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	Commenti a: Esperienze 12: scuola, il lamento del Consiglio di classe	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: michelangelo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79800</link>

		<dc:creator><![CDATA[michelangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Mar 2013 13:22:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gelmini e Moratti non le considero riformatrici, La prima ha tagliato su ordine tremontiano. A caso. La seconda, che aveva l&#039;ambizione di introdurre una riforma di contenuto e di struttura (Bertagna e co) non ce l&#039;ha fatta. Ma nemmeno Luigi Berlinguer ce la fece, e poi anche De Mauro e Fioroni non han combinato gran che. Non parliamoll di Profumo. Come mai? Del resto l&#039;approccio alla scuola come spesa e non come investimento in risorse umane è andato via via crescendo negli anni, dopo il boom degli istituti tecnici negli anni sessanta e settanta il trend è stato questo. A dispetto di tutti gli studi che dimostrano una stretta relazione tra innovazione e livello di scolarità diffuso. Si son persino trascurate le indicazioni della UE, che pure si eran sottoscritte (Cresson, Delors ecc.). Roba più o meno di vent&#039;anni fa.E la stessa UE ha pian piano delegato ai singoli stati, autoriducendosi al silenzio. Nel Trattato di Lisbona alcune parole chiave (educazione, formazione, istruzione) son citate pochissime volte, quattro o cinque su centinaia di pagine. Non credo sia solo opera di una perversa volontà di distruzione civile:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gelmini e Moratti non le considero riformatrici, La prima ha tagliato su ordine tremontiano. A caso. La seconda, che aveva l&#8217;ambizione di introdurre una riforma di contenuto e di struttura (Bertagna e co) non ce l&#8217;ha fatta. Ma nemmeno Luigi Berlinguer ce la fece, e poi anche De Mauro e Fioroni non han combinato gran che. Non parliamoll di Profumo. Come mai? Del resto l&#8217;approccio alla scuola come spesa e non come investimento in risorse umane è andato via via crescendo negli anni, dopo il boom degli istituti tecnici negli anni sessanta e settanta il trend è stato questo. A dispetto di tutti gli studi che dimostrano una stretta relazione tra innovazione e livello di scolarità diffuso. Si son persino trascurate le indicazioni della UE, che pure si eran sottoscritte (Cresson, Delors ecc.). Roba più o meno di vent&#8217;anni fa.E la stessa UE ha pian piano delegato ai singoli stati, autoriducendosi al silenzio. Nel Trattato di Lisbona alcune parole chiave (educazione, formazione, istruzione) son citate pochissime volte, quattro o cinque su centinaia di pagine. Non credo sia solo opera di una perversa volontà di distruzione civile:</p>
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		<title>
		Di: michelangelo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79799</link>

