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	Commenti a: Desertificazione: 30 centimetri che cambiano tutto	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Lino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 19:52:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Anna Maria, 
Ho apprezzato, al di là dei contenuti, l’intenzione, assolutamente condivisa, di portare questi temi ad un pubblico ampio e non specificamente tecnico. 
Sono convinto che solo se riusciamo a portare l&#039;argomento fuori dai canali professionali possiamo sperare di sensibilizzare il mondo agricolo.
Semina Diretta 2.0, la società no profit che rappresento, si occupa appunto di &quot;informare&quot;, coinvolgendo tutta la filiera agricola e non, dall&#039;agricoltore al consumatore finale, oltre che &quot;formare&quot;, rivolgendosi ai diretti interessati.
L&#039;argomento su cui puntiamo è la tutela del suolo: sosteniamo la tecnica della &quot;semina diretta&quot;, tecnica che consiste nel seminare senza lavorare minimamente il terreno.
Si apre il solco quanto basta per ospitare il seme e si richiude: tutto qui. Il terreno non viene assolutamente toccato.

Approfitto per dare un contributo.

I due fenomeni che concorrono alla desertificazione, gestione non sostenibile del suolo e cambiamenti climatici,  sono correlati più di quanto si possa pensare.
La semina diretta contribuisce in modo determinante al sequestro di CO2 e protossido di azoto che sono due tra i più potenti gas serra. 
Contribuisce inoltre a tenere il terreno fermo, contrastando i fenomeni di erosione superficiali dovuti all’azione del vento e delle acque, ma anche dell&#039;inquinamento delle acque superficiali (fiumi, laghi, mari).
Ogni anno, in Italia, perdiamo 1 mm di suolo fertile per ettaro e per dare nuovamente fertilità ad 1 cm di terreno occorrono ben 1.000 anni!
La semina diretta è la massima espressione della conservazione del suolo, la tecnica che può  rivendicare in assoluto il massimo contributo al sequestro di gas serra. 
Favorisce, inoltre, la biodiversità presente nel suolo (che ospita un quarto della biodiversità presente sul globo terrestre), la fertilità del terreno, ed evita il compattamento, aiutando il terreno a creare e mantenere nel tempo la giusta struttura.
Legherei il sequestro di CO2 più che ad un suolo “sano”, ad un suolo “fermo”, cioè non rivoltato con le arature.
Anche suoli sani, come erano i nostri qualche anno fa, se arati continuamente, liberano gas serra (CO2 in particolare), ossidando la sostanza organica, con la conseguenza di perdere fertilità e andare incontro a desertificazione.
Sarebbe auspicabile, quindi, non arare il terreno o quantomeno toccarlo il meno possibile.

Per quanto riguarda la comunicazione, inoltre, è opportuno, oggi, informare, più che fare ricerca (anche se questa, ovviamente, non andrebbe mai abbandonata). 
Sono disponibili numerosi studi al riguardo, importanti ed esaustivi, sia nazionali che internazionali. 
Piuttosto andrebbero decodificati e portati fuori dalle loro sedi universitarie.

Argomento acqua e precipitazioni.
La tecnica della semina diretta è una garanzia in caso di mancanza di acqua e di precipitazioni scarse.
Non lavorare il suolo, infatti, contribuisce a mantenere il bagaglio idrico del terreno più a lungo rispetto a terreni lavorati ed arati.
In areali quali quelli del sud Italia, dove sono presenti desertificazione e scarse precipitazioni, questa tecnica andrebbe applicata senza indugio. 

