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	Commenti a: Innovazione italiana: ha un’anima e mille facce. Le manca una parola	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Riccardo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85591</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2013 00:27:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riguardo agli errori dell&#039;Olivetti potrei citarne a bizzeffe, ma il più cocente, per me, è stato il flop del Quaderno. Un prodotto straordinariamente innovativo, per l&#039;epoca(1992). Molto piccolo e leggero,(quanto un foglio A5, 1kg) realmente portatile, che consentiva sia di registrare la voce(in digitale! e a computer chiuso!), che di scrivere dei testi, MA non era possibile riascoltare la registrazione e scrivere contemporaneamente(!) e non aveva una interfaccia per stampante!!!(standard): è come costruire una bicicletta da corsa senza sellino e/o senza ruote!
In un&#039;intervista dell&#039;epoca il responsabile del progetto rispose che &quot;il mercato non aveva capito il prodotto&quot; (sic)!!! 
E&#039; inutile parlare di(stimolare la) creatività quando il sistema-impresa è, anche nelle imprese &quot;innovative&quot;, un grande schiacciasassi che tritura e livella tutto...
Riguardo al personal computer nel 1964, penso invece che abbiano avuto ragione i dirigenti Olivetti. Il personal computer è figlio della standardizzazione: il primo microprocessore usabile (Intel 8080)(standard hardware) è del 1974, ma il sistema operativo DOS(standard software), è del 1982! Pensare che si potessero costruire e vendere personal computer nel 1964 è semplicemente anacronistico! L&#039;Olivetti, invece, per prima e con un successo enorme, dieci anni dopo, fece l&#039;Audit 4, 5 e 7 macchine realmente innovative e, per l&#039;epoca, facili da usare; grazie anche alle praticissime cartoline magnetiche riregistrabili, quando il mondo dell&#039;informatica andava ancora a schede perforate...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riguardo agli errori dell&#8217;Olivetti potrei citarne a bizzeffe, ma il più cocente, per me, è stato il flop del Quaderno. Un prodotto straordinariamente innovativo, per l&#8217;epoca(1992). Molto piccolo e leggero,(quanto un foglio A5, 1kg) realmente portatile, che consentiva sia di registrare la voce(in digitale! e a computer chiuso!), che di scrivere dei testi, MA non era possibile riascoltare la registrazione e scrivere contemporaneamente(!) e non aveva una interfaccia per stampante!!!(standard): è come costruire una bicicletta da corsa senza sellino e/o senza ruote!<br />
In un&#8217;intervista dell&#8217;epoca il responsabile del progetto rispose che &#8220;il mercato non aveva capito il prodotto&#8221; (sic)!!!<br />
E&#8217; inutile parlare di(stimolare la) creatività quando il sistema-impresa è, anche nelle imprese &#8220;innovative&#8221;, un grande schiacciasassi che tritura e livella tutto&#8230;<br />
Riguardo al personal computer nel 1964, penso invece che abbiano avuto ragione i dirigenti Olivetti. Il personal computer è figlio della standardizzazione: il primo microprocessore usabile (Intel 8080)(standard hardware) è del 1974, ma il sistema operativo DOS(standard software), è del 1982! Pensare che si potessero costruire e vendere personal computer nel 1964 è semplicemente anacronistico! L&#8217;Olivetti, invece, per prima e con un successo enorme, dieci anni dopo, fece l&#8217;Audit 4, 5 e 7 macchine realmente innovative e, per l&#8217;epoca, facili da usare; grazie anche alle praticissime cartoline magnetiche riregistrabili, quando il mondo dell&#8217;informatica andava ancora a schede perforate&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Riccardo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85590</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2013 23:29:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[avviare = evvaii... = ewai

forza cominciamo! = damose da fa&#039; (romano) = da.da.fà oppure da.se.fà oppure mo.se.fà = mosfà = mofà

oh, issa! = ISSA (Impresa Sapienza Speranza Applicata, Impresa Spedita(di)Sorpendente Acume, in caso di insuccesso: Impresa Senza Speranza Alcuna, :)

O la va o spacca = laspa

ma nei desideri di una start up c&#039;è sicuramente il Volo e l&#039;Italia = Volalia, ItaVo, VItalia, VolIta(che strizza l&#039;occhio a Lolita)

o il Futuro, il Domani, l&#039;Alto(sù)ItaSù, EIaSù(Europa Italia sù)
 
