Dai vaccini alle nuove tecnologie, il futuro ci obbligherà a fare scelte difficili, a partire da un’accorta valutazione dei rischi. Ma il nostro cervello da Età della pietra è poco attrezzato per compierle.  A scrivere tutto ciò è Axios Future, la sintetica newsletter che Axios dedica al racconto delle tendenze più rilevanti.
Ma che significa, propriamente, “cervello da Età della pietra”?
In parole semplici, vuol dire che c’è un disallineamento evolutivo (evolutionary mismatch) tra la complessità che il nostro individuale cervello riesce ad affrontare e a elaborare efficacemente, e la complessità del mondo che la somma degli sforzi dei cervelli dell’intero genere umano ha saputo costruire negli ultimi diecimila anni.
Da quando, cioè, abbiamo smesso di essere cacciatori-raccoglitori.

GLI ANTENATI PALEOLITICI. Ecco: circa diecimila anni fa siamo diventati agricoltori stanziali. Per poi inventare (in un batter d’occhio, se pensiamo ai due milioni e mezzo di anni precedenti: l’intero Paleolitico, durante il quale abbiamo solo cacciato e raccolto). Dicevo: per poi inventare le città e la scrittura, le lenti e gli orologi meccanici, la macchina a vapore, i gelati, gli aerei, gli uffici e i grattacieli, i computer, il web e tiktok.
In sostanza, l’evoluzione tecnologica è andata infinitamente più veloce dell’evoluzione organica, che modifica i nostri corpi, cervello compreso, adattandoli alle mutate condizioni ambientali. E che è lenta, lenta, lenta. Questo vuol dire che i cervelli umani contemporanei continuano a funzionare in modo pressoché uguale ai cervelli degli antenati paleolitici.  Eccolo qui, il disallineamento evolutivo.

AUTOMATISMI DI BASE. Certo, nelle nostre menti oggi c’è un’enorme, ulteriore quantità di cultura, e un’enorme, ormai esagerata quantità di informazione, che ci ingegniamo di elaborare. Ma diversi automatismi di base sono rimasti identici a quelli che per due milioni e mezzo di anni hanno efficacemente permesso ai nostri antenati di salvarsi la pelle.

DOLCE E GRASSO. Le conseguenze sono molteplici. Possono, per esempio, riguardare le preferenze alimentari (la passione esagerata per i cibi dolci o grassi è un retaggio dei tempi in cui il cibo era scarso, era reale il rischio di carestia, ed erano preziose le calorie). O possono riguardare il fatto di riuscire a gestire un numero limitato di relazioni sociali (circa 150: la dimensione massima di un gruppo di cacciatori-raccoglitori).

MASCHI GROSSI E PRESTANTI. Altre conseguenze sono ancora più curiose: per esempio, gli psicologi evoluzionisti ci dicono che ancora oggi assegniamo più volentieri ruoli di comando non solo ai maschi, ma ai maschi più alti della media, proprio come facevano i nostri antenati. E come fanno tuttora i gorilla.
L’idea, ovviamente, è che all’intero gruppo convenga farsi guidare dal maschio più grosso e prestante, quindi più capace di agitare la clava contro gli aggressori. E di bastonarli ben bene.
In questo contesto, il fatto che a esercitare qualche forma di comando possa oggi essere una donna, e magari una donna dalla struttura fisica minuta, esprime tutto il suo rilievo di rivoluzionaria conquista culturale. Prendiamone buona nota.

LA DIFFERENZA FRA TRAFFICO E MAMMUT. Ma il disallineamento evolutivo è anche alla radice della tendenza a reagire immediatamente, nelle situazioni stressanti, con un comportamento che prevede due sole opzioni: o l’attacco, o la fuga (fight or fligt). Qualcosa di perfettamente sensato nel Paleolitico, e di fronte a un mammut, a un orso o a un rinoceronte lanoso. Qualcosa di totalmente insensato quando ci troviamo, per esempio, intrappolati in un ingorgo di traffico e siamo in drammatico ritardo. E no, accelerare il battito cardiaco, stringere il volante e serrare i denti non serve. Così come non serve suonare il clacson e strepitare maledicendo questo e quello. Eppure.

