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	Commenti a: Donne e uomini nuovi: dove sono?	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Cornetta Maria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/donne-uomini-nuovi/#comment-155986</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cornetta Maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2017 17:12:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho la sensazione che si parli della donna SINGLE. La donna MADRE ha un ruolo più importante della realizzazione personale (professionale, intendo). E&#039; probabile che la donna italiana senta maggiormente il suo nobile e insostituibile compito. Meriterebbe un applauso, non un rimprovero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho la sensazione che si parli della donna SINGLE. La donna MADRE ha un ruolo più importante della realizzazione personale (professionale, intendo). E&#8217; probabile che la donna italiana senta maggiormente il suo nobile e insostituibile compito. Meriterebbe un applauso, non un rimprovero.</p>
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		Di: Rodolfo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2014 07:31:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/donne-uomini-nuovi/#comment-96544&quot;&gt;PIER DANIO FORNI&lt;/a&gt;.

Vedi l&#039;Alzheimer cosa ti combina? Hai ragione, sono stati i due acronimi a confondermi. Ho rovistato nello studio alla ricerca delle &quot;otto Italie&quot; di Fabris a cui mi riferivo: nascoste in qualche angolo recondito, allo stesso modo delle informazioni corrette nella mia memoria. :-)
La ricerca -secondo i suoi autori– sostiene che le donne sono in qualche misura più funzionali al sistema, più acritiche e quindi più consumatrici, e questo. per loro e per l&#039;economia di mercato, è un bene. Convinto come sono che la crisi è sistemica, credo che il futuro –inteso quale superamento del passato, come progresso e non come barbarie– possa al contrario generasi più nelle menti delle ragazze che dei ragazzi, almeno a giudicare dagli atteggiamenti e dagli interessi che mi capita di osservare nei miei quasi occasionali rapporti con gli studenti universitari nell&#039;area del design.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/donne-uomini-nuovi/#comment-96544">PIER DANIO FORNI</a>.</p>
<p>Vedi l&#8217;Alzheimer cosa ti combina? Hai ragione, sono stati i due acronimi a confondermi. Ho rovistato nello studio alla ricerca delle &#8220;otto Italie&#8221; di Fabris a cui mi riferivo: nascoste in qualche angolo recondito, allo stesso modo delle informazioni corrette nella mia memoria. 🙂<br />
La ricerca -secondo i suoi autori– sostiene che le donne sono in qualche misura più funzionali al sistema, più acritiche e quindi più consumatrici, e questo. per loro e per l&#8217;economia di mercato, è un bene. Convinto come sono che la crisi è sistemica, credo che il futuro –inteso quale superamento del passato, come progresso e non come barbarie– possa al contrario generasi più nelle menti delle ragazze che dei ragazzi, almeno a giudicare dagli atteggiamenti e dagli interessi che mi capita di osservare nei miei quasi occasionali rapporti con gli studenti universitari nell&#8217;area del design.</p>
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		<title>
		Di: PIER DANIO FORNI		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PIER DANIO FORNI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 16:31:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rodolfo, scusa, Giampaolo Fabris non c&#039;entra nulla con Eurisko forse confondi GSK con GPF&#038; Associati oggi solo GPF. Eurisko è una multinazionale della ricerca di marketing nata in Germania. Francamente la ricerca non mi convince, come altre del resto che cercano risposte sui mutevoli atteggiamenti delle persone nella società.  Preferisco l&#039;ironia di Altan. Io queste donne non le vedo né nelle case né nelle aziende, e non vedo nemmeno gli uomini nuovi, né sul piano dell&#039;efficienza né su quello culturale. Il ? di Annamaria nel titolo mi sembra appropriato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rodolfo, scusa, Giampaolo Fabris non c&#8217;entra nulla con Eurisko forse confondi GSK con GPF&amp; Associati oggi solo GPF. Eurisko è una multinazionale della ricerca di marketing nata in Germania. Francamente la ricerca non mi convince, come altre del resto che cercano risposte sui mutevoli atteggiamenti delle persone nella società.  Preferisco l&#8217;ironia di Altan. Io queste donne non le vedo né nelle case né nelle aziende, e non vedo nemmeno gli uomini nuovi, né sul piano dell&#8217;efficienza né su quello culturale. Il ? di Annamaria nel titolo mi sembra appropriato.</p>
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		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/donne-uomini-nuovi/#comment-96542</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 15:08:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Era una domanda latente da tempo: ci sono state donne imprenditrici che si sono suicidate a causa della crisi? La risposta è sì, ma in numero significativamente molto inferiore, anche tenendo conto delle proporzioni di genere fra gli imprenditori. Ciò indica che le donne hanno maggiore resilienza, capacità di resistere e trovare soluzioni adattative.
