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	Commenti a: Creatività, visione e berluschinismo	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: eli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi ero presa l’impegno di scrivere qualche cosa sulla giustizia sociale. Mi limito a segnalare due siti anche se forse li conoscete già http://www.fao.org/kids/it/index.html http://www.unimondo.org/Guide/Politica/Democrazia/Giornata-mondiale-per-la-Giustizia-Sociale-equita-e-diritti-per-tutti ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ero presa l’impegno di scrivere qualche cosa sulla giustizia sociale. Mi limito a segnalare due siti anche se forse li conoscete già <a href="http://www.fao.org/kids/it/index.html" rel="nofollow ugc">http://www.fao.org/kids/it/index.html</a> <a href="http://www.unimondo.org/Guide/Politica/Democrazia/Giornata-mondiale-per-la-Giustizia-Sociale-equita-e-diritti-per-tutti" rel="nofollow ugc">http://www.unimondo.org/Guide/Politica/Democrazia/Giornata-mondiale-per-la-Giustizia-Sociale-equita-e-diritti-per-tutti</a> </p>
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		Di: sand		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sand]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[1) Partire tutti alla pari e poi vinca il migliore. 2) Il conflitto di interessi è un male trasversale agli schieramenti politici e tocca l&#039;apice quando i signori magistrati si candidano (perfino alle regionali) senza dimettersi dalla magistratura. Dove finisce il contrappeso tra i poteri costituzionali? 3) La società italiana è una società che guarda al passato, difende privilegi e ideologie anacronistiche. Difficile vedere un futuro. E&#039; come il biglietto della lotteria: lo compri e speri. La giustizia sociale dovrebbe premiare il merito e porre un tetto alla ricchezza personale. Dovrebbe premiare l&#039;associazionismo e spendere risorse principalmente per sostenere forme di aggregazione alternative al ristretto nucleo familiare. 4) La globalizzazione è ossigeno per chi vuol giocarsi una chance in questo paese borghese decadente. 5) il figlio di Celli può lasciare l&#039;Italia, come probabilmente ha potuto studiare nelle migliori università. L&#039;istruzione pubblica come la sanità pubblica sono al servizio dei ricchi in questo paese, ma pagate nella stessa misura da tutti. Sarebbe opportuno sviluppare offerte miste e prezzi inversamente proporzionali al merito e direttamente proporzionali al reddito. E gli evasori? 6) Base di partenza: taglio della metà dei parlamentari e di tutte le amministrazioni provinciali. 7) il governo ombra è una vera e propria forzatura culturale in Italia. Voleva addolcire una amara sconfitta. Una vera opposizione ha bisogno di coesione politica e di un linguaggio chiaro e omogeneo. L&#039;adolescenziale opinione del cosiddetto pluralismo delle idee a sinistra riesce solo a nascondere un&#039;incapacità di azione. 8) I nuovi media non riescono ancora a raggiungere le casalinghe delle zone periferiche dei grandi centri urbani, che sono l&#039;elettorato che fa la differenza in questo paese di posizioni ed alleanze fisse e decadenti. 9) Istruzione di base e professionale per gli adulti. Imprenditorialità giovanile e per disoccupati. 10) Una donna, concreta e con una faccia pulita. Direi Bresso! E&#039; il cognome della governatrice del Piemonte? Ciao.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1) Partire tutti alla pari e poi vinca il migliore. 2) Il conflitto di interessi è un male trasversale agli schieramenti politici e tocca l&#8217;apice quando i signori magistrati si candidano (perfino alle regionali) senza dimettersi dalla magistratura. Dove finisce il contrappeso tra i poteri costituzionali? 3) La società italiana è una società che guarda al passato, difende privilegi e ideologie anacronistiche. Difficile vedere un futuro. E&#8217; come il biglietto della lotteria: lo compri e speri. La giustizia sociale dovrebbe premiare il merito e porre un tetto alla ricchezza personale. Dovrebbe premiare l&#8217;associazionismo e spendere risorse principalmente per sostenere forme di aggregazione alternative al ristretto nucleo familiare. 4) La globalizzazione è ossigeno per chi vuol giocarsi una chance in questo paese borghese decadente. 5) il figlio di Celli può lasciare l&#8217;Italia, come probabilmente ha potuto studiare nelle migliori università. L&#8217;istruzione pubblica come la sanità pubblica sono al servizio dei ricchi in questo paese, ma pagate nella stessa misura da tutti. Sarebbe opportuno sviluppare offerte miste e prezzi inversamente proporzionali al merito e direttamente proporzionali al reddito. E gli evasori? 6) Base di partenza: taglio della metà dei parlamentari e di tutte le amministrazioni provinciali. 7) il governo ombra è una vera e propria forzatura culturale in Italia. Voleva addolcire una amara sconfitta. Una vera opposizione ha bisogno di coesione politica e di un linguaggio chiaro e omogeneo. L&#8217;adolescenziale opinione del cosiddetto pluralismo delle idee a sinistra riesce solo a nascondere un&#8217;incapacità di azione. 8) I nuovi media non riescono ancora a raggiungere le casalinghe delle zone periferiche dei grandi centri urbani, che sono l&#8217;elettorato che fa la differenza in questo paese di posizioni ed alleanze fisse e decadenti. 9) Istruzione di base e professionale per gli adulti. Imprenditorialità giovanile e per disoccupati. 10) Una donna, concreta e con una faccia pulita. Direi Bresso! E&#8217; il cognome della governatrice del Piemonte? Ciao.</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PUNTO (hai!) SUL PUNTO... 1 considerare la cosa pubblica come bene limitato e prezioso di tutti e non come territorio di nessuno, quindi libero per razzie e stupri ripetuti ed impuniti, usare l&#039;intelligenza dell&#039;uomo contro la barbarie umana della sopraffazione, della legge del più forte, dell&#039;arroganza dei potenti, dell&#039;avidità materiale dei poveri di spirito. 