		<dc:creator><![CDATA[michelangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Mar 2013 13:21:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La scuola è un posto strano, un po&#039; come la politica: in entrambe si continua a creder che a controllare la realtà sia il linguaggio preciso e sistematizzato all&#039;eccesso, proprio quello che, invece, dimostra spesso di non saper né contenerla né organizzarla. Ma che, però, regala l&#039;illusione che lo si faccia. Eppure dovrebbe esser più che noto che le organizzazioni complesse, o si reggono su due livelli, quello formale e quello informale, o non si reggono per nulla. Tutto quel che si potrebbe fare è occuparsi più a fondo del problema di come metter in sinergia i due livelli, invece che tentare di subordinar l&#039;uno all&#039;altro, o addirittura di escluder uno dei due. Ma l&#039;ambizione di chi ha l&#039;autorità di normare (attraverso il potere gerarchico o linguistico) è sempre quella di tagliar il nodo di Gordio della complessità, cosa impossibile quando i nodi son tanti e sparsi. E&#039; per questo che, alternativamente, in questi ultimi due decenni, si è provato a governare questa complessità o con riforme globali o con circolari occasionali, senza mai afferrare i fili che compongono la matassa. Facendo anzi sì che chi la matassa fila tutti i giorni, ci si ritrovi spesso imprigionato, impotente, frustrato, estraniato; e che chi la matassa la governa da fuori, non risolva nulla, né aiuti a risolvere. Le reciproche lagne dei protagonisti, dall&#039;OCDE PISA sino all&#039;ultimo degli sgabelli scolastici, sono il risultato. Se ne può uscire? Certo, ripensando e riscrivendo le vicende della scuola quantomeno a partire dagli anni Sessanta, ma senza pregiudizi. Perché il nodo che riassume tutti gli altri è ancora rappresentato dalla capacità o meno di innescare la dialettica necessaria tra governo esterno e autonomie (istituzionali, dei soggetti, culturali ecc.), non molto diversamente che, ad esempio, all&#039;epoca dei clerici vagantes. Non aiuta il fatto che, nel bene e nel male, la scuola sia il luogo elettivo delle persistenze. Un esempio? Mi è capitato spesso di veder correggere i compiti in rosso, matita o biro non importa: pare che la tradizione derivi da una pratica in uso presso gli scribi egizi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scuola è un posto strano, un po&#8217; come la politica: in entrambe si continua a creder che a controllare la realtà sia il linguaggio preciso e sistematizzato all&#8217;eccesso, proprio quello che, invece, dimostra spesso di non saper né contenerla né organizzarla. Ma che, però, regala l&#8217;illusione che lo si faccia. Eppure dovrebbe esser più che noto che le organizzazioni complesse, o si reggono su due livelli, quello formale e quello informale, o non si reggono per nulla. Tutto quel che si potrebbe fare è occuparsi più a fondo del problema di come metter in sinergia i due livelli, invece che tentare di subordinar l&#8217;uno all&#8217;altro, o addirittura di escluder uno dei due. Ma l&#8217;ambizione di chi ha l&#8217;autorità di normare (attraverso il potere gerarchico o linguistico) è sempre quella di tagliar il nodo di Gordio della complessità, cosa impossibile quando i nodi son tanti e sparsi. E&#8217; per questo che, alternativamente, in questi ultimi due decenni, si è provato a governare questa complessità o con riforme globali o con circolari occasionali, senza mai afferrare i fili che compongono la matassa. Facendo anzi sì che chi la matassa fila tutti i giorni, ci si ritrovi spesso imprigionato, impotente, frustrato, estraniato; e che chi la matassa la governa da fuori, non risolva nulla, né aiuti a risolvere. Le reciproche lagne dei protagonisti, dall&#8217;OCDE PISA sino all&#8217;ultimo degli sgabelli scolastici, sono il risultato. Se ne può uscire? Certo, ripensando e riscrivendo le vicende della scuola quantomeno a partire dagli anni Sessanta, ma senza pregiudizi. Perché il nodo che riassume tutti gli altri è ancora rappresentato dalla capacità o meno di innescare la dialettica necessaria tra governo esterno e autonomie (istituzionali, dei soggetti, culturali ecc.), non molto diversamente che, ad esempio, all&#8217;epoca dei clerici vagantes. Non aiuta il fatto che, nel bene e nel male, la scuola sia il luogo elettivo delle persistenze. Un esempio? Mi è capitato spesso di veder correggere i compiti in rosso, matita o biro non importa: pare che la tradizione derivi da una pratica in uso presso gli scribi egizi.</p>
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		Di: Ugo Sgrosso		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79647</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ugo Sgrosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 14:50:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come sempre, ho trovato spunti preziosi, ...dal mio punto di vista.
Però non c&#039;è solo la scuola. Noi genitori siamo stati gli unici interlocutori influenti dei bambini, in età prescolare. O abbiamo ceduto le nostre responsabilità alla televisione?
Non vale anche, per noi genitori, che “I ragazzi non siano vasi da riempire ma torce da accendere”?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre, ho trovato spunti preziosi, &#8230;dal mio punto di vista.<br />
Però non c&#8217;è solo la scuola. Noi genitori siamo stati gli unici interlocutori influenti dei bambini, in età prescolare. O abbiamo ceduto le nostre responsabilità alla televisione?<br />
Non vale anche, per noi genitori, che “I ragazzi non siano vasi da riempire ma torce da accendere”?</p>
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		<title>
		Di: Giuseppe Canone		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79603</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Canone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 08:19:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto l&#039;articolo ...essendo insegnante condivido perfettamente il ragionamento e le conclusioni ... io mi occupo di musica e ritengo che proprio questa materia di studio, oltre a tutte le altre discipline ... ma forse con una maggior pregnanza , potrebbe essere una &quot;cura&quot; se proposta in modo adeguato fin dalla prima infanzia, come succede in moltissimi paesi &quot;Civili&quot;... questa arte stimola alla creatività, all&#039;impegno, alla responsabilità, alla convivenza e al dialogo.... e fa maturare nei giovani fortissime motivazioni !  GRAZIE A TUTTI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto l&#8217;articolo &#8230;essendo insegnante condivido perfettamente il ragionamento e le conclusioni &#8230; io mi occupo di musica e ritengo che proprio questa materia di studio, oltre a tutte le altre discipline &#8230; ma forse con una maggior pregnanza , potrebbe essere una &#8220;cura&#8221; se proposta in modo adeguato fin dalla prima infanzia, come succede in moltissimi paesi &#8220;Civili&#8221;&#8230; questa arte stimola alla creatività, all&#8217;impegno, alla responsabilità, alla convivenza e al dialogo&#8230;. e fa maturare nei giovani fortissime motivazioni !  GRAZIE A TUTTI</p>
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		<title>
		Di: Giuseppe Canone		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79602</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Canone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 08:16:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto l&#039;articolo ...essendo insegnante condivido perfettamente il ragionamento e le conclusioni ... io mi occupo di musica e ritengo che oltre a tutte le altre discipline ... ma forse con una maggior pregnanza , potrebbe essere una &quot;cura&quot; se proposta in modo adeguato fin dalla prima infanzia, come succede in moltissimi paesi &quot;Civili&quot;... questa arte stimola alla creatività, all&#039;impegno, alla responsabilità, alla convivenza e al dialogo.... e fa maturare nei giovani fortissime motivazioni !  GRAZIE A TUTTI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto l&#8217;articolo &#8230;essendo insegnante condivido perfettamente il ragionamento e le conclusioni &#8230; io mi occupo di musica e ritengo che oltre a tutte le altre discipline &#8230; ma forse con una maggior pregnanza , potrebbe essere una &#8220;cura&#8221; se proposta in modo adeguato fin dalla prima infanzia, come succede in moltissimi paesi &#8220;Civili&#8221;&#8230; questa arte stimola alla creatività, all&#8217;impegno, alla responsabilità, alla convivenza e al dialogo&#8230;. e fa maturare nei giovani fortissime motivazioni !  GRAZIE A TUTTI</p>
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		<title>
		Di: Michela Bortolozzo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79597</link>

