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	Commenti a: Attenzione: come funziona, perché si modifica, quanto è preziosa	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Christian		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Christian]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2020 12:00:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;In italiano parliamo di “prestare” attenzione. In inglese, diciamo “to pay” attention&quot;. 

Aggiungo: In tedesco si dice Aufmerksamkeit &quot;schenken&quot;: &quot;regalare&quot; attenzione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In italiano parliamo di “prestare” attenzione. In inglese, diciamo “to pay” attention&#8221;. </p>
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		Di: Rodolfo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2019 09:27:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli oggetti sono parte attiva nelle relazioni interpersonali, e questo sia in caso di oggetti inerti sia biologici come le colture e gli allevamenti, anch’essi derivanti da un progetto e da un processo industriale, e ancor più in caso di artefatti dotati d’intelligenza artificiale. Questi ultimi, più di altri, possono generare perdita d&#039;attenzione, dipendenza e asservimento. Il metaprogetto che li determina travalica i confini dell’oggetto fisico e della sua interattività e, utilizzando metodologie evolute come l’user centered design (apparentemente centrate sui bisogni umani), costruisce artefatti protesici che pretendono e ottengono una dipendenza simbiotica. Il dialogo con l’apparato, che sempre più spesso richiede di essere accudito e utilizzato secondo precise regole, produce un’estraniazione dalla realtà reale e un trasferimento mentale nella realtà virtuale. La soggezione attenzionale costante e prevaricante prodotta dal furbo smartphone difficilmente trova analogie nei rapporti interpersonali umano-umano anche in presenza di stati patologici ossessivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli oggetti sono parte attiva nelle relazioni interpersonali, e questo sia in caso di oggetti inerti sia biologici come le colture e gli allevamenti, anch’essi derivanti da un progetto e da un processo industriale, e ancor più in caso di artefatti dotati d’intelligenza artificiale. Questi ultimi, più di altri, possono generare perdita d&#8217;attenzione, dipendenza e asservimento. Il metaprogetto che li determina travalica i confini dell’oggetto fisico e della sua interattività e, utilizzando metodologie evolute come l’user centered design (apparentemente centrate sui bisogni umani), costruisce artefatti protesici che pretendono e ottengono una dipendenza simbiotica. Il dialogo con l’apparato, che sempre più spesso richiede di essere accudito e utilizzato secondo precise regole, produce un’estraniazione dalla realtà reale e un trasferimento mentale nella realtà virtuale. La soggezione attenzionale costante e prevaricante prodotta dal furbo smartphone difficilmente trova analogie nei rapporti interpersonali umano-umano anche in presenza di stati patologici ossessivi.</p>
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