Portogallo: 9 giorni e 15 luoghi, non tutti invasi dai turisti

Chi atterri in Portogallo e, dall’aeroporto di Lisbona, decida di prendere la linea rossa della metropolitana, comodissima perché in una dozzina di minuti porta in centro, può trovarsi a osservare una serie di graziose caricature di portoghesi illustri della recente contemporaneità, e può anche cimentarsi a riconoscerli. La fila della macchinetta dei biglietti comincia giusto davanti a Pessoa. “Ecco un paese orgoglioso dei suoi esponenti migliori”, penso. E, chissà come mai, mi sento subito all’estero.

Ritrovo frammenti di pensiero di autori portoghesi graffitati sui muri delle città. Trovo José Saramago citato sul dépliant del castello di Marvão (a proposito: quella è una meta meno nota, ma da non perdere). Trovo il filosofo Eduardo Lourenço (o meu paraíso foram sempre os outros) citato su una bustina di zucchero del caffè.

PORTOGALLO PER NOVE GIORNI. Questo è il racconto di un viaggio in auto di nove giorni, in Portogallo, con alcune mete classiche e altre che lo sono un po’ meno. Luoghi visitati: Lisbona, Sintra, Mafra, Alcobaça, Batalha, Coimbra, Aveiro, Ovar, Porto, Lamego, Castelo de Vide, Marvão, Guarda, Alter, Evora. Per poi tornare a Lisbona.
Si può fare: le distanze sono più che ragionevoli, le strade più che buone e (a parte l’uscita da Lisbona) semideserte. Bastano un po’ di pianificazione preliminare (io ho usato la guida del Portogallo pubblicata dal TCI e quella di National Geographic, integrate con qualche ricerca in rete per aggiornamenti e curiosità). E poi: voglia di fare deviazioni estemporanee e voglia di camminare. Qui racconto alcuni dettagli che non necessariamente si trovano sulle guide.

CAMMINARE, SCENDERE, SALIRE. Appunto: camminare sull’ondosa, irregolare, lustra e decorata calçada portuguesa, il tipico lastricato composto di tessere di marmo, è imperativo. E poi in macchina è difficile spostarsi e, ancora più, posteggiare.
Le città maggiori (Lisbona, Porto) sono piene di turisti, che si arrampicano o si calano volonterosi per strade e scalinate così ripide che San Francisco, a confronto, è una passeggiata in pianura. Meglio essere preparati: in una singola giornata a Lisbona mi sono fatta, secondo il telefono cellulare, un dislivello corrispondente a 37 piani di scale.

RESSA A SINTRA. Se l’obiettivo è evitare la ressa dei turisti, meglio stare alla larga da Sintra, almeno in alta stagione: sì, l’area è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità. Sì, i palazzi, i vertiginosi bastioni del Castelo dos Mouros e le ville novecentesche sono affascinanti, ma la folla è tale che sembra di essere in autobus, chilometri di auto parcheggiate ingombrano il saliscendi delle stradine che conducono da un luogo all’altro e l’incanto che aveva sedotto Andersen e Byron è, se non svanito, assai appannato.

IL CHIOSTRO E I PASTICCINI. Se si viene in Portogallo per la prima volta, come è il mio caso, altri luoghi Unesco tocca proprio vederli: per esempio, a Lisbona, il magnifico Monastero de Jerònimos e il suo chiostro (ahimé, lunga coda anche lì). Ma ci si può consolare facendo colazione nella pasticceria di Belem, poco distante, assaggiando gli indimenticabili pasteise ricordando che le origini del luogo sono intrecciate con la storia nazionale: nel 1834 gli ordini religiosi vengono sciolti e i beni monastici confiscati. Così, per mantenersi, alcuni fuoriusciti del monastero cominciano a confezionare dolci squisiti, guadagnandosi un successo che dura ancora oggi.