		<dc:creator><![CDATA[Michela Bortolozzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 15:01:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79596&quot;&gt;Fiorella Palomba&lt;/a&gt;.

Un altro esempio di laboratorio. Mio figlio frequenta la scuola Steiner-Waldorf, anche nota (poco) come steineriana; loro studiano per tre o quattro settimane una delle materie principali (fisica, matematica, grammatica, storia) nelle ore centrali della mattina. In particolare quando tocca a Fisica, la lezione prevede nell&#039;ordine: esperimento in classe, a cui partecipano attivamente i ragazzi, quindi a casa sistemano gli appunti che hanno raccolto nella mattinata, quindi il giorno dopo discutono in classe su cosa hanno fatto, infine e solo dopo tutto ciò, elaborano il testo che descrive l&#039;esperimento nel loro quaderno che diventerà poi il loro libro di testo. Prima fanno, e poi studiano, e non il contrario. Io lo trovo straordinario, ed anche i ragazzi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79596">Fiorella Palomba</a>.</p>
<p>Un altro esempio di laboratorio. Mio figlio frequenta la scuola Steiner-Waldorf, anche nota (poco) come steineriana; loro studiano per tre o quattro settimane una delle materie principali (fisica, matematica, grammatica, storia) nelle ore centrali della mattina. In particolare quando tocca a Fisica, la lezione prevede nell&#8217;ordine: esperimento in classe, a cui partecipano attivamente i ragazzi, quindi a casa sistemano gli appunti che hanno raccolto nella mattinata, quindi il giorno dopo discutono in classe su cosa hanno fatto, infine e solo dopo tutto ciò, elaborano il testo che descrive l&#8217;esperimento nel loro quaderno che diventerà poi il loro libro di testo. Prima fanno, e poi studiano, e non il contrario. Io lo trovo straordinario, ed anche i ragazzi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fiorella Palomba		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79596</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 13:06:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Annamaria, quanta verità nel tuo post, non si può che sottoscrivere. 
Vorrei riportare la discussione alla domanda iniziale rispetto ai Laboratori.

