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	Commenti a: Attenzione selettiva e creatività &#8211; Idee 17	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: gabri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gabri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; un fatto che più sentiamo solido il nostro punto di vista, più riusciamo a valutare serenamente gli eventuali meriti di un punto di vista diverso, arricchendo il nostro orizzonte ( non a caso uso &quot;punto di vista&quot; e &quot;orizzonte&quot;). Lo scenario si fa&#039; più ampio, troviamo maggiori spazi e più elementi di riflessione. Se adoperiamo con equilibrio il web, è il nostro momento. Ma c&#039;è anche la forte tendenza a veicolare la nostra attenzione verso i soliti nodi angosciosi, i pregiudizi, gli stereotipi: e in questo caso il web va in delirio. La fissità non aiuta né la creatività né il benessere ( come nel caso della &quot;griglia cieca&quot; del PIL). Il BIL-benessere interno lordo- , il FIL-felicità nazionale lorda- e la Decrescita Felice, pur considerando che i dati materiali sono importanti, contengono del buono. Per l&#039;incarico ai Nobel Stiglir e Sen di ricercare una via d&#039;uscita alla fissità del PIL, dovremo ringraziare Sarkozy, il colmo dei colmi! Ma, come dicevo, è un fatto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un fatto che più sentiamo solido il nostro punto di vista, più riusciamo a valutare serenamente gli eventuali meriti di un punto di vista diverso, arricchendo il nostro orizzonte ( non a caso uso &#8220;punto di vista&#8221; e &#8220;orizzonte&#8221;). Lo scenario si fa&#8217; più ampio, troviamo maggiori spazi e più elementi di riflessione. Se adoperiamo con equilibrio il web, è il nostro momento. Ma c&#8217;è anche la forte tendenza a veicolare la nostra attenzione verso i soliti nodi angosciosi, i pregiudizi, gli stereotipi: e in questo caso il web va in delirio. La fissità non aiuta né la creatività né il benessere ( come nel caso della &#8220;griglia cieca&#8221; del PIL). Il BIL-benessere interno lordo- , il FIL-felicità nazionale lorda- e la Decrescita Felice, pur considerando che i dati materiali sono importanti, contengono del buono. Per l&#8217;incarico ai Nobel Stiglir e Sen di ricercare una via d&#8217;uscita alla fissità del PIL, dovremo ringraziare Sarkozy, il colmo dei colmi! Ma, come dicevo, è un fatto&#8230;</p>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Poi piovve dentro a l&#039;alta fantasia”, purgatorio XVII]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Poi piovve dentro a l&#8217;alta fantasia”, purgatorio XVII</p>
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		Di: gabri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gabri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito di trame. Leggevo un articolo di Paola Capriolo su come nascono le idee. Dice che i tedeschi usano un&#039;espressione che letteralmente significa &quot; Mi cade dentro qualcosa&quot; ( carino, un po&#039; teutonico, forse); noi diciamo &quot; Mi viene in mente un&#039;idea&quot;, che lei spiega così :&quot; Quello che mi viene in mente deve essere una sorta di cellula che si dimostra capace di mettere delle propaggini, di ramificarsi...&quot; Anche lei è per la trama. E a proposito di nuove misure del PIL e dell&#039;articolo di Internazionale: &quot; Misura ciò che è misurabile, e rendi misurabile ciò che non lo è&quot; è un aforisma di Galileo Galilei. Antico problema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di trame. Leggevo un articolo di Paola Capriolo su come nascono le idee. Dice che i tedeschi usano un&#8217;espressione che letteralmente significa &#8221; Mi cade dentro qualcosa&#8221; ( carino, un po&#8217; teutonico, forse); noi diciamo &#8221; Mi viene in mente un&#8217;idea&#8221;, che lei spiega così :&#8221; Quello che mi viene in mente deve essere una sorta di cellula che si dimostra capace di mettere delle propaggini, di ramificarsi&#8230;&#8221; Anche lei è per la trama. E a proposito di nuove misure del PIL e dell&#8217;articolo di Internazionale: &#8221; Misura ciò che è misurabile, e rendi misurabile ciò che non lo è&#8221; è un aforisma di Galileo Galilei. Antico problema.</p>