Portogallo Pasticcedia di Belem, Lisbona

Lisbona, la pasticceria di Belem

ARTE DI STRADA. Un vantaggio del muoversi a piedi è che si possono scegliere percorsi secondari, che conservano intatto lo spirito dei luoghi.
E che si possono guardare e leggere i muri.
Sui muri di Lisbona si trovano bellissimi graffiti, brani e citazioni di autori portoghesi, poetiche dichiarazioni d’amore e messaggi creativi che, da noi, solo nel ‘77. A Coimbra, poco distante dall’università, leggo: crediamo nell’utopia, perché la realtà sembra impossibile. Oppure: il tempo e la religione mettono ansia.

Portogallo Lisbona

Lisbona, nei dintorni del quartiere Alfama

PRIMA DEI MONASTERI. Certo, bisogna visitare i due indimenticabili monasteri di Alcobaça e Batalha, e guai a trascurarli, anche se c’è un bel po’ di gente.
Arrivandoci da Lisbona, però, si può fare una sosta nel gigantesco convento-palazzo reale di Mafra, assai meno frequentato: corridoi sterminati, arredi di gusto discutibile, ma due interni notevoli: nella parte reale, la stanza della caccia, interamente arredata di corna, dai lampadari ai tavoli, ai sofà. Nella parte conventuale, l’infermeria settecentesca: tetri lettini isolati da cortine ai due lati e in fondo un altare, a ricordarci le incertezze della medicina dell’epoca.

Portogallo Mafra

Mafra, la biblioteca

PIPISTRELLI IN BIBLIOTECA. La biblioteca, invece, è bella. A preservare i volumi dai tarli che mangiano la carta c’è una colonia di minuscoli pipistrelli. La stessa cosa accade nella magnifica biblioteca Joanina che si trova all’università di Coimbra (coda per entrare, bisogna rassegnarsi. Attorno all’università, tra i turisti e nonostante il caldo diversi studenti nell’abito nero tradizionale).

IN PORTOGALLO, PESCE. Procedendo da Coimbra per Porto, si può deviare verso la costa e verso Aveiro. Dove ci si imbatte in una disperante barriera di brutti palazzoni moderni, superata la quale c’è un vecchio, grazioso quartiere di pescatori affacciato sui canali (case e barche dipinte di colori vivaci). Qui ho gustato il miglior pranzo di pesce dell’intero viaggio (ristorante O Bairro, 40 euro in due, con calice di vino. Il posto è piccolo ed è meglio prenotare).

IN PORTOGALLO, AZULEJOS. Poco più a nord c’è Ovar, che definisce se stessa “città degli azulejos” per via delle molte case decorate di piastrelle, con la coloratissima Igreja Paroquial de Valega. La chiesa è antica ma il rivestimento è recente: per questo non è citato sulle guide. Ma il colpo d’occhio non è male.

DUE LIBRERIE PORTOGHESI. Ancora a proposito di libri: se a Lisbona, al numero 73 della bella Rua Garrett, c’è la Livraria Bertrand, la più antica del mondo, a Porto c’è la libreria Lello e Irmão, i cui interni hanno ispirato alcune ambientazioni dei libri e dei film di Harry Potter.
La ressa dei visitatori è tale da aver convinto i proprietari a far pagare un biglietto d’ingresso, e da persuadermi a ripiegare verso il vicino museo della fotografia, collocato in un antico carcere settecentesco (semideserto, ampia mostra di macchine fotografiche d’epoca e impressionanti grate alle finestre).

Portogallo, Porto

Porto, libreria Lello e Irmão

OPULENZA FRANCESCANA, UN BELL’OSSIMORO. Un altro luogo non troppo visitato di Porto, e alla sua maniera ossimorico, è l’Igreja de São Francisco. È una chiesa francescana con severo esterno gotico e opulenti interni barocchi, interamente coperti di foglia d’oro (oltre 200 chili d’oro, si stima) dai ricchi mercanti dell’impero coloniale. Uno sfarzo che ricorda quello che si può trovare in un tempio birmano.