2 per debolezza e per paura di essere attaccata come esecutrice politica nella risoluzione di un problema che in realtà è un fondamento essenziale delle regole democratiche 3 se sopravviviamo, possiamo dare la ricetta al mondo intero dell&#039;antidoto contro questa deriva irreale e di plastica su cui stiamo da troppo tempo ballando; ridistribuzione del reddito e ridefinizione dei bisogni e dei desideri possibili e sostenibili per tutti 4 se aiuta l&#039;umanità tutta ad elevarsi può essere una risorsa, se è pura speculazione economica sarà pagata a caro prezzo; capacità di progettare il futuro con una visione globale su dove andare e perchè, su cosa produrre e quanto produrre, su come vogliamo vivere 5 premiare il merito ma anche l&#039;impegno, perché anche ai meno dotati sia lasciato spazio di crescita e dignità per le cose fatte; rimanere o andare per prendere qualcosa da riportare, il nostro paese avrà bisogno di tutti loro 6 politica come pura passione civile, candidati ascetici, stipendio di sussistenza, rapida rotazione ed impossibilità a ricandidature, esclusione dei professionisti della politica (solo qualche tutor super partes) 7 troppo protagonismo e antagonismo a discapito del bene comune, troppa distanza dai comuni mortali, troppi tentacoli e contatti collosi con l&#039;antagonista, semplicemente basta! 8 beh, noi li stiamo utilizzando, per gli altri proporrei corsi di disintossicazione dal più micidiale contemporaneo oppio dei popoli, la televisione italiana 9 scuola e formazione, ricerca di base, finanziamenti per produzione di energie alternative, compenso minimo garantito per tutti i disoccupati che lavorano 3 ore al giorno in attività socialmente rilevanti 10 non abbiamo bisogno di un Obama ma di tanti piccoli &quot;noi stessi&quot; che vogliono fare semplicemente del loro meglio per gli altri walter]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PUNTO (hai!) SUL PUNTO&#8230; 1 considerare la cosa pubblica come bene limitato e prezioso di tutti e non come territorio di nessuno, quindi libero per razzie e stupri ripetuti ed impuniti, usare l&#8217;intelligenza dell&#8217;uomo contro la barbarie umana della sopraffazione, della legge del più forte, dell&#8217;arroganza dei potenti, dell&#8217;avidità materiale dei poveri di spirito. 2 per debolezza e per paura di essere attaccata come esecutrice politica nella risoluzione di un problema che in realtà è un fondamento essenziale delle regole democratiche 3 se sopravviviamo, possiamo dare la ricetta al mondo intero dell&#8217;antidoto contro questa deriva irreale e di plastica su cui stiamo da troppo tempo ballando; ridistribuzione del reddito e ridefinizione dei bisogni e dei desideri possibili e sostenibili per tutti 4 se aiuta l&#8217;umanità tutta ad elevarsi può essere una risorsa, se è pura speculazione economica sarà pagata a caro prezzo; capacità di progettare il futuro con una visione globale su dove andare e perchè, su cosa produrre e quanto produrre, su come vogliamo vivere 5 premiare il merito ma anche l&#8217;impegno, perché anche ai meno dotati sia lasciato spazio di crescita e dignità per le cose fatte; rimanere o andare per prendere qualcosa da riportare, il nostro paese avrà bisogno di tutti loro 6 politica come pura passione civile, candidati ascetici, stipendio di sussistenza, rapida rotazione ed impossibilità a ricandidature, esclusione dei professionisti della politica (solo qualche tutor super partes) 7 troppo protagonismo e antagonismo a discapito del bene comune, troppa distanza dai comuni mortali, troppi tentacoli e contatti collosi con l&#8217;antagonista, semplicemente basta! 8 beh, noi li stiamo utilizzando, per gli altri proporrei corsi di disintossicazione dal più micidiale contemporaneo oppio dei popoli, la televisione italiana 9 scuola e formazione, ricerca di base, finanziamenti per produzione di energie alternative, compenso minimo garantito per tutti i disoccupati che lavorano 3 ore al giorno in attività socialmente rilevanti 10 non abbiamo bisogno di un Obama ma di tanti piccoli &#8220;noi stessi&#8221; che vogliono fare semplicemente del loro meglio per gli altri walter</p>
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		Di: eli		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-visione-e-berluschinismo/#comment-3388</link>

		<dc:creator><![CDATA[eli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima di tutto sento di dover fare una precisazione. Non appartengo alla categoria dei comunicatori né a quella dei creativi. Sono un’appassionata, molto appassionata, di queste materie. In questo luogo io mi sento bene e cerco di dare il mio contributo con una prospettiva che parte più o meno dall’altezza dell’oblò della lavatrice. Forse ho già detto che una delle manifestazioni dell’età che avanza è per me rappresentato da un’idea forse un po’ ossessiva che mi preoccupa: il dubbio che ai miei nipoti non sia concesso il libero pensiero. Non intendo la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero, ma la possibilità concreta di formulare un pensiero autonomo, una propria visione del mondo basandosi su studio riflessione ed esperienza accumulata in veste di soggetto storico. Tutto questo per arrivare a dire che sono ferma a Vasta, alla gelatina e al circolo dei lettori di Torino. Poi cercherò le risposte dal punto di vista della visione, per ora dico soltanto che il concetto di ridefinire, sottrarre forme all’indistinto mi sembra meriti grande attenzione perché la gelatina è davvero un pericolo in agguato. elisabetta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di tutto sento di dover fare una precisazione. Non appartengo alla categoria dei comunicatori né a quella dei creativi. Sono un’appassionata, molto appassionata, di queste materie. In questo luogo io mi sento bene e cerco di dare il mio contributo con una prospettiva che parte più o meno dall’altezza dell’oblò della lavatrice. Forse ho già detto che una delle manifestazioni dell’età che avanza è per me rappresentato da un’idea forse un po’ ossessiva che mi preoccupa: il dubbio che ai