La didattica laboratoriale si incardina sulla metodologia della ricerca, pertanto si progetta, si sperimenta, si ricerca agendo con fantasia e creatività e sulla socializzazione.

- Il Laboratorio è un luogo fisico e mentale in cui il prodotto (libro, giornale, film, spettacolo, etc.) è MOTIVAZIONE e VERIFICA delle attività progettate
- é “un&#039;officina di metodo” in cui si  utilizzano risorse comunicative (scrittura, brainstorming, ringi sho, posta elettronica, chat con face book, etc.)
- é un luogo di relazioni non gerarchiche in cui è fondamentale lo scambio di significati e di emozioni tra studenti e docenti. 
- è uno spazio di esplorazione e di creatività, di cesello e di revisione continua del proprio lavoro.

Ricordo infine che l&#039;adolescenza é una bomba di energia con cui quest’anno, nella terza media del laboratorio che conduco, anche io ho dovuto fare i conti (*_))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Annamaria, quanta verità nel tuo post, non si può che sottoscrivere.<br />
Vorrei riportare la discussione alla domanda iniziale rispetto ai Laboratori.</p>
<p>La didattica laboratoriale si incardina sulla metodologia della ricerca, pertanto si progetta, si sperimenta, si ricerca agendo con fantasia e creatività e sulla socializzazione.</p>
<p>&#8211; Il Laboratorio è un luogo fisico e mentale in cui il prodotto (libro, giornale, film, spettacolo, etc.) è MOTIVAZIONE e VERIFICA delle attività progettate<br />
&#8211; é “un&#8217;officina di metodo” in cui si  utilizzano risorse comunicative (scrittura, brainstorming, ringi sho, posta elettronica, chat con face book, etc.)<br />
&#8211; é un luogo di relazioni non gerarchiche in cui è fondamentale lo scambio di significati e di emozioni tra studenti e docenti.<br />
&#8211; è uno spazio di esplorazione e di creatività, di cesello e di revisione continua del proprio lavoro.</p>
<p>Ricordo infine che l&#8217;adolescenza é una bomba di energia con cui quest’anno, nella terza media del laboratorio che conduco, anche io ho dovuto fare i conti (*_))</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Grazia Sferrazza		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79595</link>

		<dc:creator><![CDATA[Grazia Sferrazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 09:05:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;I ragazzi non sono vasi da riempire ma torce da accendere&quot;. Lo dicevano gli antichi romani e non l&#039;abbiamo ancora capito. La scuola va rivoltata come un calzino. Meno studenti per classe, classi divise per interesse di materia come all&#039;università e corsi di studi liberi dalla fascia di età, meno lavoro a casa e più pratica a scuola, ragazzi e insegnanti inseriti in percorsi permanenti di formazione alla relazione e alla consapevolezza di sè. Investire nella scuola significa far funzionare l&#039;educazione, non solo tirare fuori più soldi per sedi e insegnanti non preparati ad affrontare la relazione con i ragazzi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I ragazzi non sono vasi da riempire ma torce da accendere&#8221;. Lo dicevano gli antichi romani e non l&#8217;abbiamo ancora capito. La scuola va rivoltata come un calzino. Meno studenti per classe, classi divise per interesse di materia come all&#8217;università e corsi di studi liberi dalla fascia di età, meno lavoro a casa e più pratica a scuola, ragazzi e insegnanti inseriti in percorsi permanenti di formazione alla relazione e alla consapevolezza di sè. Investire nella scuola significa far funzionare l&#8217;educazione, non solo tirare fuori più soldi per sedi e insegnanti non preparati ad affrontare la relazione con i ragazzi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Walter Conti		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79594</link>