III (Impresa Italiana Intelligente)

ISI (Impresa Sorprendentemente Intelligente, easy)

Per Aspera ad Astra =RaStra, ItAstra, SpeRastra, Spestra, Istra,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>avviare = evvaii&#8230; = ewai</p>
<p>forza cominciamo! = damose da fa&#8217; (romano) = da.da.fà oppure da.se.fà oppure mo.se.fà = mosfà = mofà</p>
<p>oh, issa! = ISSA (Impresa Sapienza Speranza Applicata, Impresa Spedita(di)Sorpendente Acume, in caso di insuccesso: Impresa Senza Speranza Alcuna, 🙂</p>
<p>O la va o spacca = laspa</p>
<p>ma nei desideri di una start up c&#8217;è sicuramente il Volo e l&#8217;Italia = Volalia, ItaVo, VItalia, VolIta(che strizza l&#8217;occhio a Lolita)</p>
<p>o il Futuro, il Domani, l&#8217;Alto(sù)ItaSù, EIaSù(Europa Italia sù)</p>
<p>III (Impresa Italiana Intelligente)</p>
<p>ISI (Impresa Sorprendentemente Intelligente, easy)</p>
<p>Per Aspera ad Astra =RaStra, ItAstra, SpeRastra, Spestra, Istra,&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Elena		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85526</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2013 18:45:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo con Nazzareno: il termine esiste già e va rispolverato e rimesso a lucido.

(Rodolfo, comprendo bene la situazione che descrivi. Purtroppo. Fa male, ma si impara.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Nazzareno: il termine esiste già e va rispolverato e rimesso a lucido.</p>
<p>(Rodolfo, comprendo bene la situazione che descrivi. Purtroppo. Fa male, ma si impara.)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85473</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2013 07:26:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come detto anche da Nazzareno, credo che il “solo” termine IMPRESA racchiuda tutto ciò che serve.

Dal Dizionario Hoepli online, IMPRESA è:

1) Ciò che si comincia a fare con l&#039;intento di portarlo a termine.
Azione, iniziativa importante, difficile o fuori dal comune: eroica.
enf. Azione gravosa, faticosa: fargli capire che ha torto sarà un&#039;i.

2) Attività di chi imprende un lavoro commerciale o industriale

3) Attività economica finalizzata alla produzione e allo scambio di beni e servizi.
estens. Società, ente che svolge una particolare attività commerciale o industriale: i. commerciale, industriale, agricola, edile, editoriale, teatrale.

Quali nomi?

IMPRESA ITALIA,
NUOVA IMPRESA,
NUOVA IMPRESA ITALIANA,
IMPRESA,
InPRESA, 
RImPRESA,
ecc ....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come detto anche da Nazzareno, credo che il “solo” termine IMPRESA racchiuda tutto ciò che serve.</p>
<p>Dal Dizionario Hoepli online, IMPRESA è:</p>
<p>1) Ciò che si comincia a fare con l&#8217;intento di portarlo a termine.<br />
Azione, iniziativa importante, difficile o fuori dal comune: eroica.<br />
enf. Azione gravosa, faticosa: fargli capire che ha torto sarà un&#8217;i.</p>
<p>2) Attività di chi imprende un lavoro commerciale o industriale</p>
<p>3) Attività economica finalizzata alla produzione e allo scambio di beni e servizi.<br />
estens. Società, ente che svolge una particolare attività commerciale o industriale: i. commerciale, industriale, agricola, edile, editoriale, teatrale.</p>
<p>Quali nomi?</p>
<p>IMPRESA ITALIA,<br />
NUOVA IMPRESA,<br />
NUOVA IMPRESA ITALIANA,<br />
IMPRESA,<br />
InPRESA,<br />
RImPRESA,<br />
ecc &#8230;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paola		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85467</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 14:31:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se negli anni sessanta si parlava di &quot; miracolo italiano&quot;, e di &quot;boom&quot;, perché non indicare la fase attuale di lenta ma innovativa ripesa con una bellissima parola di origine greca, che individua una macchina, ma soprattutto un concetto, e che si chiama &quot;Dinamo&quot;? &quot;Nuova dinamo italiana&quot;, &quot;italian dynamo&quot;, &quot;fase dinamo&quot;, &quot;Nuove imprese dinamo&quot; eccetera. Uguale in tutte le lingue.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se negli anni sessanta si parlava di &#8221; miracolo italiano&#8221;, e di &#8220;boom&#8221;, perché non indicare la fase attuale di lenta ma innovativa ripesa con una bellissima parola di origine greca, che individua una macchina, ma soprattutto un concetto, e che si chiama &#8220;Dinamo&#8221;? &#8220;Nuova dinamo italiana&#8221;, &#8220;italian dynamo&#8221;, &#8220;fase dinamo&#8221;, &#8220;Nuove imprese dinamo&#8221; eccetera. Uguale in tutte le lingue.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Roberta		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85466</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 14:12:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Errata:
Se la NIMP è italiana, allora N= NUOVA, non NEW
Scusate!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Errata:<br />
Se la NIMP è italiana, allora N= NUOVA, non NEW<br />
Scusate!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Roberta		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85465</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 14:04:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Propongo NIMP dove
1. N=
-&quot;NO&quot; impresa tradizionale
-&quot;NEW&quot;

