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	Commenti a: Buone notizie e cattive strategie di pensiero	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/buone-notizie/#comment-167433</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2019 14:43:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/buone-notizie/#comment-167396&quot;&gt;vix&lt;/a&gt;.

Ciao Vix.
grazie per la segnalazione e per la lettura attenta.
Il link ora funziona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/buone-notizie/#comment-167396">vix</a>.</p>
<p>Ciao Vix.<br />
grazie per la segnalazione e per la lettura attenta.<br />
Il link ora funziona.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: vix		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/buone-notizie/#comment-167396</link>

		<dc:creator><![CDATA[vix]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 13:38:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prezioso come al solito, per tempismo, chiarezza e opportunità. SEGNALO soltanto che il link alla self fulfilling prophecy non funziona. Ho provato più volte. Cortesemente potresti reinserirlo: mi interessa molto. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prezioso come al solito, per tempismo, chiarezza e opportunità. SEGNALO soltanto che il link alla self fulfilling prophecy non funziona. Ho provato più volte. Cortesemente potresti reinserirlo: mi interessa molto. Grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Fiorella Palomba		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/buone-notizie/#comment-155379</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 17:18:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In data odierna, 19 dicembre 2016, non mi pare che i mezzi di informazione si siano sprecati nel darci buone notizie. Questo non va bene, perchè ci sarebbero.

Perchè non dire, ad esempio, che Roma pullula di turisti italiani e stranieri che riempiono i luoghi d&#039;arte (ho fatto lunghe file per ri-vedere Caravaggio nella chiesa di Santa Maria del Popolo e nella chiesa di Sant&#039;Agostino) e che comprano portando denari?

Forse non piace ai media dare buone notizie *_*]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In data odierna, 19 dicembre 2016, non mi pare che i mezzi di informazione si siano sprecati nel darci buone notizie. Questo non va bene, perchè ci sarebbero.</p>
<p>Perchè non dire, ad esempio, che Roma pullula di turisti italiani e stranieri che riempiono i luoghi d&#8217;arte (ho fatto lunghe file per ri-vedere Caravaggio nella chiesa di Santa Maria del Popolo e nella chiesa di Sant&#8217;Agostino) e che comprano portando denari?</p>
<p>Forse non piace ai media dare buone notizie *_*</p>
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		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/buone-notizie/#comment-151906</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 09:49:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le buone notizie ci sono, ma quelle che “lasciano il segno” sono quelle negative.

Recentemente ho avuto la fortuna e il piacere di assistere ad una lezione accademica del noto Juan Alonso Aldama, il cui libro “Il discorso del terrorismo” può essere letto in questa “biblioteca libera” www.ec-aiss.it/biblioteca/biblioteca.php assieme ad altri testi.

Al termine dell’intervento mi sono ritrovato con una mole enorme di spunti interessanti, alcuni da approfondire, altri su cui riflettere.
Ne condivido alcuni, sperando di non aver male interpretato l’esposizione originale.

Dai miei appunti:
Oggi siamo in presenza di una personalizzazione del dolore e dell’esperienza, attraverso una pioggia quotidiana di immagini (foto, video, titoloni) abbiamo una autenticazione della realtà e, sempre più, una sensazione di minaccia latente globale e costante.
Questa nuova sensibilizzazione conferma, dopo ogni nuovo accadimento, i nostri sospetti e le nostre paure relegandoci in uno stato di inquietudine crescente.
NB: col temine &quot;sensazione di minaccia&quot; si intendono non solo atti relativi ad eventi terroristici o bellici ma anche ad altre tipologie di sentimenti o minacce cui ci sentiamo esposti, ad esempio: gelosia (la minaccia è il tradimento), malattie (la minaccia è la perdita della salute), ecc.   

Siamo esposti a diverse tipologie di minaccia (pragmatica, cognitiva, relazionale, passionale) e, ad ogni minaccia, dovrebbe corrispondere una strategia comunicativa di rassicurazione (fisica, psicologica, sociale).

I nuovi media digitali hanno favorito la proliferazione di informazioni disponibili, onde anomale di “link” che ci sommergono provocando un eccesso di relazioni ma soprattutto una infinità di fonti iperframmentate in grado di creare nuove inquietudini.  
Una eccessiva disponibilità di informazioni (era dei social) ha quindi il medesimo effetto di un accesso molto limitato alle informazioni (era pre-internet): in entrambi i casi viene a mancare la sicurezza cognitiva dei fatti.