		<dc:creator><![CDATA[Walter Conti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 08:49:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[INTELLIGENZE DINAMICHE

Con i figli alle medie e alle superiori, vivo  quello che molti di voi hanno descritto con un senso di rabbia e di impotenza. La speranza e che tra il corpo insegnante logorato dal peso del contenimento di giovani adolescenti, vi sia qualcuno che non spenga la luce d&#039;intelligenza e curiosità che tutti loro biologicamente hanno.
Nelle lezioni che tengo, cerco oltre alle informazioni nozionistiche di trasmettere la potenza del nostro intelletto di elaborare pensiero e dare un senso a quello che produciamo. Più grande è la difficoltà della sfida che ci poniamo davanti, più gratificante sarà il percorso tortuoso di individuare e tracciare delle soluzioni possibili e originali.
La qualità degli insegnanti la fanno gli studenti, se riusciamo a provocare in loro un desiderio di andare oltre la mediocrità imperante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>INTELLIGENZE DINAMICHE</p>
<p>Con i figli alle medie e alle superiori, vivo  quello che molti di voi hanno descritto con un senso di rabbia e di impotenza. La speranza e che tra il corpo insegnante logorato dal peso del contenimento di giovani adolescenti, vi sia qualcuno che non spenga la luce d&#8217;intelligenza e curiosità che tutti loro biologicamente hanno.<br />
Nelle lezioni che tengo, cerco oltre alle informazioni nozionistiche di trasmettere la potenza del nostro intelletto di elaborare pensiero e dare un senso a quello che produciamo. Più grande è la difficoltà della sfida che ci poniamo davanti, più gratificante sarà il percorso tortuoso di individuare e tracciare delle soluzioni possibili e originali.<br />
La qualità degli insegnanti la fanno gli studenti, se riusciamo a provocare in loro un desiderio di andare oltre la mediocrità imperante.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79592</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 22:05:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mio figlio è passato da una scuola elementare inglese a una media italiana. La prima volta che ho incontrato i prof, si sono lamentati perché &quot;faceva troppe domande&quot;. Dopo qualche mese ha smesso.

Credo che sia sbagliato generalizzare. 
Credo che ci siano moltissimi prof eccellenti. Credo che siano oberati da una serie di adempimenti burocratici, non tutti sensati. Che gli edifici siano vecchi e inadeguati.  Che il tema non sia &quot;intrattenere&quot; gli studenti con effetti speciali, ma sfidarli. Che quando si insegna qualcosa sia indispensabile spiegare a che cosa serve (sì, anche il greco. O la storia medievale), ma non tutti lo fanno. Che le lezioni frontali non siano il modo migliore per trasmettere competenze agli studenti. Che l&#039;effettivo livello di apprendimento andrebbe verificato più spesso, e ben vengano i test Ocse Pisa. Che alcuni libri di testo siano mediocri. Che il focus sia ancora più sull&#039;imparare cose che sull&#039;imparare a imparare. Che il merito non venga premiato a sufficienza. Che il pensiero procedurale venga privilegiato rispetto a quello creativo.  Credo che ci siano isole di eccellenza e di resistenza intellettuale e di buona volontà e di passione, e baratri di rassegnata mediocrità. Credo che molte famiglie non collaborino, e che alcuni ragazzi siano arroganti e viziati. Credo che altre famiglie siano sinceramente coinvolte e che molti ragazzi siano ricchi di potenzialità inespresse. E, giuro, non so come se ne viene a capo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mio figlio è passato da una scuola elementare inglese a una media italiana. La prima volta che ho incontrato i prof, si sono lamentati perché &#8220;faceva troppe domande&#8221;. Dopo qualche mese ha smesso.</p>
<p>Credo che sia sbagliato generalizzare.<br />
Credo che ci siano moltissimi prof eccellenti. Credo che siano oberati da una serie di adempimenti burocratici, non tutti sensati. Che gli edifici siano vecchi e inadeguati.  Che il tema non sia &#8220;intrattenere&#8221; gli studenti con effetti speciali, ma sfidarli. Che quando si insegna qualcosa sia indispensabile spiegare a che cosa serve (sì, anche il greco. O la storia medievale), ma non tutti lo fanno. Che le lezioni frontali non siano il modo migliore per trasmettere competenze agli studenti. Che l&#8217;effettivo livello di apprendimento andrebbe verificato più spesso, e ben vengano i test Ocse Pisa. Che alcuni libri di testo siano mediocri. Che il focus sia ancora più sull&#8217;imparare cose che sull&#8217;imparare a imparare. Che il merito non venga premiato a sufficienza. Che il pensiero procedurale venga privilegiato rispetto a quello creativo.  Credo che ci siano isole di eccellenza e di resistenza intellettuale e di buona volontà e di passione, e baratri di rassegnata mediocrità. Credo che molte famiglie non collaborino, e che alcuni ragazzi siano arroganti e viziati. Credo che altre famiglie siano sinceramente coinvolte e che molti ragazzi siano ricchi di potenzialità inespresse. E, giuro, non so come se ne viene a capo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Zubial Jardin		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79591</link>