2.IMP= 
-la &quot;I&quot; di &quot;ITALIA&quot;
-la parola IMPRESA
-la STARTUP (-P finale di UP)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Propongo NIMP dove<br />
1. N=<br />
-&#8220;NO&#8221; impresa tradizionale<br />
-&#8220;NEW&#8221;</p>
<p>2.IMP=<br />
-la &#8220;I&#8221; di &#8220;ITALIA&#8221;<br />
-la parola IMPRESA<br />
-la STARTUP (-P finale di UP)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carmine		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85411</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carmine]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2013 12:16:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Supernova...come le stelle!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Supernova&#8230;come le stelle!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ugo Sgrosso		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85390</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ugo Sgrosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 11:22:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85389&quot;&gt;Ugo Sgrosso&lt;/a&gt;.

In Italia possiamo catterizzare “startup” con: nuovo e bello, che mi piace sintetizzare con il termine &quot;arte&quot;. Inoltre, come Nazzareno, userei anche &quot;impresa&quot;.
Allora propongo: &quot;artimpresa&quot;. Che è un termine con una certa assonanza con “startup”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85389">Ugo Sgrosso</a>.</p>
<p>In Italia possiamo catterizzare “startup” con: nuovo e bello, che mi piace sintetizzare con il termine &#8220;arte&#8221;. Inoltre, come Nazzareno, userei anche &#8220;impresa&#8221;.<br />
Allora propongo: &#8220;artimpresa&#8221;. Che è un termine con una certa assonanza con “startup”.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ugo Sgrosso		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85389</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ugo Sgrosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 11:03:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Vittorio Cucchi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85364</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Cucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2013 13:22:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Della ricchissima proposta odierna di NeU &quot;seleziono&quot; per ora solo il sempre stimolante invito a riprendere la sconcertante e inquietante vicenda della Olivetti, e commento di getto, prima ancora di vedere come si deve libro e sito di Luna, tornando alla prima ricostruzione di quel successo italiano mancato. Mi riferisco al volumetto di Lorenzo Soria Informatica: un’occasione perduta. La divisione elettronica dell’Olivetti nei primi anni del centrosinistra, Einaudi, 1979. Un libro utile proprio perché datato, concepito in un’epoca nella quale ad ammantare di una pretenziosa veste anglofona gli strumenti che avrebbero potuto parlare italiano era stata ancora solo IBM, ere tecnologiche prima che una potenziale mela delle nostre campagne piemontesi ci fosse proposta come Apple instillandoci complessi di inferiorità. Bando ovviamente ad ogni nazionalismo e ad ogni disprezzo per la lingua inglese, se seriamente studiata e correttamente utilizzata come veicolo di idee per l’umanità, ma certo non è inutile meditare, nella giusta prospettiva, su quanto l’ingegno italiano avrebbe potuto dare al mondo. Non so perché nelle pagine di quel libricino del 1979 riesco a rivivere qualcosa di più di una storia dei se e dei ma. La rinascita recentissima delle Edizioni di Comunità non può che rallegrare chi non ha mai dimenticato lo spirito di Adriano Olivetti ogni volta che prende in mano un tablet – una tavoletta? - o qualcosa di simile ripensando all’epoca della macchina per scrivere……..La parola italiana per start up? Confesso umilmente che, pur schierato da sempre contro l’uso improprio dell’inglese, devo ancora pensarci…..E non mancherò di farlo, ringraziando per l’idea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Della ricchissima proposta odierna di NeU &#8220;seleziono&#8221; per ora solo il sempre stimolante invito a riprendere la sconcertante e inquietante vicenda della Olivetti, e commento di getto, prima ancora di vedere come si deve libro e sito di Luna, tornando alla prima ricostruzione di quel successo italiano mancato. Mi riferisco al