STRESS CRONICO. Ecco due ulteriori dati interessanti: l’inadeguatezza della reazione di attacco o di fuga alla molteplicità delle odierne occasioni di stress è possibilmente una delle cause della cronicizzazione dello stress medesimo.

MECCANISMI PRIMITIVI DI SOPRAVVIVENZA. E poi: giocare in maniera intensiva ai videogame sembra provocare, attivando l’automatismo della reazione di attacco o fuga, una sovrastimolazione che poi non riesce a scaricarsi in un’azione fisica (beh, lì davanti c’è solo uno schermo, e niente mammut). Eppure, nel gioco, i meccanismi primitivi di sopravvivenza si attivano, e crescono i livelli di adrenalina e dopamina, che restano in circolo anche a sessione terminata. Nel tempo, tutto ciò può tradursi in un deficit di attenzione e in una minore capacità di gestire gli impulsi e governare le emozioni.

ECCESSO DI VIGILANZA E COMPLOTTISMO. Infine: il disallineamento evolutivo, e il fatto che diamo retta troppo volentieri al nostro io paleolitico, può disorientare le nostre decisioni. Ed è questa, forse, la cosa più preoccupante.
Per esempio: per i nostri antenati cacciatori, immersi in un ambiente violento e pericoloso, restare costantemente vigili era vitale. Ma proprio dal permanere di un’eccessiva attitudine a essere vigili e a rilevare minacce deriverebbe la contemporanea, pervasiva propensione a teorizzare l’esistenza di complotti anche quando non ce ne sono.
Nel Paleolitico tutto ciò aveva un senso, perché era molto più pericoloso ignorare una minaccia esistente che rilevarne, sbagliando, una inesistente. Oggi succede il contrario e, dicono i ricercatori, un eccesso di diffidenza (per i governi, la politica, i media, i farmaci, gli estranei…) porta a prendere decisioni sbagliate e dannose per il benessere, la sicurezza e la salute individuali e collettive.

CONTROLLARE IL TROGLODITA. E ancora: pretendiamo che le soluzioni siano semplici e rapide, anche quando i problemi sono complessi. E siamo (ne abbiamo già parlato) più sensibili e reattivi ai rischi immediati e visibili che a quelli futuri. Atteggiamento che funzionava molto bene davanti all’orso paleolitico, ma che poco ci aiuta ad affrontare, per esempio, l’emergenza climatica.
Dovremmo, dunque, imparare a riconoscere il troglodita che è in ciascuno di noi.  È il primo, indispensabile passo per provare, investendo tutto il patrimonio di cultura che abbiamo accumulato, a tenerlo almeno un po’ sotto controllo.

La Piramide dei bisogni, ideata da Abraham Maslow, continua a tornarmi in mente regolarmente, in questi ultimi tempi. Basta che accenda la tv e mi fissi a guardare l'ennesimo dibattito politico,...
Rigenerazione è una parola magnifica e piena di promesse: cambiamento e riscatto, rinascita, redenzione e rinnovamento, risveglio. Poiché ci regala una prospettiva diversa e speranzosa, sarebbe una...
A pensarci bene, tutto il nostro intricato sistema di relazioni personali, e tutto l’enormemente più intricato sistema di relazioni economiche e sociali in cui, volenti o nolenti, siamo immersi...
Gli italiani non si informano. Non lo fanno nemmeno su internet: sono infatti gli ultimi in Europa per la lettura di notizie online. La quale continua a decrescere di anno in anno, con ogni...
Ci sono libri che raccontano storie, libri che spiegano idee, libri che insegnano cose. Ci sono anche libri che fanno tutto questo, e molto altro ancora, e che possono cambiarci la vita. Il Salone...