Ma l&#039;affermazione di Altan: &quot;Il futuro è delle donne. Se arriva.&quot; non può essere lasciata alla sola tragica ironia.
Le due tavole di Eurisko (ah! Gian Paolo Fabris e le prime ricerche sugli stili di vita degli italiani!) ci offrono una notevole sintesi a favore dell&#039;affermazione di Altan, ma parte del testo (e i link a Corriere e la Repubblica) descrivono l&#039;attuale situazione di crisi –le stesse cose ce le ripetono gli economisti ortodossi, i politici e i media ogni giorno– come una specie di incidente di percorso. Sì, è vero,  la crisi c&#039;è, ma la ripresa dei consumi e quindi della crescita è dietro l&#039;angolo, prossima a venire, e non c&#039;è ragione di preoccuparsi. Questa a me pare una specie di barzelletta, che non chiarisce il come ciò sia potuto accadere e perché non stiamo quindi rapidamente rientrando in carreggiata.
Ritengo che la crisi sia sistemica e che ne verremo fuori solo se saremo capaci di farlo arrivare, il futuro. In questo le donne –acci– hanno maggiori probabilità di riuscita, d&#039;immaginazione e di concretezza, è del tutto evidente.
La teoria dei rendimenti decrescenti, illustrata da Mauro Bonaiuti ne &quot;La grande transizione&quot; era già in qualche misura presente nel libro di Giarini e Loubergé, che avevo letto al tempo della sua pubblicazione, nel 1978: &quot;La delusione tecnologica. I rendimenti decrescenti della tecnologia e la crisi della crescita economica&quot;. Preveggenti. Mi permetto di citarli –aggiungendo anche il testo dello psicologo analitico Luigi Zoja &quot;Storia dell&#039;arroganza&quot;– conoscendo la poliedria del tuo eccellente lavoro e la capacità di superamento dei luoghi comuni e di certe false aspettative come quelle fondate sul Furby Rottamatore oggi in auge al 42%.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era una domanda latente da tempo: ci sono state donne imprenditrici che si sono suicidate a causa della crisi? La risposta è sì, ma in numero significativamente molto inferiore, anche tenendo conto delle proporzioni di genere fra gli imprenditori. Ciò indica che le donne hanno maggiore resilienza, capacità di resistere e trovare soluzioni adattative.<br />
Ma l&#8217;affermazione di Altan: &#8220;Il futuro è delle donne. Se arriva.&#8221; non può essere lasciata alla sola tragica ironia.<br />
Le due tavole di Eurisko (ah! Gian Paolo Fabris e le prime ricerche sugli stili di vita degli italiani!) ci offrono una notevole sintesi a favore dell&#8217;affermazione di Altan, ma parte del testo (e i link a Corriere e la Repubblica) descrivono l&#8217;attuale situazione di crisi –le stesse cose ce le ripetono gli economisti ortodossi, i politici e i media ogni giorno– come una specie di incidente di percorso. Sì, è vero,  la crisi c&#8217;è, ma la ripresa dei consumi e quindi della crescita è dietro l&#8217;angolo, prossima a venire, e non c&#8217;è ragione di preoccuparsi. Questa a me pare una specie di barzelletta, che non chiarisce il come ciò sia potuto accadere e perché non stiamo quindi rapidamente rientrando in carreggiata.<br />
Ritengo che la crisi sia sistemica e che ne verremo fuori solo se saremo capaci di farlo arrivare, il futuro. In questo le donne –acci– hanno maggiori probabilità di riuscita, d&#8217;immaginazione e di concretezza, è del tutto evidente.<br />
La teoria dei rendimenti decrescenti, illustrata da Mauro Bonaiuti ne &#8220;La grande transizione&#8221; era già in qualche misura presente nel libro di Giarini e Loubergé, che avevo letto al tempo della sua pubblicazione, nel 1978: &#8220;La delusione tecnologica. I rendimenti decrescenti della tecnologia e la crisi della crescita economica&#8221;. Preveggenti. Mi permetto di citarli –aggiungendo anche il testo dello psicologo analitico Luigi Zoja &#8220;Storia dell&#8217;arroganza&#8221;– conoscendo la poliedria del tuo eccellente lavoro e la capacità di superamento dei luoghi comuni e di certe false aspettative come quelle fondate sul Furby Rottamatore oggi in auge al 42%.</p>
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