<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Un’escursione nei dintorni di Game of Thrones	</title>
	<atom:link href="https://nuovoeutile.it/game-of-thrones/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://nuovoeutile.it/game-of-thrones/</link>
	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 Apr 2014 09:04:49 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Giovanni Medioli		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/game-of-thrones/#comment-94635</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Medioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 09:04:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=13983#comment-94635</guid>

					<description><![CDATA[Benvenuta nell&#039;universo di George R.R., che ovviamente crea dipendenza. Qualche coriandolo di informazione in più: come tutti i veri addicted della serie (per verità dei libri, non del serial TV) sono preoccupatissimo che Martin non riesca a chiudere l&#039;enorme affresco che fino ad oggi conta cinque mastodontici volumi (che inspiegabilmente la Mondadori ha &quot;spezzato&quot; in oltre una quindicina di volumi, per poi ripubblicarli sia nel formato originale sia due a due, rendendo quasi impossibile a chi si accosta oggi alla serie capire cosa deve acquistare. Di certo NON i primi due volumi della serie in edizione originale cartonata Mondadori, già rarità bibliografica sui 300 euro l&#039;uno). Il piano editoriale prevede altri due volumi. Martin ne &quot;rilascia&quot; circa uno ogni cinque anni insistendo che &quot;Il diavolo è nei particolari&quot; (e ci credo, con tutte quelle sottotrame!). Martin (che è di origini italiane, cognome dei nonni Massacola, e viene spesso nel nostro paese di cui ama molto cibo e vino: ho avuto modo di incontrarlo qualche anno fa ad un raduno di impallinati fantasy. Ai tempi eravamo qualche decina, dopo la serie Tv i fan sarebbero migliaia) ha 66 anni, non gode di una salute fantastica (diabete) e potrebbe non farcela a finire il tutto. Ad ogni modo, di recente, dopo una lunga teoria di polemiche dovute al fatto che sempre più amanti della serie TV si sono precipitati a leggere i romanzi per sapere &quot;cosa succede dopo&quot;, lo stesso autore ha dichiarato che &quot;La serie TV, dalla quarta stagione in poi, NON segue più la trama dei romanzi ma ha una sua totale autonomia nelle trame&quot;. Conclusione: anche a me toccherà guardare la serie TV, fino ad oggi ero riuscito ad evitarla. Ultima notazione: George R.R. era già un famoso scrittore ed editor di fantascienza prima del successo planetario delle &quot;Cronache del ghiaccio e del fuoco&quot; (nome della serie di libri, quella TV si chiama invece appunto &quot;Game of Thrones&quot;). La Rizzoli aveva cominciato a pubblicare una serie di romanzi curata da lui, la serie dei Wild Cards (supereroi mutati da un virus alieno) ma si è arenata dopo i primi due libri. La Mondadori ha ripreso il tutto ed ha già pubblicato i primi 6 libri della serie che ne comprende 18 (non è tutto Martin, partecipano un altro folto gruppo di autori fra cui alcuni famosissimi come il compianto Roger Zelazny, ma Martin è l&#039;editor di tutto il progetto, negli USA già tradotto in una serie a fumetti e - pare - presto in una serie Tv). Così poco tempo, così tanto da leggere e da vedere. E ogni tanto rimpiango di aver incontrato nella vita un autore così inarrestabilmente graforroico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuta nell&#8217;universo di George R.R., che ovviamente crea dipendenza. Qualche coriandolo di informazione in più: come tutti i veri addicted della serie (per verità dei libri, non del serial TV) sono preoccupatissimo che Martin non riesca a chiudere l&#8217;enorme affresco che fino ad oggi conta cinque mastodontici volumi (che inspiegabilmente la Mondadori ha &#8220;spezzato&#8221; in oltre una quindicina di volumi, per poi ripubblicarli sia nel formato originale sia due a due, rendendo quasi impossibile a chi si accosta oggi alla serie capire cosa deve acquistare. Di certo NON i primi due volumi della serie in edizione originale cartonata Mondadori, già rarità bibliografica sui 300 euro l&#8217;uno). Il piano editoriale prevede altri due volumi. Martin ne &#8220;rilascia&#8221; circa uno ogni cinque anni insistendo che &#8220;Il diavolo è nei particolari&#8221; (e ci credo, con tutte quelle sottotrame!). Martin (che è di origini italiane, cognome dei nonni Massacola, e viene spesso nel nostro paese di cui ama molto cibo e vino: ho avuto modo di incontrarlo qualche anno fa ad un raduno di impallinati fantasy. Ai tempi eravamo qualche decina, dopo la serie Tv i fan sarebbero migliaia) ha 66 anni, non gode di una salute fantastica (diabete) e potrebbe non farcela a finire il tutto. Ad ogni modo, di recente, dopo una lunga teoria di polemiche dovute al fatto che sempre più amanti della serie TV si sono precipitati a leggere i romanzi per sapere &#8220;cosa succede dopo&#8221;, lo stesso autore ha dichiarato che &#8220;La serie TV, dalla quarta stagione in poi, NON segue più la trama dei romanzi ma ha una sua totale autonomia nelle trame&#8221;. Conclusione: anche a me toccherà guardare la serie TV, fino ad oggi ero riuscito ad evitarla. Ultima notazione: George R.R. era già un famoso scrittore ed editor di fantascienza prima del successo planetario delle &#8220;Cronache del ghiaccio e del fuoco&#8221; (nome della serie di libri, quella TV si chiama invece appunto &#8220;Game of Thrones&#8221;). La Rizzoli aveva cominciato a pubblicare una serie di romanzi curata da lui, la serie dei Wild Cards (supereroi mutati da un virus alieno) ma si è arenata dopo i primi due libri. La Mondadori ha ripreso il tutto ed ha già pubblicato i primi 6 libri della serie che ne comprende 18 (non è tutto Martin, partecipano un altro folto gruppo di autori fra cui alcuni famosissimi come il compianto Roger Zelazny, ma Martin è l&#8217;editor di tutto il progetto, negli USA già tradotto in una serie a fumetti e &#8211; pare &#8211; presto in una serie Tv). Così poco tempo, così tanto da leggere e da vedere. E ogni tanto rimpiango di aver incontrato nella vita un autore così inarrestabilmente graforroico&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Riccardo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/game-of-thrones/#comment-94633</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 06:59:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=13983#comment-94633</guid>