MAGICA ROUTE 222. Visitata Porto, la dilemma è tra procedere verso nord o piegare a est verso la valle del Douro, la più antica regione vinicola al mondo. Chi sceglie la seconda opzione e viaggia per strade secondarie deve sapere che l’accesso non è all’altezza delle attese, e si procede tra paesini agricoli non troppo dissimili dai nostri della Brianza o dell’appennino emiliano. Ma non appena si imbocca la Route 222 tutto cambia.
C’è meno gente di quanto ci si possa aspettare e i paesaggi tolgono il fiato per ampiezza, bellezza, sapienza, armonia e vertigine. In estate, tra i filari spuntano i cappelli delle donne che eliminano tralci per dar più sole e forza ai grappoli.

Portogallo, valle del Douro

Valle del Douro, i vigneti

I FILARI COME UNA TRINA. Dicevo. Il disegno delle vigne, che segue il profilo erto e irregolare delle alture intrecciando i filari come in una trina, è incantevole. Ma conviene non lasciarsi prendere dall’entusiasmo e non affidarsi mai alla funzione “percorso più breve” del navigatore. Facendo così mi sono ritrovata a percorrere uno scosceso tratturo che finiva nel nulla, dissestato e stretto tra due filari. Retromarcia troppo accidentata per risultare divertente.

SUL TETTO DELLA CATTEDRALE. Scendendo verso sud la campagna è bellissima. Ci si può fermare a Guarda, la città più alta del Portogallo, bastione (da qui il nome) contro le invasioni arabe attorno all’anno millecento. Superata la consueta barriera di palazzoni si trova un centro storico intatto e praticamente deserto, con una magnifica cattedrale arrampicandosi sul cui tetto ci si può concedere un momento suggestivo, in probabile assoluta solitudine. 

Guarda, la cattedrale

PRANZO RIMARCHEVOLE. Appena fuori dal centro storico ci si può fermare al ristorante Bola de Prata. Il pranzo a prezzo fisso costa la rimarchevole cifra di sette euro a testa. Menu del giorno: pane e olive, ottima minestra tipica di verdure, saporito rotolo di carni con abbondante contorno, dolce, caffè, acqua minerale. Chi prova a parlare in inglese viene serenamente ignorato. Meglio lo spagnolo, l’italiano, i gesti.

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI. Castelo de Vide è assai graziosa e non troppo affollata. Da lì, l’altra tappa meritevole è, come dicevo, l’arroccata Marvão: tutto quello che ci si può immaginare di una cittadina portoghese, appena un po’ ripulito, con un panorama incredibile, una storia che risale al sesto secolo avanti Cristo, un fascino pressoché intatto e una pressione turistica per ora limitata. Ma occhio: il sito è candidato a entrare nel patrimonio Unesco, e tra un po’ potrebbe non essere più così. 

PAESINI INTATTI. Procedendo verso sud, se si sceglie la strada secondaria, si intercetta un’infilata di paesini sonnacchiosi, deserti e intatti. Sono Alter, con un piccolo castello che sembra tratto da un libro di fiabe (dalla torre tonda potrebbe scendere la treccia di Raperonzolo), Fronteira e Sousel: vie deserte, spigoli delle case man mano più colorati, qualche vecchietto sulle panchine.

L’ACQUA CHE SCORRE. E infine ecco Evora. È Patrimonio Unesco, ma c’è molta meno gente che sulla costa, e il fatto che le auto non possano sostare nel centro storico aiuta. Le cose da vedere sono su qualsiasi guida, ma il piacere massimo è camminare per le belle strade e le piazze ariose fino ad arrivare alla pregevole fontana das Porta de Moura. Sta lì da 500 anni e lo strusciare secolare dei sederi ha scavato confortevoli conche di varia misura nei bordi di marmo rosa che circondano la vasca. Uno si accomoda lì, osserva la grande sfera centrale di marmo, l’acqua che scorre, il tempo che passa. E, per un momento, può scordarsi di essere un turista.

