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	Commenti a: Diventare scrittori. Si può davvero, e in un singolo momento?	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Mario		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/diventare-scrittori-si-puo/#comment-190279</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2020 15:59:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo alcuni mesi che sono andato in pensione, (2011) un pomeriggio mentre ero sdraiato a letto, mi venne una idea, e avvisai una forte voglia di portarmi al computer e scrivere una mia favola inventata. Mi misi a scrivere e percepivo una sensazione strana come se qualcuno mi ispirasse. Premetto che non sono mai stato un guru nello scrivere, ma mi sentivo pervaso da una carica straordinaria irrefrenabile, portai a termine la mia favola e la pubblicai :&quot;I Due Diavoletti&quot; pubblicata da Casa editrice Albatros il filo. il mio racconto venne premiato ad un concorso letterario arrivai terzo su più di sessanta concorrenti. i giorni che seguirono scrissi altri racconti e pubblicai altri libri, l&#039;ultimo la casa editrice lo ha scelto per rappresentarla alla fiera di Francoforte (Quando il mito é donna). Ora non so stare senza scrivere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo alcuni mesi che sono andato in pensione, (2011) un pomeriggio mentre ero sdraiato a letto, mi venne una idea, e avvisai una forte voglia di portarmi al computer e scrivere una mia favola inventata. Mi misi a scrivere e percepivo una sensazione strana come se qualcuno mi ispirasse. Premetto che non sono mai stato un guru nello scrivere, ma mi sentivo pervaso da una carica straordinaria irrefrenabile, portai a termine la mia favola e la pubblicai :&#8221;I Due Diavoletti&#8221; pubblicata da Casa editrice Albatros il filo. il mio racconto venne premiato ad un concorso letterario arrivai terzo su più di sessanta concorrenti. i giorni che seguirono scrissi altri racconti e pubblicai altri libri, l&#8217;ultimo la casa editrice lo ha scelto per rappresentarla alla fiera di Francoforte (Quando il mito é donna). Ora non so stare senza scrivere.</p>
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		Di: Anna		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 14:50:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scrivo perché mi è più facile parlare con me stessa, davanti allo specchio mentirei. Ma è solo dopo una buona lettura che vi viene una bella scrittura prima sono solo parole distratte.
Ps. Ho letto l&#039;articolo tutto in un fiato, complimenti!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo perché mi è più facile parlare con me stessa, davanti allo specchio mentirei. Ma è solo dopo una buona lettura che vi viene una bella scrittura prima sono solo parole distratte.<br />
Ps. Ho letto l&#8217;articolo tutto in un fiato, complimenti!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Cornetta Maria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/diventare-scrittori-si-puo/#comment-155947</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cornetta Maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 18:03:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[SAID
&quot;Aveva un corpo che raccontava la storia della sua fame e le cicatrici sulla pelle erano conti in sospeso col destino, tacche su legno ancora vivo...&quot;
UN EROE QUALUNQUE
&quot;La noia s&#039;allargava a macchia d&#039;olio nel cielo vacuo di periferia, affissa ai muri roventi come una melma invisibile e silenziosa...&quot;
AD UN PASSO DALL&#039;ALBA
&quot;Una goccia di pioggia batteva, ossessiva, nello stesso punto, sul davanzale di marmo, caparbia e inutile come la replica dei miei ricordi...&quot;
Sono solo alcuni incipit di racconti o romanzi inediti che ho scritto obbedendo ad un impulso irresistibile. Dico sempre che l&#039;artista non è padrone della sua vita perché è l&#039;arte che possiede la sua anima. La mia mano si limita ad eseguire ciò che le detta il cuore e alla ragione affido solo il compito della supervisione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SAID<br />
&#8220;Aveva un corpo che raccontava la storia della sua fame e le cicatrici sulla pelle erano conti in sospeso col destino, tacche su legno ancora vivo&#8230;&#8221;<br />
UN EROE QUALUNQUE<br />
&#8220;La noia s&#8217;allargava a macchia d&#8217;olio nel cielo vacuo di periferia, affissa ai muri roventi come una melma invisibile e silenziosa&#8230;&#8221;<br />
AD UN PASSO DALL&#8217;ALBA<br />
&#8220;Una goccia di pioggia batteva, ossessiva, nello stesso punto, sul davanzale di marmo, caparbia e inutile come la replica dei miei ricordi&#8230;&#8221;<br />
Sono solo alcuni incipit di racconti o romanzi inediti che ho scritto obbedendo ad un impulso irresistibile. Dico sempre che l&#8217;artista non è padrone della sua vita perché è l&#8217;arte che possiede la sua anima. La mia mano si limita ad eseguire ciò che le detta il cuore e alla ragione affido solo il compito della supervisione.</p>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/diventare-scrittori-si-puo/#comment-153909</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 22:51:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/diventare-scrittori-si-puo/#comment-153899&quot;&gt;Clementina Ubiti&lt;/a&gt;.

