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	Commenti a: Curiosità e pensiero critico: due strumenti necessari in rete	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Maria Giuseppe		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 10:57:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Invalsi di italiano 2025.
tanta roba
amongus]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Invalsi di italiano 2025.<br />
tanta roba<br />
amongus</p>
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		<title>
		Di: Patrizia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Patrizia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Aug 2017 13:18:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Penso che chi ha spirito critico possa riuscire a mantenerlo anche attraverso le informazioni che raccoglie dal web. Soprattutto se formato a chiedersi qual è la fonte a cui attinge e chi è la persona che parla. Il problema invece si amplifica per tutti quelli che senso critico non L hanno mai imparato nè sviluppato . Quindi credo che il danno stia nelle premesse: chi legge la marea di roba di cui ci inonda il web? Ma anche chi la commenta e la divulga come verbo . Penso anche che il problema delle vale news di nuovo riproponga quello che anche tu hai evidenziato nei commenti: L emergenza educativa. Formare persone capaci di porsi domande fondamentali per capire ( poi errare sara sempre umano ). Grazie per gli spunti e L opportunità di dibattito]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che chi ha spirito critico possa riuscire a mantenerlo anche attraverso le informazioni che raccoglie dal web. Soprattutto se formato a chiedersi qual è la fonte a cui attinge e chi è la persona che parla. Il problema invece si amplifica per tutti quelli che senso critico non L hanno mai imparato nè sviluppato . Quindi credo che il danno stia nelle premesse: chi legge la marea di roba di cui ci inonda il web? Ma anche chi la commenta e la divulga come verbo . Penso anche che il problema delle vale news di nuovo riproponga quello che anche tu hai evidenziato nei commenti: L emergenza educativa. Formare persone capaci di porsi domande fondamentali per capire ( poi errare sara sempre umano ). Grazie per gli spunti e L opportunità di dibattito</p>
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		<title>
		Di: Cornetta Maria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/curiosita-e-pensiero-critico/#comment-155700</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cornetta Maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 17:34:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiungerei una premessa al suo discorso. Come si fa ad incentivare un&#039;informazione più variegata ed opinioni più fluide e duttili nella gente se già la scuola impone parametri rigidi che penalizzano gli studenti dotati di spirito critico? Ai miei tempi (sono piuttosto datata ma non è cambiato molto negli ultimi decenni) i miei compiti in classe d&#039;italiano erano ritenuti geniali ma valutati come tali solo se i contenuti esprimevano un&#039;entusiastica conferma dell&#039;argomento proposto dalla traccia. Capitava che non fossi d&#039;accordo e, pur motivando il dissenso rispettando criteri logici, stilisticamente e grammaticalmente corretti, il voto era basso. Se insistevo nel tentativo di proporre soluzioni non allineate a determinate logiche, mi bollavano con l&#039;accusa di essere ribelle e disfattista. La capacità critica è un&#039;importante premessa per sentirsi liberi e per un&#039; effettiva partecipazione civile alla cultura di un Paese, ma, a quanto pare, siamo ancora lontani dal traguardo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungerei una premessa al suo discorso. Come si fa ad incentivare un&#8217;informazione più variegata ed opinioni più fluide e duttili nella gente se già la scuola impone parametri rigidi che penalizzano gli studenti dotati di spirito critico? Ai miei tempi (sono piuttosto datata ma non è cambiato molto negli ultimi decenni) i miei compiti in classe d&#8217;italiano erano ritenuti geniali ma valutati come tali solo se i contenuti esprimevano un&#8217;entusiastica conferma dell&#8217;argomento proposto dalla traccia. Capitava che non fossi d&#8217;accordo e, pur motivando il dissenso rispettando criteri logici, stilisticamente e grammaticalmente corretti, il voto era basso. Se insistevo nel tentativo di proporre soluzioni non allineate a determinate logiche, mi bollavano con l&#8217;accusa di essere ribelle e disfattista. La capacità critica è un&#8217;importante premessa per sentirsi liberi e per un&#8217; effettiva partecipazione civile alla cultura di un Paese, ma, a quanto pare, siamo ancora lontani dal traguardo.</p>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/curiosita-e-pensiero-critico/#comment-153958</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2016 21:24:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/curiosita-e-pensiero-critico/#comment-153951&quot;&gt;Giacomo LC&lt;/a&gt;.

