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	Commenti a: Perché bisogna farsi domande? &#8211; Metodo 68	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Lino Pacco		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-167610</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lino Pacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2019 00:06:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-156708&quot;&gt;Giulia Nossardi&lt;/a&gt;.

Per rispondere con qualche mese di ritardo a te, Giulia, io mi sono messo davvero in Cammino. 5 settimane, 800 km, in giro per la Spagna da solo. 
La mia risposta l&#039;ho trovata, e dopo averla messa in atto sono caduto in depressione per oltre un anno. Vedi tu
Lorenzo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-156708">Giulia Nossardi</a>.</p>
<p>Per rispondere con qualche mese di ritardo a te, Giulia, io mi sono messo davvero in Cammino. 5 settimane, 800 km, in giro per la Spagna da solo.<br />
La mia risposta l&#8217;ho trovata, e dopo averla messa in atto sono caduto in depressione per oltre un anno. Vedi tu<br />
Lorenzo</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Giulia Nossardi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-156708</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giulia Nossardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 20:16:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao a tutti, mi è capitato a volte di chiedermi se fosse giusto ciò che stavo facendo, se stavo seguendo la buona strada. A voi è mai capitato?
GIulia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti, mi è capitato a volte di chiedermi se fosse giusto ciò che stavo facendo, se stavo seguendo la buona strada. A voi è mai capitato?<br />
GIulia</p>
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		<title>
		Di: Pietro Fruzzetti		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-155211</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pietro Fruzzetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2016 22:05:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Siamo alla ricerca di risposte che probabilmente non porteranno soluzioni. Ne siamo tanto ossessionati da non porci più domande. Le domande mettono in moto la creatività che porta a generare soluzioni. 
È una questione di allenamento. 
Un articolo diretto che solo chi si pone domande riesce a comprenderne il valore. Complimenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo alla ricerca di risposte che probabilmente non porteranno soluzioni. Ne siamo tanto ossessionati da non porci più domande. Le domande mettono in moto la creatività che porta a generare soluzioni.<br />
È una questione di allenamento.<br />
Un articolo diretto che solo chi si pone domande riesce a comprenderne il valore. Complimenti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-155188</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2016 17:44:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-155156&quot;&gt;Marco Galvagno&lt;/a&gt;.

Ciao Marco. Un brano delizioso. :) grazie per averlo postato!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-155156">Marco Galvagno</a>.</p>
<p>Ciao Marco. Un brano delizioso. 🙂 grazie per averlo postato!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco Galvagno		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-155156</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Galvagno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 19:26:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Annamaria, complimenti per l&#039;intervento di oggi a Skytg24)

L&#039;importanza delle domande 
Tratto da Jostein Gaarder, C’è nessuno?, Adriano Salani Editore srl, Firenze, 1996, pag. 25.

