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Newsletter: sono fondamentali o possiamo provare a farne a meno?

Oggi sto facendo una cosa piuttosto paradossale: spedire una newsletter per dire che non invierò più una newsletter. Si tratta di quella che NeU periodicamente manda ai suoi oltre 4000 iscritti.

UNA DECISIONE IN CONTROTENDENZA. Non è una decisione presa a cuor leggero: ci sto pensando da quasi un anno. È, invece, una decisione in controtendenza: oggi testate importanti, dalla BBC al Corriere della Sera, offrono newsletter ai loro lettori. Lo fanno testate di nicchia, ancora più piccole di NeU. Ed esistono anche newsletter di nicchia: Buzzfeed, per esempio, ne propone una dedicata solo a immagini di gattini. Ci sono newsletter settimanali, bisettimanali, mensili, giornaliere…
Sì, sarebbe un buon motivo per continuare a spedirne.

NETIQUETTE. Ovviamente bisogna fare le cose per bene. Questo vuol dire spedire newsletter solo a chi ne ha fa specifica richiesta iscrivendosi, e conferma la sua iscrizione via email. Mettere un tasto per cancellare l’iscrizione. Inviare testi brevi e solo se c’è un contenuto effettivamente nuovo da comunicare. Usare un servizio affidabile, tenere gli indirizzi in un luogo sicuro e inaccessibile, e così via. NeU, in tutti questi anni, ha fatto così, e anche questo sarebbe un buon motivo per continuare.

MA LA GENTE APRE LE NEWSLETTER? Si chiama tasso di apertura. È il rapporto tra i messaggi inviati e quelli effettivamente aperti. Non è mai superiore al 50%. Un tasso di apertura buono è tra il 20 e il 40%. Il tasso di apertura di NeU è buono, e qualche volta più che buono: questo sarebbe il terzo motivo per continuare. Ma…

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CASELLE INTASATE. Proprio perché ormai tutti propongono e spediscono newsletter, oltre che di orrido, deprecabile spam le caselle di posta si intasano di newsletter. Se guardo solo la posta di oggi ne trovo quattro di testate internazionali a cui mi sono iscritta. Due di testate italiane a cui mi sono iscritta. Sei di aziende o associazioni a cui, dannazione!, non mi sono mai iscritta: sì, mi cancellerò, ma altre ne arriveranno. È una lotta impari. Se c’è una newsletter potenzialmente interessante ma non ho tempo, devo decidere se cancellarla (ehi, peccato, non ho tempo!) o lasciarla lì, come una spia luminosa accesa (cavoli, perché non hai mai tempo?), fino a quando non passa abbastanza tempo da permettermi di cancellarla senza troppo rammarico.

DECISIONI SPONTANEE. Invece ci sono pagine e testate che frequento abitualmente, e con piacere, anche se non mi spediscono newsletter. O forse proprio per questo: il piacere è maggiore perché la decisione non è indotta, ma del tutto spontanea e guidata dall’interesse o dalla curiosità. Potrebbe essere un buon motivo per non spedire più newsletter? Forse, sì.

DIECI MINUTI DI LETTURA. Dopotutto, NeU offre a tutti i suoi amici circa dieci minuti di lettura di qualità ogni settimana, con due nuovi articoli (di norma pubblicati lunedì e giovedì). È un tempo davvero ridotto, e forse chi è interessato lo può trovare anche senza essere – come dire – spintonato dalla newsletter. NeU, da sempre, parla sottovoce e non spintona: ecco un altro motivo.

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UN ENORME ARCHIVIO. Ma la caratteristica principale di NeU è quella di essere un enorme archivio di risorse e materiali, metodi, idee e suggestioni che non sono strettamente legate all’attualità. Per dire: oggi mi ha chiamato Rai Radio3 per chiacchierare di un articolo sulla comunicazione dei farmaci generici pubblicato nel 2011. La newsletter, per certi versi, privilegia ciò che è nuovo rispetto all’archivio, che contiene oltre 500 articoli. Ecco un terzo motivo.