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		Di: annamaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[SE FOSSE UN LIBRO GIALLO @ Graziano: è che ne La Trama ci sono una quantità di indizi, ma le indagini toccano al lettore. E su un sacco di piste... ;))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SE FOSSE UN LIBRO GIALLO @ Graziano: è che ne La Trama ci sono una quantità di indizi, ma le indagini toccano al lettore. E su un sacco di piste&#8230; ;))</p>
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		Di: gabri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gabri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se le crisi economiche si susseguiranno frequenti e cicliche, si potrà vedere se il mercato raggiunge automaticamente un regime virtuoso ( A. Smith) e se la mano invisibile saprà regolare spontaneamente le attività produttive. Ovvero rispondere alle domande: cosa si potrà fornire di diverso? come fare i soldi col fotovoltaico e creare un monopolio del consumo sostenibile? :-) Il mercato, sì, che è creativo. La cultura sapienziale ripete da millenni che la felicità si raggiunge con la sottrazione (&quot; Mandami un pentolino di ricotta, ché me la voglio scialare&quot;, Epicuro). Non ci vogliamo credere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se le crisi economiche si susseguiranno frequenti e cicliche, si potrà vedere se il mercato raggiunge automaticamente un regime virtuoso ( A. Smith) e se la mano invisibile saprà regolare spontaneamente le attività produttive. Ovvero rispondere alle domande: cosa si potrà fornire di diverso? come fare i soldi col fotovoltaico e creare un monopolio del consumo sostenibile? 🙂 Il mercato, sì, che è creativo. La cultura sapienziale ripete da millenni che la felicità si raggiunge con la sottrazione (&#8221; Mandami un pentolino di ricotta, ché me la voglio scialare&#8221;, Epicuro). Non ci vogliamo credere.</p>
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		Di: Graziano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La storiella della rana, che ha la forza della metafora, è ampiamente ripresa, e alla grandissima, anche se ho fatto una fatica boia nel leggerlo (e non sono sicuro di averlo capito benissimo, peraltro...), nel libri &quot;Le trasformazioni silenziose&quot; di François Jullien. P.S. Anche La trama lucente è complesso, Annamaria, cazzarola... (non te ne faccio una colpa, anzi, ma, in queste notti afose d&#039;estate va giù meglio un Camilleri o un Sorrentino...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storiella della rana, che ha la forza della metafora, è ampiamente ripresa, e alla grandissima, anche se ho fatto una fatica boia nel leggerlo (e non sono sicuro di averlo capito benissimo, peraltro&#8230;), nel libri &#8220;Le trasformazioni silenziose&#8221; di François Jullien. P.S. Anche La trama lucente è complesso, Annamaria, cazzarola&#8230; (non te ne faccio una colpa, anzi, ma, in queste notti afose d&#8217;estate va giù meglio un Camilleri o un Sorrentino&#8230;)</p>
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		Di: annamaria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;articolo di Internazionale merita davvero di essere letto. Lo linko direttamente da qui per facilitare chi volesse farlo. Tra l&#039;altro, non sempre Internazionale mette online i propri (ottimi) articoli. Un motivo in più per investire dieci minuti nella lettura. Strangers è interessante perché (oltre a essere un &quot;corto&quot; di qualità) mostra in modo plausibile un passaggio immediato dall&#039;essere focalizzati sulle differenze all&#039;essere focalizzati sulle somiglianze, tanto da riuscire ad attuare un&#039;alleanza solo un attimo prima inimmaginabile. Ma tutto succede in seguito a una crisi, e al presentarsi di una minaccia. E&#039; il motivo per cui si dice che le crisi possono essere fertili: cambiano il modo che abbiamo di vedere le cose. Non tutte le crisi, però, si presentano nel modo esplicito e immediato che vediamo in Strangers. Quindi, il cambiamento di prospettiva rischia di verificarsi troppo tardi. E&#039; la storia della rana nell&#039;acqua - un classico del coaching. In breve: Se metti una rana in una pentola d&#039;acqua bollente, quella schizza via subito e si salva. Ma se la metti in una pentola d&#039;acqua fredda, che poi viene lentissimamente scaldata, la rana se ne sta lì tranquilla fino a quando non finisce bollita. Non so se succede proprio così, e non ho nessuna