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	Commenti a: Allarmi sull&#8217;IA: troppi o ancora troppo pochi?	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 Mar 2024 10:54:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Gilbert Nash		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gilbert Nash]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 10:54:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/allarmi-sulla-ia-troppi-o-troppo-pochi/#comment-228553&quot;&gt;Chiron Kentaur&lt;/a&gt;.

Difficile dissentire, Chiron, tuttavia temo che tu ti illuda sul numero delle persone disposte oggi ad indulgere nel pensiero indipendente, anche senza tirare in ballo l&#039;AI.

Stima alla buona quanti formano le loro opinioni in base all&#039;orientamento generale del loro social preferito, quanti discutono esclusivamente citando slogan e motti improvvisati da qualcun altro, quanti vivono - come dici tu - immersi nel loro smartphone totalmente ignari del mondo che li circonda, quanti passano tutto il loro tempo libero incollati alla TV bevendosi avidamente le Verità da lei dispensate... 

C&#039;è da sperare che i pochi che rimangono siano abbastanza scettici e scafati da non cedere alle lusinghe dell&#039;AI e continuino a pensare con la loro testa, ma mi pare tristemente probabile che questi &quot;sovversivi&quot; verranno dapprima emarginati (succede già oggi) e poi, in un futuro che spero di non riuscire a vedere, &quot;curati&quot; d&#039;ufficio per riportarli allo standard umano generale.

Se mai un futuro del genere verrà (e spero tanto di sbagliarmi), allora sí che l&#039;AI avrà il monopolio dell&#039;intelligenza e del pensiero. Speriamo almeno che per allora sappia davvero il fatto suo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/allarmi-sulla-ia-troppi-o-troppo-pochi/#comment-228553">Chiron Kentaur</a>.</p>
<p>Difficile dissentire, Chiron, tuttavia temo che tu ti illuda sul numero delle persone disposte oggi ad indulgere nel pensiero indipendente, anche senza tirare in ballo l&#8217;AI.</p>
<p>Stima alla buona quanti formano le loro opinioni in base all&#8217;orientamento generale del loro social preferito, quanti discutono esclusivamente citando slogan e motti improvvisati da qualcun altro, quanti vivono &#8211; come dici tu &#8211; immersi nel loro smartphone totalmente ignari del mondo che li circonda, quanti passano tutto il loro tempo libero incollati alla TV bevendosi avidamente le Verità da lei dispensate&#8230; </p>
<p>C&#8217;è da sperare che i pochi che rimangono siano abbastanza scettici e scafati da non cedere alle lusinghe dell&#8217;AI e continuino a pensare con la loro testa, ma mi pare tristemente probabile che questi &#8220;sovversivi&#8221; verranno dapprima emarginati (succede già oggi) e poi, in un futuro che spero di non riuscire a vedere, &#8220;curati&#8221; d&#8217;ufficio per riportarli allo standard umano generale.</p>
<p>Se mai un futuro del genere verrà (e spero tanto di sbagliarmi), allora sí che l&#8217;AI avrà il monopolio dell&#8217;intelligenza e del pensiero. Speriamo almeno che per allora sappia davvero il fatto suo&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Chiron Kentaur		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/allarmi-sulla-ia-troppi-o-troppo-pochi/#comment-228553</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chiron Kentaur]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 10:13:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi verrebbe voglia di scrivere un articolo bello lungo, ma sull&#039;argomento è già stato versato abbastanza inchiostro (virtuale) da affondarci dentro il Titanic. Quindi, &#039;intelligenti pauca&#039;, mi limito all&#039;essenziale incrociando le dita che la concisione non venga presa per brutalità.

L&#039;impressione generale è che stiamo proiettando sull&#039;AI i peggiori difetti umani che una macchina, per quanto complessa, non ha ragione di possedere - salvo che ce li programmiamo dentro deliberatamente noi: sete di potere, ambizione a possedere più possibile, brama di predominio... la lista continua per un bel pezzo.
Viviamo già in un mondo in cui anche i governi più liberali fanno l&#039;impossibile per sapere tutto di ciascuno di noi e per regolamentare i più minuti dettagli della nostra vita; mi riesce difficile pensare che un&#039;AI arriverebbe a far di peggio, e pressoché impossibile credere che riuscirebbe ad essere più stupida.

