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	Commenti a: KISS, la creatività è semplice &#8211; Idee 14	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Bicio Fabrizio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bicio Fabrizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2013 12:44:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[..attenzione però a non essere eccessivamente &quot;maniacali&quot; nel pulire e ritagliare troppo.., altrimenti a cosa servono le due &quot;entità psichiche&quot; citate?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>..attenzione però a non essere eccessivamente &#8220;maniacali&#8221; nel pulire e ritagliare troppo.., altrimenti a cosa servono le due &#8220;entità psichiche&#8221; citate?</p>
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		Di: annamaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PIZZE E CONVEGNI Graziano, i convegni sono una pizza... magari, a primavera, invece che organizzare un convegno-pizza, lanciamo direttamente una pizza-convegno: nel senso che ci vediamo una sera da qualche parte, chi c&#039;è c&#039;è, e si chiacchiera. Mi piacerebbe, in quell&#039;occasione, annunciare un paio di cose che sono nell&#039;aria, ma non hanno ancora acquistato una concretezza sufficiente. Per questo dico fra un po&#039; di tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PIZZE E CONVEGNI Graziano, i convegni sono una pizza&#8230; magari, a primavera, invece che organizzare un convegno-pizza, lanciamo direttamente una pizza-convegno: nel senso che ci vediamo una sera da qualche parte, chi c&#8217;è c&#8217;è, e si chiacchiera. Mi piacerebbe, in quell&#8217;occasione, annunciare un paio di cose che sono nell&#8217;aria, ma non hanno ancora acquistato una concretezza sufficiente. Per questo dico fra un po&#8217; di tempo.</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Benedetto Croce. &quot;Ognuno di noi si accorge che quando parla e tratta di argomenti che conosce bene e lo appassionano, le parole fluiscono quasi spontaneamente a illustrare concetti che sono BEN CHIARI E VIVI NELLA MENTE....Al contrario, quando dobbiamo affrontare argomenti di cui non possediamo completa cognizione o di fronte ai quali proviamo poco interesse, il discorso diventa faticoso e si stenta a trovare parole appropriate.&quot; In quanto alla visualizzazione e creatività, se ne fanno garanti sia Einstein sia il buddhismo e tutte le filosofie orientali; in Occidente l&#039;argomento è poco conosciuto o mercificato dal NewAge. Consiglio sempre di approfondire, perché è molto interessante. Bene dunque la semplicità, quando è l&#039;essenza di ciò che è complesso. Ma anche la brevità è importante; mi pare che un discorso breve e chiaro sia il risultato dello stesso iter del semplice e chiaro. Gabri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benedetto Croce. &#8220;Ognuno di noi si accorge che quando parla e tratta di argomenti che conosce bene e lo appassionano, le parole fluiscono quasi spontaneamente a illustrare concetti che sono BEN CHIARI E VIVI NELLA MENTE&#8230;.Al contrario, quando dobbiamo affrontare argomenti di cui non possediamo completa cognizione o di fronte ai quali proviamo poco interesse, il discorso diventa faticoso e si stenta a trovare parole appropriate.&#8221; In quanto alla visualizzazione e creatività, se ne fanno garanti sia Einstein sia il buddhismo e tutte le filosofie orientali; in Occidente l&#8217;argomento è poco conosciuto o mercificato dal NewAge. Consiglio sempre di approfondire, perché è molto interessante. Bene dunque la semplicità, quando è l&#8217;essenza di ciò che è complesso. Ma anche la brevità è importante; mi pare che un discorso breve e chiaro sia il risultato dello stesso iter del semplice e chiaro. Gabri</p>
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		Di: Graziano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; vero che, in Italia, ogni giorno, si faranno almeno qualche decina di convegni e convegnetti che interessano solo a chi li organizza ma io, Annamaria, ad un &quot;altro convegno&quot; sulla semplicità (e tutto ciò che ruota intorno), magari low profile, magari in modo un po&#039; creativo, magari pensandoci con calma... ci penserei.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero che, in Italia, ogni giorno, si faranno almeno qualche decina di convegni e convegnetti che interessano solo a chi li organizza ma io, Annamaria, ad un &#8220;altro convegno&#8221; sulla semplicità (e tutto ciò che ruota intorno), magari low profile, magari in modo un po&#8217; creativo, magari pensandoci con calma&#8230; ci penserei.</p>