MODI MENO INTRUSIVI. Chi vuole ha altri modi per seguire tempestivamente NeU. C’è una pagina Facebook: basta cliccare “mi piace” e, sulla finestrella che si apre sotto “mi piace” scegliere di ricevere le notifiche. C’è un account Twitter: basta cliccare “segui” per vedere gli aggiornamenti sulla propria bacheca. C’è una pagina Google+: aggiungendo NeU alle proprie cerchie si vedono gli aggiornamenti nella propria Home. Ci sono, per chi li ama, i Feed RSS. Tutti modi meno intrusivi per annunciare quel che c’è di nuovo su NeU.

UN ATTO DI FIDUCIA NELL’AUTONOMIA DEI LETTORI. Questo mese NeU è stato visitato da oltre 70.000 persone. Basta far due conti per capire che la stragrande maggioranza dei lettori non è arrivata attraverso la newsletter. Ecco, l’idea di base è che chi legge NeU, specie se è un lettore affezionato, possa e voglia continuare anche senza lo stimolo (diciamolo, vagamente pavloviano) della newsletter. Che ne pensate?

24 Commenti a Newsletter: sono fondamentali o possiamo provare a farne a meno?

  1. Alessandro

    io, se non arriva più la mia newsletter preferita, cioè questa, mi impicco. Il mio tasso di apertura era 100% e il tasso di inoltro sul 40%. Se l’autrice ci vuole ripensare, io mi sgroppo la corda dal collo… Magari, inviane di meno, senza obbligo di essere sempre presente ogni settimana. Willst du gelten, macht dich selten!

     
    • Annamaria Testa

      Ciao Alessandro!
      Su, dai, non fare così 🙂
      L’autrice (la sottoscritta) ci ha pensato a lungo, e ha deciso di confidare nell’autodeterminazione del lettore.
      Inoltre, l’autrice (sempre la sottoscritta, perché qui stiamo e qui torniamo) investe un bel po’ di ore per mettere insieme contenuti interessanti, utili e decentemente presentati, e le piace pensare che i lettori (o almeno i più affezionati tra i lettori) che li apprezzano siano disposti a investire i due secondi e lo spazio mentale di un clic in più per leggerli.
      E poi, dai… è bello cambiare abitudini, anche se si tratta di belle abitudini 😉 Tra l’altro: se sei su Facebook, un clic sulla pagina, uno su “notifiche”, e nulla cambia.

       
  2. Mike Dellog

    Credo che non ci sia bisogno di alcuna newsletter.
    Seguo regolarmente questo sito (ce l’ho sulla barra dei preferiti!) e credo che come me ce ne siano tanti.
    Ergo… non perdiamo tempo con lo “stimolino”.
    Se davvero (sic!) sei interessato ai contenuti di NEU lo leggi a prescindere.
    Alla prossima…
    Grazie!!!
    Mike Dellog

     
  3. Chiara

    Complimenti per il pavloviano, mi sono fatta una bella risata!

     
  4. Paola

    Non so, sono combattuta. Da un lato sono bombardata da newsletter a cui non mi sono mai iscritta e che vanno direttamente nel cestino, quindi apprezzo l’idea. Ma a qualche newsletter sono iscritta, per evitare che alcuni contenuti che mi potrebbero interessare possano perdersi nel mare del web. Seguo molti siti su twitter e facebook (tra cui questo), ma non sto su twitter e facebook tutto il giorno, quindi di certo mi perdo molte cose. Diciamo che per me la newsletter è una specie di promemoria dell’ esistenza di un sito con contenuti interessanti.