Mi ricollego al testo di Annamaria (errori di giudizio, bias fuorvianti, idea equilibrata e buone notizie)  con un esempio molto semplice ma estremamente interessante proposto da Aldama:
“Se vedo un agente/militare aggirarsi nella piazza dove solitamente passeggio mi sento rassicurato ma… se vedo diversi agenti/militari nella medesima piazza mi sento inquieto.” Non dovrebbe essere vero il contrario? Non è detto e non è così scontato, a fronte di questa nuova sensibilizzazione mi attiverei probabilmente per scoprire qualcosa in più attraverso la rete e le sue fonti frammentate.

Molto interessanti inoltre le dinamiche relative allo “schema passionale canonico” (disposizione, sensibilizzazione, emozione, moralizzazione), schema che cito ma non affronto per non dilungarmi oltre.

In tutto questo ha ovviamente un ruolo determinante la comunicazione, sempre più spinta ad una spettacolarizzazione dello shock ma ancora non in grado di restituirci rassicurazioni. 

Spinti da questo senso di minaccia latente e di costante ri-sensibilizzazione, ci muoviamo e relazioniamo con le nostre inquietudini alla ricerca di rassicurazioni e solo dopo prestiamo attenzione alle buone notizie.
Sulla base di questo, ho ideato uno “schema circolare della minaccia” dove, a fronte di una nuova sensibilizzazione/minaccia, attiviamo ogni volta lo stesso percorso circolare… 