Il discorso cambia se consideriamo i danni che potrebbe fare un&#039;AI nelle mani (umane) sbagliate, vale a dire usata senza scrupoli come amplificatore dei difetti sopra elencati. Ma qui c&#039;è poco da fare: il vaso di Pandora è aperto e il tappo non è più nelle nostre mani. D&#039;altra parte non sarebbe neanche la prima volta: basta pensare con un brivido agli armamenti nucleari e sperare con tutte le nostre forze che nessun Potente sia tanto idiota da premere il bottone rosso.

Stranamente però pare che pochi si preoccupino di un altro rischio molto più concreto strettamente connesso con l&#039;AI: l&#039;atrofia mentale progressiva dovuta alla nostra intrinseca pigrizia.
&quot;A pensare si fa fatica, chi me lo fa fare? Lasciamo che se ne occupi l&#039;AI...&quot;
Assurdo? Mica tanto: c&#039;è qualcuno fra i presenti che sa ancora fare una radice quadrata a mano? C&#039;è qualcuno che si prende la briga di sfogliare un grosso tomo polveroso quando basta chiedere a Google o a Wikipedia? C&#039;è qualcuno che riuscirebbe a vivere per più di un&#039;ora senza il telefonino che lo collega alla mente collettiva dell&#039;alveare?
Finora pensare è sempre stato una prerogativa esclusivamente umana; cosa può succedere una volta che demandiamo anche quello ad una macchina?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi verrebbe voglia di scrivere un articolo bello lungo, ma sull&#8217;argomento è già stato versato abbastanza inchiostro (virtuale) da affondarci dentro il Titanic. Quindi, &#8216;intelligenti pauca&#8217;, mi limito all&#8217;essenziale incrociando le dita che la concisione non venga presa per brutalità.</p>
<p>L&#8217;impressione generale è che stiamo proiettando sull&#8217;AI i peggiori difetti umani che una macchina, per quanto complessa, non ha ragione di possedere &#8211; salvo che ce li programmiamo dentro deliberatamente noi: sete di potere, ambizione a possedere più possibile, brama di predominio&#8230; la lista continua per un bel pezzo.<br />
Viviamo già in un mondo in cui anche i governi più liberali fanno l&#8217;impossibile per sapere tutto di ciascuno di noi e per regolamentare i più minuti dettagli della nostra vita; mi riesce difficile pensare che un&#8217;AI arriverebbe a far di peggio, e pressoché impossibile credere che riuscirebbe ad essere più stupida.</p>
<p>Il discorso cambia se consideriamo i danni che potrebbe fare un&#8217;AI nelle mani (umane) sbagliate, vale a dire usata senza scrupoli come amplificatore dei difetti sopra elencati. Ma qui c&#8217;è poco da fare: il vaso di Pandora è aperto e il tappo non è più nelle nostre mani. D&#8217;altra parte non sarebbe neanche la prima volta: basta pensare con un brivido agli armamenti nucleari e sperare con tutte le nostre forze che nessun Potente sia tanto idiota da premere il bottone rosso.</p>
<p>Stranamente però pare che pochi si preoccupino di un altro rischio molto più concreto strettamente connesso con l&#8217;AI: l&#8217;atrofia mentale progressiva dovuta alla nostra intrinseca pigrizia.<br />
&#8220;A pensare si fa fatica, chi me lo fa fare? Lasciamo che se ne occupi l&#8217;AI&#8230;&#8221;<br />
Assurdo? Mica tanto: c&#8217;è qualcuno fra i presenti che sa ancora fare una radice quadrata a mano? C&#8217;è qualcuno che si prende la briga di sfogliare un grosso tomo polveroso quando basta chiedere a Google o a Wikipedia? C&#8217;è qualcuno che riuscirebbe a vivere per più di un&#8217;ora senza il telefonino che lo collega alla mente collettiva dell&#8217;alveare?<br />
Finora pensare è sempre stato una prerogativa esclusivamente umana; cosa può succedere una volta che demandiamo anche quello ad una macchina?</p>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/allarmi-sulla-ia-troppi-o-troppo-pochi/#comment-219324</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 16:00:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/allarmi-sulla-ia-troppi-o-troppo-pochi/#comment-218965&quot;&gt;Rodolfo&lt;/a&gt;.