volumetto di Lorenzo Soria Informatica: un’occasione perduta. La divisione elettronica dell’Olivetti nei primi anni del centrosinistra, Einaudi, 1979. Un libro utile proprio perché datato, concepito in un’epoca nella quale ad ammantare di una pretenziosa veste anglofona gli strumenti che avrebbero potuto parlare italiano era stata ancora solo IBM, ere tecnologiche prima che una potenziale mela delle nostre campagne piemontesi ci fosse proposta come Apple instillandoci complessi di inferiorità. Bando ovviamente ad ogni nazionalismo e ad ogni disprezzo per la lingua inglese, se seriamente studiata e correttamente utilizzata come veicolo di idee per l’umanità, ma certo non è inutile meditare, nella giusta prospettiva, su quanto l’ingegno italiano avrebbe potuto dare al mondo. Non so perché nelle pagine di quel libricino del 1979 riesco a rivivere qualcosa di più di una storia dei se e dei ma. La rinascita recentissima delle Edizioni di Comunità non può che rallegrare chi non ha mai dimenticato lo spirito di Adriano Olivetti ogni volta che prende in mano un tablet – una tavoletta? &#8211; o qualcosa di simile ripensando all’epoca della macchina per scrivere……..La parola italiana per start up? Confesso umilmente che, pur schierato da sempre contro l’uso improprio dell’inglese, devo ancora pensarci…..E non mancherò di farlo, ringraziando per l’idea.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85362</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2013 11:05:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85352&quot;&gt;Nazzareno Prinzivalli&lt;/a&gt;.

...in effetti, val la pena di farlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85352">Nazzareno Prinzivalli</a>.</p>
<p>&#8230;in effetti, val la pena di farlo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85361</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2013 10:14:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[età beta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>età beta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85358</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2013 14:53:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85357&quot;&gt;Rodolfo&lt;/a&gt;.

Ecco ! 
Ancora una volta abbiamo la dimostrazione che: da una parte abbiamo &quot;la favola&quot;, ovvero la promessa di poter fare grandi cose e dall&#039;altra &quot;la realtà&quot;, ovvero l&#039;impossibilità di arrivare al &quot;lieto fine&quot;  per mille motivi (lupi cattivi,pifferai magici,ecc ...).

Più che &quot;start up&quot; questo è un chiaro esempio di &quot;stort up&quot; ...

Credo sarebbe molto interessante e forse anche utile raccogliere e riassumere tutte le esperienze di chi ha tentato ma ha dovuto rinunciare (come nel caso di Rodolfo).
Qualcuno dovrebbe farsi questa domanda e raccogliere questi dati per rendere il servizio più efficiente.

Capire e comprendere i motivi di quelle rinunce potrebbe davvero contribuire a trasformare quella &quot;favola&quot; in &quot;realtà&quot; e quella realtà in una splendida &quot;start up&quot; ...!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85357">Rodolfo</a>.</p>
<p>Ecco !<br />
Ancora una volta abbiamo la dimostrazione che: da una parte abbiamo &#8220;la favola&#8221;, ovvero la promessa di poter fare grandi cose e dall&#8217;altra &#8220;la realtà&#8221;, ovvero l&#8217;impossibilità di arrivare al &#8220;lieto fine&#8221;  per mille motivi (lupi cattivi,pifferai magici,ecc &#8230;).</p>
<p>Più che &#8220;start up&#8221; questo è un chiaro esempio di &#8220;stort up&#8221; &#8230;</p>
<p>Credo sarebbe molto interessante e forse anche utile raccogliere e riassumere tutte le esperienze di chi ha tentato ma ha dovuto rinunciare (come nel caso di Rodolfo).<br />
Qualcuno dovrebbe farsi questa domanda e raccogliere questi dati per rendere il servizio più efficiente.</p>
<p>Capire e comprendere i motivi di quelle rinunce potrebbe davvero contribuire a trasformare quella &#8220;favola&#8221; in &#8220;realtà&#8221; e quella realtà in una splendida &#8220;start up&#8221; &#8230;!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85357</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2013 14:17:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://nuovoeutile.it/?p=11150#comment-85357</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85356&quot;&gt;Alesatoredivirgole&lt;/a&gt;.

