Creatività e scrittura: un gioco narrativo

Diverso tempo fa NeU ha proposto un gioco consistente nell’unire tre parole in una frase dotata di senso, scegliendo tra due serie di parole una delle quali fatta di parole dotate di più di un senso. I risultati sono stati ottimi e, se volete dare un’occhiata, li trovate qui.

Questa volta, invece, vi propongo di giocare un gioco narrativo diverso, volto a integrare creativamente immagini e scrittura. Le immagini, tutte quante, sono evocative: non spiegano ma suggeriscono, non vanno decodificate ma interpretate. Per proporvi questo gioco narrativo ne ho scelta una che, a mio avviso, ha una strana vibrazione. Osservatela con attenzione, perdetevici dentro e cercate di capire da che cosa quella vibrazione è originata.

Questo gioco è la rielaborazione molto, ma molto libera di uno dei test di creatività  formulati dallo psicologo Ellis Paul Torrance. Ma è anche un modo efficace per cominciare a immaginare una storia quasi senza accorgersene e in tutta leggerezza, con un gioco narrativo che contenga in potenzialità lo sviluppo di una trama.

Dai, provateci. Giocare questo gioco narrativo è facile: guardate la foto per un po’, passando dai dettagli all’insieme, e poi ancora ai dettagli. Scegliete uno o più personaggi tra gli otto rappresentati. E poi fatevi delle domande.

Chi sono i personaggi? Che cosa fanno? Qual è la loro storia individuale? Qual è il loro carattere? Come mai sono lì? Che tipo di relazione  li lega? Che cosa è successo prima? Che cosa capiterà dopo?
Due soli vincoli: non superate le seicento battute. E, prima del titolo, scrivete i nomi corrispondenti ai personaggi che avete scelto di mettere in scena: ovviamente potete sceglierne uno, due, tre… come preferite. Potete scegliere il genere che preferite (rosa, giallo, noir…) e potete divertirvi tra humour, fantascienza, fantasy, scegliendo lo stile narrativo che più vi appartiene e che meglio si integra con i tratti che avete deciso di assegnare ai personaggi. Buona scrittura e, soprattutto, buon divertimento.

12 Commenti a Creatività e scrittura: un gioco narrativo

  1. Marcello42

    Bellissima sfida…! Tanti auguri ad Annamaria ed agli Ospiti di N&U per una serena Pasqua…!

     
  2. Utente Anonimo

    (Carlo, Franco, Geremiah) UNA FACCIA COME TANTE Vedi il tizio in fondo? Non l’uomo col farfallino, quello è uno stronzo qualsiasi. A sinistra, cinquant’anni, gilet e camicia. Quello è Carlino O’ professore. Non lo vedi bene? Non importa, tanto quello domani cambia faccia, via i baffi, magari un paio di occhiali. Li vedi i due seduti insieme? Sono Franco Nitti e Gerry Dane detto Danger, da Chicago. Adesso ti dico che succede: prima che arrivi il secondo, O’professore va al bagno, passa vicino a Nitti, sfila la .38 dai calzoni e lo fa secco con un colpo solo. Poi se ne esce e svanisce. Lascia sul tavolo tre bigliettoni: così, per il disturbo. Francesca

     
  3. Utente Anonimo

    ANNA, BEN, DORIS, HELEN – FOTO DI FAMIGLIA Dissi “Forza gente. Tutti qua che vi faccio una foto”. Si alzarono di malavoglia stampandosi sulla faccia sorrisi di circostanza. Si avvicinò la cugina Helen, un’ochetta che si crede Barbie. Si avvicinò Ben, fidanzato eterno che Helen non sposerà mai. Si avvicinò Doris, la mia antipatica figlia, tutta sua madre ma con mezzo metro di gambe di meno perché almeno Anna, mia moglie, ai tempi era un gran pezzo di donna. Anna restò sul fondo mormorando acida “fa’ in fretta, non vedi che stiamo dando spettacolo?”. La cara Anna. Non sapeva che lo spettacolo vero sarebbe cominciato dì lì a poco.