Ciao Giacomo.
Credo che sia in parte questione di carattere e personalità, in parte questione di ambiente e di educazione. Per esempio: curiosità e pensiero critico dovrebbero (ehm, ehm) svilupparsi anche a scuola. Anzi, forse soprattutto lì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/curiosita-e-pensiero-critico/#comment-153951">Giacomo LC</a>.</p>
<p>Ciao Giacomo.<br />
Credo che sia in parte questione di carattere e personalità, in parte questione di ambiente e di educazione. Per esempio: curiosità e pensiero critico dovrebbero (ehm, ehm) svilupparsi anche a scuola. Anzi, forse soprattutto lì.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Giacomo LC		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/curiosita-e-pensiero-critico/#comment-153951</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giacomo LC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2016 14:19:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sottoscrivo ogni singola parola del tuo articolo, perlomeno concettualmente. Ma c&#039;è qualcosa che non mi torna.
La curiosità e il pensiero critico sono doti che si possono in qualche modo apprendere, o appartengono alla sfera della personalità e del carattere?
In altre parole, diventa sempre più curioso solo chi è già curioso di natura? Essere consapevoli di dover esercitare il pensiero critico, non significa forse che lo si stia già esercitando? 
Spesso mi chiedo se il problema dell&#039;informazione non sia lo scambiare la causa con i sintomi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivo ogni singola parola del tuo articolo, perlomeno concettualmente. Ma c&#8217;è qualcosa che non mi torna.<br />
La curiosità e il pensiero critico sono doti che si possono in qualche modo apprendere, o appartengono alla sfera della personalità e del carattere?<br />
In altre parole, diventa sempre più curioso solo chi è già curioso di natura? Essere consapevoli di dover esercitare il pensiero critico, non significa forse che lo si stia già esercitando?<br />
Spesso mi chiedo se il problema dell&#8217;informazione non sia lo scambiare la causa con i sintomi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fiorella Palomba		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/curiosita-e-pensiero-critico/#comment-153928</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 15:26:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Leggo la tua nota e i link, Annamaria, soprattutto l&#039;articolo di Carlo Rovelli, commovente.

La rete è un giacimento da esplorare. Come? Curiosando  è la tua risposta e, aggiungi,  con pensiero critico.

Personalmente leggo di tutto e credo sia il CASO a prendermi per mano. Certo è un caso che esclude gli imbecilli di cui parlava Umberto Eco, ma sempre caso è.

L&#039;altro giorno mi imbatto in una nota di Luisa Carrada sui Listicle che non avrei mai incontrato intenzionalmente. Mi incuriosisco e approfondisco.

Il pensiero critico è l&#039;altra risorsa e credo che la scuola debba avere questo compito, pena la deriva dell&#039;imbecillità *_*]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo la tua nota e i link, Annamaria, soprattutto l&#8217;articolo di Carlo Rovelli, commovente.</p>
<p>La rete è un giacimento da esplorare. Come? Curiosando  è la tua risposta e, aggiungi,  con pensiero critico.</p>
<p>Personalmente leggo di tutto e credo sia il CASO a prendermi per mano. Certo è un caso che esclude gli imbecilli di cui parlava Umberto Eco, ma sempre caso è.</p>
<p>L&#8217;altro giorno mi imbatto in una nota di Luisa Carrada sui Listicle che non avrei mai incontrato intenzionalmente. Mi incuriosisco e approfondisco.</p>
<p>Il pensiero critico è l&#8217;altra risorsa e credo che la scuola debba avere questo compito, pena la deriva dell&#8217;imbecillità *_*</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/curiosita-e-pensiero-critico/#comment-153926</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 14:01:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/curiosita-e-pensiero-critico/#comment-153921&quot;&gt;Nontelodico&lt;/a&gt;.

Ciao Nontelodico. 
Il tuo punto è interessante, ma ci sono un paio di differenze tra &quot;prima&quot; e &quot;dopo&quot; che val la pena di ricordare.  Comprando un giornale di carta, uno &quot;compra&quot; anche il taglio, più o meno partigiano, che quel giornale dà notizie. Lo &quot;compra&quot; consapevolmente.
In rete è tutto molto più sfumato, perché sia Google sia i social media pre-selezionano per te i contenuti che vedrai. Questa azione è automatica. Vuol dire che da una parte tu nei sei meno consapevole, e dall&#039;altra molto più difficilmente puoi accedere a contenuti che, secondo Google o i social media, non ti sono graditi.
E poi.
E poi in rete c&#039;è il problema dell&#039;impaginazione, che non è irrilevante. Ne ho parlato qui: https://nuovoeutile.it/impaginare-le-notizie/

