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	Commenti a: Invenzioni: il giornalista blasé e il contadino africano	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/il-giornalista-blase-e-il-contadino-africano/#comment-79508</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 11:11:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiornamento
Questo post è stato ripreso da Andrea Cardoni in un ottimo articolo intitolato Dal cesso al cellulare: il dibattito sull&#039;innovazione e il contadino africano
http://www.chefuturo.it/2013/03/dal-cesso-al-cellulare-il-dibattito-sullinnovazione-e-il-contadino-africano/
Lettura consigliata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiornamento<br />
Questo post è stato ripreso da Andrea Cardoni in un ottimo articolo intitolato Dal cesso al cellulare: il dibattito sull&#8217;innovazione e il contadino africano<br />
<a href="http://www.chefuturo.it/2013/03/dal-cesso-al-cellulare-il-dibattito-sullinnovazione-e-il-contadino-africano/" rel="nofollow ugc">http://www.chefuturo.it/2013/03/dal-cesso-al-cellulare-il-dibattito-sullinnovazione-e-il-contadino-africano/</a><br />
Lettura consigliata.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Anna		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/il-giornalista-blase-e-il-contadino-africano/#comment-79251</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 07:28:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[#twittoperché ho voglia di parlare con la mia voce, e prima lo facevano solo i giornalisti
#telperché ho famiglia e devo sbrigare tante cose in poco tempo
#bloggoperché mi piace scrivere e finalmente posso farlo senza chiedere permesso allo stato
#navigoperché c&#039;è un immenso sapere accademico distribuito free

Più innovazioni di così!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>#twittoperché ho voglia di parlare con la mia voce, e prima lo facevano solo i giornalisti<br />
#telperché ho famiglia e devo sbrigare tante cose in poco tempo<br />
#bloggoperché mi piace scrivere e finalmente posso farlo senza chiedere permesso allo stato<br />
#navigoperché c&#8217;è un immenso sapere accademico distribuito free</p>
<p>Più innovazioni di così!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: gvna		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/il-giornalista-blase-e-il-contadino-africano/#comment-79235</link>

		<dc:creator><![CDATA[gvna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2013 01:21:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao, 
ho letto anch&#039; io l&#039; articolo sul giornale di carta e devo dire che mi sono fermata al qui e ora. Cioè ho pensato: e se avesse ragione? Non mi è minimamente passato per la mente di andare in Africa o altro. Ho alzato lo sguardo in questa parte di mondo e ho visto tutti a testa in giù a trafficare nel virtuale. Sì è vero, pensiamo sempre e solo a noi e ci dimentichiamo che altrove si corre. Egocentrici egoisti con l&#039; idea che noi siamo il mondo. Ma se l&#039; articolo avesse avuto un altro titolo tipo &quot; la parte di mondo più evoluta si è fermata ad internet perchè nessuno inventa più nulla&quot; sarebbe meno irritante?  Mi rendo conto di essere un&#039; egocentrica egoista anch&#039; io, ma mi sto facendo ancora una domanda:
i paesi più arretrati, anche se non hanno l&#039; acqua,
si stanno evolvendo con le nuove tecnologie perchè queste sono l&#039; unico canale a disposizione per compiere diverse operazioni necessarie alla sopravvivenza, ma noi che (nonostante l&#039; evoluzione) facciamo ancora parte dell&#039; umanità , ci stiamo evolvendo o stiamo fermi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
ho letto anch&#8217; io l&#8217; articolo sul giornale di carta e devo dire che mi sono fermata al qui e ora. Cioè ho pensato: e se avesse ragione? Non mi è minimamente passato per la mente di andare in Africa o altro. Ho alzato lo sguardo in questa parte di mondo e ho visto tutti a testa in giù a trafficare nel virtuale. Sì è vero, pensiamo sempre e solo a noi e ci dimentichiamo che altrove si corre. Egocentrici egoisti con l&#8217; idea che noi siamo il mondo. Ma se l&#8217; articolo avesse avuto un altro titolo tipo &#8221; la parte di mondo più evoluta si è fermata ad internet perchè nessuno inventa più nulla&#8221; sarebbe meno irritante?  Mi rendo conto di essere un&#8217; egocentrica egoista anch&#8217; io, ma mi sto facendo ancora una domanda:<br />
i paesi più arretrati, anche se non hanno l&#8217; acqua,<br />
si stanno evolvendo con le nuove tecnologie perchè queste sono l&#8217; unico canale a disposizione per compiere diverse operazioni necessarie alla sopravvivenza, ma noi che (nonostante l&#8217; evoluzione) facciamo ancora parte dell&#8217; umanità , ci stiamo evolvendo o stiamo fermi?</p>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/il-giornalista-blase-e-il-contadino-africano/#comment-79234</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 23:50:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=8595#comment-79234</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/il-giornalista-blase-e-il-contadino-africano/#comment-79229&quot;&gt;Luca&lt;/a&gt;.