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		Di: annamaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[SEMPLICE, MA QUANTO? Graziano ha ragione quando sottolinea il rischio di scambiare spacciare per semplicità il semplicismo o la faciloneria. D&#039;altra parte non si può non tenere conto di un dato di fatto: il cervello umano, ce lo dice già negli anni Cinquanta la psicologia cognitiva, può processare contemporaneamente un numero molto limitato di informazioni: sette più o meno due. Se deve prenderne in considerazione troppe, rischia di lavorare su quelle sbagliate, marginali, irrilevanti, non discriminanti. E di perdersi in un ginepraio. O in un bicchier d&#039;acqua. Per questo, lavorando su problemi (e il problema può essere anche costituito dal progettare un testo. O il menu e le funzionalità di un telefonino) è necessario individuare (questo ce lo dice, ancora prima, la Gestalt) le strutture di base, i pattern. E produrre soluzioni, che, in termini di struttura, si tengano. Questo mestiere lo fa meglio il nostro emisfero destro, che riconosce le strutture e procede per sintesi, essenzialmente di carattere visivo. NeU rimanda a una serie di siti che parlano in maniera efficace ed estesa di questi argomenti, nella pagina Problem solving del menu. Mi ha colpito, tanto tempo fa, il racconto di un amico ingegnere: due testi per l&#039;esame più complesso del corso di laurea, uno scritto dal prof, uno da un premio Nobel. Del tutto comprensibile il secondo, del tutto indecifrabile il primo. E&#039; ovvio che un testo d&#039;ingegneria non può essere &quot;facile&quot;. Può, però, dar conto del suo argomento, rispettandone la complessità, a partire da una struttura espositiva semplice. In sostanza: essere semplici è difficilissimo, e semplificare è un lavoraccio che chiede talento vero. Sarà per questo che la semplicità può essere, a volte, così seducente?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SEMPLICE, MA QUANTO? Graziano ha ragione quando sottolinea il rischio di scambiare spacciare per semplicità il semplicismo o la faciloneria. D&#8217;altra parte non si può non tenere conto di un dato di fatto: il cervello umano, ce lo dice già negli anni Cinquanta la psicologia cognitiva, può processare contemporaneamente un numero molto limitato di informazioni: sette più o meno due. Se deve prenderne in considerazione troppe, rischia di lavorare su quelle sbagliate, marginali, irrilevanti, non discriminanti. E di perdersi in un ginepraio. O in un bicchier d&#8217;acqua. Per questo, lavorando su problemi (e il problema può essere anche costituito dal progettare un testo. O il menu e le funzionalità di un telefonino) è necessario individuare (questo ce lo dice, ancora prima, la Gestalt) le strutture di base, i pattern. E produrre soluzioni, che, in termini di struttura, si tengano. Questo mestiere lo fa meglio il nostro emisfero destro, che riconosce le strutture e procede per sintesi, essenzialmente di carattere visivo. NeU rimanda a una serie di siti che parlano in maniera efficace ed estesa di questi argomenti, nella pagina Problem solving del menu. Mi ha colpito, tanto tempo fa, il racconto di un amico ingegnere: due testi per l&#8217;esame più complesso del corso di laurea, uno scritto dal prof, uno da un premio Nobel. Del tutto comprensibile il secondo, del tutto indecifrabile il primo. E&#8217; ovvio che un testo d&#8217;ingegneria non può essere &#8220;facile&#8221;. Può, però, dar conto del suo argomento, rispettandone la complessità, a partire da una struttura espositiva semplice. In sostanza: essere semplici è difficilissimo, e semplificare è un lavoraccio che chiede talento vero. Sarà per questo che la semplicità può essere, a volte, così seducente?</p>
