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	Commenti a: Creatività delle donne e patriarcato	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 25 Jul 2024 10:15:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Kalalu		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Kalalu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 10:15:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Provo a dare la mia visione da uomo (lo specifico visto che è stato già fatto da altri).

Il commento di Pikmin (a cui naturalmente non nego la buona fede) è esemplare di una certa tendenza a sussumere una situazione generale dalla propria esperienza di vita.

La risposta al dubbio se sia &quot;l&#039;unica a vivere in una Barbieland&quot; è naturalmente &quot;no, non è l&#039;unica&quot;, ma ciò non implica che la totalità delle donne si trovi nella medesima posizione. La discussione è di carattere statistico - come quasi tutto, quando si parla di analisi di fenomeni complessi - non aneddotico. E se si parla di statistica non si può prescindere dai dati, alcuni dei quali sono stati sapientemente indicati da Annamaria.

Se vogliamo, è un discorso analogo a quello sulla differenza tra clima e meteo nelle discussioni sul riscaldamento globale.

Poi, non piace la parola &quot;patriarcato&quot;? Cerchiamone un&#039;altra. Alcune &quot;femministe&quot; esasperano i toni in maniera eccessiva (come accade in qualunque consesso)? Facciamoglielo notare. L&#039;Italia sta migliorando da questo punto di vista? Bene. Ma non utilizziamo questi argomenti in maniera sofistica per negare del tutto l&#039;esistenza del problema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Provo a dare la mia visione da uomo (lo specifico visto che è stato già fatto da altri).</p>
<p>Il commento di Pikmin (a cui naturalmente non nego la buona fede) è esemplare di una certa tendenza a sussumere una situazione generale dalla propria esperienza di vita.</p>
<p>La risposta al dubbio se sia &#8220;l&#8217;unica a vivere in una Barbieland&#8221; è naturalmente &#8220;no, non è l&#8217;unica&#8221;, ma ciò non implica che la totalità delle donne si trovi nella medesima posizione. La discussione è di carattere statistico &#8211; come quasi tutto, quando si parla di analisi di fenomeni complessi &#8211; non aneddotico. E se si parla di statistica non si può prescindere dai dati, alcuni dei quali sono stati sapientemente indicati da Annamaria.</p>
<p>Se vogliamo, è un discorso analogo a quello sulla differenza tra clima e meteo nelle discussioni sul riscaldamento globale.</p>
<p>Poi, non piace la parola &#8220;patriarcato&#8221;? Cerchiamone un&#8217;altra. Alcune &#8220;femministe&#8221; esasperano i toni in maniera eccessiva (come accade in qualunque consesso)? Facciamoglielo notare. L&#8217;Italia sta migliorando da questo punto di vista? Bene. Ma non utilizziamo questi argomenti in maniera sofistica per negare del tutto l&#8217;esistenza del problema.</p>
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		<title>
		Di: Pikmin		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-delle-donne-e-patriarcato/#comment-227869</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pikmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 19:57:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno, sollevo anch’io un’obiezione lessicale per cui “patriarcato” è un termine che ha “scollinato” la sua originale denotazione, ma tant’è. Chiamiamolo pure “maschilismo”.

E, in effetti, a vedere i dati, vien voglia di precipitarsi in strada a dar fuoco a tutta la collezione primavera-estate reggiseni Intimissimi Pizzo che passione con un AK-47.

Poi però... se alzo la Testa ;-) e mi guardo intorno, di questa infernale distopia patriarcale non trovo quasi traccia.
Per l’NPL (programmazione neurolinguistica) “whatever you are looking for, you&#039;ll find.” E questo per me descrive esattamente lo stato dell’arte del “dibattito” a senso unico a cui stiamo assistendo.

Nel mondo reale, io, da donna, ho avuto piena libertà sulle mie scelte, ho avuto accesso a studi e carriera e osservo quotidianamente coppie che si dividono, con democristiana rassegnazione, le mansioni domestiche.