Per ricapitolare.
La tecnica della semina diretta presenta molti vantaggi:
●	ambientali: sequestro di gas serra, contenimento dell’erosione superficiale, incremento della biodiversità, contenimento dell&#039;inquinamento delle acque superficiali
●	agronomici: tutela della fertilità del suolo, contenimento della desertificazione, garanzia di un ciclo fisiologico naturale della coltura
●	sociali: più interesse da parte dei giovani nell’agricoltura 


Un cordiale saluto
Lino Falcone
Semina Diretta 2.0
www.seminadiretta.org]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Anna Maria,<br />
Ho apprezzato, al di là dei contenuti, l’intenzione, assolutamente condivisa, di portare questi temi ad un pubblico ampio e non specificamente tecnico.<br />
Sono convinto che solo se riusciamo a portare l&#8217;argomento fuori dai canali professionali possiamo sperare di sensibilizzare il mondo agricolo.<br />
Semina Diretta 2.0, la società no profit che rappresento, si occupa appunto di &#8220;informare&#8221;, coinvolgendo tutta la filiera agricola e non, dall&#8217;agricoltore al consumatore finale, oltre che &#8220;formare&#8221;, rivolgendosi ai diretti interessati.<br />
L&#8217;argomento su cui puntiamo è la tutela del suolo: sosteniamo la tecnica della &#8220;semina diretta&#8221;, tecnica che consiste nel seminare senza lavorare minimamente il terreno.<br />
Si apre il solco quanto basta per ospitare il seme e si richiude: tutto qui. Il terreno non viene assolutamente toccato.</p>
<p>Approfitto per dare un contributo.</p>
<p>I due fenomeni che concorrono alla desertificazione, gestione non sostenibile del suolo e cambiamenti climatici,  sono correlati più di quanto si possa pensare.<br />
La semina diretta contribuisce in modo determinante al sequestro di CO2 e protossido di azoto che sono due tra i più potenti gas serra.<br />
Contribuisce inoltre a tenere il terreno fermo, contrastando i fenomeni di erosione superficiali dovuti all’azione del vento e delle acque, ma anche dell&#8217;inquinamento delle acque superficiali (fiumi, laghi, mari).<br />
Ogni anno, in Italia, perdiamo 1 mm di suolo fertile per ettaro e per dare nuovamente fertilità ad 1 cm di terreno occorrono ben 1.000 anni!<br />
La semina diretta è la massima espressione della conservazione del suolo, la tecnica che può  rivendicare in assoluto il massimo contributo al sequestro di gas serra.<br />
Favorisce, inoltre, la biodiversità presente nel suolo (che ospita un quarto della biodiversità presente sul globo terrestre), la fertilità del terreno, ed evita il compattamento, aiutando il terreno a creare e mantenere nel tempo la giusta struttura.<br />
Legherei il sequestro di CO2 più che ad un suolo “sano”, ad un suolo “fermo”, cioè non rivoltato con le arature.<br />
Anche suoli sani, come erano i nostri qualche anno fa, se arati continuamente, liberano gas serra (CO2 in particolare), ossidando la sostanza organica, con la conseguenza di perdere fertilità e andare incontro a desertificazione.<br />
Sarebbe auspicabile, quindi, non arare il terreno o quantomeno toccarlo il meno possibile.</p>
<p>Per quanto riguarda la comunicazione, inoltre, è opportuno, oggi, informare, più che fare ricerca (anche se questa, ovviamente, non andrebbe mai abbandonata).<br />
Sono disponibili numerosi studi al riguardo, importanti ed esaustivi, sia nazionali che internazionali.<br />
Piuttosto andrebbero decodificati e portati fuori dalle loro sedi universitarie.</p>
<p>Argomento acqua e precipitazioni.<br />
La tecnica della semina diretta è una garanzia in caso di mancanza di acqua e di precipitazioni scarse.<br />
Non lavorare il suolo, infatti, contribuisce a mantenere il bagaglio idrico del terreno più a lungo rispetto a terreni lavorati ed arati.<br />
In areali quali quelli del sud Italia, dove sono presenti desertificazione e scarse precipitazioni, questa tecnica andrebbe applicata senza indugio. </p>
<p>Per ricapitolare.<br />
La tecnica della semina diretta presenta molti vantaggi:<br />
●	ambientali: sequestro di gas serra, contenimento dell’erosione superficiale, incremento della biodiversità, contenimento dell&#8217;inquinamento delle acque superficiali<br />
●	agronomici: tutela della fertilità del suolo, contenimento della desertificazione, garanzia di un ciclo fisiologico naturale della coltura<br />
●	sociali: più interesse da parte dei giovani nell’agricoltura </p>
<p>Un cordiale saluto<br />
Lino Falcone<br />
Semina Diretta 2.0<br />
<a href="http://www.seminadiretta.org" rel="nofollow ugc">http://www.seminadiretta.org</a></p>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/desertificazione/#comment-156307</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 22:31:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/desertificazione/#comment-156306&quot;&gt;Maurizio&lt;/a&gt;.