Stai attento a quel che vuoi. Potresti ottenerlo. Questo vecchio adagio mi torna mi torna in mente ogni tanto, a proposito di desideri o progetti miei o altrui che sembrano di complessa...
Una delle caratteristiche più pestifere e permanenti delle decisioni sbagliate e delle prese di posizione sbagliate, è che possono essere come le ciliegie: una tira l’altra. PERSEVERARE...
Uno pensa di fare un viaggio in treno e invece si imbatte nella psicoanalisi. Ecco come può succedere. Salgo trafelata sul Frecciarossa. Il vagone è pieno. Mi tocca slalomare inciampando tra...
Sì, la vicenda dei dati ceduti, rubati, usati per convincere, manipolare e disinformare sembra una narrazione distopica. La cosa che renderebbe poco credibile l’intera storia, se di narrazione...
Stavolta parliamo di ricerca psicografica e di  profili: tranquilli, è una faccenda interessante. Questa è la seconda puntata di un discorso su informazione e disinformazione, a partire dalla...
Il fatto è questo: quando parliamo di informazione, parliamo non solo di quanto sappiamo, ma anche di ciò che decidiamo e facciamo e vogliamo. Se avete letto le notizie degli ultimi giorni, sapete...
Il Salone del Libro di Torino lancia, come un messaggio in una bottiglia, una sequenza di cinque domande: ve le ricopio al termine di questo articolo. Le indirizza a scrittori, scienziati, artisti....
È passato qualche tempo da quando, a fine 2016 e in concomitanza con l’elezione di Donald Trump, l’attenzione mondiale si è rivolta alle fake news, le notizie false in rete: un fenomeno per...
A pensarci, può risultare curioso che il termine identità rimandi sia a una somiglianza o equivalenza assoluta (l’identità di due oggetti, di due concetti, di due alternative, di due gemelli,...
La notizia che il corso più seguito nei 317 anni di storia dell’università di Yale riguarda la felicità è stata ampiamente diffusa anche dalle testate italiane (qui Ansa), che riportano più o...
Avete mai sentito parlare di modelli di ruolo? E se vi chiedo di individuare un vostro modello di ruolo, presente o passato, qual è il primo che vi viene in mente? Un genitore o un adulto rilevante...
La recente notizia che Facebook avrà una task force per il fact checking delle fake news è confortante, ma il modo in cui viene diffusa lo è meno: è ancora italiano, questo testo (sei parole...
La personalizzazione delle merci è uno dei molti paradossi della società massificata e omologata, quella che da un capo all’altro del mondo ci fa trovare le stesse marche negli stessi negozi,...
Scegliere parole inglesi non è proprio il massimo, anche se alcuni si ostinano a pensarla così. In questo articolo trovate tre casi dei quali potremmo serenamente fare a meno. PRIMO CASO. C’è il...
Essere ansiosi sembra una condizione tipica del nostro tempo, scrivevo qualche giorno fa aggiungendo, tra le altre cose, che l’ansia è di origine ambientale (è qualcosa di esterno a noi a...
L'ansia è davvero il sentimento più diffuso e caratteristico del nostro tempo pieno di incertezze? Sembrerebbe proprio di sì. Del resto, basta guardarsi in giro: è molto più facile trovare...
C’è un legame assai più stretto di quel che si potrebbe immaginare tra voto, idea di cittadinanza, educazione volta a sviluppare le competenze sociali. Le competenze sociali sono le capacità...
Intelligenza sociale vuol dire, in parole povere, essere capaci di mettersi in relazione con gli altri in maniera efficace e positiva. Alcuni sostengono che è l’intelligenza sociale, più ancora...
Nel 2017 la diffusione delle notizie false (fake news) in rete preoccupa "abbastanza o molto" il 78 per cento degli utenti, secondo un sondaggio condotto dalla BBC in 18 paesi. Nel medesimo...