Alcune biblioteche sono bellissime. A ricordarlo ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, è l’affascinante gallery pubblicata da BuzzFeed, il quale non manca di sottolineare che the libraries...
Il cortocircuito tra i registri espressivi di due recenti e interessanti campagne pubblicitarie straniere che parlano di madri, Old Spice e P&G (una va decisa sui toni comici fino a sfiorare il...
La grafica (o per dirla all’inglese, che sembra più cool – e anche la pagina di Wikipedia è meglio: il graphic design) è un mondo meraviglioso. Per me, che so chiamare per nome solo una...
Vi conviene ripartire dall'inizio ogni volta che vi accorgete di non saper più dove andare. Succede fin troppo spesso. Siete impegnati in un lavoro creativo che via via si fa più ingarbugliato e a...
Questa volta vi racconto due storie: parlano di incontri improbabili e conversazioni impossibili e della voglia di superare le barriere linguistiche. La prima ha il dettaglio luminoso di certi...
Con 830 lingue parlate (il 10% delle lingue parlate nel mondo) la Papua Nuova Guinea è di gran lunga il paese con la maggior diversità linguistica. Seguono l’Indonesia, con 719, il Sud Africa con...
Come mai il nostro cervello è diventato tanto più intelligente di quello dei Neanderthal? I geni delle due specie sono gli stessi al 99.7%, ma interagiscono in modo diverso e questo fa sì che i...
Tutti noi cerchiamo costantemente di ricavare un senso dal mondo in cui viviamo e la sfida di riuscirci è tanto maggiore quanto più sono complesse le nostre esperienze. Sta in questa sfida la...
Domenica pomeriggio la nebbia tra l’appennino emiliano e Milano è fitta come zucchero filato. Viaggio tra i campi a quaranta all’ora, tirando accidenti perché non si vedono neanche i fossi e...
Giovedì 27 novembre, poco dopo il voto al Senato per la decadenza di Berlusconi, Lilli Gruber su La7 intervista Corrado Augias, giornalista, scrittore, in passato parlamentare europeo e molto altro....
Come si fa a suscitare interesse? E, prima ancora: che cos’è l’interesse? Lo racconta Annie Murphy Paul in un bell’articolo uscito su Internazionale: è uno stato psicologico di coinvolgimento...
Può sembrare singolare, e per molti versi lo è, che qualcuno abbia chiesto a una (spero) vispa ma inequivocabilmente sessantenne signora che da quarant’anni traffica con faccende riguardanti la...
Molte persone sono convinte che la creatività sia una faccenda che riguarda solo gli individui geniali. Che sia una dote innata, misteriosa e magica. Che si esprima solo attraverso scoperte e...
Ditemi quante possibilità ci sono che le seguenti cose succedano tutte quante: 1) Un prof di liceo classico naviga correntemente sul web 2) navigando, si imbatte in un libro di esercizi di scrittura...
Tutti sappiamo che cosa sono gli stereotipi. Se c’è qualche dubbio basta guardare il dizionario, che parla di modelli convenzionali di atteggiamento e di discorso. Di opinioni o espressioni...
Per parlare di progetti visionari non possiamo che partire dall’etimologia della parola “visione”, che è interessante. Leggete qui: dal latino visio derivazione di visus, participio passato di...
“Dicci la tua storiella favorita e prova a spiegarla senza rovinare il finale”. Gli studenti americani che ci riescono hanno più possibilità di essere ammessi all’Università di Chicago...
Proponete a chiunque questo indovinello: ha un gran naso e uno strano copricapo rosso, è un protagonista della letteratura mondiale, è toscano. Chi è? Qualche spiritoso potrebbe deviare su...
Poiché la manutenzione del pensiero passa anche attraverso un uso consapevole delle parole, oggi vi propongo una breve gita tra alcune delle definizioni online di una parola, “creatività”, che...
Einstein mette a punto la teoria della relatività ristretta mentre lavora all’ufficio brevetti. Bulgakov comincia a scrivere mentre fa il medico condotto. Carlo Emilio Gadda scrive, per molti...
