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	Commenti a: Esperienze 6: aspiranti giornalisti e curricula	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Luisa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 19:22:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Salve a tutti , ho bisogno di una mano da voi che sicuramente ne sapete più  di me.
Se avessi una nuova idea per una rivista come potrei proporla  ad una casa editrice?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti , ho bisogno di una mano da voi che sicuramente ne sapete più  di me.<br />
Se avessi una nuova idea per una rivista come potrei proporla  ad una casa editrice?</p>
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		<title>
		Di: frank		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[frank]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2013 07:16:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Faccio il fotoreporter da settembre 99 in varie testate giornalistiche della mia città.
Tra il girare nelle varie redazioni ho sentito il desiderio di poter anch&#039;io di conseguire il tesserino come pubblicista
Niente da fare la penutima testata dove ho prestato la mia opera da fotogiornalista non me lo ha permesso in quanto nei due anni continuativi che servivono per poter fare la trafila tutto a vuoto....
Scusate la presunzione: ho investito una discreta somma di denar per le attrezzature ho fatto del mio meglio e poi....tanto per rimanesere nel giro da un anno sto lavorando con un giornale distribuito nei palazetti stadi ecc....Prendo qualche soldino però....
Anche se per me fare fotografie è un secondo lavoro bè vi consiglio di non sottovalutare il fatto che oggi siamo in via d&#039;estinzione noi fotoreporter nei giornali. Un cronista ti fa la foto anche con una compatta e via in pagina noi invece ci mettiamo anima e cuore....A presto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio il fotoreporter da settembre 99 in varie testate giornalistiche della mia città.<br />
Tra il girare nelle varie redazioni ho sentito il desiderio di poter anch&#8217;io di conseguire il tesserino come pubblicista<br />
Niente da fare la penutima testata dove ho prestato la mia opera da fotogiornalista non me lo ha permesso in quanto nei due anni continuativi che servivono per poter fare la trafila tutto a vuoto&#8230;.<br />
Scusate la presunzione: ho investito una discreta somma di denar per le attrezzature ho fatto del mio meglio e poi&#8230;.tanto per rimanesere nel giro da un anno sto lavorando con un giornale distribuito nei palazetti stadi ecc&#8230;.Prendo qualche soldino però&#8230;.<br />
Anche se per me fare fotografie è un secondo lavoro bè vi consiglio di non sottovalutare il fatto che oggi siamo in via d&#8217;estinzione noi fotoreporter nei giornali. Un cronista ti fa la foto anche con una compatta e via in pagina noi invece ci mettiamo anima e cuore&#8230;.A presto</p>
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		Di: idro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[idro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2012 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Manuela, la mia storia giornalistica è simile alla tua. Mai un curriculum inviato, ma molte mail con proposte sensate. Credo sia importante, nel giornalismo come in molte altre dimensioni, proporre una soluzione e non un problema da gestire. Nelle aziende come nelle redazioni, i nuovi collaboratori sono spesso percepiti come problemi, perchè necessitano di tempo per imparare e di tanta, tanta attenzione da parte di chi già ci lavora. E non sempre i nuovi collaboratori imparano bene e in fretta. Anzi. A me è andata bene ( abbastanza), come hai fatto tu ho inviato proposte sensate nel momento giusto e alle persone giuste, al punto che in pochi mesi mi sono state affidate importanti responsabilità e la collaborazione si è allargata a macchia d&#039;olio all&#039;interno delle testate della stessa casa editrice. Dopo due anni sono diventato pubblicista, e continuo a mandare proposte a molte altre riviste. Bisogna però dire la verità al 100%, sottolineando che su 100 mail che si mandano si riceve risposta si e no a 3, che molte non vengono lette e che in molti altri casi i destinatari utilizzano le idee ricevute derubandoti appunto di un&#039;idea. Mi è capitato in molte occasioni. Un&#039;autorevole rivista di settore, riferimento nazionale assoluto, dopo avermi pubblicato un articolo scritto a bruciapelo e inviato senza nemmeno aver mai avuto alcun rapporto, mi ha convocato con urgenza. Mi hanno chiesto una decina di idee. Io ne ho preparate 30. Mi hanno ricoperto di complimenti, fatto scrivere 5 pezzi importanti per poi non pubblicarli sostenendo che vi fossero stati problemi all&#039;ultimo. Poi, il nulla. Non rispondevano più alle mia chiamate o alle mail. Dopo tre mesi, una dopo l&#039;altra tutte le mie idee hanno cominciato a prendere forma, firmate dal direttore, senza manco nemmeno citarmi. Furto allo stato puro Ecco, questo è uno dei mille casi di fregature che mi sono capitati. Io non mollo e vado avanti, perchè su mille tentativi di proposta, 990 sono ignorati, 8 sono fregature e due sono valide esperienze. Bisogna però essere molto resilienti per tutto ciò. Io non ho un contratto giornalistico, sono un collaboratore esterno con p.iva, ma mando avanti da solo 12 numeri annuali di 3 riviste trimestrali diverse per contenuto, target e linguaggio. Se avessi un contratto