intenzione di provare a bollire una rana a fuoco lento. Ma la storia rende l&#039;idea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo di Internazionale merita davvero di essere letto. Lo linko direttamente da qui per facilitare chi volesse farlo. Tra l&#8217;altro, non sempre Internazionale mette online i propri (ottimi) articoli. Un motivo in più per investire dieci minuti nella lettura. Strangers è interessante perché (oltre a essere un &#8220;corto&#8221; di qualità) mostra in modo plausibile un passaggio immediato dall&#8217;essere focalizzati sulle differenze all&#8217;essere focalizzati sulle somiglianze, tanto da riuscire ad attuare un&#8217;alleanza solo un attimo prima inimmaginabile. Ma tutto succede in seguito a una crisi, e al presentarsi di una minaccia. E&#8217; il motivo per cui si dice che le crisi possono essere fertili: cambiano il modo che abbiamo di vedere le cose. Non tutte le crisi, però, si presentano nel modo esplicito e immediato che vediamo in Strangers. Quindi, il cambiamento di prospettiva rischia di verificarsi troppo tardi. E&#8217; la storia della rana nell&#8217;acqua &#8211; un classico del coaching. In breve: Se metti una rana in una pentola d&#8217;acqua bollente, quella schizza via subito e si salva. Ma se la metti in una pentola d&#8217;acqua fredda, che poi viene lentissimamente scaldata, la rana se ne sta lì tranquilla fino a quando non finisce bollita. Non so se succede proprio così, e non ho nessuna intenzione di provare a bollire una rana a fuoco lento. Ma la storia rende l&#8217;idea.</p>
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		Di: Graziano		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/di-attenzione-selettiva-e-creativita/#comment-3713</link>

		<dc:creator><![CDATA[Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi ricollego all&#039;ultima parte del post (indicatori di sviluppo) lanciato pochi giorni fa per condividere un piccolo ragionamento. Io sostengo, da tempo, già prima della crisi dello scorso anno, che quella che stiamo attraversando non è una &quot;congiuntura&quot; bensì uan modifica &quot;strutturale&quot; del sistema di creazione (e di distribuzione...) della ricchezza del mondo. Vi risparmio il background (perchè siamo in questa condizione, intendo) e salto alla conclusione (ad una delle, meglio) del mio ragionamento Io penso che, essendo quello attuale un trend inarrestabile e incontrovertibile (trend is your friend, dicono in America...) una delle certezze che abbiamo è che dobbiamo, TUTTI, fare un passo indietro rispetto agli standard di vita ai quali, (la gran parte di noi, almeno), siamo abituati. Da qui, in poi, la necessità di estendere il ragionamento in modo conseguenziale (quanto indietro? come indietro? e chi, con un passo indietro, cade nel baratro, che fa? quale futuro per i nostri figli? quale sistema industriale per una crescita organica? etc.) e la necessità di una elaborazione e una risposta che non può essere individuale (a quella ognuno di noi ci pensa in modo &quot;obbligatorio&quot;, ma non basta...) bensì di sistema paese. Ma vi sembra di vedere che stia accadendo qualcosa di simile, almeno, qui, nel nostro, di Paese???]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ricollego all&#8217;ultima parte del post (indicatori di sviluppo) lanciato pochi giorni fa per condividere un piccolo ragionamento. Io sostengo, da tempo, già prima della crisi dello scorso anno, che quella che stiamo attraversando non è una &#8220;congiuntura&#8221; bensì uan modifica &#8220;strutturale&#8221; del sistema di creazione (e di distribuzione&#8230;) della ricchezza del mondo. Vi risparmio il background (perchè siamo in questa condizione, intendo) e salto alla conclusione (ad una delle, meglio) del mio ragionamento Io penso che, essendo quello attuale un trend inarrestabile e incontrovertibile (trend is your friend, dicono in America&#8230;) una delle certezze che abbiamo è che dobbiamo, TUTTI, fare un passo indietro rispetto agli standard di vita ai quali, (la gran parte di noi, almeno), siamo abituati. Da qui, in poi, la necessità di estendere il ragionamento in modo conseguenziale (quanto indietro? come indietro? e chi, con un passo indietro, cade nel baratro, che fa? quale futuro per i nostri figli? quale sistema industriale per una crescita organica? etc.) e la necessità di una elaborazione e una risposta che non può essere individuale (a quella ognuno di noi ci pensa in modo &#8220;obbligatorio&#8221;, ma non basta&#8230;) bensì di sistema paese. Ma vi sembra di vedere che stia accadendo qualcosa di simile, almeno, qui, nel nostro, di Paese???</p>