PS: quanto sopra è un estratto di miei appunti personali, le argomentazioni trattate in aula hanno toccato molte altre tematiche (in particolar modo al terrorismo ieri/oggi) che non ho riportato. Ho scritto queste righe in quanto ritengo in qualche modo questi argomenti collegati al tema trattato da NeU. Mi scuso già da ora per eventuali inesattezze o se vi ho trascinato fuori tema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le buone notizie ci sono, ma quelle che “lasciano il segno” sono quelle negative.</p>
<p>Recentemente ho avuto la fortuna e il piacere di assistere ad una lezione accademica del noto Juan Alonso Aldama, il cui libro “Il discorso del terrorismo” può essere letto in questa “biblioteca libera” <a href="http://www.ec-aiss.it/biblioteca/biblioteca.php" rel="nofollow ugc">http://www.ec-aiss.it/biblioteca/biblioteca.php</a> assieme ad altri testi.</p>
<p>Al termine dell’intervento mi sono ritrovato con una mole enorme di spunti interessanti, alcuni da approfondire, altri su cui riflettere.<br />
Ne condivido alcuni, sperando di non aver male interpretato l’esposizione originale.</p>
<p>Dai miei appunti:<br />
Oggi siamo in presenza di una personalizzazione del dolore e dell’esperienza, attraverso una pioggia quotidiana di immagini (foto, video, titoloni) abbiamo una autenticazione della realtà e, sempre più, una sensazione di minaccia latente globale e costante.<br />
Questa nuova sensibilizzazione conferma, dopo ogni nuovo accadimento, i nostri sospetti e le nostre paure relegandoci in uno stato di inquietudine crescente.<br />
NB: col temine &#8220;sensazione di minaccia&#8221; si intendono non solo atti relativi ad eventi terroristici o bellici ma anche ad altre tipologie di sentimenti o minacce cui ci sentiamo esposti, ad esempio: gelosia (la minaccia è il tradimento), malattie (la minaccia è la perdita della salute), ecc.   </p>
<p>Siamo esposti a diverse tipologie di minaccia (pragmatica, cognitiva, relazionale, passionale) e, ad ogni minaccia, dovrebbe corrispondere una strategia comunicativa di rassicurazione (fisica, psicologica, sociale).</p>
<p>I nuovi media digitali hanno favorito la proliferazione di informazioni disponibili, onde anomale di “link” che ci sommergono provocando un eccesso di relazioni ma soprattutto una infinità di fonti iperframmentate in grado di creare nuove inquietudini.<br />
Una eccessiva disponibilità di informazioni (era dei social) ha quindi il medesimo effetto di un accesso molto limitato alle informazioni (era pre-internet): in entrambi i casi viene a mancare la sicurezza cognitiva dei fatti.</p>
<p>Mi ricollego al testo di Annamaria (errori di giudizio, bias fuorvianti, idea equilibrata e buone notizie)  con un esempio molto semplice ma estremamente interessante proposto da Aldama:<br />
“Se vedo un agente/militare aggirarsi nella piazza dove solitamente passeggio mi sento rassicurato ma… se vedo diversi agenti/militari nella medesima piazza mi sento inquieto.” Non dovrebbe essere vero il contrario? Non è detto e non è così scontato, a fronte di questa nuova sensibilizzazione mi attiverei probabilmente per scoprire qualcosa in più attraverso la rete e le sue fonti frammentate.</p>
<p>Molto interessanti inoltre le dinamiche relative allo “schema passionale canonico” (disposizione, sensibilizzazione, emozione, moralizzazione), schema che cito ma non affronto per non dilungarmi oltre.</p>
<p>In tutto questo ha ovviamente un ruolo determinante la comunicazione, sempre più spinta ad una spettacolarizzazione dello shock ma ancora non in grado di restituirci rassicurazioni. </p>
<p>Spinti da questo senso di minaccia latente e di costante ri-sensibilizzazione, ci muoviamo e relazioniamo con le nostre inquietudini alla ricerca di rassicurazioni e solo dopo prestiamo attenzione alle buone notizie.<br />
Sulla base di questo, ho ideato uno “schema circolare della minaccia” dove, a fronte di una nuova sensibilizzazione/minaccia, attiviamo ogni volta lo stesso percorso circolare… </p>
<p>PS: quanto sopra è un estratto di miei appunti personali, le argomentazioni trattate in aula hanno toccato molte altre tematiche (in particolar modo al terrorismo ieri/oggi) che non ho riportato. Ho scritto queste righe in quanto ritengo in qualche modo questi argomenti collegati al tema trattato da NeU. Mi scuso già da ora per eventuali inesattezze o se vi ho trascinato fuori tema.</p>
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		<title>
		Di: Fabio		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/buone-notizie/#comment-151854</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 17:09:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Parto dalla tua chiosa: è il caso di parlarne, e mi fa piacere che l&#039;input (scusa l&#039;anglicismo) parta da un personaggio autorevole. Ma il pianeta è governato con la paura, e io, pensandoci per due anni, non ho trovato un&#039;alternativa. Perchè non esiste, probabilmente. La paura viaggia nell&#039;etere, conia neologismi, destruttura, vende farmaci e armi, e anche i quotidiani. Se riuscissimo a slegare la paura dal controllo di massa e soprattutto dal denaro allora sarebbe una vittoria. Ma questo si fa con le rivoluzioni destituendo qualche testa coronata, e la nostra società non è neanche lontanamente pronta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parto dalla tua chiosa: è il caso di parlarne, e mi fa piacere che l&#8217;input (scusa l&#8217;anglicismo) parta da un personaggio autorevole. Ma il pianeta è governato con la paura, e io, pensandoci per due anni, non ho trovato un&#8217;alternativa. Perchè non esiste, probabilmente. La paura viaggia nell&#8217;etere, conia neologismi, destruttura, vende farmaci e armi, e anche i quotidiani. Se riuscissimo a slegare la paura dal controllo di massa e soprattutto dal denaro allora sarebbe una vittoria. Ma questo si fa con le rivoluzioni destituendo qualche testa coronata, e la nostra società non è neanche lontanamente pronta.</p>
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		<title>
		Di: rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/buone-notizie/#comment-151817</link>

		<dc:creator><![CDATA[rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 16:28:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Su un tema analogo, collaterale, segnalo: http://www.umbertosantucci.it/pericolo-reale-e-pericolo-percepito-come-lautoinganno-pilotato-arriva-a-rovesciare-i-dati/#more-2496]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su un tema analogo, collaterale, segnalo: <a href="http://www.umbertosantucci.it/pericolo-reale-e-pericolo-percepito-come-lautoinganno-pilotato-arriva-a-rovesciare-i-dati/#more-2496" rel="nofollow ugc">http://www.umbertosantucci.it/pericolo-reale-e-pericolo-percepito-come-lautoinganno-pilotato-arriva-a-rovesciare-i-dati/#more-2496</a></p>
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