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		Di: Graziano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Einstein diceva anche, se non sbaglio, ed è un concetto del quale io sono &quot;innamorato&quot;, che ripeto spesso ai miei soci e amici, e che cerco di utilizzare in standard, che: &quot;Occorre fare tutto il possibile per rendere le cose le più semplici possibili. Ma non ancora più semplici&quot;. Trovo che, pur concordando con l&#039;impostazione del topic di Annamaria, questo aspetto/rischio sia ancora troppo sottostimato. Sarebbe troppo lungo (mannaggia non poter fare qualche serata a tema nella quale discutere di queste cose con più organicità...), articolare con più dettagli il mio ragionamento che, come lo scriverò, risulterà forse forzato. Ma io, pur concordando con il fatto che &quot;il processo creativo affronta la complessità, ma il risultato deve essere semplice&quot; temo, invece, che questi tempi siano più tempi nei quali ogni passaggio di complessità tenda ad essere rifiutato (non mi dite che non vi è mai capitato che, quando state sviluppando un ragionamento un minimo articolato salta su qualcuno che ti dice &quot;parla come mangi&quot;, oppure &quot;gli italiani ci hanno votato e voi siete degli intellettuali falliti&quot; oppure &quot;basta discutere sul nulla, ora dobbiamo fare&quot; o via dicendo...), privilegiando, appunto, la fretta, il luogo comune e, in definitiva, non la semplicità ma la banalizzazione. Allora io scrivo, magari provocatoriamente, in attesa della semplicità raggiunta con fatica e persistenza, e avendo la banalizzazione come dominante del mondo attuale, che mi tengo la complessità che fa fatica a diventare semplicità. Perché nel &quot;complesso&quot; ci sta un risultato possibile ma nella banalizzazione non c&#039;è nulla. Anzi, c&#039;è una (ulteriore) forma di barbarie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Einstein diceva anche, se non sbaglio, ed è un concetto del quale io sono &#8220;innamorato&#8221;, che ripeto spesso ai miei soci e amici, e che cerco di utilizzare in standard, che: &#8220;Occorre fare tutto il possibile per rendere le cose le più semplici possibili. Ma non ancora più semplici&#8221;. Trovo che, pur concordando con l&#8217;impostazione del topic di Annamaria, questo aspetto/rischio sia ancora troppo sottostimato. Sarebbe troppo lungo (mannaggia non poter fare qualche serata a tema nella quale discutere di queste cose con più organicità&#8230;), articolare con più dettagli il mio ragionamento che, come lo scriverò, risulterà forse forzato. Ma io, pur concordando con il fatto che &#8220;il processo creativo affronta la complessità, ma il risultato deve essere semplice&#8221; temo, invece, che questi tempi siano più tempi nei quali ogni passaggio di complessità tenda ad essere rifiutato (non mi dite che non vi è mai capitato che, quando state sviluppando un ragionamento un minimo articolato salta su qualcuno che ti dice &#8220;parla come mangi&#8221;, oppure &#8220;gli italiani ci hanno votato e voi siete degli intellettuali falliti&#8221; oppure &#8220;basta discutere sul nulla, ora dobbiamo fare&#8221; o via dicendo&#8230;), privilegiando, appunto, la fretta, il luogo comune e, in definitiva, non la semplicità ma la banalizzazione. Allora io scrivo, magari provocatoriamente, in attesa della semplicità raggiunta con fatica e persistenza, e avendo la banalizzazione come dominante del mondo attuale, che mi tengo la complessità che fa fatica a diventare semplicità. Perché nel &#8220;complesso&#8221; ci sta un risultato possibile ma nella banalizzazione non c&#8217;è nulla. Anzi, c&#8217;è una (ulteriore) forma di barbarie.</p>
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		<title>
		Di: FlaviaTTV		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/baciati-dalla-semplicita/#comment-3296</link>

		<dc:creator><![CDATA[FlaviaTTV]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Semplicità, nell&#039;esempio di Gladwell, si traduce come concretezza... STORIE concrete. Prendi un concetto astratto (matematico), ancoralo ad una realtà sensoriale, racconta una storia di quattro amici al bar, e molte più persone capiranno. Storie concrete insomma, come molti bravi comunicatori sanno: non a caso il video proposto traduce quel &quot;keep walking&quot; in una reale, concreta, esperienza di racconto e di camminata ;) Gli stessi insegnamenti che ho provato umilmente a sintetizzare così, si trovano in Made to Stick, insieme a Tipping Point una delle letture per me più interessanti dell&#039;anno appena passato. Flavia@ www.thetalkingvillage.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Semplicità, nell&#8217;esempio di Gladwell, si traduce come concretezza&#8230; STORIE concrete. Prendi un concetto astratto (matematico), ancoralo ad una realtà sensoriale, racconta una storia di quattro amici al bar, e molte più persone capiranno. Storie concrete insomma, come molti bravi comunicatori sanno: non a caso il video proposto traduce quel &#8220;keep walking&#8221; in una reale, concreta, esperienza di racconto e di camminata 😉 Gli stessi insegnamenti che ho provato umilmente a sintetizzare così, si trovano in Made to Stick, insieme a Tipping Point una delle letture per me più interessanti dell&#8217;anno appena passato. Flavia@ <a href="http://www.thetalkingvillage.it" rel="nofollow ugc">http://www.thetalkingvillage.it</a></p>