Al netto di reali residui maschilistici, mi chiedo se sono l’unica a vivere in Barbieland o se lo siamo tutte, ma abbiamo deciso, in accordo con la dominante narrativa ideologica, che viviamo in Iran. Anch’io, peraltro, allevata nel femminismo, ho sempre visto tutto attraverso questa lente deformante. Mi chiede di fargli un caffè? Patriarcato. Il muratore mi adocchia con l’angolo esterno della pupilla? Microaggressione. Appena tolti gli occhiali rosa-woke però, il caffè è diventato una richiesta priva di reconditi significati che, udite, udite, può anche essere reciprocata. E il muratore fa solo quello per cui l’evoluzione l’ha attrezzato a fare (oltre a stendere la calce), pena l’estinzione della specie.

Finisco citando l’interessante fenomeno detto gender-equality paradox, che rileva, sorprendentemente, differenze di genere più marcate in paesi più ricchi e paritari. In pratica, dovremmo aspettarci che nei paesi nordici non esistano casalinghe, ma solo astronaute, ma non è così (qui una recente metanalisi: https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/17456916231202685). Tra le varie spiegazioni al fenomeno, quella meno amata dall’attuale clima ideologico ipotizza che esistano differenze intrinseche tra i sessi, non culturali. Per citare, a sproposito, la Fallaci, ove c&#039;è scelta, c&#039;è libertà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno, sollevo anch’io un’obiezione lessicale per cui “patriarcato” è un termine che ha “scollinato” la sua originale denotazione, ma tant’è. Chiamiamolo pure “maschilismo”.</p>
<p>E, in effetti, a vedere i dati, vien voglia di precipitarsi in strada a dar fuoco a tutta la collezione primavera-estate reggiseni Intimissimi Pizzo che passione con un AK-47.</p>
<p>Poi però&#8230; se alzo la Testa 😉 e mi guardo intorno, di questa infernale distopia patriarcale non trovo quasi traccia.<br />
Per l’NPL (programmazione neurolinguistica) “whatever you are looking for, you&#8217;ll find.” E questo per me descrive esattamente lo stato dell’arte del “dibattito” a senso unico a cui stiamo assistendo.</p>
<p>Nel mondo reale, io, da donna, ho avuto piena libertà sulle mie scelte, ho avuto accesso a studi e carriera e osservo quotidianamente coppie che si dividono, con democristiana rassegnazione, le mansioni domestiche.</p>
<p>Al netto di reali residui maschilistici, mi chiedo se sono l’unica a vivere in Barbieland o se lo siamo tutte, ma abbiamo deciso, in accordo con la dominante narrativa ideologica, che viviamo in Iran. Anch’io, peraltro, allevata nel femminismo, ho sempre visto tutto attraverso questa lente deformante. Mi chiede di fargli un caffè? Patriarcato. Il muratore mi adocchia con l’angolo esterno della pupilla? Microaggressione. Appena tolti gli occhiali rosa-woke però, il caffè è diventato una richiesta priva di reconditi significati che, udite, udite, può anche essere reciprocata. E il muratore fa solo quello per cui l’evoluzione l’ha attrezzato a fare (oltre a stendere la calce), pena l’estinzione della specie.</p>
<p>Finisco citando l’interessante fenomeno detto gender-equality paradox, che rileva, sorprendentemente, differenze di genere più marcate in paesi più ricchi e paritari. In pratica, dovremmo aspettarci che nei paesi nordici non esistano casalinghe, ma solo astronaute, ma non è così (qui una recente metanalisi: <a href="https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/17456916231202685" rel="nofollow ugc">https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/17456916231202685</a>). Tra le varie spiegazioni al fenomeno, quella meno amata dall’attuale clima ideologico ipotizza che esistano differenze intrinseche tra i sessi, non culturali. Per citare, a sproposito, la Fallaci, ove c&#8217;è scelta, c&#8217;è libertà.</p>
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		<title>
		Di: Sasha		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-delle-donne-e-patriarcato/#comment-227784</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sasha]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2024 10:51:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/creativita-delle-donne-e-patriarcato/#comment-226325&quot;&gt;Carlo&lt;/a&gt;.