Ciao Rodolfo.
grazie per il commento, e... belle domande!
Alle quali peraltro non saprei come rispondere. 
Il fatto notevole è però che, a oggi, nessuno, temo, è in grado di dare risposte argomentate e credibili riguardanti l&#039;IA, nemmeno in una prospettiva di breve periodo: diciamo a tre anni da oggi.
È questo fatto a sorprendermi e a preoccuparmi. Voglio dire: nessuno – almeno nel nostro sistema, che è altamente regolamentato – lancia o promuove un farmaco, un giocattolo, un alimento, un cosmetico o un detergente prima di avere una buona certezza che non faccia male e non sia dannoso.
Con l&#039;IA, nulla di tutto questo.
È il motivo per cui ho scelto di scriverne: in totale assenza di certezze, ho pensato che almeno valesse la pena di far girare qualche dato e qualche informazione in più. A cui, ora, ti ringrazio di aver aggiunto un paio di quesiti piuttosto rilevanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/allarmi-sulla-ia-troppi-o-troppo-pochi/#comment-218965">Rodolfo</a>.</p>
<p>Ciao Rodolfo.<br />
grazie per il commento, e&#8230; belle domande!<br />
Alle quali peraltro non saprei come rispondere.<br />
Il fatto notevole è però che, a oggi, nessuno, temo, è in grado di dare risposte argomentate e credibili riguardanti l&#8217;IA, nemmeno in una prospettiva di breve periodo: diciamo a tre anni da oggi.<br />
È questo fatto a sorprendermi e a preoccuparmi. Voglio dire: nessuno – almeno nel nostro sistema, che è altamente regolamentato – lancia o promuove un farmaco, un giocattolo, un alimento, un cosmetico o un detergente prima di avere una buona certezza che non faccia male e non sia dannoso.<br />
Con l&#8217;IA, nulla di tutto questo.<br />
È il motivo per cui ho scelto di scriverne: in totale assenza di certezze, ho pensato che almeno valesse la pena di far girare qualche dato e qualche informazione in più. A cui, ora, ti ringrazio di aver aggiunto un paio di quesiti piuttosto rilevanti.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Vo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/allarmi-sulla-ia-troppi-o-troppo-pochi/#comment-219084</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2023 03:57:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sembra sbagliato prevedere, spaventati, che l&#039;intelligenza artificiale commenta, rapidamente, gli stessi errori già fatti, in secoli, dall&#039; &quot;intelligenza&quot; naturale.
Lasciamo al pianeta la speranza che faccia almeno qualcosa di innovativo. Se poi sarà anche buono avremo una discontinuità apprezzabile 😏 In fondo queste previsioni antropomorfiche quanto terroristiche sono SOLO frutto di menti umane. 
Che ne dite?🤔]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra sbagliato prevedere, spaventati, che l&#8217;intelligenza artificiale commenta, rapidamente, gli stessi errori già fatti, in secoli, dall&#8217; &#8220;intelligenza&#8221; naturale.<br />
Lasciamo al pianeta la speranza che faccia almeno qualcosa di innovativo. Se poi sarà anche buono avremo una discontinuità apprezzabile 😏 In fondo queste previsioni antropomorfiche quanto terroristiche sono SOLO frutto di menti umane.<br />
Che ne dite?🤔</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/allarmi-sulla-ia-troppi-o-troppo-pochi/#comment-218965</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jun 2023 13:16:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sviscerare. Un termine della prima scienza anatomica, tragico e oggettivo che ben descrive il tuo lavoro di qualche decennio raccontato in Nuovo e Utile. Un lavoro che ci consente di conoscere facilmente e bene, senza sporcarci le mani, lo stato dell’arte in un gran numero di saperi. Notevole, come al solito, quanto ci hai illustrato nei tre articoli dedicati alla IA. Ancora una volta grazie!
Uno dei testi che apprezzo maggiormente per la qualità della scrittura è, di Achille Campanile, “Le seppie con i piselli”, contenuto nella raccolta “Gli asparagi e l’immortalità dell’anima”. Le tre paginette campaniliane mi hanno fatto riflettere sulla necessità di ragionare per relazioni. Qual è il rapporto, ad esempio, fra IA e l’alterazione indotta dell’ambiente? 
Lo spazio nel quale è possibile la vita terrestre è simile alla pellicola di una bolla di sapone, ma proporzionalmente molto più sottile. Sopra c’è l’aria sempre più rarefatta e l’inservibile spazio siderale, sotto ci sono le inospitali rocce inerti sino al nucleo terrestre. La vita, da quella unicellulare alle forme più complesse, si è sviluppata nel corso di miliardi di anni solo all’interno di questa membrana a volte spessa appena pochi millimetri, e che solo negli oceani raggiunge alcune centinaia di metri peraltro a noi preclusi. Se sottraiamo l’intero Universo e la massa rocciosa del nostro pianeta –spazi alieni e invivibili senza scafandri e sostanze estratte dalla bolla– ciò che ci resta è ben poco: la membrana dell’ecosistema e la radiazione solare. Non c’è una sintonia fra organismi e “ambiente”. Non esiste nessun ambiente poiché è impossibile determinare il confine fra gli organismi e ciò che li circonda, dato che niente di vivibile ci circonda: esiste il mondo di cui viviamo. Il mondo in cui vivo è una costruzione culturale amministrativa, fatta di Stati e di frontiere, mentre il mondo di cui vivo ha ben altre ramificazioni e distanze, e non sono quelle della globalizzazione e del libero commercio. 