Ciao Luca,
speravo che il senso dell&#039;articolo fosse chiaro. In estrema sintesi: innovazioni che a noi possono sembrare poco rilevanti in termini di cambiamento sociale risultano, invece, rivoluzionarie in altri paesi. E non accorgersene è... come dire? frutto di un atteggiamento blasé.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/il-giornalista-blase-e-il-contadino-africano/#comment-79229">Luca</a>.</p>
<p>Ciao Luca,<br />
speravo che il senso dell&#8217;articolo fosse chiaro. In estrema sintesi: innovazioni che a noi possono sembrare poco rilevanti in termini di cambiamento sociale risultano, invece, rivoluzionarie in altri paesi. E non accorgersene è&#8230; come dire? frutto di un atteggiamento blasé.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/il-giornalista-blase-e-il-contadino-africano/#comment-79231</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 15:29:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=8595#comment-79231</guid>

					<description><![CDATA[Ho riletto più volte quanto afferma Franceschini e le ragioni di Annamaria. Certo il titolo dell&#039;articolo è desolante. 
Aggiungo qualche considerazione.
La quantità di artefatti, sia inerti, quali gli oggetti fra l&#039;utile e l&#039;artistico dell&#039;immagine in alto, sia biologici, come le colture e gli allevamenti, che costituiscono il nostro ambiente ormai totalmente artificiale, smentiscono l&#039;affermazione. Il mondo non si è fermato a internet. L&#039;idea d&#039;invenzione indicata dal giornalista è certamente datata allo scorso millennio, e neppure al suo periodo finale. 
A parte il fatto che non è la scienza che inventa (ma forse è solo un fatto di sintesi) ma si limita a fornire gli strumenti, e che le invenzioni per tradursi in artefatti devono passare attraverso il vaglio e il controllo dell&#039;economia di e del mercato, non è affatto vero che il water è il massimo dell&#039;impatto sociale sulla vita delle persone.  Una lettura de &quot;Il grande bisogno&quot; di Rose George, Bompiani,  evidenzia che, a oltre 238 anni dall&#039;invenzione di Cummings (Daniele Tirelli, il Cronodizionario dei consumi, Ed.Compositori), solo meno di un terzo della popolazione mondiale conosce quell&#039;accessorio mentre il numero di possessori di telefono cellulare è di gran lunga maggiore.
Quando il presidente della IBM vide per la prima volta un personal computer affermò che, ad essere ottimisti, se ne sarebbero potuti vendere cinque o sei in tutto il mondo.
Sappiamo come è andata a finire. Sappiamo anche che l&#039;informatica, in tutte le sue variabili, non è mai stata prevedibile e che gran parte dei risultati sono dovuti a persone visionarie, capaci d&#039;immaginare con passione. E questo mi fa pensare alla differenza fra Bill Gates e Steve Jobs, forse solo percepita e che rischia di essere fuorviante e non oggettiva. Ma questo è un altro discorso. 
Ho qualche dubbio sull&#039;entusiasmo -forse acritico, ma probabilmente sbaglio interpretazione- per twitter e quanto ne consegue, però concordo sul ruolo di alfabetizzazione e di diffusione  della cultura che il telefono cellulare permette.
Se Franceschini e -mi sorprende- l&#039;Economist hanno una visione staliniana -misurata in tonnellate d&#039;acciaio, da cui il nome del leader sovietico Stalin- è pur vero che quel tipo di sviluppo non è più possibile, dato che, ad esempio, il rame è già stato estratto per l&#039;ottanta per cento (fonti delle società minerarie mondiali interessate), che un buon metà di esso è diventato verderame o pigmento per vernici, quindi non più recuperabile, che tutte le ricerche sinora fatte per trovare dei conduttori elettrici alternativi non hanno dato risultati applicabili. Allora, io credo che proprio le situazioni di crisi, di limite, se trovano nuovi paradigmi possono produrre altre categorie d&#039;invenzioni e un nuovo futuro. 
I gravi problemi ambientali ci hanno fatto comprendere che non è possibile una crescita continua in un mondo finito e che abbiamo bisogno più di conoscenza che di oggetti. L&#039;approccio ecologico ci dice che la dematerializzazione e la decrescita non sono sinonimi di sottosviluppo e che il progresso può avere molte e diverse sfaccettature che una visone miope e a una sola dimensione non è in grado di percepire (R. Di Martino, i Cassetti del design, FrancoAngeli). Però c&#039;è chi, grazie alla preminenza dell&#039;economia e della finanza su ogni altra cosa, realizza piste da sci a Dubai. Molti le decantano come segno di progresso, io le leggo come crimini verso l&#039;umanità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho riletto più volte quanto afferma Franceschini e le ragioni di Annamaria. Certo il titolo dell&#8217;articolo è desolante.<br />
Aggiungo qualche considerazione.<br />
La quantità di artefatti, sia inerti, quali gli oggetti fra l&#8217;utile e l&#8217;artistico dell&#8217;immagine in alto, sia biologici, come le colture e gli allevamenti, che costituiscono il nostro ambiente ormai totalmente artificiale, smentiscono l&#8217;affermazione. Il mondo non si è fermato a internet. L&#8217;idea d&#8217;invenzione indicata dal giornalista è certamente datata allo scorso millennio, e neppure al suo periodo finale.<br />