Ho iniziato a leggere l&#039;articolo, ma mi sono inevitabilmente fermato nel punto in cui si tira in ballo il patriarcato hic et nunc. Ma come si fa? Oggi parlare di patriarcato significa vivere su Marte. Viviamo semmai in una società occidentale, quindi anche italiana, ultrafemminista, e il patriarcato è morto e sepolto da almeno mezzo secolo, o forse sopravvive in qualche sparuta famiglia ancora abbarbicata a usi e costumi del primo Novecento, ma stiamo parlando di fatto del nulla. La verità è quindi esattamente opposta a quanto da lei scritto: non solo la figura del patriarca non esiste più, ma perfino il padre si è ridotto a essere una figura marginale all&#039;interno delle stesse famiglie, visto anche i tanti padri separati ridotti a bancomat, finiti sul lastrico, che quasi non possono vedere i figli. Scritto questo, tutto il resto dell&#039;articolo a cascata risulta viziato pesantemente da un pre-giudizio assolutamente privo di fondamento. Questi sono i danni della propaganda femminista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/creativita-delle-donne-e-patriarcato/#comment-226325">Carlo</a>.</p>
<p>Ho iniziato a leggere l&#8217;articolo, ma mi sono inevitabilmente fermato nel punto in cui si tira in ballo il patriarcato hic et nunc. Ma come si fa? Oggi parlare di patriarcato significa vivere su Marte. Viviamo semmai in una società occidentale, quindi anche italiana, ultrafemminista, e il patriarcato è morto e sepolto da almeno mezzo secolo, o forse sopravvive in qualche sparuta famiglia ancora abbarbicata a usi e costumi del primo Novecento, ma stiamo parlando di fatto del nulla. La verità è quindi esattamente opposta a quanto da lei scritto: non solo la figura del patriarca non esiste più, ma perfino il padre si è ridotto a essere una figura marginale all&#8217;interno delle stesse famiglie, visto anche i tanti padri separati ridotti a bancomat, finiti sul lastrico, che quasi non possono vedere i figli. Scritto questo, tutto il resto dell&#8217;articolo a cascata risulta viziato pesantemente da un pre-giudizio assolutamente privo di fondamento. Questi sono i danni della propaganda femminista.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Carlo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-delle-donne-e-patriarcato/#comment-226325</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 11:03:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile signora Testa,

la ringrazio ancora e sinceramente per l&#039;attenzione posta ai miei commenti.

Dalla citazione tratta da Wikipedia si evince proprio la profonda differenza tra patriarcato e maschilismo. Quest&#039;ultimo è l&#039;atteggiamento del singolo, il patriarcato è invece un sistema sociale e giuridico creato per ottenere la supremazia del maschio sulla femmina (o uomo sulla donna). 

La differenza non è di poco conto in quanto nel caso del patriarcato saremmo dinanzi a regole chiare, cristallizzate normativamente e figlie di una precisa volontà di sottomettere le donne all&#039;uomo. Con il maschilismo siamo di fronte a un fenomeno culturale e psicologico di conservatorismo che tocca uomini e donne, destra e sinistra.

Per verificare che tale cultura riguarda entrambi i generi è sufficiente dialogare con le persone. Per esempio gli stessi giudizi sprezzanti nei riguardi delle donne che hanno più partner e quelli positivi verso gli uomini che si trovano nella stessa considerazione, si sentono sia da uomini sia da donne. 

La mia generazione (anni &#039;70) è stata cresciuta dalle madri più che dai padri. Se le donne non avessero questa mentalità e/o cultura, significherebbe che quei padri possedevano dei superpoteri che annientavano le parole delle madri. 

La mia generazione, nella mia zona di provenienza, ha subito maltrattamenti fisici e psicologici più dalle madri che dai padri. 

Spero che dalle mie parole sia chiaro che il mio intento non è sminuire il problema, ma dare una collocazione che a me pare più sensata e basata sulla realtà in modo da debellare questi assurdi comportamenti. Spero che questo mio contattarla sia percepito per quello che è, un modo per confrontarsi e capire.