Sarà davvero tutta colpa del tasto like? Le nostre menti possono essere sequestrate, dicono i tecnologi che temono una distopia da telefoni cellulari, recita il titolo del Guardian. È...
Educare in rete si può. Ma bisogna saperlo fare bene: dirlo è un'ovvietà, riuscirci lo è un po' meno. COSE DIVERTENTI, INTERESSANTI E UTILI. Tra notizie false e discorsi d'odio, ormai è fin...
Questo articolo parla di bufale e di informazione scientifica. Dice alcune cose che non tutti sanno. E comincia con una storiella. Eccola:"Sei il presidente del Cicap? Devi essere molto scettico..."...
Chi di noi può resistere alla tentazione di sentirsi indispensabile? scrive Margaret Atwood. È una bella domanda, ed è una domanda maliziosa. EUFORIA E SICUREZZA. Sentirsi indispensabili per la...
Me ne rendo conto: in tempi di impieghi scarsi, precari e mal pagati, celebrare il lavoro ben fatto può sembrare insensato e inopportuno. O irritante e sospetto. Come minimo, antiquato, stucchevole...
Dormire mi piace, tuttavia con il sonno ho una relazione contrastata e tendo colpevolmente a tirar tardi. Che stia leggendo, scrivendo, guardando una serie televisiva o chiacchierando con qualcuno, o...
Che cosa frulla nella mente delle persone di potere? Ce lo domandiamo – e capita non di rado – quando i loro comportamenti ci appaiono contraddittori, o poco comprensibili, o così arroganti da...
Uno dice lavoro di gruppo. O lavoro di squadra. Cerca una definizione, prova a capire le differenze, e si apre un mondo. Lavorare insieme può essere bellissimo. O può essere un incubo. Il fatto che...
Si chiama ambivalenza. È una condizione strana e destabilizzante. L’abbiamo provata tutti, magari senza sapere come chiamarla, o di che esattamente si tratta. AMARE E NON AMARE. Odi et amo, scrive...
A tutti può capitare di dover chiedere scusa. Non a tutti succede di volerlo o saperlo fare in modo onesto, efficace e trasparente. Di fatto il gesto di chiedere scusa è complicato per diversi...
Da bambini chiediamo e domandiamo in continuazione. Crescendo, però, perdiamo la fertile attitudine a domandare per sapere qualcosa. E perdiamo l’indispensabile capacità di saper chiedere per...
Il minuscolo centro storico di Terracina è, per chi come me lo vede per la prima volta, un luogo sorprendente: un intrico di resti romani ben presenti e visibili, sui quali sono cresciute le...
La nostra memoria è sempre con noi, ed è così intimamente legata al nostro essere che ce ne accorgiamo solo quando, per qualche motivo, latita e non rende subito disponibile l’informazione che...
Saper domandare è una capacità che si merita tutto il nostro rispetto. Tutto comincia con l’età dei perché: chiunque abbia figli sa di che si tratta. Fra i due e i quattro anni, i bambini non...
Viviamo (e chissà se ce ne siamo davvero accorti) nell’età del turismo. È la più importante industria del nostro tempo, ed è la più inquinante: produce CO2 e consuma territorio. Alimenta un...
Questo articolo vi parla dell’arte di riassumere e di sintetizzare. Molti pensano che si tratti soprattutto di tagliare. Io sono convinta che si tratti di spolpare. Cioè di arrivare all’osso....
Capi di stato e partiti politici, imprenditori e aziende, movimenti e associazioni… chi non ha problemi di comunicazione, oggi? Se qualcosa va storto (per esempio: se un obiettivo raggiungibile non...
Attorno alle decisioni controintuitive ci sono teorie e storie davvero affascinanti. Una delle più note riguarda il castello di Hochosterwitz. Lo psicologo Paul Watzlawick la riprende, in forme...