Di solito NeU non si occupa di tecnologia, ma questa faccenda delle stampanti 3D rischia davvero di essere non un fatto di innovazione incrementale (un miglioramento nel modo di fare le cose) ma una...
Mi scrive Francesco: le volevo chiedere se esiste un rapporto fra la dislessia e la creatività. È una delle domande alla quale non sono riuscito ancora a dar risposta, in quando dislessico. Spero...
Nella settimana che succede alla chiusura della Fiera del Libro di Francoforte, oplà, si aprono le polemiche si libri e lettura in Italia. Se siete amanti del genere, eccovi Gian Arturo Ferrari che...
Che cosa ne pensi degli slogan dei candidati alle primarie? mi domanda Alessandra. Vabbe’, sarò delicatissima. Cauta e quasi soave. Lo sussurro solo all’orecchio degli amici di NeU che passano...
Studiare all'estero vuol dire: esperienze, sorprese, fatica, qualche problema, molte gratificazioni e una bella sfida. Liceo classico milanese. Succede che sei – tre ragazze e tre ragazzi - sui...
La creatività è come maneggiare serpenti. Me ne rendo conto, l’affermazione può sembrare stravagante. Eppure questo è esattamente quanto sostiene un bell’articolo sulla Harvard Business...
L’8 ottobre 2013 l’OCSE diffonde i risultati di uno studio che mette a confronto le competenze di base (leggere e far di conto. O, come dice OCSE, literacy e numeracy) degli adulti di 24 paesi....
Avete notato che spesso, proprio nelle situazioni di crisi in cui più servirebbe avere una buona capacità di visione, le prospettive si accorciano? Una bella fregatura: la capacità di immaginare...
Si chiama Minuti scritti. È appena uscito. Vi dico di che si tratta. È un libro di poco più di 200 pagine. Nasce da un corso di tre giorni, intitolato Scrittura indolenzita? Facciamo stretching...
Mi scrive Federico: mi piacerebbe discutere con te dell’antipatia che le persone creative e fantasiose si tirano dietro. Del conflitto aperto o nascosto che si genera, anche in casa (esperienza...
Fate un esperimento: cercate con Google “creativity traits” e guardate che cosa vien fuori. Fast Company mette in fila dieci punti, segnalando che si tratta di caratteristiche di personalità...
Faremo molte discussioni su temi sensibili (sensitive topics), quindi la nostra aula dev’essere uno spazio sicuro per imparare e dibattere idee. Per favore rispetta gli altri ascoltando con...
Apro il giornale. L’annuncio pubblicitario di uno studio odontoiatrico promette di restituire ai clienti non il sorriso, ma “un sorriso vincente”. Anche trascurando l’indimostrabilità del...
Herbert Simon, premio Nobel, padre dell’intelligenza artificiale e pioniere del problem-solving, scienziato, economista, psicologo, sostiene che non si possono ottenere risultati eccellenti in...
È passato: l’ennesimo figlio con gli esami di riparazione. È uno dei 500.000. La madre al telefono chiede dettagli dei voti e dei compagni. Nel gruppo seduto ai tavolini del bar in piazza –...
Questo post parla di errori, di vuoti e di rotture. Sembrerebbe tutta roba da evitare a ogni costo. Eppure, la mancanza in tutte le sue forme può essere fertile, e l’errore può essere fortunato....
Provate a pensarci: dopotutto, “ritmo” non è altro che il nostro modo di nuotare in avanti nel flusso del tempo, scandendo ogni segmento di tempo che passa e ordinando la sequenza degli eventi...
Il Corriere della Sera spalma su un’intera pagina e riprende online cinque consigli all’acqua di rose per affrontare la “depressione da rientro” (che sembra essere un’invenzione: la notizia...
Escono in contemporanea sui quotidiani italiani due annunci con i quali due imprese molto diverse tra loro si schierano a favore di cause nobili e condivisibili. Una se la prende con il porcellum,...
A venticinque anni di distanza dalla pubblicazione de La parola immaginata mi sto di nuovo cimentando con un testo che riguarda creatività e scrittura. Questa volta non parlo di scrittura...
