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	Commenti a: Che cosa è il crowdsourcing e perché funziona &#8211; Idee 62	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Fiorella Palomba		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 14:16:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[BELLISSIMO TUTTO! Non vi preoccupate, ma io mi entusiasmo facilmente... 

Conoscevo il Flash mob che, credo, sia parente del crowdsourcing. 

Ora però (la mia mente ruzzola e rimurgina), mi chiedo e soprattutto VI chiedo, come posso utilizzare questa grandiosità nei laboratori di scrittura che svolgo GRATUITAMENTE per l&#039;associazione Altramente scuola per tutti? 
Attendo lumi (*_))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BELLISSIMO TUTTO! Non vi preoccupate, ma io mi entusiasmo facilmente&#8230; </p>
<p>Conoscevo il Flash mob che, credo, sia parente del crowdsourcing. </p>
<p>Ora però (la mia mente ruzzola e rimurgina), mi chiedo e soprattutto VI chiedo, come posso utilizzare questa grandiosità nei laboratori di scrittura che svolgo GRATUITAMENTE per l&#8217;associazione Altramente scuola per tutti?<br />
Attendo lumi (*_))</p>
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		Di: ilpiac		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/che-cosa-e-il-crowdsourcing/#comment-5095</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilpiac]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gran bell&#039;articolo. Finalmente una sintesi di ciò che il crowdsourcing è realmente e - soprattutto - di quali siano le sue immense potenzialità se utilizzato in modo consono. Purtroppo un modello decisamente in voga - e che io odio con tutto il cuore, se mi passate l&#039;espressione - è quello ibrido tra la strada A e quella B. Una soluzione decisamente deleteria: partecipazione gratuita alla soluzione di &quot;problemi&quot;, tendenzialmente correlati alla comunicazione, di un cliente. Di piattaforme così ne esistono molte, troppe. Il numero dei partecipanti è elevato, la qualità molto spesso no. Il vincitore è uno solo, sempre che il cliente non abbia il diritto di non utilizzare - e non remunerare, quindi - alcuna delle soluzioni proposte. Questo è un crowdsourcing che io definirei, più correttamente, una semplice gara/concorso online. Si spera vivamente che il crowdsourcing di cui alle ipotesi B e C diventi, alla lunga, l&#039;unico a sopravvivere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gran bell&#8217;articolo. Finalmente una sintesi di ciò che il crowdsourcing è realmente e &#8211; soprattutto &#8211; di quali siano le sue immense potenzialità se utilizzato in modo consono. Purtroppo un modello decisamente in voga &#8211; e che io odio con tutto il cuore, se mi passate l&#8217;espressione &#8211; è quello ibrido tra la strada A e quella B. Una soluzione decisamente deleteria: partecipazione gratuita alla soluzione di &#8220;problemi&#8221;, tendenzialmente correlati alla comunicazione, di un cliente. Di piattaforme così ne esistono molte, troppe. Il numero dei partecipanti è elevato, la qualità molto spesso no. Il vincitore è uno solo, sempre che il cliente non abbia il diritto di non utilizzare &#8211; e non remunerare, quindi &#8211; alcuna delle soluzioni proposte. Questo è un crowdsourcing che io definirei, più correttamente, una semplice gara/concorso online. Si spera vivamente che il crowdsourcing di cui alle ipotesi B e C diventi, alla lunga, l&#8217;unico a sopravvivere.</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ci vedo ottime prospettive per l&#039;arte e la cultura, che attualmente soffrono per la restrizione del finanziamento, sia pubblico che privato patrizia perugini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ci vedo ottime prospettive per l&#8217;arte e la cultura, che attualmente soffrono per la restrizione del finanziamento, sia pubblico che privato patrizia perugini</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per aver citato il mio articolo su Lego nel blog http://Partecipactive.com E&#039; un grande onore. Matteo Righi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per aver citato il mio articolo su Lego nel blog <a href="http://Partecipactive.com" rel="nofollow ugc">http://Partecipactive.com</a> E&#8217; un grande onore. Matteo Righi</p>
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		Di: annamaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...ci sarebbe anche questo progetto di democrazia partecipativa raccontato da Riccardo Luna. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;ci sarebbe anche questo progetto di democrazia partecipativa raccontato da Riccardo Luna. </p>
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		Di: annamaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Copioincollo il commento di Alfredo Accattino sulla pagina Creativi di FBook, che aggiunge un&#039;altra prospettiva. Grazie Annamaria della tua sintesi su un termine/fenomeno/processo su cui molto parlano senza aver cercato di capire motivazioni e potenzialità. E che ora viene demonizzato, anche su questa pagina, come simbolo dello sfruttamento creativo. In realtà stiamo parlando di un mezzo più avanti rispetto alle nostre teste e al nostro modo di pensare, oggi rovinato da speculazioni che hanno utilizzato negli ultimi anni i contest come canale di comunicazione buzz sul prodotto, non come soluzione creativa ai problemi. Io credo che il CRWS sarà fondamentale per sviluppi di prodotti complessi, per il mercato televisivo (nasceranno canali wiki e crws), per la ricerca scientifica, per la cultura e per la comunicazione. E per me, fra 5 anni, il 30% del mercato della comunicazione sarà gestito così. Porterà crisi? No. Perché aprirà a molti le porte, e perché serviranno nuovi professionisti e nuove professionalità per la gestione dei processi. Amen.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Copioincollo il commento di Alfredo Accattino sulla pagina Creativi di FBook, che aggiunge un&#8217;altra prospettiva. Grazie Annamaria della tua sintesi su un termine/fenomeno/processo su cui molto parlano senza aver cercato di capire motivazioni e potenzialità. E che ora viene demonizzato, anche su questa pagina, come simbolo dello sfruttamento creativo. In realtà stiamo parlando di un mezzo più avanti rispetto alle nostre teste e al nostro modo di pensare, oggi rovinato da speculazioni che hanno utilizzato negli ultimi anni i contest come canale di comunicazione buzz sul prodotto, non come soluzione creativa ai problemi. Io credo che il CRWS sarà fondamentale per sviluppi di prodotti complessi, per il mercato televisivo (nasceranno canali wiki e crws), per la ricerca scientifica, per la cultura e per la comunicazione. E per me, fra 5 anni, il 30% del mercato della comunicazione sarà gestito così. Porterà crisi? No. Perché aprirà a molti le porte, e perché serviranno nuovi professionisti e nuove professionalità per la gestione dei processi. Amen.</p>
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		Di: etchee		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/che-cosa-e-il-crowdsourcing/#comment-5100</link>