miei nipoti non sia concesso il libero pensiero. Non intendo la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero, ma la possibilità concreta di formulare un pensiero autonomo, una propria visione del mondo basandosi su studio riflessione ed esperienza accumulata in veste di soggetto storico. Tutto questo per arrivare a dire che sono ferma a Vasta, alla gelatina e al circolo dei lettori di Torino. Poi cercherò le risposte dal punto di vista della visione, per ora dico soltanto che il concetto di ridefinire, sottrarre forme all’indistinto mi sembra meriti grande attenzione perché la gelatina è davvero un pericolo in agguato. elisabetta</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-visione-e-berluschinismo/#comment-3387</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[1)L’ antiberlusconismo per me è una questione prettamente culturale. Dal punto di vista politico, per me è la logica conseguenza del fatto di essere di sinistra da sempre. Anzi, dirò di più, comunista. Non sono leninista, stalinista, castrista etc. Non vorrei neanche stare a spiegare che cosa significa essere di sinistra o comunista, ma mi toccherebbe, perché non posso negare la sovversione semantica e culturale, prima ancora che politica e sociale, che oggi ci ha portato a questa ineffabilità iperbolica. Stringendo al massimo, dirò che ritengo l’interesse collettivo superiore all’interesse individuale: e nonostante questa gerarchia, ritengo perfino compatibili entrambi. Cioè, nessun sacrificio in nome della collettività, semmai l’opposto: una struttura sociale funzionante e veramente democratica non sarebbe forse la garanzia migliore di tutela ed eque possibilità per ogni individuo? Il lato buono della situazione è che nel mondo stiamo decisamente andando nella direzione in cui tutto riguarda tutti e, quindi, è richiesta esplicitamente una visione comune: la salvaguardia dell’ambiente, la gestione delle risorse, l’open source ed il crowdsourcing, tanto per fare un bello zibaldone che, spero, renda il concetto. Il lato pessimistico è che in Italia, ma non solo, stiamo andando nella direzione opposta. L’individualismo è spinto al massimo grado - con picchi parossistici che riguardano la recente attività legislativa del nostro parlamento - e senza neanche avere la spinta propulsiva del boom economico degli anni ‘60. 2)Non lo so. 3)vedi punto 9 4) Per me la globalizzazione potrebbe essere finanche una bella opportunità, a meno che non la si confonda con la Blobalizzazione che fagocita tutte le diversità. 5) La meritocrazia purtroppo esiste. E’ la scala dei meriti che andrebbe rivista. A me, comunque, è un sistema che piace poco. Perché presuppone sempre che qualcuno stabilisca che cos’è merito e che cosa non lo è. Se ne potrebbe parlare solo dopo aver realizzato una vera parità sociale. 6) Non lo so. 7) Il problema riguarda ormai l’assenza globale dell’attività politica in genere. Vilipesa, irrisa, esautorata, fraintesa, stravolta, la politica ormai non esiste più. E la maggioranza ne è contenta. 8)Non lo so. 9) http://www.appellodeglieconomisti.com/ Ritengo tuttora valido questo appello del 2006, anche se allora non si parlava ancora di crisi. Ma glisso, perché sulla crisi avrei qualcosa da ridire… 10)No, e anche su Obama avrei da ridire. Quanto a carisma e popolarità, mi sembrano doti più adatte per condurre uno show… Idee, cultura, capacità mi sembrerebbero un presupposto migliore. Eleonora]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1)L’ antiberlusconismo per me è una questione prettamente culturale. Dal punto di vista politico, per me è la logica conseguenza del fatto di essere di sinistra da sempre. Anzi, dirò di più, comunista. Non sono leninista, stalinista, castrista etc. Non vorrei neanche stare a spiegare che cosa significa essere di sinistra o comunista, ma mi toccherebbe, perché non posso negare la sovversione semantica e culturale, prima ancora che politica e sociale, che oggi ci ha portato a questa ineffabilità iperbolica. Stringendo al massimo, dirò che ritengo l’interesse collettivo superiore all’interesse individuale: e nonostante questa gerarchia, ritengo perfino compatibili entrambi. Cioè, nessun sacrificio in nome della collettività, semmai l’opposto: una struttura sociale funzionante e veramente democratica non sarebbe forse la garanzia migliore di tutela ed eque possibilità per ogni individuo? Il lato buono della situazione è che nel mondo stiamo decisamente andando nella direzione in cui tutto riguarda tutti e, quindi, è richiesta esplicitamente una visione comune: la salvaguardia dell’ambiente, la gestione delle risorse, l’open source ed il crowdsourcing, tanto per fare un bello zibaldone che, spero, renda il concetto. Il lato pessimistico è che in Italia, ma non solo, stiamo andando nella direzione opposta. L’individualismo è spinto al massimo grado &#8211; con picchi parossistici che riguardano la recente attività legislativa del nostro parlamento &#8211; e senza neanche avere la spinta propulsiva del boom economico degli anni ‘60. 2)Non lo so. 3)vedi punto 9 4) Per me la globalizzazione potrebbe essere finanche una bella opportunità, a meno che non la si confonda con la Blobalizzazione che fagocita tutte le diversità. 5) La meritocrazia purtroppo esiste. E’ la scala dei meriti che andrebbe rivista. A me, comunque, è un sistema che piace poco. Perché presuppone sempre che qualcuno stabilisca che cos’è merito e che cosa non lo è. Se ne potrebbe parlare solo dopo aver realizzato una vera parità sociale. 6) Non lo so. 7) Il problema riguarda ormai l’assenza globale dell’attività politica in genere. Vilipesa, irrisa, esautorata, fraintesa, stravolta, la politica ormai non esiste più. E la maggioranza ne è contenta. 8)Non lo so. 9) <a href="http://www.appellodeglieconomisti.com/" rel="nofollow ugc">http://www.appellodeglieconomisti.com/</a> Ritengo tuttora valido questo appello del 2006, anche se allora non si parlava ancora di crisi. Ma glisso, perché sulla crisi avrei qualcosa da ridire… 10)No, e anche su Obama avrei da ridire. Quanto a carisma e popolarità, mi sembrano doti più adatte per condurre uno show… Idee, cultura, capacità mi sembrerebbero un presupposto migliore. Eleonora</p>