A parte il fatto che non è la scienza che inventa (ma forse è solo un fatto di sintesi) ma si limita a fornire gli strumenti, e che le invenzioni per tradursi in artefatti devono passare attraverso il vaglio e il controllo dell&#8217;economia di e del mercato, non è affatto vero che il water è il massimo dell&#8217;impatto sociale sulla vita delle persone.  Una lettura de &#8220;Il grande bisogno&#8221; di Rose George, Bompiani,  evidenzia che, a oltre 238 anni dall&#8217;invenzione di Cummings (Daniele Tirelli, il Cronodizionario dei consumi, Ed.Compositori), solo meno di un terzo della popolazione mondiale conosce quell&#8217;accessorio mentre il numero di possessori di telefono cellulare è di gran lunga maggiore.<br />
Quando il presidente della IBM vide per la prima volta un personal computer affermò che, ad essere ottimisti, se ne sarebbero potuti vendere cinque o sei in tutto il mondo.<br />
Sappiamo come è andata a finire. Sappiamo anche che l&#8217;informatica, in tutte le sue variabili, non è mai stata prevedibile e che gran parte dei risultati sono dovuti a persone visionarie, capaci d&#8217;immaginare con passione. E questo mi fa pensare alla differenza fra Bill Gates e Steve Jobs, forse solo percepita e che rischia di essere fuorviante e non oggettiva. Ma questo è un altro discorso.<br />
Ho qualche dubbio sull&#8217;entusiasmo -forse acritico, ma probabilmente sbaglio interpretazione- per twitter e quanto ne consegue, però concordo sul ruolo di alfabetizzazione e di diffusione  della cultura che il telefono cellulare permette.<br />
Se Franceschini e -mi sorprende- l&#8217;Economist hanno una visione staliniana -misurata in tonnellate d&#8217;acciaio, da cui il nome del leader sovietico Stalin- è pur vero che quel tipo di sviluppo non è più possibile, dato che, ad esempio, il rame è già stato estratto per l&#8217;ottanta per cento (fonti delle società minerarie mondiali interessate), che un buon metà di esso è diventato verderame o pigmento per vernici, quindi non più recuperabile, che tutte le ricerche sinora fatte per trovare dei conduttori elettrici alternativi non hanno dato risultati applicabili. Allora, io credo che proprio le situazioni di crisi, di limite, se trovano nuovi paradigmi possono produrre altre categorie d&#8217;invenzioni e un nuovo futuro.<br />
I gravi problemi ambientali ci hanno fatto comprendere che non è possibile una crescita continua in un mondo finito e che abbiamo bisogno più di conoscenza che di oggetti. L&#8217;approccio ecologico ci dice che la dematerializzazione e la decrescita non sono sinonimi di sottosviluppo e che il progresso può avere molte e diverse sfaccettature che una visone miope e a una sola dimensione non è in grado di percepire (R. Di Martino, i Cassetti del design, FrancoAngeli). Però c&#8217;è chi, grazie alla preminenza dell&#8217;economia e della finanza su ogni altra cosa, realizza piste da sci a Dubai. Molti le decantano come segno di progresso, io le leggo come crimini verso l&#8217;umanità.</p>
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		<title>
		Di: Luca		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/il-giornalista-blase-e-il-contadino-africano/#comment-79229</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2013 19:28:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah, più che altro mi sfugge il senso dell&#039;articolo. Dopo la lettura dei punti 1, 2 e 3 scaturisce spontaneo un &quot;e allora?&quot;. Ci sono pochi dubbi che l&#039;innovazione vistosa abbia rallentato. Non ci sono cose che ci fanno sollevare un auto con la mano, viaggiare più veloce, bere il fango. Le innovazioni più recenti cambiano la vita in modo più sottile e spesso ci fanno pure lavorare di più. Inoltre risolvendoci le incombenze all&#039;istante ci sottraggono compiti e ci costringono a trovarci un ruolo nuovo. Solo trovandone uno soddisfacente ne possiamo apprezzare il valore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah, più che altro mi sfugge il senso dell&#8217;articolo. Dopo la lettura dei punti 1, 2 e 3 scaturisce spontaneo un &#8220;e allora?&#8221;. Ci sono pochi dubbi che l&#8217;innovazione vistosa abbia rallentato. Non ci sono cose che ci fanno sollevare un auto con la mano, viaggiare più veloce, bere il fango. Le innovazioni più recenti cambiano la vita in modo più sottile e spesso ci fanno pure lavorare di più. Inoltre risolvendoci le incombenze all&#8217;istante ci sottraggono compiti e ci costringono a trovarci un ruolo nuovo. Solo trovandone uno soddisfacente ne possiamo apprezzare il valore.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: jac		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/il-giornalista-blase-e-il-contadino-africano/#comment-79228</link>

		<dc:creator><![CDATA[jac]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2013 16:39:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se Franceschini fosse un giornalista avrebbe fatto quello che ha fatto AT: prima di scrivere si sarebbe informato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se Franceschini fosse un giornalista avrebbe fatto quello che ha fatto AT: prima di scrivere si sarebbe informato.</p>
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