Spero cioè che sia chiara la mia onestà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile signora Testa,</p>
<p>la ringrazio ancora e sinceramente per l&#8217;attenzione posta ai miei commenti.</p>
<p>Dalla citazione tratta da Wikipedia si evince proprio la profonda differenza tra patriarcato e maschilismo. Quest&#8217;ultimo è l&#8217;atteggiamento del singolo, il patriarcato è invece un sistema sociale e giuridico creato per ottenere la supremazia del maschio sulla femmina (o uomo sulla donna). </p>
<p>La differenza non è di poco conto in quanto nel caso del patriarcato saremmo dinanzi a regole chiare, cristallizzate normativamente e figlie di una precisa volontà di sottomettere le donne all&#8217;uomo. Con il maschilismo siamo di fronte a un fenomeno culturale e psicologico di conservatorismo che tocca uomini e donne, destra e sinistra.</p>
<p>Per verificare che tale cultura riguarda entrambi i generi è sufficiente dialogare con le persone. Per esempio gli stessi giudizi sprezzanti nei riguardi delle donne che hanno più partner e quelli positivi verso gli uomini che si trovano nella stessa considerazione, si sentono sia da uomini sia da donne. </p>
<p>La mia generazione (anni &#8217;70) è stata cresciuta dalle madri più che dai padri. Se le donne non avessero questa mentalità e/o cultura, significherebbe che quei padri possedevano dei superpoteri che annientavano le parole delle madri. </p>
<p>La mia generazione, nella mia zona di provenienza, ha subito maltrattamenti fisici e psicologici più dalle madri che dai padri. </p>
<p>Spero che dalle mie parole sia chiaro che il mio intento non è sminuire il problema, ma dare una collocazione che a me pare più sensata e basata sulla realtà in modo da debellare questi assurdi comportamenti. Spero che questo mio contattarla sia percepito per quello che è, un modo per confrontarsi e capire.</p>
<p>Spero cioè che sia chiara la mia onestà.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-delle-donne-e-patriarcato/#comment-226224</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2024 19:36:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Carlo Nuovoporto,
temo che i dati che ho, come scrive lei, &quot;snocciolato&quot;, a cominciare da quelli sulla parità di genere, abbiano esattamente a che fare con il permanere di una struttura sociale patriarcale.
Se lei vuole metterne in discussione l&#039;affidabilità, è ovviamente liberissimo di farlo, così come è liberissimo di sostenere che &quot;la cultura maschilista vive nei maschi e nelle femmine&quot;, e in generale di usare la terminologia che meglio, a suo avviso, si addice al sostegno delle sue tesi.

A proposito di maschilismo vale però la pena, forse, di dare un&#039;occhiata alla pagina che al termine dedica Wikipedia (cito questa fonte perché, come lei sa, è soggetta ad amplissima e costante revisione collettiva):
&quot;Il maschilismo (o sciovinismo maschile[1][2]) è un atteggiamento o forma mentis, basato sulla presunta superiorità dell&#039;uomo nei confronti della donna.[3][4]
Tale termine divenne di uso comune negli anni sessanta per indicare un atteggiamento socio-culturale basato sull&#039;idea di una supremazia maschile e sulla continuità del sistema patriarcale. &quot;

Insomma: se non è zuppa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Carlo Nuovoporto,<br />
temo che i dati che ho, come scrive lei, &#8220;snocciolato&#8221;, a cominciare da quelli sulla parità di genere, abbiano esattamente a che fare con il permanere di una struttura sociale patriarcale.<br />
Se lei vuole metterne in discussione l&#8217;affidabilità, è ovviamente liberissimo di farlo, così come è liberissimo di sostenere che &#8220;la cultura maschilista vive nei maschi e nelle femmine&#8221;, e in generale di usare la terminologia che meglio, a suo avviso, si addice al sostegno delle sue tesi.</p>
<p>A proposito di maschilismo vale però la pena, forse, di dare un&#8217;occhiata alla pagina che al termine dedica Wikipedia (cito questa fonte perché, come lei sa, è soggetta ad amplissima e costante revisione collettiva):<br />
&#8220;Il maschilismo (o sciovinismo maschile[1][2]) è un atteggiamento o forma mentis, basato sulla presunta superiorità dell&#8217;uomo nei confronti della donna.[3][4]<br />
Tale termine divenne di uso comune negli anni sessanta per indicare un atteggiamento socio-culturale basato sull&#8217;idea di una supremazia maschile e sulla continuità del sistema patriarcale. &#8221;</p>
<p>Insomma: se non è zuppa&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carlo Nuovoporto		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-delle-donne-e-patriarcato/#comment-225995</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Nuovoporto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 09:43:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=28362#comment-225995</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/creativita-delle-donne-e-patriarcato/#comment-225939&quot;&gt;Annamaria Testa&lt;/a&gt;.