La nostra esistenza non è né locale né globale, non è un fatto di distanze ma di implicazioni e interdipendenze.
Ora, allo stato di criticità dell’ecosistema di cui viviamo, si aggiunge questo nuovo affascinante e terribilmente inquietante esperimento dell’intelligenza artificiale. (Già il nome denuncia l’infantilismo fanatico di chi lo ha coniato). Temo che l’instabilità indotta dell’ecosistema non potrà che portare a fughe dalla realtà e alla diffusione di teorie antiscientifiche. Come si comporterà la IA, come utilizzerà i profondi disequilibri dell’ecosistema e della psiche? Troverà modo e ragioni per farlo, o potrà essere utile a produrre un necessario equilibrio? Le macchine intelligenti hanno un ambiente di cui vivono?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sviscerare. Un termine della prima scienza anatomica, tragico e oggettivo che ben descrive il tuo lavoro di qualche decennio raccontato in Nuovo e Utile. Un lavoro che ci consente di conoscere facilmente e bene, senza sporcarci le mani, lo stato dell’arte in un gran numero di saperi. Notevole, come al solito, quanto ci hai illustrato nei tre articoli dedicati alla IA. Ancora una volta grazie!<br />
Uno dei testi che apprezzo maggiormente per la qualità della scrittura è, di Achille Campanile, “Le seppie con i piselli”, contenuto nella raccolta “Gli asparagi e l’immortalità dell’anima”. Le tre paginette campaniliane mi hanno fatto riflettere sulla necessità di ragionare per relazioni. Qual è il rapporto, ad esempio, fra IA e l’alterazione indotta dell’ambiente?<br />
Lo spazio nel quale è possibile la vita terrestre è simile alla pellicola di una bolla di sapone, ma proporzionalmente molto più sottile. Sopra c’è l’aria sempre più rarefatta e l’inservibile spazio siderale, sotto ci sono le inospitali rocce inerti sino al nucleo terrestre. La vita, da quella unicellulare alle forme più complesse, si è sviluppata nel corso di miliardi di anni solo all’interno di questa membrana a volte spessa appena pochi millimetri, e che solo negli oceani raggiunge alcune centinaia di metri peraltro a noi preclusi. Se sottraiamo l’intero Universo e la massa rocciosa del nostro pianeta –spazi alieni e invivibili senza scafandri e sostanze estratte dalla bolla– ciò che ci resta è ben poco: la membrana dell’ecosistema e la radiazione solare. Non c’è una sintonia fra organismi e “ambiente”. Non esiste nessun ambiente poiché è impossibile determinare il confine fra gli organismi e ciò che li circonda, dato che niente di vivibile ci circonda: esiste il mondo di cui viviamo. Il mondo in cui vivo è una costruzione culturale amministrativa, fatta di Stati e di frontiere, mentre il mondo di cui vivo ha ben altre ramificazioni e distanze, e non sono quelle della globalizzazione e del libero commercio.<br />
La nostra esistenza non è né locale né globale, non è un fatto di distanze ma di implicazioni e interdipendenze.<br />
Ora, allo stato di criticità dell’ecosistema di cui viviamo, si aggiunge questo nuovo affascinante e terribilmente inquietante esperimento dell’intelligenza artificiale. (Già il nome denuncia l’infantilismo fanatico di chi lo ha coniato). Temo che l’instabilità indotta dell’ecosistema non potrà che portare a fughe dalla realtà e alla diffusione di teorie antiscientifiche. Come si comporterà la IA, come utilizzerà i profondi disequilibri dell’ecosistema e della psiche? Troverà modo e ragioni per farlo, o potrà essere utile a produrre un necessario equilibrio? Le macchine intelligenti hanno un ambiente di cui vivono?</p>
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		<title>
		Di: Anna		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/allarmi-sulla-ia-troppi-o-troppo-pochi/#comment-218904</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jun 2023 03:33:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Articolo eccellente e aggiornato, da leggere per intero senza esitazione alcuna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo eccellente e aggiornato, da leggere per intero senza esitazione alcuna.</p>
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			</item>
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