     
    • Annamaria Testa

      Paola… un ottimo promemoria è NeU nella tua barra dei preferiti (se lo inviti, ci viene di sicuro). E tu, quando hai un po’ di tempo e ti va, ti puoi fare un giro anche per articoli che ti sei persa (basta scrollare la homepage per trovarli tutti. O selezionarli dal menu, dove sono divisi in comodissime sezioni). 🙂

       
  5. adriana

    ciao tutti
    io la leggo sempre, mi piace essere invitata…sono distratta e magari non vado sul sito…ma su fb sì e vi trovo anche lì, lo so. ma vorrei emanciparmi da FB, che uso come una “prima pagina ” di siti e giornali e un pò di amici…e lì perdo tempo, però grazie di averci scritto anche questo…utile e nuovo!

     
  6. Annamaria Pagliusano

    “L’uomo non sopporta troppa realtà “è un bel verso di T.S.Eliot.
    Io aggiungerei anche virtuale!
    Mi sembra nuova e utile la decisione.
    Saluti con rinnovata stima.

     
  7. Fiorella Palomba

    Ciao, Annamaria
    Dal punto di vista delle percentuali io appartengo a quel quel 50% circa che legge, seleziona, apre o cestina.
    Non mi cambia niente l’assenza della newsletter, perché NeU, insieme ad altri blog è tra i “preferiti” nel computer. Comunque non potrei scordarmi la spigolatura circa bisettimanale. Inoltre il FB, il grande fratello, che ti acchiappa e non ti molla, c’è *_))

     
  8. Silvia Polo

    NeU staziona da tempo nella barra dei preferiti. Mi era stato consigliato da una carissima amica, lo consiglio a mia volta a chiunque abbia il cervello acceso; ho prestato “Minuti scritti” (non me ne voglia l’Autrice…) a mia nipote quasi diciottenne e ci confrontiamo sui rispettivi esercizi. Non sentirò la mancanza della newsletter: mi piace la libertà di accesso, senza condizionamenti veri o presunti e quando me lo godo, altro che dieci minuti!

     
  9. Maddalena

    D’accordissimo, neanche io apro le newsletter.

     
  10. Elle

    Io sarei una da tasso di apertura del 100%, ma ho preferito iscrivermi ai feed. Anche perché di newsletter ne ricevo tante (spesso purtroppo sono condizione per poter vedere UN contenuto interessante). Coi feed recupero in un attimo il post che volevo leggere e che avevo “tenuto da parte”, a volte lo metto nella cartella dei preferiti, qualche volta mi è capitato di inviarmelo via mail, per rileggerlo in un momento in cui non avrò il mio computer a disposizione. Insomma il modo si trova e le newsletter hanno maggiori probabilità di restare non lette, è quasi una loro caratteristica intrinseca 😉

     
  11. alessandra mauri

    Ciao Annamaria! io non sono tra gli indirizzi a cui NON inviavi NeU ( purtroppo) , non amo la mia casella di posta intasata di inutili messaggi, ma avrei amato molto ricevere la tua newsletter perchè vado sempre di fretta e ricevere comunque cose interessanti tra tanta robaccia, è una boccata di ossigeno, utile e necessaria. Ti ho sempre letta su FB ( poco, perchè poco lo frequento) e ora metterò NeU nei preferiti,così da averlo sempre lì, comodo. Se Maometto non va alla montagna….
    grazie per il tuo contributo al buon esercizio cerebrale.

     
    • Annamaria Testa

      Ciao Alessandra!
      Felice di leggerti, e che NeU arrivi tra i tuoi preferiti. Magari, prima o poi ci si incontra anche in modo non virtuale. Un caro saluto 🙂

       
  12. Vincenzo Falvo

    L’iscrizione alla newsletter mi era stata consigliata da una persona a cui sono legato e che non vedo più di frequente; pur accedendo regolarmente al sito, la ricezione era un sapere che stavamo probabilmente condividendo qualcosa più meno contemporaneamente, un incontrarsi. Quindi un po’ mi dispiacerà, ma a parte i personali sentimentalismi 🙂 trovo la scelta perfettamente adeguata e ampiamente compensata dalle alternative.