Tutto questo non significa che non dobbiamo cercare notizie in rete. O che in passato non siano esistite propaganda e disinfoirmazione. Significa che, come sempre e più di prima, dobbiamo chiederci che razza di verità ci trasmette quello che leggiamo. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/curiosita-e-pensiero-critico/#comment-153921">Nontelodico</a>.</p>
<p>Ciao Nontelodico.<br />
Il tuo punto è interessante, ma ci sono un paio di differenze tra &#8220;prima&#8221; e &#8220;dopo&#8221; che val la pena di ricordare.  Comprando un giornale di carta, uno &#8220;compra&#8221; anche il taglio, più o meno partigiano, che quel giornale dà notizie. Lo &#8220;compra&#8221; consapevolmente.<br />
In rete è tutto molto più sfumato, perché sia Google sia i social media pre-selezionano per te i contenuti che vedrai. Questa azione è automatica. Vuol dire che da una parte tu nei sei meno consapevole, e dall&#8217;altra molto più difficilmente puoi accedere a contenuti che, secondo Google o i social media, non ti sono graditi.<br />
E poi.<br />
E poi in rete c&#8217;è il problema dell&#8217;impaginazione, che non è irrilevante. Ne ho parlato qui: <a href="https://nuovoeutile.it/impaginare-le-notizie/" rel="ugc">https://nuovoeutile.it/impaginare-le-notizie/</a></p>
<p>Tutto questo non significa che non dobbiamo cercare notizie in rete. O che in passato non siano esistite propaganda e disinfoirmazione. Significa che, come sempre e più di prima, dobbiamo chiederci che razza di verità ci trasmette quello che leggiamo. 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luisa Torre		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/curiosita-e-pensiero-critico/#comment-153922</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luisa Torre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 10:20:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come sempre si tratta di perle di saggezza che attivano il pensiero e il senso critico, riflessioni non così scontate dai tempi del rischiatutto. Ma l&#039;utilizzo del verbo buggerare, mi riconcilia anche con il vocabolario e le migliaia di parole che vi giacciono inutilizzate e impolverate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre si tratta di perle di saggezza che attivano il pensiero e il senso critico, riflessioni non così scontate dai tempi del rischiatutto. Ma l&#8217;utilizzo del verbo buggerare, mi riconcilia anche con il vocabolario e le migliaia di parole che vi giacciono inutilizzate e impolverate.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nontelodico		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/curiosita-e-pensiero-critico/#comment-153921</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nontelodico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 07:38:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non mi torna, forse semplifico troppo, ma ai tempi della carta stampata, la verità non era quella del proprio giornale? E chi esercitava spirito critico non ne comprava svariati per poter sentire le varie campane?
Dall&#039;articolo del Corriere
&quot;Da anni gli studiosi di comunicazione avvertono che la crisi dei media tradizionali e il crescente uso a fini informativi di social media come quelli di Facebook e Google che fanno arrivare all’utente informazioni e opinioni di taglio gradito, contribuiscono a creare nella mente di molti realtà unilaterali distorte che non tengono conto delle varie facce di un problema.&quot; A me sembra solo una conseguenza, non la causa. La causa, secondo me, è &quot;la crisi di fiducia nelle istituzioni&quot;, quelli che una volta erano il proprio partito, il proprio giornale, i propri punti di riferimento.
Non si sa piu&#039; a chi credere, non sembra esserci niente in cui valga la pena credere, pertanto crediamo a noi stessi, alla nostra pancia, al nostro piccolo branco, e i social media non fanno che rafforzarci in questa prospettiva come, ai tempi dei partiti, i leader rafforzavano il senso di appartenenza ad un&#039;ideologia. 
In quante bugie comuniste o democristiane hanno creduto le generazioni precedenti? In quanti sogni di uguaglianza o di conquista irrealizzabili? 
E adesso estremizzo e provoco: non e&#039; semplicemente che quelli che contavano quando Internet non esisteva, le scaricano addosso la colpa del fatto che stanno perdendo potere e, magari, pure il lavoro? E cosi&#039; come gli operai e gli impiegati, stanno per essere buttati fuori dal mercato a causa dall&#039;automazione introdotta, nel loro caso, dai social network?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi torna, forse semplifico troppo, ma ai tempi della carta stampata, la verità non era quella del proprio giornale? E chi esercitava spirito critico non ne comprava svariati per poter sentire le varie campane?<br />
Dall&#8217;articolo del Corriere<br />
&#8220;Da anni gli studiosi di comunicazione avvertono che la crisi dei media tradizionali e il crescente uso a fini informativi di social media come quelli di Facebook e Google che fanno arrivare all’utente informazioni e opinioni di taglio gradito, contribuiscono a creare nella mente di molti realtà unilaterali distorte che non tengono conto delle varie facce di un problema.&#8221; A me sembra solo una conseguenza, non la causa. La causa, secondo me, è &#8220;la crisi di fiducia nelle istituzioni&#8221;, quelli che una volta erano il proprio partito, il proprio giornale, i propri punti di riferimento.<br />
Non si sa piu&#8217; a chi credere, non sembra esserci niente in cui valga la pena credere, pertanto crediamo a noi stessi, alla nostra pancia, al nostro piccolo branco, e i social media non fanno che rafforzarci in questa prospettiva come, ai tempi dei partiti, i leader rafforzavano il senso di appartenenza ad un&#8217;ideologia.<br />
In quante bugie comuniste o democristiane hanno creduto le generazioni precedenti? In quanti sogni di uguaglianza o di conquista irrealizzabili?<br />
E adesso estremizzo e provoco: non e&#8217; semplicemente che quelli che contavano quando Internet non esisteva, le scaricano addosso la colpa del fatto che stanno perdendo potere e, magari, pure il lavoro? E cosi&#8217; come gli operai e gli impiegati, stanno per essere buttati fuori dal mercato a causa dall&#8217;automazione introdotta, nel loro caso, dai social network?</p>
]]></content:encoded>
		
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