Come “creatività” o “amore”, “cultura” è uno di quei termini il cui significato è conosciuto da tutti, il cui senso diamo per scontato, la cui definizione in sintesi è davvero ardua...
Immaginate di trovare quasi per caso un ristorante (avete preso l'indirizzo con due clic sul telefonino e non avete bene idea di che razza di posto sia) e immaginate di leggere una carta che comincia...
Sono stata al seminario nel corso del quale Eurisko, la maggior società di ricerche sociali e di mercato del paese, come ogni anno analizza i nuovi trend italiani. La prima indicazione è che né ci...
Qualche giorno fa mi sono trovata a parlare di pubblicità sessista, di donne, di Gender Gap Index e del bisogno urgente di cambiare le cose in Italia. Un discorso non facile davanti a una platea non...
Avrei avuto altro da fare – e infatti l’ho pagata con un discreto lavoro notturno su una relazione di cui vi darò conto a breve – ma ieri pomeriggio ho passato un paio d’ore in Triennale per...
Girovagando in rete ho trovato un post divertente e in italiano che elenca 101 curiosità sul cervello. “Divertente, in italiano, cervello” mi sembrano tre buoni motivi per riproporvelo. Sono...
Sulla prima pagina del Corriere della Sera di domenica 23 giugno Ernesto Galli della Loggia se la prende, per interposto papa, con le inossidabili tifoserie italiane (qui l'articolo). Ecco, in...
Ho incontrato Daniele Bonacini (nella foto) al Festival della Luce di Como, dove eravamo entrambi relatori. La sua storia mi ha colpita: dentro c’è vita, destino, resilienza, cambiamento e molto...
Cerco mostri recenti. Mostri burocratesi, mostri aziendalesi, mostri anglitaliani, mostri tecnichesi (qui vi suggerisco un clic su “genera tecnichese”) mostri politichesi (c'è chi sostiene che...
Luciano D’Amico, da ragazzo studente-lavoratore e oggi rettore dell’Università di Teramo, offre agli studenti che hanno bisogno di mantenersi mentre frequentano la possibilità di guadagnare...
Ieri è successo di nuovo. La stessa identica cosa di tanti anni fa. Me ne ricordo perfettamente. Telefonata. Il cliente più importante dell’agenzia. Nuovo direttore generale, mai visto prima....
Nonsense! Questa è la parola d'ordine di oggi. Che cosa succede se prendiamo delle parole inventate e vediamo di fargli dire qualcosa? È lo spirito del gioco che vi propongo. Ma, prima, vi...
Il 3 giugno 2013 un trio di prestigiose istituzioni scolastiche unite in un titanico sforzo persuasivo e organizzativo partorisce la seguente nota (qui l’originale). E bravi: sono solo 19 righe e...
Anche se ho un’antica (1988) tessera da pubblicista e se continua a capitarmi di scrivere articoli o post su questo o quell’argomento, credo di non aver mai intervistato nessuno. Immagino che, se...
Stefano Balassone è uno che conosce benissimo la telelevisione: l’ha fatta, l’ha gestita, l’ha inventata, l’ha studiata. La racconta e la insegna. Scrive su Huffington Post e su...
Sul tema donne e pubblicità val la pena di sentire Federico Russo. È un giovane e bravo collega. Ha una sorprendente conoscenza enciclopedica della produzione pubblicitaria internazionale, che...
Quando scrivo, una tazza di caffè è l’ideale. Quindi, di solito, a un certo punto mollo il computer e vado a mettere la caffettiera sul fuoco. Otto volte su dieci me ne dimentico. Risultato: di...
A pochi minuti di distanza una dall’altra, ieri sera in rete mi sono imbattuta (grazie a Gianni e ad Alfredo) in due storie capaci di cortocircuitare passato prossimo e un presente che somiglia al...
Oggi provo a raccontarvi che cosa è la creatività presentandovi due articoli interessanti. Devo dirvi, e lo faccio con una certa soddisfazione, che fino a sei-sette anni fa non era così normale...
Come ogni anno, il Salone del libro si porta dietro numeri piuttosto deprimenti sullo stato dell’editoria e dei libri: vi propongo una rilettura dei dati ISTAT (qui il .pdf con tutti i dati e le...
