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	Commenti a: Economia, sviluppo e futuro: non si può prescindere dalle donne	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Cornetta Maria		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cornetta Maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2017 16:51:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Essere madre non è uno stereotipo, è una responsabilità sociale e come tale andrebbe protetta, incoraggiata e RETRIBUITA. La donna non ha bisogno di svolgere due ruoli, quasi valesse la metà di un uomo. Un futuro che non tenga conto delle differenze che la natura stessa ha stabilito è un futuro senza nascite ( sta già accadendo). La FAMIGLIA e i suoi interessi vanno tutelati PRIMA di quelli del lavoro. Stipendio alle casalinghe, dunque!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Essere madre non è uno stereotipo, è una responsabilità sociale e come tale andrebbe protetta, incoraggiata e RETRIBUITA. La donna non ha bisogno di svolgere due ruoli, quasi valesse la metà di un uomo. Un futuro che non tenga conto delle differenze che la natura stessa ha stabilito è un futuro senza nascite ( sta già accadendo). La FAMIGLIA e i suoi interessi vanno tutelati PRIMA di quelli del lavoro. Stipendio alle casalinghe, dunque!</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Silvia Motta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Motta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 16:09:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, lei ha ragione. In una prospettiva strettamente economica le risposte all&#039;intervista sono interessanti.
Colgo l&#039;occasione per precisare la fonte dei dati a cui ho fatto riferimento nel mio post: si possono trovare in un contributo di Lorenza Zanuso in &quot;A Milano il lavoro è donna, Italialavoro.it, Banche Dati Documentali e statistiche, 1.6.2016.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, lei ha ragione. In una prospettiva strettamente economica le risposte all&#8217;intervista sono interessanti.<br />
Colgo l&#8217;occasione per precisare la fonte dei dati a cui ho fatto riferimento nel mio post: si possono trovare in un contributo di Lorenza Zanuso in &#8220;A Milano il lavoro è donna, Italialavoro.it, Banche Dati Documentali e statistiche, 1.6.2016.</p>
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		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/donne-economia-sviluppo-e-futuro/#comment-152937</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2016 18:26:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/donne-economia-sviluppo-e-futuro/#comment-152935&quot;&gt;Silvia Motta&lt;/a&gt;.

Ciao Silvia.
Capisco il tuo punto. Eppure.
Eppure a me le risposte sono parse interessanti proprio perché inserite in una prospettiva strettamente e classicamente economista. 
SE cerchi su NeU gli articoli con tag &quot;donne&quot; vedrai che il sito ospita anche altre prospettive sul tema, con un&#039;attenzione speciale agli stereotipi di genere. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/donne-economia-sviluppo-e-futuro/#comment-152935">Silvia Motta</a>.</p>
<p>Ciao Silvia.<br />
Capisco il tuo punto. Eppure.<br />
Eppure a me le risposte sono parse interessanti proprio perché inserite in una prospettiva strettamente e classicamente economista.<br />
SE cerchi su NeU gli articoli con tag &#8220;donne&#8221; vedrai che il sito ospita anche altre prospettive sul tema, con un&#8217;attenzione speciale agli stereotipi di genere. 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Silvia Motta		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/donne-economia-sviluppo-e-futuro/#comment-152935</link>

		<dc:creator><![CDATA[Silvia Motta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2016 16:42:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Interessanti gli elementi che ci vengono forniti dal post, ma ritengo che l&#039;impostazione sia economicista in maniera piuttosto avvilente. Si parla quasi solo di aumento del Pil e il soggetto &#039;donna&#039; a poco a poco slitta nel soggetto &#039;famiglia&#039;. Le donne oggi sono nel lavoro con una  una posizione (forse sarebbe meglio dire &#039;una postura&#039;) diversa da quella che aveva caratterizzato il tempo di guerra, quando sono andate a sostituire gli uomini. Oggi nel lavoro ci sono, sono dappertutto, anche nei lavori qualificati per effetto degli ottimi risultati scolatici. E non se ne andranno più (io credo!). E soprattutto,  incominciano a portare nel lavoro una visione differente (sui  tempi , sull&#039;organizzazione, la gerarchia,  ma anche su che cosa produrre) da quella costruita a misura dell&#039;uomo-maschio-capofamiglia. Anche la quantità di donne al lavoro, per quanto ancora limitata, in Italia è distribuita in maniera molto diversa al nord e al sud. A Milano ad es. le donne (italiane e straniere nella fascia d&#039;età 20-64 anni) sono il 48% dei lavoratori milanesi, cioè il lavoratore milanese è per metà una donna. Questa nuova presenza delle donne nel lavoro è dunque certamente premessa e condizione di un maggior sviluppo che tuttavia non è da intendersi solo in senso economico. Sarà uno sviluppo che rimette in gioco la concezione stessa di &#039;lavoro&#039;. 