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		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/baciati-dalla-semplicita/#comment-3295</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[DONNE E SEMPLICITA&#039; A proposito di semplicità e linguaggio, segnalo -bella coincidenza- il post che oggi Giovanna Cosenza pubblica su burocratese e politichese. L&#039;appello &quot;a proposito, c&#039;è un candidato traduttore?&quot; rimanda -ma mi rendo conto che si tratta di un rimando troppo implicito- a una home page di qualche tempo fa, a proposito della possibilità di sottotitolare in italiano le conferenze di Ted. Grazie per la voglia cortese di essere d&#039;aiuto alla &quot;non traduttrice letterale&quot;. Che, dicendosi &quot;traduttrice&quot;, è sicuramente donna. Grazie anche ad anonimo2, che, in entrambe le lingue, ci ha detto molto di sé.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DONNE E SEMPLICITA&#8217; A proposito di semplicità e linguaggio, segnalo -bella coincidenza- il post che oggi Giovanna Cosenza pubblica su burocratese e politichese. L&#8217;appello &#8220;a proposito, c&#8217;è un candidato traduttore?&#8221; rimanda -ma mi rendo conto che si tratta di un rimando troppo implicito- a una home page di qualche tempo fa, a proposito della possibilità di sottotitolare in italiano le conferenze di Ted. Grazie per la voglia cortese di essere d&#8217;aiuto alla &#8220;non traduttrice letterale&#8221;. Che, dicendosi &#8220;traduttrice&#8221;, è sicuramente donna. Grazie anche ad anonimo2, che, in entrambe le lingue, ci ha detto molto di sé.</p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/baciati-dalla-semplicita/#comment-3294</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Great, I&#039;ve catched the boss (?!?) Hope 2010 is treating you well so far! Just a quick, friendly reminder to reply to your friendly translation. I&#039;ve appreciated your prompt reply so that I can start planning this new approach to simplicity... Also, if you&#039;re planning to translate the other missing rules (5, 7, 8, 9 and 10), take in account that we&#039;ll be, as a group, very grateful to you. Kisses (for sure you&#039;re a woman...) :-) Sincerely,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Great, I&#8217;ve catched the boss (?!?) Hope 2010 is treating you well so far! Just a quick, friendly reminder to reply to your friendly translation. I&#8217;ve appreciated your prompt reply so that I can start planning this new approach to simplicity&#8230; Also, if you&#8217;re planning to translate the other missing rules (5, 7, 8, 9 and 10), take in account that we&#8217;ll be, as a group, very grateful to you. Kisses (for sure you&#8217;re a woman&#8230;) 🙂 Sincerely,</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/baciati-dalla-semplicita/#comment-3293</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Anonimo Mi candido, ma non come traduttrice letterale (sarebbe una questione troppo lunga). Provo a riassumere, in italiano, il senso dell&#039;abstract trovato su Google da Annamaria... La legge 6 dice che la semplicità può essere raggiunta grazie ad un contesto che la direzioni (ciò che sembra periferico rispetto alla semplicità, non lo è affatto). &quot;Il contesto è il re&quot;, cioè gioca un ruolo rilevantissimo nello stabilire ciò che viene percepito come più o meno semplice dalla gente. Esempio. Immaginiamo di porre lo stesso genere di quesito (dal punto di vista teorico si tratta di un calcolo di probabilità), ma contestualizzato in maniera diversa. Nel primo caso, il contesto che fa da contorno al quesito è astratto: si tratta di un mazzo di carte (peraltro immaginifico, dato che su un lato ha impresse lettere e sull&#039;altro numeri). Il calcolo delle probabilità, in questo caso, è quasi puramente matematico, visto che il contesto non ci è per nulla familiare e, dunque, non ci facilita nell&#039;avanzare soluzioni. Nel