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	Commenti a: Il senso della prospettiva. Cioè, il senso di tutto &#8211; Metodo 33	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Alesatoredivirgole		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2015 07:33:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sperando di fare cosa gradita, segnalo che Piero della Francesca sarà protagonista, fino al 14 giugno 2015, a Reggio Emilia grazie ad una mostra a lui dedicata: http://www.palazzomagnani.it/2014/11/piero-della-francesca-il-disegno-tra-arte-e-scienza/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sperando di fare cosa gradita, segnalo che Piero della Francesca sarà protagonista, fino al 14 giugno 2015, a Reggio Emilia grazie ad una mostra a lui dedicata: <a href="http://www.palazzomagnani.it/2014/11/piero-della-francesca-il-disegno-tra-arte-e-scienza/" rel="nofollow ugc">http://www.palazzomagnani.it/2014/11/piero-della-francesca-il-disegno-tra-arte-e-scienza/</a></p>
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		Di: Anna Ruggiero		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Ruggiero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2013 09:34:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[interessante articolo e commenti grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>interessante articolo e commenti grazie</p>
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		Di: Antonio Vettese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vettese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 May 2013 22:37:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bisogna leggere Panofsky &quot;la prospettiva come forma simbolica&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna leggere Panofsky &#8220;la prospettiva come forma simbolica&#8221;</p>
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		Di: Claudio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2012 19:49:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Illuminante. Anche io sono sempre stato affascinato dalla prospettiva. :)
Pensando al suo senso in rapporto all&#039;immagine e al tempo, mi viene in mente il fatto che in una visione prospettica (centrale) il punto più lontano è anche il punto di maggiore attrazione e può essere allo stesso tempo punto di fuga o punto di arrivo (sia fisico sia mentale). È un movimento verso qualcosa che arriverà perché in questo tipo visione non c&#039;è passato e non si può guardare indietro.
Mi fermo qui altrimenti vado in loop anche io!
Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Illuminante. Anche io sono sempre stato affascinato dalla prospettiva. 🙂<br />
Pensando al suo senso in rapporto all&#8217;immagine e al tempo, mi viene in mente il fatto che in una visione prospettica (centrale) il punto più lontano è anche il punto di maggiore attrazione e può essere allo stesso tempo punto di fuga o punto di arrivo (sia fisico sia mentale). È un movimento verso qualcosa che arriverà perché in questo tipo visione non c&#8217;è passato e non si può guardare indietro.<br />
Mi fermo qui altrimenti vado in loop anche io!<br />
Grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Fiorella Palomba		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/il-senso-della-prospettiva/#comment-78275</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2012 19:47:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE. Dopo una giornata non proprio magnifica, ci voleva un tempo non breve per leggere e per scrivere.

Tre pensierini, per questo tema poderoso e affascinante, su Caravaggio, Hitchcock, i giardini Zen e l’antropologia.

-	Penso a Caravaggio, alla &quot;Cena in Emmaus&quot;: si narra un evento e la prospettiva “chiama” l’osservatore nell’evento stesso

-	Penso a Hitchcock, alla inquietante “La finestra sul cortile” in cui  la finestra mette in relazione “il dentro” e “il fuori”; a “Vertigo”, allo spaesamento, e alle prospettive deformate


-	 Penso al famoso crossing nel quartiere di SHIBUYA di Tokyo. Quando sei dentro non percepisci la potenza, devi vederlo “stando fuori” per cogliere la sua forza 

-	Penso ai giardini Zen e di quanto Edward Hall ha scritto e a quanto è vero

“I loro giardini non sono disegnati solo per essere guardati con gli occhi: l’esperienza di passeggiare in un giardino giapponese comprende una gamma insolitamente ricca si sensazioni muscolari. Il visitatore è costretto di volta in volta a guardare dove mette i piedi, avanzando cautamente per un cammino fatto di sassi irregolarmente intervallati attraverso un laghetto. 
Ad ogni masso deve fermarsi per vedere dove dirigere il passo successivo (…) Il visitatore deve levare prontamente lo sguardo, arrestandosi per un momento a cogliere la prospettiva fuggevole di un paesaggio che svanisce non appena muove il piede verso un nuovo appoggio.” 

 - Infine penso alle implicazioni antropologiche della prospettiva. Conoscere etnie e popoli del mondo significa “mettersi dei loro panni”. Vale anche per coloro che, nel nostro paese, sono diversi da noi (*_))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE. Dopo una giornata non proprio magnifica, ci voleva un tempo non breve per leggere e per scrivere.</p>
<p>Tre pensierini, per questo tema poderoso e affascinante, su Caravaggio, Hitchcock, i giardini Zen e l’antropologia.</p>
<p>&#8211;	Penso a Caravaggio, alla &#8220;Cena in Emmaus&#8221;: si narra un evento e la prospettiva “chiama” l’osservatore nell’evento stesso</p>
<p>&#8211;	Penso a Hitchcock, alla inquietante “La finestra sul cortile” in cui  la finestra mette in relazione “il dentro” e “il fuori”; a “Vertigo”, allo spaesamento, e alle prospettive deformate</p>
<p>&#8211;	 Penso al famoso crossing nel quartiere di SHIBUYA di Tokyo. Quando sei dentro non percepisci la potenza, devi vederlo “stando fuori” per cogliere la sua forza </p>
<p>&#8211;	Penso ai giardini Zen e di quanto Edward Hall ha scritto e a quanto è vero</p>
<p>“I loro giardini non sono disegnati solo per essere guardati con gli occhi: l’esperienza di passeggiare in un giardino giapponese comprende una gamma insolitamente ricca si sensazioni muscolari. Il visitatore è costretto di volta in volta a guardare dove mette i piedi, avanzando cautamente per un cammino fatto di sassi irregolarmente intervallati attraverso un laghetto.<br />
Ad ogni masso deve fermarsi per vedere dove dirigere il passo successivo (…) Il visitatore deve levare prontamente lo sguardo, arrestandosi per un momento a cogliere la prospettiva fuggevole di un paesaggio che svanisce non appena muove il piede verso un nuovo appoggio.” </p>
<p> &#8211; Infine penso alle implicazioni antropologiche della prospettiva. Conoscere etnie e popoli del mondo significa “mettersi dei loro panni”. Vale anche per coloro che, nel nostro paese, sono diversi da noi (*_))</p>
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		<title>
		Di: jac		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jac]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2012 19:35:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come diceva la professoressa in Amarcord: la
pro-spet-ti-va: e dentro il biscotto nel capuccino! Anche quel gesto era prospettico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come diceva la professoressa in Amarcord: la<br />
pro-spet-ti-va: e dentro il biscotto nel capuccino! Anche quel gesto era prospettico&#8230;</p>
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		Di: Morena Silingardi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/il-senso-della-prospettiva/#comment-78265</link>

		<dc:creator><![CDATA[Morena Silingardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2012 10:46:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Passione trasmessa, post interessantissimo. A me gira sempre la testa, adesso molto mi è più chiaro. Grazie tante. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passione trasmessa, post interessantissimo. A me gira sempre la testa, adesso molto mi è più chiaro. Grazie tante. 🙂</p>
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