Ciao Maurizio! hai ragione. Ho conservato il testo registrato dell&#039;intervista, e Anna Luise ha detto, testualmente, &quot;bisogna passare da cinque raccolti di grano a due, perché il suolo non regge l&#039;iperfertilizzazione&quot;. Ovviamente è &quot;cinque di seguito&quot;. Correggo subito e ti ringrazio, sia per la lettura attenta, sia per aver trovato il tempo di scrivermi e aiutarmi a correggere un errore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/desertificazione/#comment-156306">Maurizio</a>.</p>
<p>Ciao Maurizio! hai ragione. Ho conservato il testo registrato dell&#8217;intervista, e Anna Luise ha detto, testualmente, &#8220;bisogna passare da cinque raccolti di grano a due, perché il suolo non regge l&#8217;iperfertilizzazione&#8221;. Ovviamente è &#8220;cinque di seguito&#8221;. Correggo subito e ti ringrazio, sia per la lettura attenta, sia per aver trovato il tempo di scrivermi e aiutarmi a correggere un errore.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/desertificazione/#comment-156306</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 17:45:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[c&#039;è un errore nel testo, di frumento non si fanno né due né cinque raccolti all&#039;anno, ma uno solo. Sicuramente Anna Luise ha detto una cosa diversa, forse che non si dovrebbe seminare per più di due anni consecutivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>c&#8217;è un errore nel testo, di frumento non si fanno né due né cinque raccolti all&#8217;anno, ma uno solo. Sicuramente Anna Luise ha detto una cosa diversa, forse che non si dovrebbe seminare per più di due anni consecutivi.</p>
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		<title>
		Di: Michele Massaro		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/desertificazione/#comment-148939</link>

		<dc:creator><![CDATA[Michele Massaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 10:57:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Salve Annamaria. Ritengo sia fondamentale veicolare e implementare il più possibile l&#039;informazione su tali aspetti che risultano essere sempre relegati a posizioni marginali o a sensazionalismi che durano l&#039;arco di un pomeriggio. E&#039; una questione di visuali. L&#039;attenzione verso il piccolo, il microcosmo, ci farebbe capire tanto e ci renderebbe consapevoli di quello che avviene in quei 30 cm da cui proveniamo. Una possibile radice di uomo  homo deriva da humus e forse con la terra abbiamo molto più che un legame dato dalla forza di gravità. Sono architetto, progettista e sono anche apicoltore e quotidianamente cerco di guardare il mondo sempre dalla giusta prospettiva senza distorsioni ma per quello che è il reale valore. Ogni granello o legame argillo-umico è la vita, ogni ape con le straordinarie danze e gli incessanti spostamenti è fondamentale. Grazie a voi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve Annamaria. Ritengo sia fondamentale veicolare e implementare il più possibile l&#8217;informazione su tali aspetti che risultano essere sempre relegati a posizioni marginali o a sensazionalismi che durano l&#8217;arco di un pomeriggio. E&#8217; una questione di visuali. L&#8217;attenzione verso il piccolo, il microcosmo, ci farebbe capire tanto e ci renderebbe consapevoli di quello che avviene in quei 30 cm da cui proveniamo. Una possibile radice di uomo  homo deriva da humus e forse con la terra abbiamo molto più che un legame dato dalla forza di gravità. Sono architetto, progettista e sono anche apicoltore e quotidianamente cerco di guardare il mondo sempre dalla giusta prospettiva senza distorsioni ma per quello che è il reale valore. Ogni granello o legame argillo-umico è la vita, ogni ape con le straordinarie danze e gli incessanti spostamenti è fondamentale. Grazie a voi.</p>
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		<title>
		Di: Annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/desertificazione/#comment-148189</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 15:25:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Rodolfo. L&#039;articolo, come a volte succede, è stato poco commentato ma molto condiviso sui social media. La stessa cosa è successa con l&#039;uscita su internazionale.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Rodolfo. L&#8217;articolo, come a volte succede, è stato poco commentato ma molto condiviso sui social media. La stessa cosa è successa con l&#8217;uscita su internazionale.it</p>
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		<title>
		Di: rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/desertificazione/#comment-148187</link>