     
  13. Paolo Schneider Graziosi

    Combinazione proprio oggi mi sono posto questa domanda nella progettazione di un portale per un cliente. Nella bozza presentata c’era il link “iscriviti alla newsletter”, ora, anche grazie a questa tua riflessione, è sparito. Mi sono posto i tuoi stessi interrogativi e mi sono dato più o meno le stesse risposte e grazie all’aggravante che la newsletter del cliente l’avrei dovuta scrivere io, ho deciso di cassarla per sempre. Bene così, quindi.
    Però ho una domanda da farti. Vedo che segui un ragionamento partendo dal tuo approccio al problema (che fastidio la casella intasata, le iscrizioni non richieste, le newsletter forse interessanti che prendono polvere nel dimenticatoio). Il tuo approccio diventa in automatico quasi una legge (lo faccio io, lo fanno tutti) che ti dà la chiave per risolvere la questione. Sia chiaro, è lo stesso metodo che uso io, ma spesso mi domando se il mio unico pensiero sia un numero troppo piccolo per renderlo legge universale.
    Oggi per fortuna è arrivato questo tuo scritto, quindi mi sento in compagnia e non ci ho pensato su due volte.

    Per le statistiche: mi aggiorno sulle novità di N&U su Facebook o direttamente sul sito che ho nella barra dei preferiti, ogni tanto vado anche indietro nel tempo a vedere se c’è qualche titolo che mi stuzzica. Le newsletter le ho ricevute ma non le ho aperte.

     
  14. Daniela

    Sono d’accordo con lei. Io di solito cerco di dare un’occhiata a tutte le mail, e molte rimangono ad intasare la casella di posta in attesa di essere lette… Devo ammettere di non essere iscritta alla sua newsletter, ma i suoi nuovi articoli li trovo facilmente tramite Facebook, e quando non ne ho abbastanza vado direttamente sul sito, che è nella barra dei preferiti. Complimenti per il coraggio, ci vuole qualcuno che osi andare controcorrente!

     
  15. Marco

    Non mi sono mai iscritto alla newsletter di NeU: seguo le novità via feedly e non ho mai perso un articolo da quando seguo il sito:-)

     
  16. Marina Pezzoli

    Anch’io ormai ho una lista dì newsletter che non apro perché non ho abbastanza tempo per guardare tutto e quindi seleziono. Dopo un paio di settimane cancello tutto, tanto se c’era qualcosa d’importante lo venivo a conoscere attraverso altri canali. Preferisco andarmi a cercare direttamente quello che m’interessa. La vita è fatta di scelte difficili…

     
  17. Alesatoredivirgole

    Il servizio Newsletter (come altri citati sopra) è certamente comodo, un po’ come ricevere pane fresco a casa tutti i giorni senza dover andare al forno, però comporta anche qualche “rischio”: accumulare enormi quantità di pane secco.

    Personalmente non amo molto legarmi a questi servizi, preferisco passare al “forno” anche più volte nella stessa giornata per scovare nuovi dolcetti o riassaporarne alcuni tra quelli gustati in precedenza.

    Scrivere Newsletter (NEUsletter in questo caso) richiede tempo, energie e risorse dedicate e, a fronte delle percentuali di apertura/lettura, credo sia comprensibile valutare la possibilità di riorganizzare quel tempo, quelle energie e quelle risorse.

