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	Commenti a: Categorie: quelle di Wikipedia, e quelle che abbiamo in mente	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Aug 2017 08:34:35 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Vittorio Cucchi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Cucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Aug 2017 08:34:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse la scivolosa categoria dell’ “anima russa” ( e da quelle parti troviamo pure le мёртвые души, anime morte ) porta già in grembo il nuovo genio che dopo Война и мир ci regalerà una altrettanto sfavillante e cupa Война и Философия? Oppure fra Mosca e San Pietroburgo qualcuno sta già elaborando una meno narrativa e più inquietante Filosofia della guerra o una minacciosa Guerra alla filosofia? Al di là dei possibili “giochi di categorie”, stimolante complemento ai consolidati giochi di parole, l’articolo di NeU è fra quelli da rimeditare spesso, come invito a prendere coscienza dell’universo di categorie nel quale viviamo costantemente immersi. E per ricordare che le categorie, strumento essenziale per ogni sapere grazie al nostro cervello ipertestuale che ha concepito gli ipertesti wikipediani e tutti gli altri, non sono purtroppo né neutre né innocenti. Vogliamo discutere della categoria uomo che pensa alla categoria donna? Oggi come non mai la capacità di “navigare” saggiamente fra le categorie è la discriminante per evitare ogni discriminazione e ogni aberrazione. Mi ricordo di me bimbetto quando, di fronte alla tv…in bianco e nero… che mostrava un piccolo dalla pelle nera immerso nella vasca da bagno, non esitai a chiedere a mia madre se il piccolo sarebbe diventato bianco. Grazie a Dio oggi le mie categorie sono un attimo più affinate. E nemmeno mi stupirei se la donna dei miei sogni mi apostrofasse dandomi del Povero Pollo Pantofolaio. Le preciserei che sono anche un Pollo Povero. Povero Pollo e Pollo Povero sono due categorie diverse, e per ottenere il massimo dello sminuire bisogna abbinarle.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse la scivolosa categoria dell’ “anima russa” ( e da quelle parti troviamo pure le мёртвые души, anime morte ) porta già in grembo il nuovo genio che dopo Война и мир ci regalerà una altrettanto sfavillante e cupa Война и Философия? Oppure fra Mosca e San Pietroburgo qualcuno sta già elaborando una meno narrativa e più inquietante Filosofia della guerra o una minacciosa Guerra alla filosofia? Al di là dei possibili “giochi di categorie”, stimolante complemento ai consolidati giochi di parole, l’articolo di NeU è fra quelli da rimeditare spesso, come invito a prendere coscienza dell’universo di categorie nel quale viviamo costantemente immersi. E per ricordare che le categorie, strumento essenziale per ogni sapere grazie al nostro cervello ipertestuale che ha concepito gli ipertesti wikipediani e tutti gli altri, non sono purtroppo né neutre né innocenti. Vogliamo discutere della categoria uomo che pensa alla categoria donna? Oggi come non mai la capacità di “navigare” saggiamente fra le categorie è la discriminante per evitare ogni discriminazione e ogni aberrazione. Mi ricordo di me bimbetto quando, di fronte alla tv…in bianco e nero… che mostrava un piccolo dalla pelle nera immerso nella vasca da bagno, non esitai a chiedere a mia madre se il piccolo sarebbe diventato bianco. Grazie a Dio oggi le mie categorie sono un attimo più affinate. E nemmeno mi stupirei se la donna dei miei sogni mi apostrofasse dandomi del Povero Pollo Pantofolaio. Le preciserei che sono anche un Pollo Povero. Povero Pollo e Pollo Povero sono due categorie diverse, e per ottenere il massimo dello sminuire bisogna abbinarle.</p>
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		Di: Magari		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/categorie-wikipedia-mente/#comment-155962</link>

		<dc:creator><![CDATA[Magari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2017 11:38:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Proprio nel weekend ho intavolato una lunga e variegata discussione con un amico filosofo, in cui ho dovuto ammettere che, nonostante al liceo avessi considerato Aristotele un &#039;filosofo senza cuore né spirito&#039;, il suo esercizio di analisi e categorizzazione è indubbiamente geniale e le conseguenze sono profonde e vastissime.
Inoltre la sua idea di etica è sicuramente &#039;filosofica&#039;, e esercita ancora oggi una forza sulle nostre vite proprio in virtù di una ottima capacità di analisi iniziale.

Nella stessa discussione abbiamo anche constatato che, delle categorie filosofiche, i confini diventano indistinti andando a ritroso sugli assunti di valore, e che per questo si potrebbe sostenere che l&#039;etica si &#039;mangia&#039; buona parte delle principali domande filosofiche (sicuramente quelle relative all&#039;estetica, mentre il &#039;cannibalismo&#039; diventa meno evidente e per l&#039;ontologia e la semiotica).
Interessante come Perelman avesse individuato gli stessi limiti nei suoi studi sulla retorica (che, forse, hanno formato la nostra discussione ;) )

Magari]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio nel weekend ho intavolato una lunga e variegata discussione con un amico filosofo, in cui ho dovuto ammettere che, nonostante al liceo avessi considerato Aristotele un &#8216;filosofo senza cuore né spirito&#8217;, il suo esercizio di analisi e categorizzazione è indubbiamente geniale e le conseguenze sono profonde e vastissime.<br />
Inoltre la sua idea di etica è sicuramente &#8216;filosofica&#8217;, e esercita ancora oggi una forza sulle nostre vite proprio in virtù di una ottima capacità di analisi iniziale.</p>
<p>Nella stessa discussione abbiamo anche constatato che, delle categorie filosofiche, i confini diventano indistinti andando a ritroso sugli assunti di valore, e che per questo si potrebbe sostenere che l&#8217;etica si &#8216;mangia&#8217; buona parte delle principali domande filosofiche (sicuramente quelle relative all&#8217;estetica, mentre il &#8216;cannibalismo&#8217; diventa meno evidente e per l&#8217;ontologia e la semiotica).<br />
Interessante come Perelman avesse individuato gli stessi limiti nei suoi studi sulla retorica (che, forse, hanno formato la nostra discussione 😉 )</p>
<p>Magari</p>
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