     
  4. Marcello42

    (Helen, Doris) Fuori dalla scena si sente scalpiccìo di passi. Nel Ristorante entra rumorosamente un gruppo di persone che attira l’attenzione dei presenti. H: Guarda chi c’è nel gruppo che è appena entrato… D: Toh.. Franco… E’ sempre un bel ragazzo, vero..? Lo vedi ancora? H: No. E’ da un po’ che non si fa sentire. Peccato… Un po’ ci contavo. D: Ma quella è la sua nuova ragazza? H: Forse. Anzi, direi proprio di si. Guarda come se lo guarda! Ha paura che glielo rubino… D: Mamma mia che cozza! Certo che se lo tiene stretto. Se la molla, a lei chi se la rimorchia? H: Gli anni passano anche per Franco. Ha messo su pancia. D: Ed anche qualche capello bianco. H: Si. Gli uomini poi quando si lasciano andare… Negli ultimi tempi che ci sentivamo era diventato noioso… Parlava solo di soldi, di problemi di lavoro. In fondo non la invidio proprio la cozza. Sarà noiosa anche lei. Dio li fa e poi li accoppia.

     
  5. Utente Anonimo

    – (Helen, Geremiah) Ingo Non ho la più pallida idea di chi sia tutta questa gente – a parte la piccola Helen, che ho agganciato sulla metro raccontandole una montagna di frottole e poi ho seguito fino a quel posto inverosimile. Helen vuol fare l’attrice – o la modella, ma che differenza fa? – e io naturalmente mi sono spacciato per uno che conosce mezza Hollywood, un agente, un produttore, uno che conta insomma. E lei se l’è bevuta, eccome. E non solo lei, del resto: vedete quel fesso con la sigaretta in bocca, che ride come un imbecille? Be’, la macchina fotografica è la sua. E ce l’ho ancora al collo io, sulla metro. Fabio Massimo

     
  6. Brando

    (Doris, Ben) Una lunga sosta Il mio trench fradicio gronda tanta acqua sul pavimento che pare piova anche qui, al coperto della sala ristorante. Ma mi guardo i piedi e realizzo che non è acqua quella che mi cola dal soprabito, quanto piuttosto si direbbe… sangue. Smarrito cerco una risposta negli avventori del locale. Fra i volti sconosciuti riconosco Doris Nardi, la ragazzina che ha sterminato la famiglia prima di togliersi la vita. Ho letto di lei ieri sul Gazzettino. E accanto a lei riconosco anche Beniamino Scatti, il tizio che si suicidò dopo aver causato la bancarotta fraudolenta del Banco Isi, qualcosa come trent’anni fa. Ma che ci fa questa gente qui? E cosa ci faccio io soprattutto? So solo che il caldo si va facendo insopportabile.

     
  7. elettra sammarco

    (Ben, Helen Doris) SFRATTATI La macchina frenò davanti al portone. Eccolo, disse Ben affacciato alla finestra. Uffa, piagnucolò Helen, non possiamo andarcene da qui! Cara, i nostri nuovi padroni di casa non sono molto ospitali, la consolò Doris. Il viso di Ben si illuminò di colpo: Che ne direste di lasciargli una nostra foto? Helen battè le mani entusiasta:Ma certo! In fondo non ci hanno mai visto! E allora tutti in posa!Ben corse a prendere la polaroid. Presto! gridò Doris,l’esorcista sta salendo le scale! Tutti sorrisero davanti all’autoscatto. Qualche minuto dopo erano nella villa di fronte, pronti per una nuova oltre vita. ……………………………… Mi scuso per i tag, era l’unico modo per segnalarvi le parti in corsivo, visto che nella mascherina dei commenti non risultano. L’alternativa era virgolettare, ma così avrei sforato rispetto ai 600 caratteri… Grazie a tutti voi e a presto, Elettra (da narrantierranti.blogspot.com)