La pubblicità sessista va combattuta: farlo è urgente e necessario. Per riuscirci in modo efficace dobbiamo agire tenendo presenti molti elementi diversi e le loro interrelazioni. Ecco perché...
Se cerco Cucinare con gli avanzi  ottengo 813.000 risultati con Google. Dalle polpette al salame di cioccolato, dall’insalata di pollo alla torta di tagliatelle… una quantità di ricette...
D’accordo, abbiamo problemi più urgenti. Poiché ne avremo sempre, mentre ci occupiamo di quelli converrebbe affrontare anche questo: che cosa fare per la cultura in Italia? Tra l’altro, a...
Milano contro mille graffitari titola in prima pagina il Corriere della Sera del 5 maggio. La notizia è che per la prima volta una banda di graffitari finisce sotto processo per associazione a...
La storia di Thomas Herndon (nella foto) è davvero straordinaria e, tra web e giornali, ha fatto il giro del mondo (qui Repubblica, in italiano. Qui BBC News, in inglese). Riassumo i fatti: Herndon...
Quella minuscola grande donna di mia nonna Alfonsina (ve ne ho già parlato a proposito del nientino d’oro) diceva spesso che la  cativa lavandera la treouva mai la bòna preja. Insomma: la...
È davvero una notizia confortante. I ragazzini, da sempre meno interessati e meno bravi a leggere delle ragazzine, stanno colmando il divario. Lo attesta il Progress in International Reading...
È appena uscito un libro che mi sembra necessario presentarvi: si chiama Parlare civile, comunicare senza discriminare. È ben scritto e realistico: dice in modo documentato, prendendo le giuste...
Come tanti, ho seguito con attenzione, passione, rabbia, incredulità e spaesamento le intricatissime vicende riguardanti le votazioni per il nuovo presidente della Repubblica. Ho letto quotidiani,...
Giulia Milano (qui il suo blog) ha 26 anni, ha studiato legge ma si interessa di psicologia. Un nuovo (e, per certi versi, rivoluzionario) approccio disciplinare, la Behavioural Law, ha intercettato...
La profezia che si autoavvera, o che si autoadempie, insomma, quella che in inglese si chiama self fulfilling prophecy è  una stregoneria che chiunque può fare. E che funziona. Istruzioni per...
Non capita spesso: un lunedì mattina col sole, una colazione fatta con calma e perfino un po’ di tempo per dare una buona occhiata al Corriere e a Repubblica. Comincio come sempre con Repubblica....
Quando parliamo di creatività, ci vengono in mente Mozart, Picasso, Einstein: gente che ha avuto in dono, insieme, un gran talento e un buon sistema di opportunità. Ma provate a pensare alla scuola...
Risolvere problemi è un’attività impegnativa. Lo è quanto più i problemi sono complessi e opachi (cioè quando coinvolgono molti fattori le cui interazioni e le cui gerarchie in termini di...
Un articolo su Repubblica dà conto dei risultati di una recente ricerca dell’Associazione Italiana Editori intitolata Leggere in futuro: legge libri il 58% dei bambini e dei ragazzi tra i 6 e i 17...
Non serve aver letto Vladimir Propp per apprezzare quel che dicono le fiabe. Basta essere stati bambini. Se non vi ricordate la fiaba del Pesciolino d’oro, ve la riassumo: un vecchio, povero...
Creatività ed equilibrio in apparenza stanno in antitesi l’una all’altro. L’equilibrio sembra essere una noiosa faccenda di aggiustamenti sottili e pazienti, di movimenti controllati e...
Raccontiemo storie rimescolando le carte e sovvertendo (in apparenza) le regole del narrare. Ecco il gioco che vi propongo questa volta: scrivete storie brevi (qualche centinaio di battute) che...
Non è facilissimo orientarsi tra i temi e gli umori dello sterminato blog di Beppe Grillo, e forse confrontare qualche numero può servire. Le statistiche che leggete qui sono il risultato di una...