giornalistico sarei pagato 8 volte di più, ma queste cose accadono di rado, e per permettermi di fare il giornalista a queste condizioni mantengo la cattedra al liceo, per una sicurezza che le collaborazioni mai darebbero. Queste cose accadono in provincia, non nella Milano delle redazioni, ma un po&#039; in tutte le provincie. Questo aspetto del non rispondere alle mail poi sta diventando un vero e proprio status italiano. Tre anni fa, mandai una mail a 1500 tra professori, ricercatori e collaboratori Universitari che si occupavano di didattica e nuove metodologie dell&#039;insegnamento, per presentare un metodo che ho elaborato e sperimentato con i miei studenti. Su 1500 mail inviate, 700 sono tornate indietro per &quot;intasamento casella di posta&quot; ( professori che non leggono da anni le mail), delle restanti 700 ho ricevuto solo una quindicina di risposte. Di queste 3 hanno avuto un seguito, con la conseguente pubblicazione dei lavori e sviluppo dei contatti. E se io avessi dimenticato, per qualche ragione, di mandare la mail a queste tre persone? 3 su 1500 mi sembra pochino. Parliamo di un argomento che aveva già attirato l&#039;attenzione di giornale e emittenti televisive, quindi appetibile. Comunque, come sostieni anche tu, non bisogna lamentarsi ma andare avanti e perseverare, modificando la strategia se si vede che il risultato non arriva. p.s: anch&#039;io ho inventato un lavoro, è la mia terza parte professionale oltre al giornalismo e alla scuola, magari te lo racconto sul tuo blog ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Manuela, la mia storia giornalistica è simile alla tua. Mai un curriculum inviato, ma molte mail con proposte sensate. Credo sia importante, nel giornalismo come in molte altre dimensioni, proporre una soluzione e non un problema da gestire. Nelle aziende come nelle redazioni, i nuovi collaboratori sono spesso percepiti come problemi, perchè necessitano di tempo per imparare e di tanta, tanta attenzione da parte di chi già ci lavora. E non sempre i nuovi collaboratori imparano bene e in fretta. Anzi. A me è andata bene ( abbastanza), come hai fatto tu ho inviato proposte sensate nel momento giusto e alle persone giuste, al punto che in pochi mesi mi sono state affidate importanti responsabilità e la collaborazione si è allargata a macchia d&#8217;olio all&#8217;interno delle testate della stessa casa editrice. Dopo due anni sono diventato pubblicista, e continuo a mandare proposte a molte altre riviste. Bisogna però dire la verità al 100%, sottolineando che su 100 mail che si mandano si riceve risposta si e no a 3, che molte non vengono lette e che in molti altri casi i destinatari utilizzano le idee ricevute derubandoti appunto di un&#8217;idea. Mi è capitato in molte occasioni. Un&#8217;autorevole rivista di settore, riferimento nazionale assoluto, dopo avermi pubblicato un articolo scritto a bruciapelo e inviato senza nemmeno aver mai avuto alcun rapporto, mi ha convocato con urgenza. Mi hanno chiesto una decina di idee. Io ne ho preparate 30. Mi hanno ricoperto di complimenti, fatto scrivere 5 pezzi importanti per poi non pubblicarli sostenendo che vi fossero stati problemi all&#8217;ultimo. Poi, il nulla. Non rispondevano più alle mia chiamate o alle mail. Dopo tre mesi, una dopo l&#8217;altra tutte le mie idee hanno cominciato a prendere forma, firmate dal direttore, senza manco nemmeno citarmi. Furto allo stato puro Ecco, questo è uno dei mille casi di fregature che mi sono capitati. Io non mollo e vado avanti, perchè su mille tentativi di proposta, 990 sono ignorati, 8 sono fregature e due sono valide esperienze. Bisogna però essere molto resilienti per tutto ciò. Io non ho un contratto giornalistico, sono un collaboratore esterno con p.iva, ma mando avanti da solo 12 numeri annuali di 3 riviste trimestrali diverse per contenuto, target e linguaggio. Se avessi un contratto giornalistico sarei pagato 8 volte di più, ma queste cose accadono di rado, e per permettermi di fare il giornalista a queste condizioni mantengo la cattedra al liceo, per una sicurezza che le collaborazioni mai darebbero. Queste cose accadono in provincia, non nella Milano delle redazioni, ma un po&#8217; in tutte le provincie. Questo aspetto del non rispondere alle mail poi sta diventando un vero e proprio status italiano. Tre anni fa, mandai una mail a 1500 tra professori, ricercatori e collaboratori Universitari che si occupavano di didattica e nuove metodologie dell&#8217;insegnamento, per presentare un metodo che ho elaborato e sperimentato con i miei studenti. Su 1500 mail inviate, 700 sono tornate indietro per &#8220;intasamento casella di posta&#8221; ( professori che non leggono da anni le mail), delle restanti 700 ho ricevuto solo una quindicina di risposte. Di queste 3 hanno avuto un seguito, con la conseguente pubblicazione dei lavori e sviluppo dei contatti. E se io avessi dimenticato, per qualche ragione, di mandare la mail a queste tre persone? 3 su 1500 mi sembra pochino. Parliamo di un argomento che aveva già attirato l&#8217;attenzione di giornale e emittenti televisive, quindi appetibile. Comunque, come sostieni anche tu, non bisogna lamentarsi ma andare avanti e perseverare, modificando la strategia se si vede che il risultato non arriva. p.s: anch&#8217;io ho inventato un lavoro, è la mia terza parte professionale oltre al giornalismo e alla scuola, magari te lo racconto sul tuo blog </p>
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