capacità creative

Riprendo e approfondisco un argomento trattato nel post intelligenza e creatività. Magari vi è sfuggito e invece merita, credo, un’attenzione speciale.
Dunque: il TTCT, il test di Torrance sulla creatività, prende in esame (e prova a misurare) l’abilità individuale in quelle che, anche secondo la mia esperienza empirica, sono le quattro dimensioni pragmatiche di ogni lavoro creativo ben fatto.
Crediate o meno nei test, e nei test di creatività, l’intuizione che sta dietro il TTCT è più che valida: chi fa un qualsiasi lavoro creativo dovrebbe cavarsela discretamente in tutti i quattro ambiti, e dovrebbe essere eccellente almeno in uno, e magari in più di uno. Altrimenti, c’è un problema. Il link che vi propongo provano a evocare, in modi diversi e a volte divertenti, ciascuna delle capacità creative.
Vediamo in dettaglio di che si tratta:
– FLUENCY (fluidità) è la capacità di fornire molte soluzioni diverse, accettabili o buone (insomma: niente fuffa) in un tempo ragionevole ma limitato.
– FLEXIBILITY (flessibilità) è l’attitudine a sviluppare soluzioni a partire da ingredienti diversi e da prospettive molteplici, e a cambiare rapidamente prospettiva e contesti di riferimento.
– ORIGINALITY (originalità) è la capacità di sviluppare idee mai pensate prima. Sapendo che essere originali non vuol dire produrre idee irritanti o stravaganti (questo è uno dei motivi per cui non smetto di prendere le distanze dal brainstorming, che invece incoraggia questo stile di pensiero). Vuol dire, invece, avventurarsi in spazi creativi non ancora percorsi da nessuno, cercando soluzioni nuove ed efficaci. E sapendo che efficacia, semplicità e bellezza (o, in senso matematico, eleganza) spesso coincidono. Insomma, e per farla breve: KISS.
– ELABORATION (elaborazione) l’ultima categoria, è la più trascurata. E a trascurarla sono spesso proprio le persone meno esperte. Rimanda all’aver cura dei dettagli e rispetto del proprio lavoro, e al presentare un prodotto consistente: cioè finito in ogni sua parte, impeccabile sia nella sostanza sia nella forma. Prendendosi il tempo necessario per le verifiche e il fine tuning, e però rispettando i tempi di consegna. Un lavoro presentato fuori tempo massimo, per quanto buono sia, è un lavoro inutile. Un lavoro abborracciato è un lavoro da rifare.
Dedico questo post a tutti i senior che, in agenzia, in azienda, in un laboratorio o in una bottega cercano, tra schiaffi e carezze, di addestrare un junior. A tutti i junior che vogliono crescere: per riuscirci, devono imparare a governare i propri processi creativi dall’inizio alla fine.

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8 Commenti a Le quattro capacità creative fondamentali – Metodo 20

  1. giorgio

    Condivido, con l\\\’esperienza di una vita su questi terreni. Col tempo s\\\’impara che le scorciatoie non funzionano e che la prima verifica onesta a quello che abbiamo appena pensato dovremmo sempre farla noi per primi, cercando di non accontentarsi se qualche pezzo non si incastra perfettamente come dovrebbe. Se non altro perché in tutta onestà sappiamo che un\\\’idea migliore di quella che abbiamo appena avuto è probabilmente lì fuori che aspetta solo di essere presa. Ma questo appunto costa fatica e una dose di umiltà che non guasta per crescere in questo lavoro.

     
  2. andromeda

    chapeau.. non so se posseggo tutte e quattro queste capacità, se qualcuna supera di gran lunga le altre, se ho sempre pensato di averle e magari ho preso un granchio, però… grazie per il KISS, ne farò tesoro, ne ho bisogno a quanto pare…

     
  3. urruca

    … secondo me ne manca una: la disciplina.

     
  4. annamaria

    Ciao Urruca. La disciplina è importantissima (come la curiosità, il coraggio, la tenacia, l’umiltà). Ma tutti questi sono tratti di carattere. Riguardano, per dirla semplice, il modo di essere di una persona, e il suo atteggiamento nel mettersi in relazione con il mondo- Qui invece, con Torrance, stiamo parlando di capacità: qualcosa che riguarda non quello che uno è, ma quello che uno può o sa produrre. Qualcosa che, di conseguenza, coinvolge un giudizio non sulla persona, ma sul prodotto. Proprio per questo aspetto le categorie di Torrance sono importanti, anche sotto il profilo didattico: aiutano a ben giudicare il prodotto creativo, a dar dritte chiare sotto il profilo della quantità, della varietà, della qualità e della messa a punto delle idee.

     
  5. simonetta doni

    Che bello condividere gli stessi pensieri, certe volte mi sento un alieno. Grazie Simonetta

     
  6. Utente Anonimo

    mi piace “fluenty”, “flexibility” e “elaboration”. e ovviamente detesto e contesto con tutte le forze il brainstorming, strumento psicoregredito e nemico della creatività. trovo però di una banalità sconcertante “originality”. non è tremendamente ovvio che creatività vuol dire attitudine a pensare ciò che ancora non è stato pensato? (posto che sia possibile, ma qui si aprirebbe un altro capitolo). voglio dire, che test è quello che per farmi scoprire se sono creativo mi chiede se sono creativo? doriano

     
    • Annamaria

      Il test di Torrance, per misurare la componente “originality”, mette a confronto le tue soluzioni con il repertorio delle soluzioni già proposte da altri sulla medesima batteria di problemi.
      Ovviamente il repertorio è ampio.
      I ricercatori verificano, soluzione per soluzione, se tu scegli la strada più ovvia, come molti, o strade meno ovvie, come pochi o nessuno fino ad allora.

      Dunque, il test non ti chiede se sei creativo, ma va a vedere se sei creativo davvero, e quanto.

       
  7. marco orlandi

    Credo che un elemento da sempre e da tutti sottovalutato sia “Ingrained”, ovvero connaturato, secondo natura, aderente a sè. Nessun albero di mele produce fragole e così l’essere umano inventa e crea solo ciò che è connaturato alla sua più intima essenza. Mozart amava dire che il suo lavoro era predisporre se stesso ad “ACCOGLIERE” la musica che si sarebbe manifestata, come tutte le arti, per propria energia. Si sta diffondendo una convinzione che la Creatività sia una dimensione disponibile se si compongono alcuni tasselli “fluenty”, “flexibility” “elaboration”, pittosto che “sedimentazione”,”incubazione” “illuminazione” ecc ma quasi mai si parla di Fedeltà alla Propria Natura. Avrebbe potuto essere comunque creativo Fellini se fosse stato un bancario? Avrebbe potuto essere comunque creativo Morricone se avesse gestito il Bar di famiglia? La creativtà, credo, è il momento nel quale la verità si fa strada nei momenti di assenza della Ragione e del Giudizio, ma percorre la strada che è nella sua natura: La rivelazione della 5 sinfonia non si è manifestata a colui che ambiva alla gioia ma ha colmato il canale aperto da un sentimento specifico nella mente di un uomo. Credo che solo colui che attinge alle domande che gli nascono nell’intimo possa creare, solo colui che ascolta le proprie profonde necessità emotive possa farsi tramite per il gesto creativo…

     

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