					<description><![CDATA[Ma quindi la creatività è solo questo? Riuscire a vendere più degli altri? Riuscire ad interessare milioni di persone con la solita favoletta del cece(sesso, sangue, soldi), ma con la propria firma in calce? 
Molti anni fa Umberto Eco scrisse un breve, ma intenso, saggio dal titolo &quot;Come scrivere un best seller&quot;. Nessuno ci fece caso, qualcuno lo prese in giro: era solo un giovane professore di semiotica. Poi scrisse &quot;Nel nome della rosa&quot;, dove applico, punto per punto, a cominciare dal titolo, le teorie del suo saggio: divenne ricco e famoso. Ma ricco e famoso vuol dire migliore?
La trasformazione dei lettori da &quot;ammiratori&quot; a &quot;clienti&quot; è sintomatico di una tendenza culturale in cui la logica del mercato ha, preoccupantemente, invaso settori impropri dell&#039;animo umano: presto saremo tutti ricchi e famosi, ma saremo anche felici?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quindi la creatività è solo questo? Riuscire a vendere più degli altri? Riuscire ad interessare milioni di persone con la solita favoletta del cece(sesso, sangue, soldi), ma con la propria firma in calce?<br />
Molti anni fa Umberto Eco scrisse un breve, ma intenso, saggio dal titolo &#8220;Come scrivere un best seller&#8221;. Nessuno ci fece caso, qualcuno lo prese in giro: era solo un giovane professore di semiotica. Poi scrisse &#8220;Nel nome della rosa&#8221;, dove applico, punto per punto, a cominciare dal titolo, le teorie del suo saggio: divenne ricco e famoso. Ma ricco e famoso vuol dire migliore?<br />
La trasformazione dei lettori da &#8220;ammiratori&#8221; a &#8220;clienti&#8221; è sintomatico di una tendenza culturale in cui la logica del mercato ha, preoccupantemente, invaso settori impropri dell&#8217;animo umano: presto saremo tutti ricchi e famosi, ma saremo anche felici?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giancarlo Manfredi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/game-of-thrones/#comment-94627</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giancarlo Manfredi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2014 09:20:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=13983#comment-94627</guid>

					<description><![CDATA[Per contribuire alla discussione sull&#039;argomento mi permetto di segnalare un articolo uscito un po&#039; di tempo fa sul portale WebTrek Italia in merito al rapporto tra le funzioni di Propp e il film Guerre Stellari http://old.webtrekitalia.it/modules.php?name=News&#038;file=article&#038;sid=1329 A mio avviso resta comunque valida la considerazione che applicare l&#039;uso di generi sminuisce un buon prodotto creativo (per non parlare dei capolavori) ed è troppo spesso frutto di una classificazione soggettiva. Così, ad esempio, parlando del film Avatar (fantascienza per molti aspetti visuali) vorrei ricordare la trama narrativa (praticamente identica) del cartone Pochaontas. Mi fermo che il tema meriterebbe una trattazione lunghissima e invece corretto lasciare spazio alla discussione. Come sempre ringrazio Annamaria per i suoi post sempre suggestivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per contribuire alla discussione sull&#8217;argomento mi permetto di segnalare un articolo uscito un po&#8217; di tempo fa sul portale WebTrek Italia in merito al rapporto tra le funzioni di Propp e il film Guerre Stellari <a href="http://old.webtrekitalia.it/modules.php?name=News&#038;file=article&#038;sid=1329" rel="nofollow ugc">http://old.webtrekitalia.it/modules.php?name=News&#038;file=article&#038;sid=1329</a> A mio avviso resta comunque valida la considerazione che applicare l&#8217;uso di generi sminuisce un buon prodotto creativo (per non parlare dei capolavori) ed è troppo spesso frutto di una classificazione soggettiva. Così, ad esempio, parlando del film Avatar (fantascienza per molti aspetti visuali) vorrei ricordare la trama narrativa (praticamente identica) del cartone Pochaontas. Mi fermo che il tema meriterebbe una trattazione lunghissima e invece corretto lasciare spazio alla discussione. Come sempre ringrazio Annamaria per i suoi post sempre suggestivi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
