La visione di un futuro color celeste pallido - Idee 52

Se il futuro prossimo appare piuttosto incerto e buio, il futuro anteriore così come lo immagina la tecnologia sembra essere noioso e color grigio-celeste pallido. Un Futuro Sotto Vetro.
Non è una prospettiva appassionante.
Guardatevi il concept video di Microsoft intitolato Productivity Future Vision. Tutto un muoversi essenzialmente solitario in ambienti urbani ovattati, scorrendo schermi in punta di dita. Luoghi analoghi, gesti e atmosfere simili ricorrono nelle proposte di Blackberry, di Ericsson. E perfino in quella di di Airbus.
A Bret Victor, che ha inventato interfacce per Apple a Cupertino, ‘sta roba non piace per niente. Così scrive un Breve sfogo sul futuro del design dell’interazione, questo sì, appassionato e appassionante (qui trovate l’originale in inglese).
Victor dice, sul futuro tecnologico, due cose importanti.
1) Le visioni devono essere visionarie: «servono a dare una direzione alle persone, le ispirano ad agire, e un gruppo di persone ispirate è una delle forze più potenti del mondo».
2) La tecnologia non è qualcosa che accade. Dev’essere ispirata dall’intento di sviluppare potenzialità umane inesplorate.
Che ne dite? Forse, nel futuro, conviene proiettarsi con l’intero corpo. E, magari, con un briciolo in più di anima.

7 Commenti a La visione di un futuro color celeste pallido – Idee 52

  1. Utente Anonimo

    Bellissimo lo sfogo di Victor, che però mi porta a modificare leggermente (ma forse radicalmente) la conclusione del post di A.T., là dove dice “Forse, nel futuro, conviene proiettarsi con l’intero corpo. E, magari, con un briciolo in più di anima.” Io direi “Forse, nel futuro, conviene proiettarsi con l’intero corpo. E, magari, tenendolo sempre ben connesso con l’intera anima”. 🙂

     
  2. Utente Anonimo

    Grazie Annamaria. Quella di Bret Victor è una riflessione piuttosto ispirata, quasi filosofica ma io non vedo contraddizione tra il nostro essere anche entità tattili – capacità sulla quale abbiamo fondato molte delle nostre possibilità di evoluzione – e la direzione che sta prendendo la tecnologia multi-touch. Paradossalmente nel gesto del dito che sfiora appena la superficie di una immagine sottovetro, ci vedo l’archetipo della tattilità resa leggera ma profonda e precisa. Ci vedo la sintesi tecnologica ispirata al modello umano, addirittura all’immagine iconografica e religiosa disegnata da Michelangelo nella Sistina. Il dito è un utensile periferico del cervello che assolve una molteplicità di funzioni. La tecnologia connette il dito, e quindi la mente, con i contenuti, resi disponibili in un battito leggero, quasi impalpabile. In estrema sintesi direi che questa interfaccia tecnologica apre visioni molto positive, che renderanno la vita più comoda ma non meno complessa e poetica. Le nostre mani rimarranno quello che sono sempre state, strumenti per toccare e afferrare il futuro. I nostri sensi sono cinque e penso sarà questo quintetto ad ispirare, come sempre, l’evoluzione tecnologica del prossimo futuro. L’uomo riproduce sempre il modello che conosce e riconosce meglio, cioè se stesso. Antonio

     
  3. Utente Anonimo

    Quando leggo cose come questo articolo segnalato mi sento in testa fare quel “aaaaaaah…” che facciamo dopo un gran bicchiere d’acqua in un giorno a 38°. andiamo oltre per piacere, c’è talmente tanto spazio fuori. aaaaaaahhh… (mi piace questo sito. che gusto! aaaaaaahh!) fede

     
  4. annamaria

    Ciao a tutti. Mi sembra interessante la suggestione di Antonio (lo sfiorarsi di dita ne La creazione di Adamo. Come moltissimi, già oggi passo parte del mio tempo ad accarezzare uno schermo in varie direzioni. Però mi piace anche infilarmi un paio di stivali di gomma e camminare insieme ai cani (tre) su sentieri di campagna piuttosto accidentati e, in questa stagione, piedi di foglie e fango. Naturalmente, quando lo faccio ho ho l’iPhone in tasca. Mi sembra che nei video linkati – vado a memoria – non si veda neanche un albero. Neanche un animale. Gli unici colori davvero vivi sono quelli che brillano dagli schermi. Le uniche cose che si muovono con un ritmo e un’energia sono le immagini sotto vetro. E noi, a nostra volta, vediamo tutto quanto in forma di immagine sotto vetro. Mmmmh… in tutto ciò, c’è qualcosa che mi manca.

     
  5. andromeda

    ….per me è come scrive Annamaria, c’è qualcosa che manca. Premetto che non ho nulla contro la tenologia e che non sono una retrograda, anzi, ma ho bisogno di leggere libri( veri), libri di carta, da sfogliare, da annusare, voglio scrivere con penna e taccuino, uso il telefono come telefono e al massimo mi fa da sveglia o da calcolatrice. Ho ancora un televisore “bombato” stile fantozzi, mi sono piegata allo schermo piatto solo per il pc, rigorosamente fisso e (im)portabile…e poi, senza animali, alberi.. bambini e uomini lasciati soli con la loro tecnologia, bambini che non si sporcano più le mani con i colori e uomini che non rovistano più come topolini nei frigoriferi…ma che mondo è questo?

     
  6. ivasi

    Annamaria, sono senza parole per questo tuo post. Personalmente, ero rimasta molto perplessa da questo video http://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/ecco-il-nuovo-windows-8/69828/68204 di presentazione di Windows 8. Certo, mi direte, era solo un sistema operativo e non una visione del futuro, ma c’era qualcosa che anche a me disturbava, e mi ero riproposta di scriverlo in chiave ironica sul mio blog. Eppure non ci arrivavo a capirlo… e invece ora, dopo l’articolo-sfogo di Bret Victor e dopo il tuo post, è tutto più semplice: ciò che in quel video mi colpisce di più è il caos creativo dei post-it sulla parete! Il lavoro dell’uomo e delle sue mani, la sua capacità di combinare oggetti nel tempo e nello spazio per produrre senso… è questo il nostro futuro ed è la tecnologia che vi si deve adattare, sennò si andrebbe verso un’involuzione e non un’evoluzione della specie;)

     
  7. franca

    Manca il dito medio. Ed è molto creativo l’uso che certe persone fanno del dito medio della mano sinistra (ma anche destra). Persone che non conoscono a fondo l’uso che Dio fa e può fare dell’ indice destro. Il gruppo di persone ispirate senza lacrime e sudore, che scimmiottano Dio, penso si trovi in un mondo parallelo per persone con problemi.

     

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