La pagina inglese di Wikipedia intitolata “conseguenza inattese” (unintended consequences, ma anche unanticipated o unforeseen consequences) non ha un corrispondente italiano. Se qualcuno la...
D’accordo, in tempi come questi c’è poco da ridere: ma, proprio perché è meno facile del solito che una risata ci venga spontanea, forse dovremmo cominciare a coltivarle, le risate e le...
Certo, Fred Astaire era grandioso. Ma non dimentichiamoci che Ginger Rogers faceva esattamente le stesse cose, ballando all’indietro e sui tacchi alti. Questa considerazione, apparsa nel 1982 in...
In una città, tutto è comunicazione. E sono comunicazione anche le singole azioni. Quelle pubbliche e quelle private. Quelle individuali e quelle collettive. Quelle compiute e quelle mancate....
La Costa Rica è grande come la Svizzera più la provincia di Varese, o come Lombardia e Piemonte messi insieme. All’inizio del nuovo millennio, e per diversi anni, è stata considerata il paese...
A spiegare in modo convincente alcuni dei più basilari perché della classe capovolta (flipped classroom) è una bionda avvenente ed energica. Tiene la scena con la sicurezza di una rockstar. La...
Su un primo punto sono tutti d’accordo: virtuale è reale. Le cose che succedono in rete non si verificano in un universo parallelo e separato dalle vite di tutti noi. La prima conseguenza è che...
Sì, le categorie sono astratte. E fanno riferimento ad altre astrazioni, e alla stessa nostra capacità di organizzare il sapere astraendo, e ricostruendo regole generali a partire da fatti e...
Se per caso voleste sapere (beh, potreste, e non sarebbe una cattiva idea) come vanno oggi la lettura e i libri in Italia, questa pagina è per voi. Ci sono dati, fatti, e alcune considerazioni....
Seicento docenti scrivono al presidente Mattarella e al Miur denunciando che in Italia gli studenti non sanno l'italiano. Sono linguisti, storici, filosofi, matematici, costituzionalisti,...
Promuovere libri e lettura è importante per mille motivi, e qui su NeU ne abbiamo discusso molte volte. Leggere migliora le singole persone. Leggere – ce lo dicono molte ricerche – stimola il...
Dev'essere diventato (peggio ancora: dev'essere tornato) di moda dividere il mondo in perdenti e vincenti. In deboli e forti. Però, e non da oggi, ho la sensazione che dietro a queste categorie non...
Oggi torno a parlarvi di istruzione e apprendimento permanente. Ho due ottimi motivi per farlo, e il primo è questo: nel commosso ed energico discorso di commiato (qui la sintesi in italiano)...
Riguarda le città immaginarie il gioco che, secondo tradizione, Neu vi propone per le feste. È semplice semplice. Si può giocare da soli (o meglio: in compagnia di se stessi) o in gruppo. Se lo...
Facciamo un passo indietro: è il 1993, i social media non esistono ancora e siamo agli albori della rete. Una vignetta di Pete Steiner, diventata poi famosissima (così famosa da meritarsi una...
Sempre più persone leggono le notizie in rete, ma non sanno valutare l'informazione a cui si espongono. Partiamo da due dati: sei americani su dieci usano Facebook per informarsi. In Italia,...
L'egocentrismo è un tratto emergente del nostro tempo, o è solo diventato più visibile e chiassoso? Come e perché siamo tutti intrappolati nella nostra soggettività? Per trovare qualche risposta...
È come una sfida a ramino. Puoi vincere o perdere, ma quel che conta è la partita, dice Dario Fo poco prima di morire. Un bel congedo, da parte di uno che ha sempre giocato le sue carte vincendo e...
Il sito si chiama Roars, Return On Academic ReSearch. Discute di università, istruzione, ricerca e delle politiche connesse. Ospita anche una sezione di articoli in lingua inglese. Eppure proprio...