Proprio le scorse settimane ho sperimentato una start-up figlia del Politecnico (e di buona donna). Una società nata da un brevetto molto interessante relativo alle energie rinnovabili. Mi chiedono di collaborare su alcuni temi. Per poter definire un costo, com&#039;è di norma nel mio stupido mestiere, finisco col fare l&#039;ottanta percento del lavoro. Il costo indicato è congruo, anzi pensavano fosse molto maggiore, mi faranno sapere come procedere. Passa una settimana. Potresti farci un piccolo sconto? Quanto? Il venti percento. Siete matti! Però ormai il lavoro è fatto, pazienza, vai con lo sconto. I tempi cominciano ad essere davvero risicati. Passano altri dieci giorni. La Regione e la UE che finanziano il progetto di start-up hanno pochi soldi, ci chiedono un ulteriore sconto. Ancora? Quanto?  Solo il cinquanta percento. Comincio a capire come funzionano gli enti pubblici, il preventivo va almeno triplicato. Vi rendete conto di cosa mi state chiedendo? Ci rifaremo sui lavori futuri? Dai, accidenti a voi, piuttosto che rimetterci tutto accetto, vai col cinquanta percento. Emh... però c&#039;è ancora un dettaglio: i soldi saranno disponibili solo alla fine del duemilaquattordici, quindi siamo noi che rinunciamo. E il minimo rimborso pattuito in caso di interruzione del progetto? Dai ormai siamo in vacanza –bella la vita dei docenti universitari- ne possiamo riparlare ad Ottobre? Forse, se non annegano come io vado augurando. Me ne fossi stato tre mesi in vacanza avrei guadagnato di più. Un termine italiano per definire start-up? Calcio nel sedere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://nuovoeutile.it/innovazione-italiana/#comment-85356">Alesatoredivirgole</a>.</p>
<p>Proprio le scorse settimane ho sperimentato una start-up figlia del Politecnico (e di buona donna). Una società nata da un brevetto molto interessante relativo alle energie rinnovabili. Mi chiedono di collaborare su alcuni temi. Per poter definire un costo, com&#8217;è di norma nel mio stupido mestiere, finisco col fare l&#8217;ottanta percento del lavoro. Il costo indicato è congruo, anzi pensavano fosse molto maggiore, mi faranno sapere come procedere. Passa una settimana. Potresti farci un piccolo sconto? Quanto? Il venti percento. Siete matti! Però ormai il lavoro è fatto, pazienza, vai con lo sconto. I tempi cominciano ad essere davvero risicati. Passano altri dieci giorni. La Regione e la UE che finanziano il progetto di start-up hanno pochi soldi, ci chiedono un ulteriore sconto. Ancora? Quanto?  Solo il cinquanta percento. Comincio a capire come funzionano gli enti pubblici, il preventivo va almeno triplicato. Vi rendete conto di cosa mi state chiedendo? Ci rifaremo sui lavori futuri? Dai, accidenti a voi, piuttosto che rimetterci tutto accetto, vai col cinquanta percento. Emh&#8230; però c&#8217;è ancora un dettaglio: i soldi saranno disponibili solo alla fine del duemilaquattordici, quindi siamo noi che rinunciamo. E il minimo rimborso pattuito in caso di interruzione del progetto? Dai ormai siamo in vacanza –bella la vita dei docenti universitari- ne possiamo riparlare ad Ottobre? Forse, se non annegano come io vado augurando. Me ne fossi stato tre mesi in vacanza avrei guadagnato di più. Un termine italiano per definire start-up? Calcio nel sedere.</p>
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