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	Commenti a: Flessibilità e creatività: senza l&#8217;una non c&#8217;è l&#8217;altra	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Rodolfo (sempre io)		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo (sempre io)]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 16:59:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il cartello “reparto Creativi” dov’ero pianista nel bordello mi stimolava un’ironia incredula. Sulla mia porta per fortuna una mano gentile aveva scritto “pezzo di creativo”, riportando le cose nella giusta dimensione.
Il brief: “Dei nostri N prodotti, n sono nella fase di declino. Dobbiamo sostituirli entro la prossima fiera, fatti venire qualche buona idea. Ovviamente devono essere più belli, più  desiderabili e costarci il meno possibile”. Le idee sono generalmente troppe, da sfoltire e ricondurre alla logica finanziaria. Molte buone intuizioni, spesso migliori da più punti di vista, vengono scartate, e questo può testimoniarlo ognuno che ha fatto il nostro mestiere. Uno dei miei pochissimi “successi” dovuti all’insistenza documentata fu ottenere la sostituzione, in anticipo di alcuni anni, dei gas CFC nella produzione di milioni di frigoriferi. Questa sì, è stata creatività. Dall’idea al progetto, dal progetto al prodotto, dal prodotto al mercato: come lo chiamiamo, come lo presentiamo, quali saranno gli elementi costitutivi della comunicazione  e dell’identità d’impresa? La cultura interna aziendale si è quasi sempre dimostrata conservatrice e timorosa. Ogni novità, anche solo di metodo, ha sempre costituito un’instabilità per lo status dei dirigenti, che preferivano e continuano a non sbilanciarsi. I risultati si vedono, limpidi, nella banalità delle merci. E la globalizzazione ha centuplicato la banalità. Molti pensano che ciò che arriva al mercato sia il meglio possibile. È falso. Se lo è -caso Apple- il metaprogetto è così pervasivo ed orwelliano da comprendere anche il design dell’utilizzatore. Il design in tutte le sue declinazioni ha dato il lessico all’industria per mezzo della bellezza aderente, definizione di Kant. Questo linguaggio, derivante dalla cosiddetta creatività, è però condizionato dalla priorità totalitaria della logica finanziaria. La libertà d’esprimersi, fare sempre cose diverse e la gratificazione derivante dal piacere della creatività determinano l’accettazione supina. Creatività nel mondo reale e prostituzione non sono poi tanto dissimili. E anche la clientela è intercambiabile.
La creatività richiede follia e rigore, perseveranza e apertura, ribaltamento e accettazione, cura maniacale di ogni dettaglio, senso della coerenza, conoscenza del contiguo, capacità di cogliere suggestioni da settori lontani. 
Di tutto questo non c’è traccia nel progetto del Paese, della scuola, dell’ambiente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il cartello “reparto Creativi” dov’ero pianista nel bordello mi stimolava un’ironia incredula. Sulla mia porta per fortuna una mano gentile aveva scritto “pezzo di creativo”, riportando le cose nella giusta dimensione.<br />
Il brief: “Dei nostri N prodotti, n sono nella fase di declino. Dobbiamo sostituirli entro la prossima fiera, fatti venire qualche buona idea. Ovviamente devono essere più belli, più  desiderabili e costarci il meno possibile”. Le idee sono generalmente troppe, da sfoltire e ricondurre alla logica finanziaria. Molte buone intuizioni, spesso migliori da più punti di vista, vengono scartate, e questo può testimoniarlo ognuno che ha fatto il nostro mestiere. Uno dei miei pochissimi “successi” dovuti all’insistenza documentata fu ottenere la sostituzione, in anticipo di alcuni anni, dei gas CFC nella produzione di milioni di frigoriferi. Questa sì, è stata creatività. Dall’idea al progetto, dal progetto al prodotto, dal prodotto al mercato: come lo chiamiamo, come lo presentiamo, quali saranno gli elementi costitutivi della comunicazione  e dell’identità d’impresa? La cultura interna aziendale si è quasi sempre dimostrata conservatrice e timorosa. Ogni novità, anche solo di metodo, ha sempre costituito un’instabilità per lo status dei dirigenti, che preferivano e continuano a non sbilanciarsi. I risultati si vedono, limpidi, nella banalità delle merci. E la globalizzazione ha centuplicato la banalità. Molti pensano che ciò che arriva al mercato sia il meglio possibile. È falso. Se lo è -caso Apple- il metaprogetto è così pervasivo ed orwelliano da comprendere anche il design dell’utilizzatore. Il design in tutte le sue declinazioni ha dato il lessico all’industria per mezzo della bellezza aderente, definizione di Kant. Questo linguaggio, derivante dalla cosiddetta creatività, è però condizionato dalla priorità totalitaria della logica finanziaria. La libertà d’esprimersi, fare sempre cose diverse e la gratificazione derivante dal piacere della creatività determinano l’accettazione supina. Creatività nel mondo reale e prostituzione non sono poi tanto dissimili. E anche la clientela è intercambiabile.<br />
La creatività richiede follia e rigore, perseveranza e apertura, ribaltamento e accettazione, cura maniacale di ogni dettaglio, senso della coerenza, conoscenza del contiguo, capacità di cogliere suggestioni da settori lontani.<br />
Di tutto questo non c’è traccia nel progetto del Paese, della scuola, dell’ambiente.</p>
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		Di: Andrea Bedin		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/flessibilita-e-creativita/#comment-185321</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bedin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 10:00:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Momento di difficoltà o sfida impegnativa  &#062;  Sviluppo della flessibilità  &#062;  Creatività come upgrade della flessibilità allenata nel tempo. Questa è a mio parere come può estendersi lo sviluppo .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Momento di difficoltà o sfida impegnativa  &gt;  Sviluppo della flessibilità  &gt;  Creatività come upgrade della flessibilità allenata nel tempo. Questa è a mio parere come può estendersi lo sviluppo .</p>
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		Di: Attilio Saletta		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/flessibilita-e-creativita/#comment-185317</link>

		<dc:creator><![CDATA[Attilio Saletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 07:55:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao. Oltre a creare racconti, uno in uscita di stile Fantasy sul coronavirus, ma ambientato nel 2080, realizzo opere grafiche digitali. Avevo realizzato una mia mostra, ma chiusa per via del coronavirus. Sono 104 opere. Devo trovare come venderle. Per me la flessibilità è il mio credo essendo uno che ama la sperimentazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao. Oltre a creare racconti, uno in uscita di stile Fantasy sul coronavirus, ma ambientato nel 2080, realizzo opere grafiche digitali. Avevo realizzato una mia mostra, ma chiusa per via del coronavirus. Sono 104 opere. Devo trovare come venderle. Per me la flessibilità è il mio credo essendo uno che ama la sperimentazione.</p>
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