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		<title>
		Di: gabri		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-visione-e-berluschinismo/#comment-3386</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per me i valori politici sono quelli espressi dalla Costituzione; se qualcuno mi spiega che sono superati, se ne può discutere. In dettaglio sono irrinunciabili la libertà e la solidarietà, legati indissolubilmente tra loro come un matrimonio d&#039;altri tempi. Secondo me, tra i due valori il divorzio &quot;non s&#039;ha da fare&quot;, se no va tutto a pallino. Come dire: Valuto la mia libertà, la tua e quella degli altri, alla luce del patto di solidarietà che ci unisce -per quanto umanamente si può, ma senza tante debolezze. Solidarietà è una parola desueta. Nessuno la pronuncia e pochi la praticano. Quella che è molto praticata è la complicità ( conventicole, mafie, massonerie, cordate, branchi, curve, comitive e merendate), che ha lo sbocco negli integralismi di ogni genere e, sul piano della pratica quotidiana, nell&#039;individuazione del nemico e nel rifiuto come prima mossa. Direi che c&#039;è bisogno di un reset: con un lavoro costante, quotidiano, paziente e consapevole, dovremmo conoscere e vagliare se ci è rimasta qualche capacità di aprirci agli altri, aldilà dei nostri comodi, dannati integralismi, degli stereotipi, delle etichette ( darle &quot; è sempre da coglioni&quot;, per chi ricorda le canzoni di lotta), fottendocene delle eventuali fregature, che bisogna mettere nel conto. Non mi pare infatti che sia il tempo della prudenza. Sul piano pubblico, raccogliendo il suggerimento di Antonio, butto là un&#039;idea : lanciare un &quot; Manifesto di solidarietà per chi ha perduto il lavoro&quot; aperto, apartitico, popolare, senza precisa proposta politica- l&#039;iniziativa in sé ha già una valenza politica basilare. Il tutto on line? Termino qui, ma se ne può riparlare. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per me i valori politici sono quelli espressi dalla Costituzione; se qualcuno mi spiega che sono superati, se ne può discutere. In dettaglio sono irrinunciabili la libertà e la solidarietà, legati indissolubilmente tra loro come un matrimonio d&#8217;altri tempi. Secondo me, tra i due valori il divorzio &#8220;non s&#8217;ha da fare&#8221;, se no va tutto a pallino. Come dire: Valuto la mia libertà, la tua e quella degli altri, alla luce del patto di solidarietà che ci unisce -per quanto umanamente si può, ma senza tante debolezze. Solidarietà è una parola desueta. Nessuno la pronuncia e pochi la praticano. Quella che è molto praticata è la complicità ( conventicole, mafie, massonerie, cordate, branchi, curve, comitive e merendate), che ha lo sbocco negli integralismi di ogni genere e, sul piano della pratica quotidiana, nell&#8217;individuazione del nemico e nel rifiuto come prima mossa. Direi che c&#8217;è bisogno di un reset: con un lavoro costante, quotidiano, paziente e consapevole, dovremmo conoscere e vagliare se ci è rimasta qualche capacità di aprirci agli altri, aldilà dei nostri comodi, dannati integralismi, degli stereotipi, delle etichette ( darle &#8221; è sempre da coglioni&#8221;, per chi ricorda le canzoni di lotta), fottendocene delle eventuali fregature, che bisogna mettere nel conto. Non mi pare infatti che sia il tempo della prudenza. Sul piano pubblico, raccogliendo il suggerimento di Antonio, butto là un&#8217;idea : lanciare un &#8221; Manifesto di solidarietà per chi ha perduto il lavoro&#8221; aperto, apartitico, popolare, senza precisa proposta politica- l&#8217;iniziativa in sé ha già una valenza politica basilare. Il tutto on line? Termino qui, ma se ne può riparlare. </p>
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		<title>
		Di: PAOLO GHIAZZA		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PAOLO GHIAZZA]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[1. Non trovo corretto chiudere la domanda con &quot;al di là dell&#039;anti berlusconismo&quot;, non è un valore politico. Direi comunque l&#039;equità, più equilibrio tra classi sociali che devono comunque stare bene. L&#039;ascolto è un mio valore politico. Il contraddittorio. La divergenza d&#039;opinione ben gestita. Ma soprattutto uno è il valore al centro di tutto: l&#039;opposizione al governo, sinonimo di democrazia, il suo significato vero che è volto a costruire più che a protestare. Da noi va recuperato, perchè è scomparso. 2. Appunto perchè non c&#039;era e se c&#039;era aveva interessi condivisi. Ancora oggi non c&#039;è. 3. E&#039; una società che se non recupera i valori (ed è superfluo li elenchi) così come un minimo di etica, non potrà progredire. La giustizia sociale non è un modulo nè un vademecum, nemmeno se è scritto sul marmo. Voi conoscete un ricco potente che abbia mai dovuto soggiacere alle leggi?! 4. La globalizzazione è la conseguenza di un mondo governato da 10 persone che hanno fondato da tempo la loro personale spa. L&#039;Italia la vive come qualunque paese del mondo. 5. Non ho nessuna possibilità di suggerire nulla perchè vedo in giro pochi spunti. Lasciare l&#039;Italia è sbagliato come approccio, io dico ai miei figli di non lasciare un bel nulla ma di andarsene prima possibile per vedere e imparare vedendo cosa c&#039;è in giro per il mondo, poi possono anche ritornare! 6. Non è possibile nel modo più assoluto: il sistema è blindato da chi governa il paese in associazione con chi è contro di loro e con chi gestisce ogni forma di malaffare, aggiungete il vaticano e la frittata è pronta. 7. Come ho già detto in Italia no c&#039;è nessuna opposizione concreta. 8. Non trovo che non ci sia reale interesse. 9. Scuola, sanità, persone indigenti. 10. Non lo vedo ma non è detto non ci sia. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1. Non trovo corretto chiudere la domanda con &#8220;al di là dell&#8217;anti berlusconismo&#8221;, non è un valore politico. Direi comunque l&#8217;equità, più equilibrio tra classi sociali che devono comunque stare bene. L&#8217;ascolto è un mio valore politico. Il contraddittorio. La divergenza d&#8217;opinione ben gestita. Ma soprattutto uno è il valore al centro di tutto: l&#8217;opposizione al governo, sinonimo di democrazia, il suo significato vero che è volto a costruire più che a protestare. Da noi va recuperato, perchè è scomparso. 2. Appunto perchè non c&#8217;era e se c&#8217;era aveva interessi condivisi. Ancora oggi non c&#8217;è. 3. E&#8217; una società che se non recupera i valori (ed è superfluo li elenchi) così come un minimo di etica, non potrà progredire. La giustizia sociale non è un modulo nè un vademecum, nemmeno se è scritto sul marmo. Voi conoscete un ricco potente che abbia mai dovuto soggiacere alle leggi?! 4. La globalizzazione è la conseguenza di un mondo governato da 10 persone che hanno fondato da tempo la loro personale spa. L&#8217;Italia la vive come qualunque paese del mondo. 5. Non ho nessuna possibilità di suggerire nulla perchè vedo in giro pochi spunti. Lasciare l&#8217;Italia è sbagliato come approccio, io dico ai miei figli di non lasciare un bel nulla ma di andarsene prima possibile per vedere e imparare vedendo cosa c&#8217;è in giro per il mondo, poi possono anche ritornare! 6. Non è possibile nel modo più assoluto: il sistema è blindato da chi governa il paese in associazione con chi è contro di loro e con chi gestisce ogni forma di malaffare, aggiungete il vaticano e la frittata è pronta. 7. Come ho già detto in Italia no c&#8217;è nessuna opposizione concreta. 8. Non trovo che non ci sia reale interesse. 9. Scuola, sanità, persone indigenti. 10. Non lo vedo ma non è detto non ci sia. </p>
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		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-visione-e-berluschinismo/#comment-3384</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LA DIFFERENZA TRA DIBATTITO E &quot;CALL FOR IDEAS&quot; L&#039;idea non era quella di aprire l&#039;ennesimo dibattito (siamo bravissimi a dibattere, e a dibatterci...). Ma di provare, su un sito minuscolo ma civile, a mettere insieme una visione collettiva (e, ripeto, aperta a ogni civile e articolato contributo: è dalle opinioni differenti che si può imparare qualcosa) a partire da dieci questioni precise. Se il numero di risposte è sufficiente prometto di impegnarmi in una sintesi. Nel problem solving, e dopo aver riconosciuto che un problema effettivamente c&#039;è, è buona norma definire con chiarezza PRIMA qual è lo stato desiderato, e poi procedere nell&#039;individuare le operazioni necessarie per raggiungerlo. Senza aver fatto quel lavoro, che è impegnativo, il rischio è di agitarsi a vuoto. E in modo caotico, perché manca un obiettivo condiviso. E&#039; esattamente quanto capita con le ripetute manifestazioni di malessere diffuso. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LA DIFFERENZA TRA DIBATTITO E &#8220;CALL FOR IDEAS&#8221; L&#8217;idea non era quella di aprire l&#8217;ennesimo dibattito (siamo bravissimi a dibattere, e a dibatterci&#8230;). Ma di provare, su un sito minuscolo ma civile, a mettere insieme una visione collettiva (e, ripeto, aperta a ogni civile e articolato contributo: è dalle opinioni differenti che si può imparare qualcosa) a partire da dieci questioni precise. Se il numero di risposte è sufficiente prometto di impegnarmi in una sintesi. Nel problem solving, e dopo aver riconosciuto che un problema effettivamente c&#8217;è, è buona norma definire con chiarezza PRIMA qual è lo stato desiderato, e poi procedere nell&#8217;individuare le operazioni necessarie per raggiungerlo. Senza aver fatto quel lavoro, che è impegnativo, il rischio è di agitarsi a vuoto. E in modo caotico, perché manca un obiettivo condiviso. E&#8217; esattamente quanto capita con le ripetute manifestazioni di malessere diffuso. </p>
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		<title>
		Di: Graziano		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-visione-e-berluschinismo/#comment-3383</link>

		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavo apprestandomi a preparare le mie risposte ma, poi, ho letto il post di Antonio, che non conosco. E il suo post mi ha convinto. Soprattutto nella frase &quot;la rete è piena di dibattiti&quot;. Che, aggiungo io, pur portando, a volte, idee, non portano a niente altro (forse ulteriore senso di frustrazione...). Già in altri post, su queste pagine, ho espresso le stesse considerazioni. Ma, è ovvio, la cosa che più mi trova d&#039;accordo è il tentativo di dare una risposta alla domanda chiave: quindi, ragazzi, che si fa? E siccome Move On non abbiamo la forza di farlo io trovo condivisibile la proposta di Antonio. Che faccio mia, asciugandola ulteriormente, e chiedendo ad Annamaria di farsene carico (ehm, ehm...) Siamo in grado di immaginare ora, subito, una iniziativa politico/culturale che abbia la possibilità di rendere visibile questo malessere diffuso concentrandolo su una sola azione concreta? Può, una community di comunicatori e creativi, immaginare una campagna, un&#039;idea, una mobilitazione che abbia uno sbocco certo. Qualcosa prevista dal nostro ordinamento costituzionale che possa partire dal basso ed avere successo su un solo obiettivo chiaro e in un orizzonte temporale certo? Forza con le idee... Butto lì, in modo embrionale, la mia (non mi cazziate, ho scritto embrionale...). Definiamo le cinque/sette regole per la nuova politica e facciamole diventare il nostro manifesto. Troveremo, poi, il modo di comunicarlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stavo apprestandomi a preparare le mie risposte ma, poi, ho letto il post di Antonio, che non conosco. E il suo post mi ha convinto. Soprattutto nella frase &#8220;la rete è piena di dibattiti&#8221;. Che, aggiungo io, pur portando, a volte, idee, non portano a niente altro (forse ulteriore senso di frustrazione&#8230;). Già