Gentile Annamaria,

ha snocciolato una serie di dati che, mi permetta, poco hanno a che fare con la questione che ho posto, cioè &quot;l’utilizzo del termine “patriarcato&quot;. 

La posizione di Avvenire non è sfumata, è chiara e consente di utilizzare le parole in modo corretto. Il patriarcato è un sistema pensato e strutturato per porre il maschio al di sopra delle donne. In Italia viviamo invece in una società che è maschilista per conservatorismo, non certo perché esistano leggi che pongono in secondo piano le donne. Inserisco la Russia tra i paesi patriarcali perché la massima istituzione di Mosca è il suo presidente Vladimir Putin, il quale esplicita anche normativamente la sua posizione sull&#039;argomento: c&#039;è il maschio, poi la donna e infine il mondo omosessuale, bisessuale, ecc. 

Il problema che le ho posto è lessicale. 

Sono convinto che il modo di porre la questione da parte di diverse personalità come Valeria Fonte e Vera Gheno, per non citare Murgia per ovvi motivi di delicatezza, è parte del problema perché fomenta una guerra tra generi e non una guerra contro la cultura maschilista che è il vero nemico.

La cultura maschilista vive nei maschi e nelle femmine (negli uomini e nelle donne) e va estirpata. 

Per quanto riguarda i dati credo che occorra porsi alcune domande sulla qualità della raccolta e dell&#039;analisi delle informazioni. 

Prendo come esempio il caso del femminicidio. 

In tutti i paesi del mondo (o solo d&#039;Europa) al termine femminicidio si attribuisce lo stesso significato? Ciò che è femminicidio in Italia lo è anche in Germania? Come si fa a distinguere un atto di violenza contro una donna in quanto donna da uno &quot;generico&quot;? Chi raccoglie i dati legge, analizza e riesce a comprendere senza ombra di dubbio la volontà dell&#039;omicida? È possibile pensare che chi commette un atto violento verso una donna lo faccia sempre e solo perché la vittima è una donna? 

Per avere un quadro della situazione meno fumosa occorrerebbe confrontare, per esempio, i dati della violenza domestica di uomini sulle donne con quelli delle donne sugli uomini. Purtroppo però non sono riuscito a trovare questi ultimi, probabilmente uno dei motivi di questa mancanza è che le associazioni per il sostegno alle vittime di violenza familiare, tranne poche eccezioni come l&#039;Associazione Perseo, non accettano le richieste degli uomini. 

Perché puntualizzo questi aspetti (che, ripeto, esulano dalla richiesta che le avevo fatto)? Perché se non si individuano le cause reali del maschilismo saranno ancora una volta le persone più deboli a pagarne le spese. Perché credo fermamente nell&#039;obbligo morale di ognuno di noi di dialogare apertamente per affrontare questioni così gravi che impattano sulla vita di tantissime persone. Perché il maschilismo ha tra le sue vittime le donne, i bambini e gli uomini. Paradossalmente, per esempio, il fatto che nei divorzi le decisioni dei giudici sono quasi sempre a favore delle donne è un sintomo della cultura maschilista: la donna è debole, è la parte da proteggere, mentre l&#039;uomo è forte, violento e incapace di accudire dei figli. 

La ringrazio per l&#039;attenzione dimostrata. 