secondo, invece, il calcolo delle probabilità viene posto tramite un esempio pratico: 4 persone al bar che prendono qualcosa da bere. Nonostante la difficoltà del quesito sia identica, le persone tendono ad azzeccare più facilmente la domanda posta in un contesto meno astratto (il secondo), che riguarda più da vicino le situazioni che vivono in quanto &quot;esseri umani&quot;. Acchiappato il capo ora? :-) ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Anonimo Mi candido, ma non come traduttrice letterale (sarebbe una questione troppo lunga). Provo a riassumere, in italiano, il senso dell&#8217;abstract trovato su Google da Annamaria&#8230; La legge 6 dice che la semplicità può essere raggiunta grazie ad un contesto che la direzioni (ciò che sembra periferico rispetto alla semplicità, non lo è affatto). &#8220;Il contesto è il re&#8221;, cioè gioca un ruolo rilevantissimo nello stabilire ciò che viene percepito come più o meno semplice dalla gente. Esempio. Immaginiamo di porre lo stesso genere di quesito (dal punto di vista teorico si tratta di un calcolo di probabilità), ma contestualizzato in maniera diversa. Nel primo caso, il contesto che fa da contorno al quesito è astratto: si tratta di un mazzo di carte (peraltro immaginifico, dato che su un lato ha impresse lettere e sull&#8217;altro numeri). Il calcolo delle probabilità, in questo caso, è quasi puramente matematico, visto che il contesto non ci è per nulla familiare e, dunque, non ci facilita nell&#8217;avanzare soluzioni. Nel secondo, invece, il calcolo delle probabilità viene posto tramite un esempio pratico: 4 persone al bar che prendono qualcosa da bere. Nonostante la difficoltà del quesito sia identica, le persone tendono ad azzeccare più facilmente la domanda posta in un contesto meno astratto (il secondo), che riguarda più da vicino le situazioni che vivono in quanto &#8220;esseri umani&#8221;. Acchiappato il capo ora? 🙂 </p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/baciati-dalla-semplicita/#comment-3292</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito della legge 6, c’è un candidato traduttore? E&#039; il bello del web: tiri un filo e ti porta da qualche parte, normalmente sbagliata. A meno che tu non abbia un capo da acchiappare, insomma. Cosa non semplice... :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito della legge 6, c’è un candidato traduttore? E&#8217; il bello del web: tiri un filo e ti porta da qualche parte, normalmente sbagliata. A meno che tu non abbia un capo da acchiappare, insomma. Cosa non semplice&#8230; 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/baciati-dalla-semplicita/#comment-3291</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[IL BELLO DEL WEB @ anonimo. Felice che la lista di Maeda ti abbia interessato. La law 6: una volta enunciata, se ti incuriosisce, la ricostruisci facilmente. Il bello del web è che tiri un filo e ti porta da qualche parte. Basta avere un capo da acchiappare, insomma. Ecco che cosa trovo con un clic su Google. THE SIXTH LAW OF SIMPLICITY: CONTEXT Here’s something you don’t hear very often: context is King. Let’s look at an example from The Tipping Point, an increasingly important book by one of my favorite authors, Malcolm Gladwell. In the book, Gladwell presents the following situation: Imagine there is a deck of cards which has letters written on one side and numbers on the other. In addition, there is a rule that any card which has a vowel on it, must have an even number on the other side. Knowing these circumstances, if you are shown four cards on the table, labeled A, D, 3, 6, how many, and which cards do you have to flip before you know for a fact that indeed, the rule mentioned previously holds true. Now consider the same question, but this time in a more contextualized form. Imagine that there are four people in a bar. One of them is drinking juice, one of them is drinking a beer, one of them is underage (a teenager), and one of them is over 25. Knowing that no one under 21 can consume alcoholic beverages, how many and which of the four people do you have to ID before you know that no illegal drinking is taking place (i.e. the no drinking under 21 law is being upheld)? I haven’t given the answer to either question on purpose. Feel free to post your thoughts in the comments. While both questions are theoretically identical, more people tend to get the second one right more often than the first. The