in altri post, su queste pagine, ho espresso le stesse considerazioni. Ma, è ovvio, la cosa che più mi trova d&#8217;accordo è il tentativo di dare una risposta alla domanda chiave: quindi, ragazzi, che si fa? E siccome Move On non abbiamo la forza di farlo io trovo condivisibile la proposta di Antonio. Che faccio mia, asciugandola ulteriormente, e chiedendo ad Annamaria di farsene carico (ehm, ehm&#8230;) Siamo in grado di immaginare ora, subito, una iniziativa politico/culturale che abbia la possibilità di rendere visibile questo malessere diffuso concentrandolo su una sola azione concreta? Può, una community di comunicatori e creativi, immaginare una campagna, un&#8217;idea, una mobilitazione che abbia uno sbocco certo. Qualcosa prevista dal nostro ordinamento costituzionale che possa partire dal basso ed avere successo su un solo obiettivo chiaro e in un orizzonte temporale certo? Forza con le idee&#8230; Butto lì, in modo embrionale, la mia (non mi cazziate, ho scritto embrionale&#8230;). Definiamo le cinque/sette regole per la nuova politica e facciamole diventare il nostro manifesto. Troveremo, poi, il modo di comunicarlo.</p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-visione-e-berluschinismo/#comment-3382</link>

		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Annamaria, immagino che se anche NU decide di prendere di petto questo tema ed entra dritto dritto in un dibattito che si va facendo ogni giorno che passa più feroce, è perché l&#039;urgenza di organizzare una reazione culturale e politica, una visione appunto, è sentita ormai come irrimandabile. A questa conclusione siamo arrivati in tanti ma è come se la frantumazione del quadro sia giunta ad un livello così profondo da non consentire di ricollegare i pezzi ma renda necessario ridisegnarlo, superando con una visione nuova e di lungo periodo l&#039;immobilismo, l&#039;incapacità e la dabbenaggine dell&#039;attuale opposizione politica al &quot;sistema berlusconiano&quot;. Opposizione che, dovendoci rappresentare, non è stata in grado di far valere un modello antagonista altrettanto forte, chiaro ed attraente. E&#039; nato prima Berlusconi o il berlusconismo? In questo nostro irriconoscibile paese una domanda del genere credo sia ormai superflua. Berlusconi ha dato sostanza, forza e vita ad una natura storicamente affermata nel dna del nostro popolo o, per tentare di dirla meglio, ad una sua pulsione maggioritaria, il populismo. Il modello culturale della tv commerciale dell&#039;ultimo ventennio ha realizzato il resto. Il televoto di Sanremo di poche ore fa ne ha certificato l&#039;avvenuta trasformazione antropologica. Naturalmente non diciamo che l&#039;Italia prima di Berlusconi fosse un giardino ma, sicuramente, la presenza di partiti realmente popolari e radicati come la DC e il PCI e i movimenti laici minoritari, avevano reso la dialettica politica degli anni della prima repubblica, conflittuale ma progressiva, dura per il forte contrasto politico tra le ideologie ma costruttiva, culturalmente viva e avvincente. Con il berlusconismo la politica ha subito un ribaltamento di percezione e di visione, costringendoci a misurarci tutti con i sogni e le fisime del ricchissimo e potentissimo tycoon italiano. Siamo ormai un paese nuovo ma brutto e poco moderno. Allora, cara Annamaria credo che rispondere alle 10 legittime domande poste dal giornale inglese al PD italiano sia ormai insufficiente, superfluo, quasi inutile. Sono sicuro, infatti, che gli amici di NU, su quei temi, abbiano le idee abbastanza chiare. La loro sensibilità civile e sociale si è espressa in tante occasioni. Ne uscirà un libro dei sogni, un programma politico che avrebbe poi bisogno di trovare una sintesi in una nuova organizzazione. Accade sempre dopo i dibattiti. L&#039;esperienza recente del “movimento viola” lo dimostra. Dopo le adesioni, tantissime, la manifestazione nazionale, bellissima, gratificante ed emotiva cosa si fa? Si evapora? Io vorrei, invece, provare a porre una domanda più semplice ma più sostanziosa vista l&#039;urgenza dell&#039;agire. Siamo in grado di immaginare ora, subito, una iniziativa politico/culturale che abbia la possibilità di rendere visibile questo malessere diffuso concentrandolo su una sola azione concreta? Può, una community di comunicatori e creativi, immaginare una campagna, un&#039;idea, una mobilitazione che abbia uno sbocco certo. Penso ad una legge di iniziativa popolare fatta di un solo articolo, o una azione simbolica che raccolga in maniera visibile e fragorosa il segno di un progetto, di una visione appunto. Qualcosa prevista dal nostro ordinamento costituzionale che possa partire dal basso ed avere successo su un solo obiettivo chiaro e in un orizzonte temporale certo? Non dico una visione completa, ma l&#039;incipit di una nuova visione. La rete è piena di dibattiti. Un saluto Antonio ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Annamaria, immagino che se anche NU decide di prendere di petto questo tema ed entra dritto dritto in un dibattito che si va facendo ogni giorno che passa più feroce, è perché l&#8217;urgenza di organizzare una reazione culturale e politica, una visione appunto, è sentita ormai come irrimandabile. A questa conclusione siamo arrivati in tanti ma è come se la frantumazione del quadro sia giunta ad un livello così profondo da non consentire di ricollegare i pezzi ma renda necessario ridisegnarlo, superando con una visione nuova e di lungo periodo l&#8217;immobilismo, l&#8217;incapacità e la dabbenaggine dell&#8217;attuale opposizione politica al &#8220;sistema berlusconiano&#8221;. Opposizione che, dovendoci rappresentare, non è stata in grado di far valere un modello antagonista altrettanto forte, chiaro ed attraente. E&#8217; nato prima Berlusconi o il berlusconismo? In questo nostro irriconoscibile paese una domanda del genere credo sia ormai superflua. Berlusconi ha dato sostanza, forza e vita ad una natura storicamente affermata nel dna del nostro popolo o, per tentare di dirla meglio, ad