Vedere il mondo in bianco e nero può anche essere interessante, specie se uno si chiama Ansel Adams e scatta splendide immagini che restano nella storia della fotografia. Ma, in realtà, Adams...
Ci sono meno emozioni nei romanzi contemporanei che in quelli dell'inizio del secolo scorso: a dirlo è Google, o meglio, una ricerca (qui potete consultarla) fatta da Alberto Acerbi, antropologo...
Qualche tempo fa sono stata invitata da Se non ora quando a parlare, in una piazza romana, di stereotipi femminili e pubblicità. Bella sfida: come raccontare in breve, in modo semplice e capace di...
Elisabetta Manfucci lavora come soggettista e consulente-dialoghi per il piccolo e il grande schermo e scrive libri di narrativa. Mi invia questa nota sulla scrittura dei dialoghi. Mi sembra che dica...
Per carità: non voglio addentrarmi in una discussione filosofica che contrapponga determinismo (l’idea che ogni evento accada in seguito a una causa precisa e necessaria) casualità e caos....
… non smetteremo di batterci per permettere che una donna si possa comportare e vestire come vuole… In apparenza, questa orgogliosa dichiarazione non fa una piega. Nella sostanza non è così....
Ricevo da Fiamma Tortoli un lungo messaggio accorato: parla di scuola media inferiore. Lo pubblico volentieri. Per molti versi mi sembra di vedere le conseguenze di quanto lei racconta...
Oggi, insieme a Lorella Zanardo, presento il bel libro di Loredana Lipperini Di mamma ce n’è più d’una. Libro importante, in cui si intrecciano una marea di questiti riguardanti identità,...
Neu ha già parlato delle potenzialità educative dello storytelling. Ha dedicato una pagina all’arte di raccontare storie. Oggi ospita volentieri il contributo di Barbara. In uno degli eccellenti...
Interrogarsi sulle implicazioni del successo mi pare necessario, in una società in cui avere successo sembra un imperativo indiscutibile. Quando ho cominciato a scarabocchiare l’elenchino di punti...
Che ne dite, ci prendiamo una pausa dagli ingarbugliati problemi nazionali e parliamo di libri? Alla maniera di. Cominciamo con i meravigliosi video promozionali di Goodbooks: è un sito di vendita...
Motivazione e politica non sono categorie separate. Il giorno dopo il voto che ci ha (si fa per dire) regalato un risultato elettorale inedito nella storia politica italiana, gli umori lentamente si...
Oggi parliamo di creatività. Un’amica di NeU mi chiede di avventurarmi, alla luce di quanto capita nei processi creativi, nella distinzione tra perseveranza e ostinazione. Lo faccio volentieri...
Oggi vorrei parlarvi del nostro paese e del suo patrimonio culturale, ma la prendo un po' alla lontana, almeno per qualche riga. E, tranquilli: se solo a leggere "patrimonio culturale" vi siete...
Le metafore sono potenti. Sono universali. E tutti le usiamo, magari senza accorgercene. O senza nemmeno sapere che lo stiamo facendo. Ma vediamo di che si tratta: propriamente, la metafora è una...
Abbiamo avuto i cagnolini e i quattro milioni di posti di lavoro e la gara a diminuire le tasse (a suon di promesse, eh). Il quotidiano balletto delle alleanze proposte e negate. La polemica voto...
Oggi vi propongo alcuni video uno più bello dell’altro: se amate il cinema, troverete una serie di chicche. Se siete curiosi, scoprirete un mondo fatto di mondi. Ma andiamo con ordine, perché...
Si chiama ossimoro la figura retorica che consiste nell’accostare due termini antitetici. Alcuni ossimori hanno un loro senso sbieco: per esempio, affrettati lentamente. Oppure illustre...
È domenica mattina. Apro la mail e ci trovo un messaggio di Bersani. Beh, mi fa piacere che mi scriva, finalmente. Do una scorsa rapida. Poi, siccome ho un po’ di tempo, comincio a leggere riga...
Vabbe’, non sempre è vero che un esempio (o un’immagine) vale più di mille parole. Ma qualche volta, magari, sì. Dunque, oggi vi propongo alcuni esempi a supporto di un’affermazione...
Cerca in Nuovo e Utile
240 queries in 2,413 seconds.