Rai: non è (ancora) troppo tardi?

Oggi succede una cosa importante. Per la prima volta, e su chiamata di Bersani (bravo! Evviva!) quattro associazioni che rappresentano parti rilevanti della società civile (SNOQ, Libera, Libertà e Giustizia, Comitato per la libertà e il diritto d’informazione) si incontrano per esprimere i candidati al CdA RAI.

Scrivevo qualche tempo fa che, nonostante l’espansione del web, nel nostro paese la televisione continua ad avere un grande peso sia in termini di informazione, sia in termini di costruzione di un’identità e di un immaginario condiviso, sia in termini di educazione.
A questo peso deve corrispondere un’assunzione di responsabilità da parte dell’emittente pubblica. E no, ciò non significa produrre programmi pallosi e destinati al fallimento: questo non è altro che un pregiudizio tecnicamente ignorante.
Nel medesimo post ho raccolto una serie di esempi di successo, italiani e stranieri (dal Brasile al Rwanda, dall’Inghilterra alla Turchia), che caldamente vi invito ad andare a vedere: si tratta di idee forti e virtuose. In tempi come questi ne abbiamo bisogno come non mai. E l’ideale sarebbe che riuscissimo a svilupparne di forti, virtuose e originali.

So che oggi perfino le grandi aziende che investono in pubblicità sui  canali RAI sono imbarazzate per la scarsa qualità media della programmazione. E so ugualmente bene che in Rai sono compresenti meravigliose (e frustratissime) isole di competenze tecniche e creative e impressionanti abissi di inettitudine: rimettere a sistema l’intera macchina è un compito titanico, che non può essere nemmeno intrapreso se non a partire da una visione forte, moderna ed etica.
Ci vogliono persone specchiate, capaci, toste e desiderose di spendersi. Tra i primi nomi c’è quello di Lorella Zanardo. Sarebbe magnifico se non restasse solo un nome.

5 Commenti a Rai: non è (ancora) troppo tardi?

  1. Utente Anonimo

    La Zanardo ha le idee chiare e ha coraggio e spero che ce la farà. Piero

     
  2. Paolo, por supuesto.

    Lorella ha capacità. preparazione e metodo per quel ruolo. punto. tutto il resto è un’opinione -pur lecita- sulle sue idee ma leggo sgomento le frattaglie che le tirano addosso uomini e anche donne nel blog di Marina Terragni. mi manca l’aria per tanta faziosità senza idee.

     
  3. annamaria

    Sono Tobagi e Colombo i nomi indicati dalle associazioni per il CdA RAI. In bocca al lupo a entrambi.

     
  4. Utente Anonimo

    La RAI, quella degli anni ’60, fatta da fior di professionisti, aveva il compito di alto educare una nazione rinata dalle proprie ceneri. E ci sarebbe riuscita se, prima l’avvento delle nuove leve dirigenziali e poi la valanga inarrestata del pensiero mediaset ne avesse definitivamente affondato il suo ruolo. Vorrei che la competizione per il profitto non fosse più l’unico metro di misura. I tempi sono altri, ma desidererei nuovamente uno scopo alto per la RAI Radiotelevisione Italiana. Alberto Sacco

     
  5. Cornetta Maria

    Io darei un bel dieci e lode alla nostra emittente nazionale! Sono contenta di corrispondere il canone per un servizio che giudico pienamente soddisfacente. Se a leggere questa mail ci fosse un dirigente RAI vorrei dirgli: GRAZIE DI CUORE!

     

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