Post-truth, cioè post verità, è la parola dell’anno per l’Oxford Dictionary. La prima notizia è che l’uso di questo termine cresce del duemila per cento nel 2016 rispetto all’anno...
C’è qualcosa – una cosa qualsiasi – che sai fare bene? Mi è capitato di porre questa domanda, a volte, nel corso di un colloquio di lavoro. O, più spesso, chiacchierando con uno studente in...
È impressione comune che esistano specifiche età più creative, e che altre lo siano meno. Non è vero, e adesso c'è una conferma ulteriore. Il colpo di genio arriva a sessant’anni, titola a...
Prima di chiamare un call center, o di compiere qualsiasi altro atto burocratico, andate a vedervi Io, Daniel Blake, il nuovo film di Ken Loach che a Cannes ha vinto la Palma d’oro. Così, se non...
Il più famoso esperimento sull'autocontrollo, la focalizzazione e la forza di volontà risale agli anni Sessanta, e riguarda bambini e dolcetti. È il marshmallow experiment. Ad attuarlo è Walter...
Questo articolo mette insieme due elementi che sembrano distanti tra loro, ma in realtà non lo sono: lingua e potere, anzi soft power. L’italiano, lingua degli angeli per Thomas Mann, è la lingua...
Questo articolo parla di aborigeni, lingue perdute e ritrovate, tradizioni e modernità, spaventosi massacri e ingiustizie nemmeno tanto remote, sense of humor, orgoglio, appartenenza, premonizione....
Sono tempi instabili. Gli argomenti di cui discutere sono molti. Non sempre le cose sono chiare come sembrano (e non sempre sono quello che sembrano). E poi sì, continuiamo a essere in piena...
Questo articolo  prova a dire come funziona la comunicazione efficace. In effetti, i recenti scivoloni ministeriali sul Fertility Day (qui la prima puntata. Qui la seconda), per non parlare  della...
È più che un esempio (ce ne sono tanti) di comunicazione pubblica inefficace. È ignoranza della condizione e dei sentimenti dei cittadini italiani? È incompetenza e trascuratezza delle più...
Quando diciamo linguaggio naturale intendiamo qualsiasi lingua, scritta o parlata,  che si è formata ed  evoluta naturalmente attraverso il continuo uso da parte degli esseri umani. Il linguaggio...
C'è chi non ci dorme di notte. C'è chi è convinto che "è meglio dormirci sopra". C'è chi decide all'improvviso e senza pensarci. C'è chi torna costantemente sulle proprie decisioni. C'è chi...
Il primo tra i dieci imprescindibili diritti del lettore, secondo Daniel Pennac, è il diritto di non leggere. Non fa una piega. Ma se passiamo dalla narrativa all’informazione, e fatto salvo il...
Con la comunicazione sul Fertility Day la ministra Lorenzin ha di certo ottenuto un risultato clamoroso in termini di crescita dell’attenzione al tema della denatalità nazionale. In comunicazione,...
Acrostico fa rima con ostico. Ma dai, non fatevi impressionare, e giocate anche voi al gioco per l’estate che, secondo tradizione, vi propongo anche quest'anno. Un acrostico è un testo, le...
Con un paradosso delle visibilità stiamo facendo i conti tutti noi, di questi tempi. Succede infatti che sia i media classici, sia i social media conferiscano una gigantesca visibilità a persone,...
Sembrava finita, la propaganda. Sembrava che ormai fosse una cosa da remote dittature. Che potessimo escluderla dal nostro orizzonte mentale, osservandola con condiscendente e crescente distacco....
Si può essere curiosi a proposito della curiosità? Beh, oggi vi invito a provarci: ne vale la pena. Del resto, Albert Einstein scrive di sé: non ho particolari talenti. Sono solo appassionatamente...
Questo articolo parla di notizie e del perché c'è bisogno di impaginare le notizie. E parla del rapporto che col mondo abbiamo tutti noi. Ne parla perché poche volte come in queste ultime...