only difference is that the second question puts the situation in a context and makes it about people rather than numbers and we, as human beings, are more capable of answering questions about each other than we are of answering questions about larger, more abstract matters. Here, context is King. Il sito è: http://freelanceswitch.com/freelancing-essentials/social-media-and-simplicity-part-6-context/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL BELLO DEL WEB @ anonimo. Felice che la lista di Maeda ti abbia interessato. La law 6: una volta enunciata, se ti incuriosisce, la ricostruisci facilmente. Il bello del web è che tiri un filo e ti porta da qualche parte. Basta avere un capo da acchiappare, insomma. Ecco che cosa trovo con un clic su Google. THE SIXTH LAW OF SIMPLICITY: CONTEXT Here’s something you don’t hear very often: context is King. Let’s look at an example from The Tipping Point, an increasingly important book by one of my favorite authors, Malcolm Gladwell. In the book, Gladwell presents the following situation: Imagine there is a deck of cards which has letters written on one side and numbers on the other. In addition, there is a rule that any card which has a vowel on it, must have an even number on the other side. Knowing these circumstances, if you are shown four cards on the table, labeled A, D, 3, 6, how many, and which cards do you have to flip before you know for a fact that indeed, the rule mentioned previously holds true. Now consider the same question, but this time in a more contextualized form. Imagine that there are four people in a bar. One of them is drinking juice, one of them is drinking a beer, one of them is underage (a teenager), and one of them is over 25. Knowing that no one under 21 can consume alcoholic beverages, how many and which of the four people do you have to ID before you know that no illegal drinking is taking place (i.e. the no drinking under 21 law is being upheld)? I haven’t given the answer to either question on purpose. Feel free to post your thoughts in the comments. While both questions are theoretically identical, more people tend to get the second one right more often than the first. The only difference is that the second question puts the situation in a context and makes it about people rather than numbers and we, as human beings, are more capable of answering questions about each other than we are of answering questions about larger, more abstract matters. Here, context is King. Il sito è: <a href="http://freelanceswitch.com/freelancing-essentials/social-media-and-simplicity-part-6-context/" rel="nofollow ugc">http://freelanceswitch.com/freelancing-essentials/social-media-and-simplicity-part-6-context/</a></p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/baciati-dalla-semplicita/#comment-3290</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche la sei? Law 6: What lies in the periphery of simplicity is deﬁnitely not peripheral. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche la sei? Law 6: What lies in the periphery of simplicity is deﬁnitely not peripheral. </p>
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		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/baciati-dalla-semplicita/#comment-3289</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[10 REGOLE @ anonimo2: se clicchi &quot;Next&quot; in fondo alla pagina trovi le altre cinque regole. Solo elencate e non argomentate, vabbé, ma credo che i concetti siano -semplicemente- intuibili. ;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>10 REGOLE @ anonimo2: se clicchi &#8220;Next&#8221; in fondo alla pagina trovi le altre cinque regole. Solo elencate e non argomentate, vabbé, ma credo che i concetti siano -semplicemente- intuibili. 😉</p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/baciati-dalla-semplicita/#comment-3288</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sbaglio io o cliccando sulle 10 regole te ne fanno vedere, sinteticamente, cinque e le altre no? E che, quindi, &quot;molto semplicemente&quot;, vieni invogliato ad acquistare il libricino per soli 11 dollari?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sbaglio io o cliccando sulle 10 regole te ne fanno vedere, sinteticamente, cinque e le altre no? E che, quindi, &#8220;molto semplicemente&#8221;, vieni invogliato ad acquistare il libricino per soli 11 dollari?</p>
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