Grazie Clementina!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/diventare-scrittori-si-puo/#comment-153899">Clementina Ubiti</a>.</p>
<p>Grazie Clementina!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Clementina Ubiti		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/diventare-scrittori-si-puo/#comment-153899</link>

		<dc:creator><![CDATA[Clementina Ubiti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 12:44:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scrivo perché non ero dotato per il commercio, non ero dotato per lo sport, non ero dotato per tante altre, ero un poco…, per usare una fase famosa [di Sartre], l’idiota della famiglia… In genere chi scrive è uno che, tra le tante cose che tenta di fare, vede che stare a tavolino e buttar fuori della roba che esce dalla sua testa e dalla sua penna è un modo per realizzarsi e per comunicare.

Posso dire che scrivo per comunicare perché la scrittura è il modo in cui riesco a far passare delle cose attraverso di me, delle cose che magari vengono a me dalla cultura che mi circonda, dalla vita, dall’ esperienza, dalla letteratura che mi ha preceduto, a cui do quel tanto di personale che hanno tutte le esperienze che passano attraverso una persona umana e poi tornano in circolazione. È per questo che scrivo. Per farmi strumento di qualcosa che è certamente più grande di me e che è il modo in cui gli uomini guardano, commentano, giudicano, esprimono il mondo: farlo passare attraverso di me e rimetterlo in circolazione. Questo è uno dei tanti modi con cui una civiltà, una cultura, una società vive assimilando esperienze e rimettendole in circolazione (1983).

Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa. In questo senso non c’è stata una “prima volta” in cui mi sono messo a scrivere. Scrivere è sempre stato cercare di cancellare di già scritto e mettere al suo posto qualcosa che ancora non so se riuscirò a scrivere.

Scrivo perché leggendo X (un X antico o contemporaneo) mi viene da pensare: “Ah, come mi piacerebbe scrivere come X! Peccato che ciò sia completamente al di là delle mie possibilità!”. Allora cerco di immaginarmi questa impresa impossibile, penso al libro che non scriverò mai ma che mi piacerebbe poter leggere, poter affiancare ad altri libri amati in uno scaffale ideale. Ed ecco che già qualche parola, qualche frase si presentano alla mia mente… Da quel momento in poi non sto più pensando a X, né ad alcun altro modello possibile. È a quel libro che penso, a quel libro che non è stato ancora scritto e che potrebbe essere il mio libro! Provo a scriverlo…

Scrivo per imparare qualcosa che non so. Non mi riferisco adesso all’arte della scrittura, ma al resto: a un qualche sapere o competenza specifica, oppure a quel sapere più generale che chiamano “esperienza della vita”. Non è il desiderio di insegnare ad altri ciò che so o credo di sapere che mi mette voglia di scrivere, ma al contrario la coscienza dolorosa della mia incompetenza. Il mio primo impulso sarebbe dunque di scrivere per fingere una competenza che non ho? Me per essere in grado di fingere, devo in qualche modo accumulare informazioni, nozioni, osservazioni, devo riuscire a immaginarmi il lento accumularsi dell’esperienza. E questo posso farlo solo nella pagina scritta, dove spero di catturare almeno qualche traccia d’un sapere o d’una saggezza che nella vita ho sfiorato appena e subito perso (1985)

