorrente.

Ecco: mi sembra che ci sia stata una specie di gara a costruire nuove finestre e ad alzare nuovi muri. Ovvio: ciascuno apre una finestra sulla prospettiva che gli è più favorevole. E qualcun altro tira su un muro proprio perche quella lì è una prospettiva favorevole al primo.
Tutto (forse) comprensibile osservando il  dettaglio delle tattiche politiche. Ma, se lo sguardo cerca una visione strategica, il risultato è un vertiginoso sommarsi di azioni che non hanno, nel loro complesso, un senso.

Finestra: all’inizio Bersani prova a dialogare col M5S e accetta perfino il tormento dello streaming. Muro: il M5S lo rimbalza.
Stallo. Poi cominciano le Grandi Manovre PD. Finestra: Bersani propone Marini, la Finocchiaro…
Muro: Renzi brucia la Finocchiaro con la storia della foto all’Ikea.
Finestra: Grillo fa le quirinarie. Muro: si becca gli hacker. Finestra: ci riprova, ed escono dieci, e poi tre nomi. Finestra più grande: sono tre nomi che fanno tutti capo, a vario titolo, alla sinistra.
Muro: Bersani non li prende neanche in considerazione. Sta aprendo altrove una…
… finestra: PD, PDL, Scelta Civica e Lega Nord si accordano su Marini.
Muro: un centinaio di franchi tiratori impallina Marini, alcuni (altro muro) votano Chiamparino.
(Digressione dallo script: qualcuno vota il conte Mascetti, quello della supercàzzola. Così, dalla fiction politica per un momento precipitiamo dritti in un capolavoro della commedia all’italiana).
E poi si ricomincia.

Finestra: Grillo chiede a Bersani di sostenere Rodotà, che fra l’altro è stato presidente del PDS. Muro: Bersani fa finta di non conoscerlo.
Muro: Bersani scansa Renzi. Muro: l’intero PDS ignora il malessere della base, gli appelli in rete…
Finestra: Bersani stringe Alfano in un pubblico abbraccio per la gioia dei fotografi.
Muro: tutti gli altri protestano.
Finestra: SEL è schierata per Rodotà
Nuovo muro PD verso il PDL. Muro verso D’Alema. Finestra sulla candidatura di Prodi, nuova finestra di SEL… aperta sul muro tirato su in un attimo da oltre cento franchi tiratori.
Muro: la base del PD occupa molte sedi del PD. Muro: Bindi e Bersani si dimettono.
L’intero PD è intrappolato in un intrico di muri: un labirinto cieco.

Di sicuro nell’elenco mancano diversi altri muri. Magari, qualche altra finestra aperta e richiusa in un momento.
Ma resta il fatto che alla fine (quasi) tutti quanti, gli stessi che fino a pochi giorni prima avevano baldanzosamente immaginato per sé prospettive aperte su futuri gloriosi, e con identica baldanza avevano alzato muri su qualsiasi prospettiva non fosse identica alla propria preferita, per disperazione e impotenza aprono una grande finestra in una direzione imprevista: Giorgio Napolitano.
E Giorgio Napolitano, onore e stima per lui, è l’unico a non rispondere tirando su un muro. Avrebbe diversi buoni motivi per farlo. Uno fra tutti: aveva avvertito chiaramente che non in questo modo si costruisce il futuro del paese.
Tra l’altro, e lo sa qualsiasi buon capomastro, per costruire muri e finestre che abbiano un senso, ci vuole un progetto. Se no, dai e dai, alla fine tocca abbattere tutto quanto.

15 Commenti a Muri, finestre e tattiche politiche

  1. Rodolfo

    A volte si tiran giù i muri dei loculi per fare una riesumazione…

     
  2. Achille Loro

    Grazie Giorgio Napolitano per aver coerentemente accettato di ricoprire di nuovo il ruolo di Presidente della Repubblica Italiana.
    L’Italia è oramai all’ultimo stadio della propria esistenza senza alcuna possibilità di ripresa : è alla fine della vita.
    E’ stata per tanti decenni stretta al collo da mille piccoli e grandi lacci : la corruzione in ogni ambiente, la burocrazia assurda e inutile, una classe di parassiti che ha invaso ogni posto, una montagna di leggi farraginose e incomprensibili ai più che non trova confronto in nessun Stato della terra. Tutto questo ha oramai decretato la fine senza alcuna possibilità di ripresa della nostra cara Italia. Per questo è perfettamente utile e coerente avere un nuovo Presidente che ha già abbondantemente superato il limite medio dell’esistenza umana e si avvia pertanto a portare l’Italia verso la fine certa.
    Achille Loro

     
  3. flaminia

    Tra finestre e muri, quasi un botta e risposta, dove l’arte della mediazione (qualità molto politica) non ha più posto, troppe domande senza risposta. Tra le molte: “Rodotà non aveva i numeri”.

