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	Commenti a: Fobia scolastica, genitori intrusivi, cyberbullismo: parla lo psicoanalista	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Pietro Blu Giandonato		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Blu Giandonato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jan 2019 23:39:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il modo migliore per tentare di essere buoni genitori, è non dimenticare mai di essere stati noi stessi figli che magari hanno odiato la scuola. E se invece siete sempre stati studenti diligenti, che i vostri figli possono non essere come voi.

Analogamente, il modo migliore per tentare di essere buoni insegnanti, è non dimenticare mai di essere stati noi stessi studenti. Magari un po&#039; scapocchioni, con la fobia scolastica.

Che siate genitori, o addirittura anche insegnanti, non dimenticate chi siete stati, e cosa avete vissuto. Il resto verrà da sé.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il modo migliore per tentare di essere buoni genitori, è non dimenticare mai di essere stati noi stessi figli che magari hanno odiato la scuola. E se invece siete sempre stati studenti diligenti, che i vostri figli possono non essere come voi.</p>
<p>Analogamente, il modo migliore per tentare di essere buoni insegnanti, è non dimenticare mai di essere stati noi stessi studenti. Magari un po&#8217; scapocchioni, con la fobia scolastica.</p>
<p>Che siate genitori, o addirittura anche insegnanti, non dimenticate chi siete stati, e cosa avete vissuto. Il resto verrà da sé.</p>
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		Di: Lorenzo Luisi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/fobia-scolastica-genitori-intrusivi/#comment-161482</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Luisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2018 17:17:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mammamia! quanto ci sarebbe da dire a proposito delle fobie scolastiche e, soprattutto, dei genitori intrusivi, gentile Annamaria Testa. 
Solo chi è genitore può capire come la fobia di non essere all&#039;altezza del ruolo di cui ci si è investiti può portare al tentativo di sostituirsi ai figli.
Invece vorrei parlare della “società” e esporre come ci siamo comportati noi.
Grossi e piccoli centri riflettono ancora le norme di Piani Regolatori risalenti agli anni &#039;70 / &#039;80 del secolo scorso che centrifugavano i servizi alla comunità per non intasare il centro con il risultato di spingere all&#039;uso dell&#039;automobile per raggiungere scuole, ospedali, uffici postali etc.
I decreti delegati. Nati come risposta democratica alla scuola di gentiliana memoria, si sono trasformati, lato genitori, nel diritto, di far sentire la propria presenza ben oltre i limiti normati dai decreti stessi fino alla pretesa di richiedere una scuola pubblica, ma speciale per i propri figli: nei sorteggi i miei figli non devono finire in classi di serie B, devono poter portare la merenda da casa in sostituzione di quella prevista, non devono sorbirsi la presenza di insegnanti problematici, devono essere giudicati secondo il mio metro e non secondo quello imparziale del docente e l&#039;elenco può essere allungato a piacimento;
Infine la mania, occorre dire solo italiana, di voler accompagnare i pargoli fin dentro le aule di asili e istituti scolastici di ogni ordine e grado e, naturalmente, di creare un vero e proprio muro di persone all&#039;uscita dagli stessi; mania incentivata anche dalle tante leggi e regolamenti che non delineano adeguatamente delle responsabilità.
Fin dalla materna (si, abbiamo rinunciato temporaneamente a parte delle nostre aspettative) abbiamo accompagnato i nostri figli a piedi e abbiamo chiesto (asili privati) che fossero imposte poche regole, ma comuni. Sul finire della loro seconda elementare (per carità già si chiamava primaria da un  pezzo!) abbiamo spinto all&#039;autonomia i nostri figli (si figuri il batticuore dei primi tempi mentre li seguivamo di nascosto verso l&#039;entrata e dopo l&#039;uscita, il muso duro a firmare la liberatoria presentataci dal dirigente mentre a voce sostenevamo che non saremmo stati presenti all&#039;uscita o a pretendere il rispetto delle norme del POF etc.) e contestualmente, come rappresentanti di classe e dopo anche di istituto, abbiamo cercato di coinvolgere altri genitori verso progetti tipo pedibus, armadietti per i libri in classe etc. Certo andavamo controcorrente, ma sedici dei loro anni prima della maggiore età erano troppo brevi per cercare una strada che contemperasse le esigenze di tutti gli attori in campo e ne andava della formazione della loro personalità.
Spero di non averla annoiata e la saluto cordialmente,
Lorenzo Luisi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mammamia! quanto ci sarebbe da dire a proposito delle fobie scolastiche e, soprattutto, dei genitori intrusivi, gentile Annamaria Testa.<br />
Solo chi è genitore può capire come la fobia di non essere all&#8217;altezza del ruolo di cui ci si è investiti può portare al tentativo di sostituirsi ai figli.<br />
Invece vorrei parlare della “società” e esporre come ci siamo comportati noi.<br />
Grossi e piccoli centri riflettono ancora le norme di Piani Regolatori risalenti agli anni &#8217;70 / &#8217;80 del secolo scorso che centrifugavano i servizi alla comunità per non intasare il centro con il risultato di spingere all&#8217;uso dell&#8217;automobile per raggiungere scuole, ospedali, uffici postali etc.<br />
I decreti delegati. Nati come risposta democratica alla scuola di gentiliana memoria, si sono trasformati, lato genitori, nel diritto, di far sentire la propria presenza ben oltre i limiti normati dai decreti stessi fino alla pretesa di richiedere una scuola pubblica, ma speciale per i propri figli: nei sorteggi i miei figli non devono finire in classi di serie B, devono poter portare la merenda da casa in sostituzione di quella prevista, non devono sorbirsi la presenza di insegnanti problematici, devono essere giudicati secondo il mio metro e non secondo quello imparziale del docente e l&#8217;elenco può essere allungato a piacimento;<br />
Infine la mania, occorre dire solo italiana, di voler accompagnare i pargoli fin dentro le aule di asili e istituti scolastici di ogni ordine e grado e, naturalmente, di creare un vero e proprio muro di persone all&#8217;uscita dagli stessi; mania incentivata anche dalle tante leggi e regolamenti che non delineano adeguatamente delle responsabilità.<br />
Fin dalla materna (si, abbiamo rinunciato temporaneamente a parte delle nostre aspettative) abbiamo accompagnato i nostri figli a piedi e abbiamo chiesto (asili privati) che fossero imposte poche regole, ma comuni. Sul finire della loro seconda elementare (per carità già si chiamava primaria da un  pezzo!) abbiamo spinto all&#8217;autonomia i nostri figli (si figuri il batticuore dei primi tempi mentre li seguivamo di nascosto verso l&#8217;entrata e dopo l&#8217;uscita, il muso duro a firmare la liberatoria presentataci dal dirigente mentre a voce sostenevamo che non saremmo stati presenti all&#8217;uscita o a pretendere il rispetto delle norme del POF etc.) e contestualmente, come rappresentanti di classe e dopo anche di istituto, abbiamo cercato di coinvolgere altri genitori verso progetti tipo pedibus, armadietti per i libri in classe etc. Certo andavamo controcorrente, ma sedici dei loro anni prima della maggiore età erano troppo brevi per cercare una strada che contemperasse le esigenze di tutti gli attori in campo e ne andava della formazione della loro personalità.<br />
Spero di non averla annoiata e la saluto cordialmente,<br />
Lorenzo Luisi</p>
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