Italo Calvino

Magari qualcuno non aveva mai letto queste sue parole. Io dico solo: desiderare leggere più di scrivere, è questo l&#039;inizio. E poi desiderare scrivere più di farsi leggere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo perché non ero dotato per il commercio, non ero dotato per lo sport, non ero dotato per tante altre, ero un poco…, per usare una fase famosa [di Sartre], l’idiota della famiglia… In genere chi scrive è uno che, tra le tante cose che tenta di fare, vede che stare a tavolino e buttar fuori della roba che esce dalla sua testa e dalla sua penna è un modo per realizzarsi e per comunicare.</p>
<p>Posso dire che scrivo per comunicare perché la scrittura è il modo in cui riesco a far passare delle cose attraverso di me, delle cose che magari vengono a me dalla cultura che mi circonda, dalla vita, dall’ esperienza, dalla letteratura che mi ha preceduto, a cui do quel tanto di personale che hanno tutte le esperienze che passano attraverso una persona umana e poi tornano in circolazione. È per questo che scrivo. Per farmi strumento di qualcosa che è certamente più grande di me e che è il modo in cui gli uomini guardano, commentano, giudicano, esprimono il mondo: farlo passare attraverso di me e rimetterlo in circolazione. Questo è uno dei tanti modi con cui una civiltà, una cultura, una società vive assimilando esperienze e rimettendole in circolazione (1983).</p>
<p>Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa. In questo senso non c’è stata una “prima volta” in cui mi sono messo a scrivere. Scrivere è sempre stato cercare di cancellare di già scritto e mettere al suo posto qualcosa che ancora non so se riuscirò a scrivere.</p>
<p>Scrivo perché leggendo X (un X antico o contemporaneo) mi viene da pensare: “Ah, come mi piacerebbe scrivere come X! Peccato che ciò sia completamente al di là delle mie possibilità!”. Allora cerco di immaginarmi questa impresa impossibile, penso al libro che non scriverò mai ma che mi piacerebbe poter leggere, poter affiancare ad altri libri amati in uno scaffale ideale. Ed ecco che già qualche parola, qualche frase si presentano alla mia mente… Da quel momento in poi non sto più pensando a X, né ad alcun altro modello possibile. È a quel libro che penso, a quel libro che non è stato ancora scritto e che potrebbe essere il mio libro! Provo a scriverlo…</p>
<p>Scrivo per imparare qualcosa che non so. Non mi riferisco adesso all’arte della scrittura, ma al resto: a un qualche sapere o competenza specifica, oppure a quel sapere più generale che chiamano “esperienza della vita”. Non è il desiderio di insegnare ad altri ciò che so o credo di sapere che mi mette voglia di scrivere, ma al contrario la coscienza dolorosa della mia incompetenza. Il mio primo impulso sarebbe dunque di scrivere per fingere una competenza che non ho? Me per essere in grado di fingere, devo in qualche modo accumulare informazioni, nozioni, osservazioni, devo riuscire a immaginarmi il lento accumularsi dell’esperienza. E questo posso farlo solo nella pagina scritta, dove spero di catturare almeno qualche traccia d’un sapere o d’una saggezza che nella vita ho sfiorato appena e subito perso (1985)</p>
<p>Italo Calvino</p>
<p>Magari qualcuno non aveva mai letto queste sue parole. Io dico solo: desiderare leggere più di scrivere, è questo l&#8217;inizio. E poi desiderare scrivere più di farsi leggere.</p>
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		<title>
		Di: Freddy		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/diventare-scrittori-si-puo/#comment-153003</link>

		<dc:creator><![CDATA[Freddy]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 10:33:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/diventare-scrittori-si-puo/#comment-152325&quot;&gt;Mirko&lt;/a&gt;.