[…] «Puoi mangiare una mela» dissi porgendogli il frutto.
Sembrava che non ne avesse mai viste in vita sua: per un po’ rimase incantato ad annusarla, poi si fece coraggio e le diede un morettino.
«Gnam, gnam» disse con la bocca piena.
«E’ buona?» domandai.
Lui fece un profondo inchino.
Volevo sapere che gusto avesse una mela quando la si assaggia per la prima volta, e insistei:
«Ti è piaciuta?»
Mika si inchinò a ripetizione.
«Perché fai l’inchino?»
Ora fu lui a rimanere sbalordito. Credo non sapesse se doveva fare un altro inchino oppure limitarsi a rispondere.
«Nel posto da cui vengo ci inchiniamo sempre quando qualcuno fa una domanda acuta» spiegò.
«E più profonda è la domanda, più profondo è l’inchino».
Non avevo mai sentito una cosa tanto strana: non riuscivo a capacitarmi che una domanda potesse meritare un inchino.
«E allora quando dovete salutarvi cosa fate?»
«Cerchiamo di escogitare qualche cosa di intelligente da domandare» rispose.
«E perché?»
Fece un rapido inchino dato che gli avevo rivolto un’altra domanda, poi si spiegò:
«Cerchiamo di pensare qualcosa di intelligente da domandare in modo da far inchinare l’altro».
Fui talmente colpito da quella risposta che, quasi senza volerlo, mi inchinai profondamente.
Quando alzai lo sguardo, Mika si era infilato il pollice in bocca. Se lo tolse solo dopo un bel po’.
«Perché mi hai fatto l’inchino?» mi chiese allora quasi offeso.
«Perché hai risposto in modo molto intelligente alla mia domanda» spiegai.
Allora Mika con voce limpida e chiara scandì alcune parole che non ho mai dimenticato:
«Una risposta non merita mai un inchino: per quanto intelligente e giusta ci possa sembrare, non dobbiamo mai inchinarci a una risposta».
Annuii con un cenno della testa, pentendomi immediatamente perché Mika poteva pensare che mi ero inchinato alla sua risposta.
«Chi si inchina si piega» continuò Mika. «Non devi mai piegarti davanti a una risposta».
«E perché no?»
«Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre».
Quelle parole mi sembrarono talmente sagge che dovetti trattenermi a forza per non fare un altro inchino […]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Annamaria, complimenti per l&#8217;intervento di oggi a Skytg24)</p>
<p>L&#8217;importanza delle domande<br />
Tratto da Jostein Gaarder, C’è nessuno?, Adriano Salani Editore srl, Firenze, 1996, pag. 25.</p>
<p>[…] «Puoi mangiare una mela» dissi porgendogli il frutto.<br />
Sembrava che non ne avesse mai viste in vita sua: per un po’ rimase incantato ad annusarla, poi si fece coraggio e le diede un morettino.<br />
«Gnam, gnam» disse con la bocca piena.<br />
«E’ buona?» domandai.<br />
Lui fece un profondo inchino.<br />
Volevo sapere che gusto avesse una mela quando la si assaggia per la prima volta, e insistei:<br />
«Ti è piaciuta?»<br />
Mika si inchinò a ripetizione.<br />
«Perché fai l’inchino?»<br />
Ora fu lui a rimanere sbalordito. Credo non sapesse se doveva fare un altro inchino oppure limitarsi a rispondere.<br />
«Nel posto da cui vengo ci inchiniamo sempre quando qualcuno fa una domanda acuta» spiegò.<br />
«E più profonda è la domanda, più profondo è l’inchino».<br />
Non avevo mai sentito una cosa tanto strana: non riuscivo a capacitarmi che una domanda potesse meritare un inchino.<br />
«E allora quando dovete salutarvi cosa fate?»<br />
«Cerchiamo di escogitare qualche cosa di intelligente da domandare» rispose.<br />
«E perché?»<br />
Fece un rapido inchino dato che gli avevo rivolto un’altra domanda, poi si spiegò:<br />
«Cerchiamo di pensare qualcosa di intelligente da domandare in modo da far inchinare l’altro».<br />
Fui talmente colpito da quella risposta che, quasi senza volerlo, mi inchinai profondamente.<br />
Quando alzai lo sguardo, Mika si era infilato il pollice in bocca. Se lo tolse solo dopo un bel po’.<br />
«Perché mi hai fatto l’inchino?» mi chiese allora quasi offeso.<br />
«Perché hai risposto in modo molto intelligente alla mia domanda» spiegai.<br />
Allora Mika con voce limpida e chiara scandì alcune parole che non ho mai dimenticato:<br />
«Una risposta non merita mai un inchino: per quanto intelligente e giusta ci possa sembrare, non dobbiamo mai inchinarci a una risposta».<br />
Annuii con un cenno della testa, pentendomi immediatamente perché Mika poteva pensare che mi ero inchinato alla sua risposta.<br />
«Chi si inchina si piega» continuò Mika. «Non devi mai piegarti davanti a una risposta».<br />
«E perché no?»<br />
«Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre».<br />
Quelle parole mi sembrarono talmente sagge che dovetti trattenermi a forza per non fare un altro inchino […]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-151871</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 08:33:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-151863&quot;&gt;giuseppe cossu&lt;/a&gt;.

Ciao Giuseppe.
È davvero impossibile darti una risposta sensata senza conoscerti! Se hai questo dubbio, dovresti almeno fare una chiacchierata con un specialista (e io non lo sono). Posso aggiungere solo due considerazioni. Da una parte, credo che una (piccola e controllabile) componente ossessiva appartenga a molte persone che fanno lavori creativi. Ma si tratta, appunto, di una componente indirizzata al migliore svolgimento possibile di un compito.
Dall&#039;altra, credo che importi molto la qualità delle domande: sono sempre le stesse o cambiano? Ti aiutano a fare le cose e a vivere una vita soddisfacente o te lo impediscono? E così via. 
Beh, mi accorgo di aver aggiunto ulteriori domande alla lista: forse, davvero, per trovare qualche risposta una chiacchierata di persona con qualcuno può non essere una cattiva idea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-151863">giuseppe cossu</a>.</p>
<p>Ciao Giuseppe.<br />
È davvero impossibile darti una risposta sensata senza conoscerti! Se hai questo dubbio, dovresti almeno fare una chiacchierata con un specialista (e io non lo sono). Posso aggiungere solo due considerazioni. Da una parte, credo che una (piccola e controllabile) componente ossessiva appartenga a molte persone che fanno lavori creativi. Ma si tratta, appunto, di una componente indirizzata al migliore svolgimento possibile di un compito.<br />
Dall&#8217;altra, credo che importi molto la qualità delle domande: sono sempre le stesse o cambiano? Ti aiutano a fare le cose e a vivere una vita soddisfacente o te lo impediscono? E così via.<br />
Beh, mi accorgo di aver aggiunto ulteriori domande alla lista: forse, davvero, per trovare qualche risposta una chiacchierata di persona con qualcuno può non essere una cattiva idea.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe cossu		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-151863</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Apr 2016 14:44:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Salve...Vorrei una vostra opinione: Secondo voi il farsi continuamente domande su ogni cosa come capita sempre ha me è normale ho potrebbe essere un sintomo di disturbo ossesivo? Grazie a chi risponderà]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve&#8230;Vorrei una vostra opinione: Secondo voi il farsi continuamente domande su ogni cosa come capita sempre ha me è normale ho potrebbe essere un sintomo di disturbo ossesivo? Grazie a chi risponderà</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-100331</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2014 18:30:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-99882&quot;&gt;enrico&lt;/a&gt;.