     
  4. Giovanni Medioli

    Finestre, muri, carta, pietra, forbici. Una morra cinese dove si perdono di vista gli interessi delle persone che non partecipano al gioco crogiolandosi nel giorco come se solo questo contasse MA anche chi non partecipa al gioco è rapito dalle sue illusioni ottiche, dalle sue logiche, non ragiona più normalmente. Diventa illogico e canaglia chi cerca di giocare onestamente avendo in mano la palla, diventa “normale” giocare contro la propria squadra, tradire, mentire. Le regole le detta chiu urla più forte, chi fa il tifo più rumoroso. La perfetta metafora della gamification della politica. Il perfetto ritratto di un paee dove non vorrei mai vivere.

     
  5. fiammato

    Ma sai, definire quel che sono muri e quel che sono finestre è abbastanza arbitrario…Quel che è una finestra per uno è un muro per un altro.

    E il problema è che ci sono due o tre progetti diversi che vogliono imporsi sulla stessa casa. Magari qualcuno è stato così insipiente da credere di poter progettare in corso d’opera e che si sarebbe potuto costruire lo stesso.
    Ma un leader è chi sa mediare tra le varie posizioni e saper far convergere su un unico progetto. Ma qusto non è stato fatto.

    È la mancanza totale di leadership e di professionalità ciò che ha provotato i danni successivi.
    E in definitiva l’aver chiesto al Persidente di prendere le redini lui, ha solo rimandato la resa dei conti su questo problema dei problemi.

     
  6. graziano

    Analisi sulla quale concordo al 107%.

     
  7. michelangelo

    ma, in fondo, Napolitano ha forse tirato su il muro più consistente. Quello che per salvare il salvabile (ma c’è qualcosa di salvabile, se nn c’è un progetto?) ha alzato il muro che mantiene lo statu quo, in una situazione nella quale lo statu quo, probabilmente, non può esser mantenuto. C’è qualcosa che mi sfugge in tutta questa vicenda, così ricca di improvvisatori. Troppo ricca per esser sincera, ora si accumulano problemi su problemi, in un quadro nel quale il PD conterà meno del 2 di picche. Non ha nemmeno più una pseudomaggioranza di contenimento, dopo l’uscita di SEL. Temo si stia giocando una partita troppo grossa, con troppi protagonisti dietro le quinte. Cristallizzare una situazione cangerogena può anche esser l’unico esito possibile, ma non certo la soluzione, anzi. Nemmeno se si potesse sperare di ricostruire un quadro leggibile e legittimabile in tempi relativamente brevi. Mi sento un po’ come il paziente che va dal medico, la sua diagnosi è infausta ma ci si propone di curarlo con chemioterapie facendogliele passar per aspirine. Temo fortemente che avremo di fronte tempi duri, con altre rappresentanze politiche che si disgregheranno e con uno Stato che dovrà supplire con la forza (declinata in tanti modi, anche nei meno ragionevoli) a ragioni per coesistere che non riesce più a offrire. Mi sembra più l’esito di un progetto paragelliano che una pura coincidenza. Non amo il complottismo, le società complesse difficilmente possono essere monodirette, tuttavia in presenza di tanti muri e finestre posso anche pensare a un impazzimento generale, ma non esimermi dal chiedermene le cause. Perché comunque qualcuno ha giocato meglio le proprie carte, e avuto quel che voleva. O che pensava gli fosse utile

     
    • Rodolfo

      Io temo, invece, che si cercherà di curare con l’aspirina ciò che richiederebbe la chemioterapia intensiva…
      Comunque ora mi taccio. E buon 25 Aprile a quei pochi che ancora credono che valga la pena ricordare e resistere.

       
  8. Fiorella Palomba

    Provo a immaginare il dopo, tra queste finestre e questi muri, con molta semplificazione e, credo, con scarso ottimismo

    Napolitano dà un incarico per un governo che sia ben accetto a PD (quello che resta, quale?) e a PDL.

    Berlusconi riprende fiato.

    Il M5S impara a mediare, a trarre lezione dalle elezioni del Friuli e fa opposizione dura con SEL e parte del PD.

    Il palazzo va da una parte e la società civile dall’altra.

    Berlusconi propone leggi popolari (abolizione IMU, etc.)

    Berlusconi vince le prossime elezioni.