Buona giornata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/creativita-delle-donne-e-patriarcato/#comment-225939">Annamaria Testa</a>.</p>
<p>Gentile Annamaria,</p>
<p>ha snocciolato una serie di dati che, mi permetta, poco hanno a che fare con la questione che ho posto, cioè &#8220;l’utilizzo del termine “patriarcato&#8221;. </p>
<p>La posizione di Avvenire non è sfumata, è chiara e consente di utilizzare le parole in modo corretto. Il patriarcato è un sistema pensato e strutturato per porre il maschio al di sopra delle donne. In Italia viviamo invece in una società che è maschilista per conservatorismo, non certo perché esistano leggi che pongono in secondo piano le donne. Inserisco la Russia tra i paesi patriarcali perché la massima istituzione di Mosca è il suo presidente Vladimir Putin, il quale esplicita anche normativamente la sua posizione sull&#8217;argomento: c&#8217;è il maschio, poi la donna e infine il mondo omosessuale, bisessuale, ecc. </p>
<p>Il problema che le ho posto è lessicale. </p>
<p>Sono convinto che il modo di porre la questione da parte di diverse personalità come Valeria Fonte e Vera Gheno, per non citare Murgia per ovvi motivi di delicatezza, è parte del problema perché fomenta una guerra tra generi e non una guerra contro la cultura maschilista che è il vero nemico.</p>
<p>La cultura maschilista vive nei maschi e nelle femmine (negli uomini e nelle donne) e va estirpata. </p>
<p>Per quanto riguarda i dati credo che occorra porsi alcune domande sulla qualità della raccolta e dell&#8217;analisi delle informazioni. </p>
<p>Prendo come esempio il caso del femminicidio. </p>
<p>In tutti i paesi del mondo (o solo d&#8217;Europa) al termine femminicidio si attribuisce lo stesso significato? Ciò che è femminicidio in Italia lo è anche in Germania? Come si fa a distinguere un atto di violenza contro una donna in quanto donna da uno &#8220;generico&#8221;? Chi raccoglie i dati legge, analizza e riesce a comprendere senza ombra di dubbio la volontà dell&#8217;omicida? È possibile pensare che chi commette un atto violento verso una donna lo faccia sempre e solo perché la vittima è una donna? </p>
<p>Per avere un quadro della situazione meno fumosa occorrerebbe confrontare, per esempio, i dati della violenza domestica di uomini sulle donne con quelli delle donne sugli uomini. Purtroppo però non sono riuscito a trovare questi ultimi, probabilmente uno dei motivi di questa mancanza è che le associazioni per il sostegno alle vittime di violenza familiare, tranne poche eccezioni come l&#8217;Associazione Perseo, non accettano le richieste degli uomini. </p>
<p>Perché puntualizzo questi aspetti (che, ripeto, esulano dalla richiesta che le avevo fatto)? Perché se non si individuano le cause reali del maschilismo saranno ancora una volta le persone più deboli a pagarne le spese. Perché credo fermamente nell&#8217;obbligo morale di ognuno di noi di dialogare apertamente per affrontare questioni così gravi che impattano sulla vita di tantissime persone. Perché il maschilismo ha tra le sue vittime le donne, i bambini e gli uomini. Paradossalmente, per esempio, il fatto che nei divorzi le decisioni dei giudici sono quasi sempre a favore delle donne è un sintomo della cultura maschilista: la donna è debole, è la parte da proteggere, mentre l&#8217;uomo è forte, violento e incapace di accudire dei figli. </p>
<p>La ringrazio per l&#8217;attenzione dimostrata. </p>
<p>Buona giornata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-delle-donne-e-patriarcato/#comment-225939</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2024 16:03:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=28362#comment-225939</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/creativita-delle-donne-e-patriarcato/#comment-225727&quot;&gt;Carlo&lt;/a&gt;.

Gentile Carlo, 
grazie per il suo commento.

Invece che esprimerle le mie opinioni in proposito, la prego di investire qualche minuto per dare un&#039;occhiata a questi dati. Che, direi, sono proprio dati strutturali.

Secondo il Gender Equality index, che misura l&#039;effettiva parità di genere, oggi l&#039;Italia è al 13° posto in Europa. Vuol dire che c&#039;è ancora del lavoro da fare. 
https://shetechitaly.org/2023/11/10/gender-equality-index-2023/#:~:text=Con%2068%2C2%20punti%20su,ben%20otto%20posizioni%20nella%20classifica.

Nella classifica mondiale riguardante la parità di genere, l&#039;Italia è oggi al 79° posto. Vuol dire che c&#039;è ancora un bel po&#039; di lavoro da fare.
https://shetechitaly.org/2023/07/19/global-gender-gap-report-2023-litalia-scende-di-quota/

Lei cita la Russia. Se guardiamo l&#039;ultima classifica disponibile per quel paese (dato 2021) vediamo che l&#039;Italia, con il suo 0.721, è molto più vicina alla Russia (0.708) che alla Svezia (0.823), o alla Germania, che nello stesso anno fa 0.796, o agli USA, che quotano 0,763. L&#039;Islanda quota 0,892 (nell&#039;anno successivo, l&#039;Islanda arriva a 0,908. L&#039;Italia è invece arretrata).
https://en.wikipedia.org/wiki/Global_Gender_Gap_Report

Se guardiamo i dati sulla violenza di genere pubblicati recentemente dal CNR (non esattamente una organizzazione femminista estremista) possiamo vedere che c&#039;è ancora un brutto, orrendo problema. 
https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/12373/i-dati-sulla-violenza-di-genere-in-italia.