     
  8. Giovannigaletta

    Better than ever Anna-Doris-Ben-Helen-Franco-Geremiah Doris ha deciso: non seguirà più il volere di Anna. -Io non sarò mai quello che lei non è riuscita a diventare! Mi ha adottata, sono stata sempre riconoscente, ho sempre detto di si nella mia vita, l’ho sempre ringraziata anche per ciò che mi era dovuto.. L’incantesimo oggi è finito e Ben lo ha capito, mi guarda negli occhi e non parla, non sarà capace di fermarmi. Questa sera non si festeggerà il mio primo contratto. Helen farà crollare tutti i piani di mia madre, l’ho invitata io e sarà una sorpresa per tutti. Geremiah e Franco non resisteranno al suo sorriso, sarà lei a cantare “Better than ever”-.

     
  9. Utente Anonimo

    Eddie, Ben, Doris, Helen, Franco, Geremiah Sera a Berlino. L’uomo in fondo si chiama Eddie Morgensen e in tasca, insieme alle sigarette, ha un passaporto svedese. In realtà Eddie è un agente del servizio segreto della Germania Est, fuori cortina per chiedere asilo politico. Come pietra di scambio, Eddie possiede i microfilm dei missili sovietici e delle relative postazioni. Lo scambio dovrà avvenire tra lui e i due agenti della CIA presenti nel locale, Franco e Geremiah. L’amante di Eddie, Helen, è solo una copertura. Sarà lei ad occuparsi della consegna, il microfilm arriverà nelle mani degli agenti prima del dessert. In realtà Helen è una doppiogiochista che indicherà Eddie ai due killer venuti dal freddo; nomi in codice Ben e Doris… mick bodycopybattles.it

     
  10. Utente Anonimo

    Anna – Ben – Carlo. Nel suo negozio di antiquariato Anna ha subito il furto di preziosi vasi cinesi di epoca Ming. Non può rivolgersi alla polizia, il proprietario è un miliardario americano che esige il rispetto della privacy. Può aiutarla a risolvere questo caso il suo amico Ben, amante dell\’arte ed investigatore privato per hobby. Tutto lascia pensare che ci sia lo zampino di Carlo: solo lui conosceva la provenienza ed il valore delle statue e le grosse cifre di cui era debitore, per perdite al gioco, non deponevano a suo favore. L\’appuntamento al ristorante chiarirà il mistero? Patrizia Gallo

     
  11. Maria Bonelli

    (Eddie, Anna, Helen,Ben, Geremiah, Doris, Carlo) INTRIGHI E SEGRETI. Cara Anna, Helen e Ben finalmente si sposano. Finalmente? L’amico Geremiah accompagnerà Helen all’altare, in fondo è giusto che sia suo padre a farlo. Lo sanno in tanti. La adoro come solo un padre può fare. Ben, in fondo, è un bravo ragazzo. Sebbene Doris si è infilata più volte nel suo letto, pur di far torto a sua “sorella”. Questo forse siamo in pochi a saperlo. Di tu a nostra figlia di stare più attenta. Quanto a me, so di togliere il disturbo, ma preferisco fantasticare. Prendo il bottino e scappiamo via. In Europa. Carlo ed io. Questo non importa chi lo sa. Che Dio vi assista. Eddie

     
  12. Utente Anonimo

    Meglio non sapere? Helen, Ben, Eddie, Anna, Carlo, Geremiah, Doris, Franco Nonostante il mio sorriso simulasse felicità e orgoglio per essermi sposata con un imbecille pieno di quattrini, quella sera non riuscii a fingere oltre: raccontai a Ben della mia storia con Eddie. Non fui l’unica in vena di confessioni. Anna, sua madre, non gli aveva mai detto che Carlo era il suo padre naturale, né che da Geremiah aveva avuto Doris. Ma la cosa che quella stronza aveva taciuto a tutti era che dalla sua relazione con Franco era nata una figlia di nome Helen. Io e Ben non avevamo ancora parlato di figli. Non ce ne fu occasione: in nottata Ben si sparò un colpo in testa. Francesca D.

     

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