una sua pulsione maggioritaria, il populismo. Il modello culturale della tv commerciale dell&#8217;ultimo ventennio ha realizzato il resto. Il televoto di Sanremo di poche ore fa ne ha certificato l&#8217;avvenuta trasformazione antropologica. Naturalmente non diciamo che l&#8217;Italia prima di Berlusconi fosse un giardino ma, sicuramente, la presenza di partiti realmente popolari e radicati come la DC e il PCI e i movimenti laici minoritari, avevano reso la dialettica politica degli anni della prima repubblica, conflittuale ma progressiva, dura per il forte contrasto politico tra le ideologie ma costruttiva, culturalmente viva e avvincente. Con il berlusconismo la politica ha subito un ribaltamento di percezione e di visione, costringendoci a misurarci tutti con i sogni e le fisime del ricchissimo e potentissimo tycoon italiano. Siamo ormai un paese nuovo ma brutto e poco moderno. Allora, cara Annamaria credo che rispondere alle 10 legittime domande poste dal giornale inglese al PD italiano sia ormai insufficiente, superfluo, quasi inutile. Sono sicuro, infatti, che gli amici di NU, su quei temi, abbiano le idee abbastanza chiare. La loro sensibilità civile e sociale si è espressa in tante occasioni. Ne uscirà un libro dei sogni, un programma politico che avrebbe poi bisogno di trovare una sintesi in una nuova organizzazione. Accade sempre dopo i dibattiti. L&#8217;esperienza recente del “movimento viola” lo dimostra. Dopo le adesioni, tantissime, la manifestazione nazionale, bellissima, gratificante ed emotiva cosa si fa? Si evapora? Io vorrei, invece, provare a porre una domanda più semplice ma più sostanziosa vista l&#8217;urgenza dell&#8217;agire. Siamo in grado di immaginare ora, subito, una iniziativa politico/culturale che abbia la possibilità di rendere visibile questo malessere diffuso concentrandolo su una sola azione concreta? Può, una community di comunicatori e creativi, immaginare una campagna, un&#8217;idea, una mobilitazione che abbia uno sbocco certo. Penso ad una legge di iniziativa popolare fatta di un solo articolo, o una azione simbolica che raccolga in maniera visibile e fragorosa il segno di un progetto, di una visione appunto. Qualcosa prevista dal nostro ordinamento costituzionale che possa partire dal basso ed avere successo su un solo obiettivo chiaro e in un orizzonte temporale certo? Non dico una visione completa, ma l&#8217;incipit di una nuova visione. La rete è piena di dibattiti. Un saluto Antonio </p>
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		<title>
		Di: gabri		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-visione-e-berluschinismo/#comment-3381</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quanto tempo ci dai per rispondere? Perché bisogna pensarci. Come premessa però devo dirvi quanto mi bruci che gli inglesi (popolo che ammiro: mascalzoni come gli altri, ma di uno stile che ha della sostanza), gli inglesi, dunque, ci rivolgano queste domande, a noi, gli italiani, che fino a 30 anni fa&#039; eravamo il popolo più politicizzato d&#039;Europa, ( &quot;troppo&quot;, pensavano ), e con valori politici ben definiti e provati col fuoco. Bisogna assolutamente rimontare; a presto le mie proposte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto tempo ci dai per rispondere? Perché bisogna pensarci. Come premessa però devo dirvi quanto mi bruci che gli inglesi (popolo che ammiro: mascalzoni come gli altri, ma di uno stile che ha della sostanza), gli inglesi, dunque, ci rivolgano queste domande, a noi, gli italiani, che fino a 30 anni fa&#8217; eravamo il popolo più politicizzato d&#8217;Europa, ( &#8220;troppo&#8221;, pensavano ), e con valori politici ben definiti e provati col fuoco. Bisogna assolutamente rimontare; a presto le mie proposte.</p>
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		<title>
		Di: MISTERODELLASEDE		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-visione-e-berluschinismo/#comment-3380</link>

		<dc:creator><![CDATA[MISTERODELLASEDE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[1 rifiuto l&#039;etichetta di antiB e anzi, la maggioranza dei suoi valori sono anche miei. 2 leggete i giornali. 3 La democrazia costituzionale è l&#039;involucro formale che continuo a preferire. Vorrei crescesse maggiormente la sua legittimità attraverso una maggiore consapevolezza popolare. 4 come un bicchiere d&#039;acqua agitato da cucchiaino di dio. L&#039;Italia è il pezzetto staccatosi da una compressa efferfescente più grossa 5 incentivando l&#039;uso delle tecnologie a favore dello spionaggio etico: generare un controllo sociale che spinga &#039;loro&#039; a lasciare il paese. 6 con il consenso popolare e degli organi di garanzia. si. 7 no 8 domanda tendenziosa che parte da un presupposto falso. 9 attiverei un poderoso progetto a favore delle donne povere 10 forse]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1 rifiuto l&#8217;etichetta di antiB e anzi, la maggioranza dei suoi valori sono anche miei. 2 leggete i giornali. 3 La democrazia costituzionale è l&#8217;involucro formale che continuo a preferire. Vorrei crescesse maggiormente la sua legittimità attraverso una maggiore consapevolezza popolare. 4 come un bicchiere d&#8217;acqua agitato da cucchiaino di dio. L&#8217;Italia è il pezzetto staccatosi da una compressa efferfescente più grossa 5 incentivando l&#8217;uso delle tecnologie a favore dello spionaggio etico: generare un controllo sociale che spinga &#8216;loro&#8217; a lasciare il paese. 6 con il consenso popolare e degli organi di garanzia. si. 7 no 8 domanda tendenziosa che parte da un presupposto falso. 9 attiverei un poderoso progetto a favore delle donne povere 10 forse</p>
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		<title>