		<dc:creator><![CDATA[rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 12:50:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Annamaria, mi auguro che il numero dei commenti non sia proporzionale all&#039;importanza del contenuto. Per me l&#039;origine della conoscenza di questi fondamentali fenomeni di disequilibrio e di insostenibilità risalgono a &quot;Primavera silenziosa&quot; della Carson del 1962 e alla rivista ciclostilata con diffusione semiclandestina &quot;Ecologia&quot; di Virginio Bettini, fra i primi esperti e docenti della materia in Italia. Nel corso degli anni ho visto di persona i cambiamenti, rapidi e intensi, ad esempio nel Sinis e nel Campidano, in molte aree centro meridionali del nostro Paese e anche nelle zone alpine delle mie montagne piemontesi. L&#039;argomento è serio e drammatico e meriterebbe attenzione e priorità, ma con la classe politica e dirigente  che ci ritroviamo ad ogni livello, il lavoro di Anna Luise e dei suoi colleghi dell&#039;Ispra rischia di apparire come una bizzarria per iniziati, pagati da noi per non lavorare su argomenti seri ma per occuparsi di amenità anti-progressiste. Grazie per aver pubblicato l&#039;intervista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Annamaria, mi auguro che il numero dei commenti non sia proporzionale all&#8217;importanza del contenuto. Per me l&#8217;origine della conoscenza di questi fondamentali fenomeni di disequilibrio e di insostenibilità risalgono a &#8220;Primavera silenziosa&#8221; della Carson del 1962 e alla rivista ciclostilata con diffusione semiclandestina &#8220;Ecologia&#8221; di Virginio Bettini, fra i primi esperti e docenti della materia in Italia. Nel corso degli anni ho visto di persona i cambiamenti, rapidi e intensi, ad esempio nel Sinis e nel Campidano, in molte aree centro meridionali del nostro Paese e anche nelle zone alpine delle mie montagne piemontesi. L&#8217;argomento è serio e drammatico e meriterebbe attenzione e priorità, ma con la classe politica e dirigente  che ci ritroviamo ad ogni livello, il lavoro di Anna Luise e dei suoi colleghi dell&#8217;Ispra rischia di apparire come una bizzarria per iniziati, pagati da noi per non lavorare su argomenti seri ma per occuparsi di amenità anti-progressiste. Grazie per aver pubblicato l&#8217;intervista.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Salvatore Bagarella		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/desertificazione/#comment-148056</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Bagarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 20:54:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Annamaria per questa bella intervista. Molte cose non si sanno perchè nel nostro paese l&#039;educazione ambientale ed il paradigma della sostenibilità non ci sono entrati nelle vene. Mi piacerebbe che desse un&#039;occhiata ad alcuni miei articoli, pubblicati in un portale che ho da poco messo online, in cui &quot;tento&quot; di ampliare queste tematiche: http://www.cittadisalemi.net/ambiente-e-natura]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Annamaria per questa bella intervista. Molte cose non si sanno perchè nel nostro paese l&#8217;educazione ambientale ed il paradigma della sostenibilità non ci sono entrati nelle vene. Mi piacerebbe che desse un&#8217;occhiata ad alcuni miei articoli, pubblicati in un portale che ho da poco messo online, in cui &#8220;tento&#8221; di ampliare queste tematiche: <a href="http://www.cittadisalemi.net/ambiente-e-natura" rel="nofollow ugc">http://www.cittadisalemi.net/ambiente-e-natura</a></p>
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