Credo fosse Polidori, non Stoker. Scrisse &quot;Il Vampiro&quot; da cui (mi pare) è nata la figura del vampiro romantico (in stile Dracula, per intenderci) :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/diventare-scrittori-si-puo/#comment-152325">Mirko</a>.</p>
<p>Credo fosse Polidori, non Stoker. Scrisse &#8220;Il Vampiro&#8221; da cui (mi pare) è nata la figura del vampiro romantico (in stile Dracula, per intenderci) 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mirko		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/diventare-scrittori-si-puo/#comment-152325</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mirko]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 15:38:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;A Mary Shelley nel corso di un’estate piovosa, quando Lord Byron, che ospita lei e altri amici sul lago di Ginevra, propone di scrivere una storia di fantasmi per ingannare il tempo...&quot;

Se non ricordo male, di quell&#039;allegra &quot;reunion&quot; :-) faceva parte anche Bram Stoker, che stava meditando di scrivere un romanzo sui vampiri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A Mary Shelley nel corso di un’estate piovosa, quando Lord Byron, che ospita lei e altri amici sul lago di Ginevra, propone di scrivere una storia di fantasmi per ingannare il tempo&#8230;&#8221;</p>
<p>Se non ricordo male, di quell&#8217;allegra &#8220;reunion&#8221; 🙂 faceva parte anche Bram Stoker, che stava meditando di scrivere un romanzo sui vampiri.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Magari		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/diventare-scrittori-si-puo/#comment-152175</link>

		<dc:creator><![CDATA[Magari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2016 13:27:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi piace scrivere, e ne ho fatto un piccolo hobby che coltivo nella mia mente - e potrei anche aver fatto qualcosa di (non buono, no), diciamo, qualcosa di decoroso. Piccole cose carine quando va bene, altrimenti mediocri, ma niente di criminale per cui meritare una condanna.

Quindi ho frequentato un corso di scrittura, sul romanzo classico, che a me nemmeno interessava. A me interessa scrivere racconti di genere, roba breve o brevissima.

E mi si è spalancato un orribile abisso sotto ai piedi: tutto quello che ho fatto e ho studiato non significa niente.
Non c&#039;è nulla di improvvisato nella scrittura, e, ancora peggio non c&#039;è niente di improvvisato nella buona scrittura. gli scrittori citati nell&#039;articolo sono accomunati da una cultura e da una competenza MOSTRUOSE. Mary Shelley dovrebbe essere esclusa dal genere umano per eccesso di genio (inteso come studio, vastità dei temi trattati, intelligenza nel senso più esteso del termine).

Al massimo, come diceva Checov, dopo i primi mille racconti si inizia a capire un po&#039; come funziona

Questa è la mia esperienza, ma se qualche altro scribacchino mediocre può vantare la paternità di un romanzo geniale... buon per lui! :)

Magari!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace scrivere, e ne ho fatto un piccolo hobby che coltivo nella mia mente &#8211; e potrei anche aver fatto qualcosa di (non buono, no), diciamo, qualcosa di decoroso. Piccole cose carine quando va bene, altrimenti mediocri, ma niente di criminale per cui meritare una condanna.</p>
<p>Quindi ho frequentato un corso di scrittura, sul romanzo classico, che a me nemmeno interessava. A me interessa scrivere racconti di genere, roba breve o brevissima.</p>
<p>E mi si è spalancato un orribile abisso sotto ai piedi: tutto quello che ho fatto e ho studiato non significa niente.<br />
Non c&#8217;è nulla di improvvisato nella scrittura, e, ancora peggio non c&#8217;è niente di improvvisato nella buona scrittura. gli scrittori citati nell&#8217;articolo sono accomunati da una cultura e da una competenza MOSTRUOSE. Mary Shelley dovrebbe essere esclusa dal genere umano per eccesso di genio (inteso come studio, vastità dei temi trattati, intelligenza nel senso più esteso del termine).</p>
<p>Al massimo, come diceva Checov, dopo i primi mille racconti si inizia a capire un po&#8217; come funziona</p>
<p>Questa è la mia esperienza, ma se qualche altro scribacchino mediocre può vantare la paternità di un romanzo geniale&#8230; buon per lui! 🙂</p>
<p>Magari!</p>
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