La formula è suggestiva: i ragazzi che oggi vanno a scuola stanno studiando per prepararsi a fare lavori che non esistono ancora. Mi sono imbattuta per la prima volta in questa affermazione nel...
La fortuna è uno stato mentale, scrive Scientific American. Val la pena di andare a vedere in che modo questa affermazione, per molti versi sorprendente, viene argomentata, e soprattutto se...
Il titolo di questa pagina parla di donne, economia, sviluppo e futuro, ma le immagini che vedete risalgono agli anni '40 del secolo scorso. Può sembrare una scelta stravagante, ma ha una...
Non ha senso illudersi di saper parlare bene in pubblico senza avere qualcosa di rilevante da dire. Rem tene, verba sequentur (sii padrone del concetto, le parole seguiranno), scrive nelle Orationes...
In caso di crisi è facile sentirsi paralizzati. E avere la sensazione che "quella" crisi sia diversa da ogni altra crisi possibile. In realtà, tutte le crisi hanno, per il fatto stesso di apparirci...
Chiunque si rivolga non a una singola persona ma a un gruppo di interlocutori sta, in effetti “parlando in pubblico”. Le regole cambiano. Può succedere di dover parlare in pubblico in modo del...
Terre Bagnate. O Terre Fradice. O Terre Umide: insomma: un sacco di acqua che si insinua  dappertutto. Le Wetlands della Louisiana sono un un gigantesco intrico di canali, paludi e...
Di consigli su come parlare a un pubblico è piena la rete, dai più bizzarri (evitate i latticini!) a quelli in apparenza più ovvi (ricordatevi di respirare). In realtà non tutti i consigli, a...
New Orleans sembra condannata a ripetere una stanca, meccanica messa in scena dal proprio stesso mito. L’affascinante quartiere francese – case tardo settecentesche e ottocentesche, muri...
Per saper dire bisogna non solo possedere, ma anche saper governare le parole. Tutti noi parliamo ogni giorno, perfino troppo, scordando che le parole non sono solamente  tratti che appaiono su un...
Me lo ricordo bene. Sono stata a Miami per la prima volta all’inizio degli anni ’80, quando ancora buona parte degli alberghi Déco cadeva a pezzi e Miami Beach era un luogo schizofrenico: lungo...
Nel nostro paese la capacità di parlare in pubblico è modesta. Oscilliamo tra sproloquio e afasia, tra aggressività e narcosi, tra esibizionismo narcisistico (appartiene a molti) e sottomessa...
Ci sono singoli momenti in cui è possibile diventare scrittori: questa, almeno, è la percezione di alcuni che poi sono diventati scrittori per davvero. Racconta tutto ciò un grazioso articolo di...
Di sindrome dell’impostore soffrono, in genere, quelli che impostori non sono. Curioso, no? Ecco di che si tratta: sindrome dell’impostore è un modo informale e non tecnico per definire una...
Può sembrare paradossale ma è così: pubblicare buone notizie è più difficile che pubblicarne di cattive. E, se ci pensate bene, lo è per molte ragioni piuttosto facili da intuire. Qui sotto...
Far fuori una idea creativa è la cosa più facile del mondo: basta un attimo. Far fuori una idea creativa è gratificante per chi ritiene che le persone che svolgono lavori creativi siano...
Torno sul tema delle notizie positive nella convinzione che sia davvero rilevante. E insisto perché vorrei fare del mio meglio per diffondere questa percezione, e perché una forte richiesta di...
Sappiamo accorgerci del momento esatto in cui (ci) succede qualcosa che può cambiare tutto il resto? Oppure fatalmente quel momento lì ci sfugge, e ben che vada riusciamo a ricostruirlo a...
Questa è la cronaca di due giorni passati a non scrivere. Sarebbero due giorni da dimenticare. Oppure no: forse sono due giorni da ricordare (così, la prossima volta, non ci ricasco) e da...
Cerca in Nuovo e Utile