		<dc:creator><![CDATA[etchee]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Convengo con il commento di Alfredo Accattino. come sempre però le distorsioni di tali metodologie sono molto evidenti soprattutto in Italia. La prima che mi viene in mente sono le finte gare vestite da attività di crowdsourcing. La seconda i portali tipo bootb o zoopa e quant&#039;altri che usano spesso i graphic-designer come gratis-designer facendo credere che entrare in gara, poi non si sa con chi, sia bello. Ricordo ancora le pagine di un libro di Livraghi sulle gare. &quot;non si possono fare gare perchè non si può fare una buon lavoro senza incontrare il cliente, capire i bisogni guardarsi negli occhi&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Convengo con il commento di Alfredo Accattino. come sempre però le distorsioni di tali metodologie sono molto evidenti soprattutto in Italia. La prima che mi viene in mente sono le finte gare vestite da attività di crowdsourcing. La seconda i portali tipo bootb o zoopa e quant&#8217;altri che usano spesso i graphic-designer come gratis-designer facendo credere che entrare in gara, poi non si sa con chi, sia bello. Ricordo ancora le pagine di un libro di Livraghi sulle gare. &#8220;non si possono fare gare perchè non si può fare una buon lavoro senza incontrare il cliente, capire i bisogni guardarsi negli occhi&#8221;</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/che-cosa-e-il-crowdsourcing/#comment-5101</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao a tutti, ho scoperto da poco una nuova piattaforma di crowdsourcing capace di aggiungere il lato umano all&#039;attività degli sviluppatori. Si chiama Amazon Mechanical Turk. Mentre facevo ricerca ho scoperto che Aaron Koblin (citato nell&#039;articolo di Annamaria) l&#039;ha utilizzata per realizzare due lavori partecipativi molto interessanti &quot;The sheep market&quot; nel 2006 e Bicycle built for two thousand nel 2009. Ne ho scritto nel mio blog, leggete se vi va http://partecipactive.com/2012/02/26/amazon-mechanical-turk-il-lato-umano-e-lutilizzo-creativo-di-un-crowdsourcing-marketplace/ Matteo Righi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti, ho scoperto da poco una nuova piattaforma di crowdsourcing capace di aggiungere il lato umano all&#8217;attività degli sviluppatori. Si chiama Amazon Mechanical Turk. Mentre facevo ricerca ho scoperto che Aaron Koblin (citato nell&#8217;articolo di Annamaria) l&#8217;ha utilizzata per realizzare due lavori partecipativi molto interessanti &#8220;The sheep market&#8221; nel 2006 e Bicycle built for two thousand nel 2009. Ne ho scritto nel mio blog, leggete se vi va <a href="http://partecipactive.com/2012/02/26/amazon-mechanical-turk-il-lato-umano-e-lutilizzo-creativo-di-un-crowdsourcing-marketplace/" rel="nofollow ugc">http://partecipactive.com/2012/02/26/amazon-mechanical-turk-il-lato-umano-e-lutilizzo-creativo-di-un-crowdsourcing-marketplace/</a> Matteo Righi</p>
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