Aggiunga i dati ISTAT sul mercato del lavoro riportati al termine dell&#039;articolo.

Proprio se definiamo &quot;patriarcato&quot; un &quot;sistema sociale in cui gli uomini detengono in via primaria il potere&quot; (è esattamente la definizione che dà Wikipedia) possiamo, credo, dire che nel nostro paese permangono diverse radicate espressioni del fenomeno.

Forse può interessarle leggere la più sfumata posizione espressa da Avvenire: &quot;Se in Italia non c&#039;è il patriarcato inteso in senso formale, c&#039;è però ancora un diffuso maschilismo&quot;.
https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/forse-non-patriarcali-ma-in-italia-il-maschilismo-resta-ancora-forte

Ma, aggiungo io, che cos&#039;è un maschilismo &quot;ancora forte&quot;, se non lo stillicidio quotidiano di posizioni, atteggiamenti, comportamenti (e vessazioni) che hanno salde radici in un assetto patriarcale che solo negli ultimi pochi decenni ha cominciato, con enorme ritardo, a essere messo in discussione?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/creativita-delle-donne-e-patriarcato/#comment-225727">Carlo</a>.</p>
<p>Gentile Carlo,<br />
grazie per il suo commento.</p>
<p>Invece che esprimerle le mie opinioni in proposito, la prego di investire qualche minuto per dare un&#8217;occhiata a questi dati. Che, direi, sono proprio dati strutturali.</p>
<p>Secondo il Gender Equality index, che misura l&#8217;effettiva parità di genere, oggi l&#8217;Italia è al 13° posto in Europa. Vuol dire che c&#8217;è ancora del lavoro da fare.<br />
<a href="https://shetechitaly.org/2023/11/10/gender-equality-index-2023/#:~:text=Con%2068%2C2%20punti%20su,ben%20otto%20posizioni%20nella%20classifica" rel="nofollow ugc">https://shetechitaly.org/2023/11/10/gender-equality-index-2023/#:~:text=Con%2068%2C2%20punti%20su,ben%20otto%20posizioni%20nella%20classifica</a>.</p>
<p>Nella classifica mondiale riguardante la parità di genere, l&#8217;Italia è oggi al 79° posto. Vuol dire che c&#8217;è ancora un bel po&#8217; di lavoro da fare.<br />
<a href="https://shetechitaly.org/2023/07/19/global-gender-gap-report-2023-litalia-scende-di-quota/" rel="nofollow ugc">https://shetechitaly.org/2023/07/19/global-gender-gap-report-2023-litalia-scende-di-quota/</a></p>
<p>Lei cita la Russia. Se guardiamo l&#8217;ultima classifica disponibile per quel paese (dato 2021) vediamo che l&#8217;Italia, con il suo 0.721, è molto più vicina alla Russia (0.708) che alla Svezia (0.823), o alla Germania, che nello stesso anno fa 0.796, o agli USA, che quotano 0,763. L&#8217;Islanda quota 0,892 (nell&#8217;anno successivo, l&#8217;Islanda arriva a 0,908. L&#8217;Italia è invece arretrata).<br />
<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Global_Gender_Gap_Report" rel="nofollow ugc">https://en.wikipedia.org/wiki/Global_Gender_Gap_Report</a></p>
<p>Se guardiamo i dati sulla violenza di genere pubblicati recentemente dal CNR (non esattamente una organizzazione femminista estremista) possiamo vedere che c&#8217;è ancora un brutto, orrendo problema.<br />
<a href="https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/12373/i-dati-sulla-violenza-di-genere-in-italia" rel="nofollow ugc">https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/12373/i-dati-sulla-violenza-di-genere-in-italia</a>.</p>
<p>Aggiunga i dati ISTAT sul mercato del lavoro riportati al termine dell&#8217;articolo.</p>
<p>Proprio se definiamo &#8220;patriarcato&#8221; un &#8220;sistema sociale in cui gli uomini detengono in via primaria il potere&#8221; (è esattamente la definizione che dà Wikipedia) possiamo, credo, dire che nel nostro paese permangono diverse radicate espressioni del fenomeno.</p>
<p>Forse può interessarle leggere la più sfumata posizione espressa da Avvenire: &#8220;Se in Italia non c&#8217;è il patriarcato inteso in senso formale, c&#8217;è però ancora un diffuso maschilismo&#8221;.<br />
<a href="https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/forse-non-patriarcali-ma-in-italia-il-maschilismo-resta-ancora-forte" rel="nofollow ugc">https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/forse-non-patriarcali-ma-in-italia-il-maschilismo-resta-ancora-forte</a></p>
<p>Ma, aggiungo io, che cos&#8217;è un maschilismo &#8220;ancora forte&#8221;, se non lo stillicidio quotidiano di posizioni, atteggiamenti, comportamenti (e vessazioni) che hanno salde radici in un assetto patriarcale che solo negli ultimi pochi decenni ha cominciato, con enorme ritardo, a essere messo in discussione?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carlo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-delle-donne-e-patriarcato/#comment-225727</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2024 11:21:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=28362#comment-225727</guid>