		<dc:creator><![CDATA[Zubial Jardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 17:43:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=9040#comment-79591</guid>

					<description><![CDATA[Un vecchio proverbio recita: “Chi sa fa, chi non sa insegna”. Mi spiace per i tanti professori in gamba che si dedicano ai loro studenti con passione e dedizione, ma questi sono sempre meno della moltitudine che ha intrapreso il lavoro di insegnante come unico sbocco professionale alla fine di una facoltà o di una scuola che altro non offriva. Ed è evidente che scegliere di insegnare, solo perché non si può far altro nella vita, non è certo il massimo. Ho un figlio di dieci anni per il quale insieme a mio marito, siamo diventati i suoi educatori/insegnanti di riferimento. Ha appreso con noi un metodo di scrittura (inventando storie e cercando di elaborare concetti con la rilettura e la correzione),  l’uso della logica per risolvere i problemi(e non un bovino mettere in pratica quattro nozioni svogliatamente trasferite dall’insegnante) la capacità di esprimersi con le lingue straniere(non quattro elementari esercizi perpetrati all’infinito. A volte vorremmo scappare da questo ruolo di educatori, a volte siamo felici di farlo perché lui è diverso dagli altri, non perché più intelligente, ma perché più fortunato ad aver trovato chi crede in lui, lo motiva, lo affianca e lo spinge oltre i suoi limiti. Tutto questo non poteva farlo la scuola?!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un vecchio proverbio recita: “Chi sa fa, chi non sa insegna”. Mi spiace per i tanti professori in gamba che si dedicano ai loro studenti con passione e dedizione, ma questi sono sempre meno della moltitudine che ha intrapreso il lavoro di insegnante come unico sbocco professionale alla fine di una facoltà o di una scuola che altro non offriva. Ed è evidente che scegliere di insegnare, solo perché non si può far altro nella vita, non è certo il massimo. Ho un figlio di dieci anni per il quale insieme a mio marito, siamo diventati i suoi educatori/insegnanti di riferimento. Ha appreso con noi un metodo di scrittura (inventando storie e cercando di elaborare concetti con la rilettura e la correzione),  l’uso della logica per risolvere i problemi(e non un bovino mettere in pratica quattro nozioni svogliatamente trasferite dall’insegnante) la capacità di esprimersi con le lingue straniere(non quattro elementari esercizi perpetrati all’infinito. A volte vorremmo scappare da questo ruolo di educatori, a volte siamo felici di farlo perché lui è diverso dagli altri, non perché più intelligente, ma perché più fortunato ad aver trovato chi crede in lui, lo motiva, lo affianca e lo spinge oltre i suoi limiti. Tutto questo non poteva farlo la scuola?!!!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: maddalena		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79590</link>

