Pubblicità, Bad Avenue, futuro - Nostalgia canaglia

Qui di seguito trovate un contributo di Bad Avenue, il blog di controinformazione che con passione, onestà ed energia dà conto di quanto, nel bene e soprattutto nel male, succede nell’ahimè sgangherato micromondo pubblicitario italiano. Se non vi occupate di pubblicità e volete capire di che si tratta, ecco un’intervista all’autore, che si firma con lo pseudonimo Donald Draper.
Bad Avenue in questi giorni sta attuando il progetto WebRefugee, spostandosi di blog in blog per dar luogo a un’onda di sensibilizzazione e protesta contro la delibera AgCom, tesa a limitare la libertà d’espressione nel web. A Bad Avenue e a D.D., benvenuti su NeU.

Una strana congiunzione astrale a noi favorevole ha messo a capo delle più importanti associazione di settore persone intelligenti e di buon senso: Massimo Guastini all’Adci, Peter Grosser in Assocomunicazione (al momento è Vice Presidente ma la sua prossima elezione non dovrebbe essere messa in discussione) e Lorenzo Sassoli de Bianchi in UPA.

Quest’ultimo, durante l’assemblea UPA della settimana scorsa, ha proiettato un video prima del suo intervento. Guarda caso proprio uno spezzone della serie Mad Men, uno dei più noti, quello in cui Donald Draper parla dell’importanza delle emozioni, e della nostalgia in particolare, in pubblicità.

Sassoli de Bianchi ha sottolineato le potenzialità dello storytelling nella comunicazione moderna e si è poi ricollegato al concetto di Nostalgia affermando che: “(…) Oggi siamo invece in una situazione quasi paradossale: proprio la pubblicità è ferma in un mondo di media in continuo movimento. Uno stallo dinamico dove lo stallo è nei numeri e il dinamismo nei grandi cambiamenti in corso e nello sforzo di innovazione (…)”.

La Nostalgia è un sentimento tiepido e rassicurante, nel quale la maggior parte di noi ama crogiolarsi, ma è allo stesso tempo un’emozione pericolosa perché ci porta a voltarci indietro piuttosto che guardare avanti.

Personalmente ho l’impressione che buona parte dei nostri problemi come pubblicitari nasca proprio da questo. Continuiamo a lamentarci della nostra condizione e rimpiangiamo i bei tempi andati senza considerare le incredibili possibilità che ci presenta il futuro: mai come adesso, anche con risorse limitate, si possono realizzare contenuti da condividere con tutto il mondo.

Mai prima d’ora questo era stato possibile ed era solo immaginabile sperimentare e realizzare progetti che vanno ben oltre i ristretti limiti del medium tabellare. È sufficiente guardare i lavori premiati a Cannes nelle categorie Titanium, Integrated e Media per rendersene conto.

Da 8 mesi porto avanti un blog difficile come Bad Avenue e ho notato che nel nostro ambiente c’è una tendenza alla lamentela, all’immobilismo e al piangersi addosso. Fa specie notare che questo si evidenzi in un blog frequentato prevalentemente da creativi, perché la natura della creatività è appunto quella di trovare soluzioni originali e innovative.

La nostra professionalità era riconosciuta quando eravamo capaci di risolvere problemi e trasformarli in opportunità. Quando torneremo a a farlo, anche per noi stessi, sono certo che avremo riguadagnato il rispetto e risolto la maggior parte dei nostri problemi.

Tanti saluti da Bad Avenue.
Donald Draper

6 Commenti a Pubblicità, Bad Avenue, futuro – Nostalgia canaglia

  1. Utente Anonimo

    condiviVo! acculturata

     
  2. Utente Anonimo

    pochi passanti che vanno a lavoro, molti pensionati alla finestra, troppi precari in camera a piangere. Alessandro Piccioni

     
  3. Laura Bonaguro

    Su Wikimedia Italia un’interessante argomentazione sul recente comunicato della SIAE. Zeus News lo segnala infatti così: … Nell’appello, Siae e Confindustria auspicano che il regolamento AGCOM, nella sua definitiva formulazione, possa risultare realmente efficace. L’appello è stato pubblicato anche su alcuni quotidiani italiani. Oggi risponde l’associazione Wikimedia Italia, “… felice di notare come la SIAE abbia ancora una disponibilità finanziaria sufficiente per acquistare pagine di pubblicità sui quotidiani e porre agli italiani dieci domande.”. Ecco il link per buttare un occhio, lo trovo più che interessante, anch’io mi chiedo se qualcuno risponderà. Chissà!

     
  4. annamaria

    @ Laura: ahah la SIAE… da qual pulpito. E lo dico da autore. Invito tutti, davvero, a leggere il testo segnalato da Laura. Ne vale la pena. Ricordo che nel menu di NeU c’è un’intera pagina (difendere/diffondere un’idea) sui temi del copyright e del copyleft.

     
  5. Utente Anonimo

    Sono un giovane creativo. Credo. Di nostalgia non ne posso provare: non c’ero. E anche Mad Man ho smesso di guardarlo. Provo comunque a dare un piccolo contributo: la pubblicità sta vivendo una crisi simile a quella che stanno vivendo l’editoria e il mercato discografico: una crisi feconda. Provare nostalgia per un periodo che non esiste più e che non può tornare non ha molto senso. Così come lamentarsi senza fare nulla per risolvere la situazione. Grazie al lavoro di Guastini, Donald e di tanti altri come lui, la cultura sta cambiando. Troppo piano? Forse. Nel frattempo sempre più miei coetanei si stufano degli stage sottopagati e per nulla formativi nelle grandi agenzie e fanno come quelli di Perché mi piaci tu: saltano fuori e cominciano a fare in proprio, in piccolo, ripartendo dalle idee. Jacopo

     
  6. Utente Anonimo

    non provo nostalgia per nessun tempo andato sebbene faccia questo lavoro da 20 anni. faccio però un enorme sforzo per convincere molti committenti a rompere le regole. forse è questo che ci fa sentire la nostalgia

     

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