					<description><![CDATA[Buongiorno signora Testa,

avrei una questione da porle alla quale non riesco a trovare una spiegazione ragionevole: l&#039;utilizzo del termine &quot;patriarcato&quot;. Che io legga la definizione data dalla Treccani o da Wikipedia non capisco come si possa definire &quot;patriarcale&quot; la società italiana attuale. L&#039;impianto legislativo non ha una struttura patriarcale, le decisioni dei tribunali oscillano (pro uomini sulle violenze, pro donne sui divorzi), l&#039;oggettificazione e la sessualizzazione dei corpi è sbilanciata ai danni delle donne anche se quella maschile aumenta a vista d&#039;occhio, il gap salariale resiste anche se cala, la disparità di genere scolastica esiste ma a danno del genere maschile, la dicotomia morale tra le donne che fanno sesso con più partner rispetto agli uomini è evidente quanto quella tra uomini che hanno poche esperienze dopo i 30 anni rispetto al giudizio riservato alle donne nella stessa situazione . 

Mi pare che per quanto sia evidente la presenza del problema di pregiudizi spesso (non sempre) contro le donne, la situazione legislativa e strutturale non sia tale da portare a definire patriarcale la società italiana. L&#039;Iran è patriarcale. La Russia è patriarcale. L&#039;Italia, la Germania, gli USA mi sembrano lontane dal poter essere considerate patriarcali nel nostro presente. 

Sarebbe molto interessante una sua riflessione su questo punto. 

Grazie per l&#039;attenzione e soprattutto per gli spunti di riflessione che fornisce.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno signora Testa,</p>
<p>avrei una questione da porle alla quale non riesco a trovare una spiegazione ragionevole: l&#8217;utilizzo del termine &#8220;patriarcato&#8221;. Che io legga la definizione data dalla Treccani o da Wikipedia non capisco come si possa definire &#8220;patriarcale&#8221; la società italiana attuale. L&#8217;impianto legislativo non ha una struttura patriarcale, le decisioni dei tribunali oscillano (pro uomini sulle violenze, pro donne sui divorzi), l&#8217;oggettificazione e la sessualizzazione dei corpi è sbilanciata ai danni delle donne anche se quella maschile aumenta a vista d&#8217;occhio, il gap salariale resiste anche se cala, la disparità di genere scolastica esiste ma a danno del genere maschile, la dicotomia morale tra le donne che fanno sesso con più partner rispetto agli uomini è evidente quanto quella tra uomini che hanno poche esperienze dopo i 30 anni rispetto al giudizio riservato alle donne nella stessa situazione . </p>
<p>Mi pare che per quanto sia evidente la presenza del problema di pregiudizi spesso (non sempre) contro le donne, la situazione legislativa e strutturale non sia tale da portare a definire patriarcale la società italiana. L&#8217;Iran è patriarcale. La Russia è patriarcale. L&#8217;Italia, la Germania, gli USA mi sembrano lontane dal poter essere considerate patriarcali nel nostro presente. </p>
<p>Sarebbe molto interessante una sua riflessione su questo punto. </p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione e soprattutto per gli spunti di riflessione che fornisce.</p>
]]></content:encoded>
		
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