		Di: Graziano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grande Annamaria! Risponderò, per parte mia, ma &quot;it takes time&quot;! Ma tu, non mollare e teniamo traccia delle risposte. Cercherò di coinvolgere altri amici e avere le loro risposte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande Annamaria! Risponderò, per parte mia, ma &#8220;it takes time&#8221;! Ma tu, non mollare e teniamo traccia delle risposte. Cercherò di coinvolgere altri amici e avere le loro risposte.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-visione-e-berluschinismo/#comment-3378</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[DOMANDE E RISPOSTE Dunque... siccome per dare risposte bisogna prima sapere qual è la domanda, ricopio le dieci domande qui sotto, invitandovi comunque a un clic sui link. Riusciamo a produrre qualche risposta pertinente, originale e utile, magari rispondendo a una domanda alla volta? E magari cominciando dalla prima, che è una domandona? Dai... è un bell&#039;esercizio di visione. E, se ci riusciamo, anche un piccolo esercizio di civiltà. 1 quali sono i vostri principali valori politici al di là dell’anti berlusconismo? 2 perché quando l’opposizione ha avuto la possibilità di governare non ha regolamentato il conflitto di interessi? 3 quale è la visione della società italiana del futuro e per quale tipo di giustizia sociale vi schierate? 4 qual è la vostra visione della globalizzazione e come vedete l’Italia in essa? 5 come pensate di aumentare le possibilità a disposizione dei giovani in una prospettiva meritocratica e qual è la vostra risposta alla lettera di Pier Lugi Celli che invitava il figlio al lasciare l’Italia? 6 Sarete in grado di apportare serie riforme della classe politica in termini di: numero dei parlamentari; immunità legali; presenza di parlamentari con problemi giudiziari; costi della politica 7 è possibile che l’inesistenza di un governo ombra o il fallimento nel tentativo di crearlo comunichi agli elettori l’assenza di un governo alternativo in attesa e quindi comunichi la non presenza di un’opposizione ufficiale in Italia? 8 perché non c’è un reale interesse e capacità nell’usare i nuovi media? 9 Se aveste un miliardo di euro di risorse extra come le utilizzereste? Ricerca universitari, Scuola, riduzione del debito pubblico, rafforzamento delle forze di polizia, stimolo alle imprese, tutela del lavoro? 10 Avete un Obama capace di sfidare Berlusconi in carisma e popolarità ma al tempo stesso di creare una visione e un sogno per gli elettori che vi dovrebbero votare? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DOMANDE E RISPOSTE Dunque&#8230; siccome per dare risposte bisogna prima sapere qual è la domanda, ricopio le dieci domande qui sotto, invitandovi comunque a un clic sui link. Riusciamo a produrre qualche risposta pertinente, originale e utile, magari rispondendo a una domanda alla volta? E magari cominciando dalla prima, che è una domandona? Dai&#8230; è un bell&#8217;esercizio di visione. E, se ci riusciamo, anche un piccolo esercizio di civiltà. 1 quali sono i vostri principali valori politici al di là dell’anti berlusconismo? 2 perché quando l’opposizione ha avuto la possibilità di governare non ha regolamentato il conflitto di interessi? 3 quale è la visione della società italiana del futuro e per quale tipo di giustizia sociale vi schierate? 4 qual è la vostra visione della globalizzazione e come vedete l’Italia in essa? 5 come pensate di aumentare le possibilità a disposizione dei giovani in una prospettiva meritocratica e qual è la vostra risposta alla lettera di Pier Lugi Celli che invitava il figlio al lasciare l’Italia? 6 Sarete in grado di apportare serie riforme della classe politica in termini di: numero dei parlamentari; immunità legali; presenza di parlamentari con problemi giudiziari; costi della politica 7 è possibile che l’inesistenza di un governo ombra o il fallimento nel tentativo di crearlo comunichi agli elettori l’assenza di un governo alternativo in attesa e quindi comunichi la non presenza di un’opposizione ufficiale in Italia? 8 perché non c’è un reale interesse e capacità nell’usare i nuovi media? 9 Se aveste un miliardo di euro di risorse extra come le utilizzereste? Ricerca universitari, Scuola, riduzione del debito pubblico, rafforzamento delle forze di polizia, stimolo alle imprese, tutela del lavoro? 10 Avete un Obama capace di sfidare Berlusconi in carisma e popolarità ma al tempo stesso di creare una visione e un sogno per gli elettori che vi dovrebbero votare? </p>
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			</item>
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		<title>
		Di: MISTERODELLASEDE		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/creativita-visione-e-berluschinismo/#comment-3377</link>

		<dc:creator><![CDATA[MISTERODELLASEDE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aneddoto: (siamo a Torino) la figlia di Veronica ha 6 anni; il bagno della scuola era sporco e lei avrebbe avuto proprio bisogno di usarlo. Ha chiamato il bidello, il bidello ha accertato, s&#039;è organizzato e ha pulito. La figlia di Veronica, nel frattempo, si è fatta la cacca addosso. Fortunatamente tra vent&#039;anni potrà andare a fare i suoi bisogni anche Lione. Infatti gli italiani di potere (al governo e non) hanno capito che l&#039;alta velocità viene prima della scuola, della casa, della salute e dell&#039;ambiente. Per questi qua - fondati dalla mafia o no - l&#039;etica è un&#039;etichetta. Ridano o piangano ... siamo italiani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aneddoto: (siamo a Torino) la figlia di Veronica ha 6 anni; il bagno della scuola era sporco e lei avrebbe avuto proprio bisogno di usarlo. Ha chiamato il bidello, il bidello ha accertato, s&#8217;è organizzato e ha pulito. La figlia di Veronica, nel frattempo, si è fatta la cacca addosso. Fortunatamente tra vent&#8217;anni potrà andare a fare i suoi bisogni anche Lione. Infatti gli italiani di potere (al governo e non) hanno capito che l&#8217;alta velocità viene prima della scuola, della casa, della salute e dell&#8217;ambiente. Per questi qua &#8211; fondati dalla mafia o no &#8211; l&#8217;etica è un&#8217;etichetta. Ridano o piangano &#8230; siamo italiani</p>
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