Ciao Enrico.
Temo che i successivi duemila anni di filosofia non siano riusciti a produrre una risposta pienamente soddisfacente.
E figurati se ci riesce la sottoscritta.
Ma potrei porti un altro paio di domande:
- perché gli uomini buoni dovrebbero essere esentati dalle sventure che sono comunque connesse con la condizione umana?
- che merito ci sarebbe nell&#039;essere uomini buoni, se l&#039;essere buoni ponesse automaticamente al riparo da ogni sventura?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-99882">enrico</a>.</p>
<p>Ciao Enrico.<br />
Temo che i successivi duemila anni di filosofia non siano riusciti a produrre una risposta pienamente soddisfacente.<br />
E figurati se ci riesce la sottoscritta.<br />
Ma potrei porti un altro paio di domande:<br />
&#8211; perché gli uomini buoni dovrebbero essere esentati dalle sventure che sono comunque connesse con la condizione umana?<br />
&#8211; che merito ci sarebbe nell&#8217;essere uomini buoni, se l&#8217;essere buoni ponesse automaticamente al riparo da ogni sventura?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: enrico		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-99882</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2014 12:31:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Annamaria. Mi hai fatto venire in mente una domanda. Non è mia, ma di Seneca: &quot;Perché agli uomini buoni capitano le sventure?&quot;. Si trova nel &quot;De Providentia&quot;.

Che risposta daresti?

Enrico Bonafè]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Annamaria. Mi hai fatto venire in mente una domanda. Non è mia, ma di Seneca: &#8220;Perché agli uomini buoni capitano le sventure?&#8221;. Si trova nel &#8220;De Providentia&#8221;.</p>
<p>Che risposta daresti?</p>
<p>Enrico Bonafè</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Camilla Antonelli		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/farsi-domande/#comment-99877</link>

		<dc:creator><![CDATA[Camilla Antonelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2014 10:45:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che bell&#039;articolo.
Vorrei dare un contributo personale (un po&#039; intimistico).
Inizia così: COME STAI?
La mia avventura interrogativa comincia dal contatto con me stessa. È mattina, ancora non ho messo il passo in marcia, e chiedo. Chiedo per ascoltare. Come se l&#039;ascolto fosse una domanda, rivolta al mio corpo. 
Mi meraviglio, ogni volta, della varietà di risposte che ricevo. Da lì prolificano le nuove connessioni (da ascolto apertura sicurezza).
Succede anche, però, che non la voglio proprio sentire, la domanda, perché non voglio smarrire la risposta che mi piace tanto (ecco chiusura paura manipolazione insicurezza).
E ciò mi fa pensare che, forse, la formulazione di domande sia molto legata alla personalità, oltre che a tutta una fila di altre interconnessioni (intenzioni, ragioni, stato, ecc).
In conclusione, il farsi domande è un atto psico-fisico (creativo/evolutivo, quando la domanda è fertile; banale/stagnante, quando la domanda è sterile). Bisogna allenarsi a essere curiosi per avere risposte inedite, senza aspettative sul viaggio da fare per trovarla.

Come dicevo, una prospettiva molto personale.

ti seguo
buona giornata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che bell&#8217;articolo.<br />
Vorrei dare un contributo personale (un po&#8217; intimistico).<br />
Inizia così: COME STAI?<br />
La mia avventura interrogativa comincia dal contatto con me stessa. È mattina, ancora non ho messo il passo in marcia, e chiedo. Chiedo per ascoltare. Come se l&#8217;ascolto fosse una domanda, rivolta al mio corpo.<br />
Mi meraviglio, ogni volta, della varietà di risposte che ricevo. Da lì prolificano le nuove connessioni (da ascolto apertura sicurezza).<br />
Succede anche, però, che non la voglio proprio sentire, la domanda, perché non voglio smarrire la risposta che mi piace tanto (ecco chiusura paura manipolazione insicurezza).<br />
E ciò mi fa pensare che, forse, la formulazione di domande sia molto legata alla personalità, oltre che a tutta una fila di altre interconnessioni (intenzioni, ragioni, stato, ecc).<br />
In conclusione, il farsi domande è un atto psico-fisico (creativo/evolutivo, quando la domanda è fertile; banale/stagnante, quando la domanda è sterile). Bisogna allenarsi a essere curiosi per avere risposte inedite, senza aspettative sul viaggio da fare per trovarla.</p>
<p>Come dicevo, una prospettiva molto personale.</p>
<p>ti seguo<br />
buona giornata</p>
]]></content:encoded>
		
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