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		Di: gabri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gabri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Valeria, non solo è provincialismo, ma anche disattenzione. Ci comportiamo come se avessimo ancora molto da sciupare del benessere nazionale ( clima, paesaggio, prodotti freschi, cultura, storia). E anche della qualità dei nostri studiosi, mai valorizzati come meritano. Evidentemente i francesi ci fanno più attenzione. Grande Strangers!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Valeria, non solo è provincialismo, ma anche disattenzione. Ci comportiamo come se avessimo ancora molto da sciupare del benessere nazionale ( clima, paesaggio, prodotti freschi, cultura, storia). E anche della qualità dei nostri studiosi, mai valorizzati come meritano. Evidentemente i francesi ci fanno più attenzione. Grande Strangers!</p>
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		<title>
		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Solo una precisazione: Sarkozy e la commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi non sono altro che una tappa in una lenta marcia evolutiva iniziata ben prima del 2008 (anno dell&#039;incarico dato da Sarkozy) e che comprende studiosi e analisti di tutto il mondo, nonché l&#039;Ocse, la struttura denominata State of the Usa, svariati premi Nobel e importanti centri di studi economici, paesi interi come il Canada e altri. E&#039; un dibattito in corso, di cui tutte queste sono voci importanti e paritetiche. Non diamo a Sarkozy più meriti di quanti ne abbia. E anzi, è da riconoscere il ruolo di importanti economisti italiani in questo stesso dibattito: primo tra tutti Enrico Giovannini, presidente dell&#039;Istat, da dieci anni impegnato attivamente nella ricerca di indicatori più adatti del Pil a esprimere la ricchezza delle nazioni. Se soltanto la nostra stampa ne parlasse, così come ha parlato di Sarkozy... Ma il provincialismo è proprio il nostro male nazionale. Consiglio la lettura dello splendido articolo del New York Times che trovate tradotto qui: http://www.scribd.com/doc/33348681/Jon-Gertner-LaRicchezzadelle-Nazioni-Internazionale N850giu2010 Valeria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo una precisazione: Sarkozy e la commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi non sono altro che una tappa in una lenta marcia evolutiva iniziata ben prima del 2008 (anno dell&#8217;incarico dato da Sarkozy) e che comprende studiosi e analisti di tutto il mondo, nonché l&#8217;Ocse, la struttura denominata State of the Usa, svariati premi Nobel e importanti centri di studi economici, paesi interi come il Canada e altri. E&#8217; un dibattito in corso, di cui tutte queste sono voci importanti e paritetiche. Non diamo a Sarkozy più meriti di quanti ne abbia. E anzi, è da riconoscere il ruolo di importanti economisti italiani in questo stesso dibattito: primo tra tutti Enrico Giovannini, presidente dell&#8217;Istat, da dieci anni impegnato attivamente nella ricerca di indicatori più adatti del Pil a esprimere la ricchezza delle nazioni. Se soltanto la nostra stampa ne parlasse, così come ha parlato di Sarkozy&#8230; Ma il provincialismo è proprio il nostro male nazionale. Consiglio la lettura dello splendido articolo del New York Times che trovate tradotto qui: <a href="http://www.scribd.com/doc/33348681/Jon-Gertner-LaRicchezzadelle-Nazioni-Internazionale" rel="nofollow ugc">http://www.scribd.com/doc/33348681/Jon-Gertner-LaRicchezzadelle-Nazioni-Internazionale</a> N850giu2010 Valeria</p>
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		<title>
		Di: annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/di-attenzione-selettiva-e-creativita/#comment-3720</link>

		<dc:creator><![CDATA[annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una citazione dal Purgatorio mi sembra per più di un motivo davvero pertinente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una citazione dal Purgatorio mi sembra per più di un motivo davvero pertinente.</p>
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