     
  18. Vittorio Cucchi

    Far balenare l’immagine di Ivan Petrovič Pavlov, o meglio quella dei suoi cagnolini, davanti agli occhi di noi devoti e grati iscritti alla newsletter di NeU può sembrare una provocazione, e forse lo è, nel senso più stimolante del termine. Ma la riflessione risolutiva nasce, a mio modesto parere, dalle immagini d’epoca che fanno da cornice all’articolo e rimandano a un mondo privo di newsletter e di ogni canale di comunicazione a distanza. La newsletter di NeU è (è stata, sarebbe) ciò che chiamerei un “servizio puro aggiunto” al “servizio puro” del sito stesso, concepito per diffondere contenuti di qualità (non mi viene un’espressione più originale) a titolo del tutto gratuito, senza nulla vendere neppure indirettamente, e nel più consapevole rispetto della netiquette. Un sito con ogni verosimiglianza finanziato (perché dei costi, in termine di denaro, per non parlare di quelli di tempo e di energie psicofisiche, ci sono eccome) da chi lo firma e offerto al pubblico di lettori pensanti e commentanti. Ebbene, se Internet non ci fosse… NeU potrebbe esserci comunque, e sarebbe (magari dopo essere stato un “tazebao” o un “ciclostilato”, ci ricordiamo?) una rivista cartacea, a disposizione di chiunque fosse disposto a ricordarsi dell’uscita del numero, alzare le chiappette per raggiungere l’edicola e, soprattutto, cavare di tasca il soldino necessario per acquistarlo, come la più ovvia delle operazioni. Chi non dimentica quei tempi andati non soffrirà al pensiero di non ricevere più la newsletter e, al di là degli “avvisi” che pur continuerà a garantirsi via Facebook, Twitter ecc, di dover acquisire la regolare abitudine di collegarsi a NeU una o due volte alla settimana per leggere gli ultimi articoli ed esplorare l’archivio. Insomma, chi ci tiene sa come fare, e chi poi ci tiene per davvero accetterà di rispondere al sommo quesito dell’era tecnologica: saresti disposto a pagare ( come avresti fatto un tempo) per leggere NeU e per ricordarti di farlo?

     
  19. pollywantsacracker

    Una parte consistente del mio lavoro quotidiano da alcuni anni, è scrivere e spedire newsletter. Ne apro e ne leggo moltissime per lavoro. Le ricevo su una casella di posta dedicata, senza notifica sullo smartphone. Ciò che non mi voglio perdere (come NeU) lo metto in un aggregatore di feed, ciò che non mi posso perdere me lo faccio inviare su una casella di posta con notifica (silenziosa) sullo smartphone. A ciò a cui voglio mostrare endorsement e non vederlo mai più, metto il like su Facebook.
    Trovo che sia sensato, per il sender, decidere di smettere di inviare newsletter (per esempio mi piace l’eleganza di NeU, che non urla, non chiama, non notifica e non disturba). E trovo che sia sensato, per l’utente, decidere di disiscriversi o di segnalare come spam (a seguito della segnalazione è molto difficile che quel sender ricompaia nella casella di posta). Però, ecco, non smetterei di mandare newsletter per difendere i miei iscritti dalle troppe email altrui 🙂

     
  20. Francesco Falvo D'Urso

    Encomiabile sia come gesto ecologico, che come invito alla proazione 🙂 che come argomento di riflessione in generale. Grazie, continuerò a leggerla comunque.

     
  21. Salvatore

    Leggo NeU da più di tre anni, scoperto per caso.
    Uso gli RSS feed e non mi sono mai iscritto alla newsletter. Ho NeU tra i must reads.
    Odio le newsletter perché si accumulano. Ho un tasso di apertura bassissimo. Non mi piacciono i social come modo di seguire i contenuti, perchè risultano molto diluiti. Non mi piace navigare e aprire tutti i siti per vedere le novità.
    Uso un lettore di RSS online, da web, tramite la sua app sul cellulare (velocissima, utile anche ai semafori rossi) e su iPad (a casa).
    A volte le newsletter sono un reminder per i lettori e un modo di raccogliere indirizzi email per chi ha il sito. Gradirei lasciare l’indirizzo mail se questa newsletter-reminder arrivasse una o due volte l’anno. Lo farei per tutti i siti che leggo regolarmente. Invece no, non posso farlo per le frequenze della newsletter troppo elevate.
    Il lettore di feed che uso è comodo perché anche nella versione gratuita non inserisce pubblicità, consente di salvare, tag gare e condividere gli articoli di interesse, e funge come motore di ricerca tra i feed letti o tra le sottoscrizioni.
    Bene per il coraggio di andare contro corrente.

     

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