    FINE DELLA STORIA (*_))

     
  9. Francesco Brunacci

    Roberto, hai fatto un’analisi precisa, schietta, ma anche particolarmente calzante riguardo alle architetture – quasi tutte alla Escher – che hanno dominato questi giorni per me molto preoccupanti, carichi di ansia e di un’angoscia che non si spegne malgrado il nostro nuovo Presidente della Repubblica abbia dimostrato che si può manifestare preoccupazione anche facendosi carico di responsabilità non esattamente proprie. Non credo che al momento la più parte dei politici italiani voglia seguire un progetto o almeno pensare di farsene carico.

     
  10. morena

    più che fantapolitica mi è sembrato un film horror. Orrore per tutto: i protagonisti, la storia,l’epilogo. Ma soprattutto orrore per le motivazioni delle scelte. Da quelle finestre e dai quei muri possono solo buttarsi…

     
  11. Martina

    Cara Annamaria,
    negli ultimi anni la nostra politica non ci ha dato molte soddisfazioni, tutti ne siamo consapevoli. Nonostante tutto abbiamo provato a crederci, dimostrandolo nelle ultime votazioni, alle quali mi aspettavo un numero più esiguo di partecipanti. L’unico effetto che ho percepito con chiarezza e amarezza è che il primo partito, il Movimento 5 Stelle, è stato cancellato dal Parlamento e dalla scena politica di governo dall’unione PD-PDL. Una previsione azzeccata dal comico genovese, una minaccia combattuta dalla maggioranza del popolo. Vuoi vedere che sul muro ci si arrampicherà per gettarsi dalla finestra…

     
  12. Rodolfo

    Attendo con impazienza i prossimi logotipi dei diversi PD derivanti dalle scissioni, con il conseguente rebranding. Quello attuale è (stato) davvero profetico. Ecco la P di Partito che primeggia, isolata. Sullo sfondo compare la Democrazia ottenuta per assenza, in negativo, scavata sul rosso. Forse l’autoconvincimento che non solo il rosso comunismo è morto, ma che anche la Sinistra non è compatibile. I due fumetti, in bianco all’interno della P e in rosso nella pancia della D, compongono un dialogo fra sordomuti. La punta del fumetto sembra essere già un principio di frattura, di cedimento strutturale, appena all’inizio ma capace di smembrare la fusoliera durante il volo.
    A dividere Partito da Democratico ecco la Domenica delle Palme, con il suo ramoscello d’ulivo così come è possibile vedere in ogni casa rispettabile, impolverato e infilato fra il chiodo, il muro e la foto del nonno buonanima.
    Questo sì che è un progetto!
    (Cosa ci tocca fare per non incazzarci oltremisura! Domani sera penso che andrò presto alla fiaccolata della Liberazione e cercherò di dare fuoco alla coda di Ezechiele Fassino & Chiamparino Sanpaolo, se avranno il coraggio o la faccia tosta di mostrarsi).

     
  13. Annamaria Testa

    @ Martina. Temo che il M5S si sia in parte autocancellato, assumendo posizioni molto rigide, e senza capire che un negoziato è cosa diversa da un inciucio. Peccato: occasione perduta. Ne ho parlato anche qui: http://nuovoeutile.it/profezia-si-autoavvera/
    @ Michelangelo. Napolitano ha tenuto la sua posizione precedente, e sarebbe stato sorprendente se l’avesse cambiata. Per questo sarebbe stato opportuno non doversi nuovamente rivolgere a lui come unica ancora di salvezza (fatto che, fra l’altro, indirettamente certifica la sua posizione come l’unica possibile).

    Credo che ci sia stato un sommarsi di errori, cecità, tranelli, comportamenti infantili, ripicche, stupidità, superficialità, incongruenza, arroganza… un cocktail velenoso.
    Detto questo, non riesco proprio a prendermela con il vecchio-nuovo presidente, anzi.
    Invece me la prendo, e molto, con tutti quelli che non sono riusciti a mettere insieme una proposta alternativa, che si sono lacerati in guerre intestine, che non hanno considerato Rodotà, che hanno ignorato i segnali della base e il bisogno di cambiare sul serio… Napolitano, insomma, secondo me è l’effetto, non la causa.

     
  14. Gian

    A volte male è non male e viceversa, a volte poco risolve tanto e viceversa, a volte qualcosa oppure il tutto è l’esatta semplice visione del capire che la correlazione esiste, quindi l’equilibrio meno propizio ma più esaustivo è la sottile via di mezzo, il conseguirla come mezzo per mai allontanarsi nell’avvicinarsi al fine. Che poi liberamente da fine cambia in inizio.
    …assoluto costante certo…..
    ….indeterminato ciclico relativo….

     

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