		<dc:creator><![CDATA[maddalena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 16:24:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Manca molto ala scuola italiana: la dirigenza didattica, che è ormai affossata dalla burocrazia e dai tagli.Manca la formazione degli insegnanti,manca l&#039;apertura della scuola che si arrocca spaventata. La scuola di mio figlio è un paese abitato da 1200 adolescenti. E&#039; un mondo a sè. Ma ci comandano una manciata di adulti e potenze invisibili( ministero Usp.) la strada è la ricerca

 soluzione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Manca molto ala scuola italiana: la dirigenza didattica, che è ormai affossata dalla burocrazia e dai tagli.Manca la formazione degli insegnanti,manca l&#8217;apertura della scuola che si arrocca spaventata. La scuola di mio figlio è un paese abitato da 1200 adolescenti. E&#8217; un mondo a sè. Ma ci comandano una manciata di adulti e potenze invisibili( ministero Usp.) la strada è la ricerca</p>
<p> soluzione</p>
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		<title>
		Di: Fiamma Tortoli		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79589</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiamma Tortoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 16:22:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79583&quot;&gt;jac&lt;/a&gt;.

Grazie per la preziosa segnalazione!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79583">jac</a>.</p>
<p>Grazie per la preziosa segnalazione!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: MircaB		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79586</link>

		<dc:creator><![CDATA[MircaB]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 13:52:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Parlo a mio nome , dunque nessuna pretesa di rappresentanza, ma non mi succede di  metterla in questo modo : incosistenza degli alunni, passività, demotivazione , incapacità e rassegnazione .. La metto invece in termini di attese , desideri ,capacità mie e della classe e sapere che la frase più pericolosa è &quot;Ho sempre fatto così invece loro .....&quot; 
Succede invece che ci si trova in aule gremite di circa (e oltre) trenta studenti, richieste individuali continue, girandola di programmi, progetti, valutazioni, acrobazie. I  tentativi operosi verso la sequela delle lamentele spesso vengono disattesi e c&#039;è solo un obiettivo negli occhi e nei balbettii : la sufficienza , il recupero per raggiungerla, il sei meno che a giugno sarà sei. Non è tutto così, se lo fosse non sarei qui ma al  TSO e già che ci sono ringrazio le mie  compagnie di avventure quotidiane di non averlo ancora chiamato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parlo a mio nome , dunque nessuna pretesa di rappresentanza, ma non mi succede di  metterla in questo modo : incosistenza degli alunni, passività, demotivazione , incapacità e rassegnazione .. La metto invece in termini di attese , desideri ,capacità mie e della classe e sapere che la frase più pericolosa è &#8220;Ho sempre fatto così invece loro &#8230;..&#8221;<br />
Succede invece che ci si trova in aule gremite di circa (e oltre) trenta studenti, richieste individuali continue, girandola di programmi, progetti, valutazioni, acrobazie. I  tentativi operosi verso la sequela delle lamentele spesso vengono disattesi e c&#8217;è solo un obiettivo negli occhi e nei balbettii : la sufficienza , il recupero per raggiungerla, il sei meno che a giugno sarà sei. Non è tutto così, se lo fosse non sarei qui ma al  TSO e già che ci sono ringrazio le mie  compagnie di avventure quotidiane di non averlo ancora chiamato.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: lele		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/esperienze-12-il-lamento-del-consiglio-di-classe/#comment-79585</link>

		<dc:creator><![CDATA[lele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 11:35:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quanto mai attuale questa tua di stamattina! reduce da un consiglio di classe dove ho cercato di sostenere l&#039;attacco di tutti i professori sull&#039;inconsistenza degli alunni....eppure si tratta di un liceo classico!!! Non appartengo certo alla categoria dei genitori che si schierano dalla parte dei figli ma come fare a suscitare nuovo interesse e curiosità nelle lezioni? Professori come possiamo fare?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quanto mai attuale questa tua di stamattina! reduce da un consiglio di classe dove ho cercato di sostenere l&#8217;attacco di tutti i professori sull&#8217;inconsistenza degli alunni&#8230;.eppure si tratta di un liceo classico!!! Non appartengo certo alla categoria dei genitori che si schierano dalla parte dei figli ma come fare a suscitare nuovo interesse e curiosità nelle lezioni? Professori come possiamo fare?</p>
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