Anche il basso tasso di natalità e la bassa presenza nel lavoro di donne con figli andrebbe meglio indagata. L&#039;assenza di servizi è certamente una causa importante, ma penso che ci siano anche fattori soggettivi, quali ad es. l&#039;aver introiettato da parte delle giovani la priorità dell&#039;autonomia economica come fonte non solo di indipendenza, ma di libertà. Il che porta a posporre (talvolta in maniera noncurante dell&#039;orologio biologico) la maternità. Magari delegando idealmente alla scienza la capacità di risolvere la questione dell&#039;età. E qui sì, vedo un pericolo, non perché non si fanno figli  ma perché si affida in maniera fin troppo fiduciosa alla scienza qualcosa che attiene il sé e il proprio corpo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessanti gli elementi che ci vengono forniti dal post, ma ritengo che l&#8217;impostazione sia economicista in maniera piuttosto avvilente. Si parla quasi solo di aumento del Pil e il soggetto &#8216;donna&#8217; a poco a poco slitta nel soggetto &#8216;famiglia&#8217;. Le donne oggi sono nel lavoro con una  una posizione (forse sarebbe meglio dire &#8216;una postura&#8217;) diversa da quella che aveva caratterizzato il tempo di guerra, quando sono andate a sostituire gli uomini. Oggi nel lavoro ci sono, sono dappertutto, anche nei lavori qualificati per effetto degli ottimi risultati scolatici. E non se ne andranno più (io credo!). E soprattutto,  incominciano a portare nel lavoro una visione differente (sui  tempi , sull&#8217;organizzazione, la gerarchia,  ma anche su che cosa produrre) da quella costruita a misura dell&#8217;uomo-maschio-capofamiglia. Anche la quantità di donne al lavoro, per quanto ancora limitata, in Italia è distribuita in maniera molto diversa al nord e al sud. A Milano ad es. le donne (italiane e straniere nella fascia d&#8217;età 20-64 anni) sono il 48% dei lavoratori milanesi, cioè il lavoratore milanese è per metà una donna. Questa nuova presenza delle donne nel lavoro è dunque certamente premessa e condizione di un maggior sviluppo che tuttavia non è da intendersi solo in senso economico. Sarà uno sviluppo che rimette in gioco la concezione stessa di &#8216;lavoro&#8217;.<br />
Anche il basso tasso di natalità e la bassa presenza nel lavoro di donne con figli andrebbe meglio indagata. L&#8217;assenza di servizi è certamente una causa importante, ma penso che ci siano anche fattori soggettivi, quali ad es. l&#8217;aver introiettato da parte delle giovani la priorità dell&#8217;autonomia economica come fonte non solo di indipendenza, ma di libertà. Il che porta a posporre (talvolta in maniera noncurante dell&#8217;orologio biologico) la maternità. Magari delegando idealmente alla scienza la capacità di risolvere la questione dell&#8217;età. E qui sì, vedo un pericolo, non perché non si fanno figli  ma perché si affida in maniera fin troppo fiduciosa alla scienza qualcosa che attiene il sé e il proprio corpo.</p>
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