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	Commenti a: Intelligenza delle piante: c’è, anche se non ce ne accorgiamo	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Diana Tedoldi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/intelligenza-delle-piante/#comment-157067</link>

		<dc:creator><![CDATA[Diana Tedoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2017 08:42:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PS: sull&#039;intelligenza delle piante consiglio anche Daniel Chamovitz, che è meno poetico e più spietato di Mancuso (cosa ch enon mi piace molto), ma il suo corso sull&#039;intelligenza delle piante su Coursera è comunque molto interessante per sapere di più sul mondo sensoriale e percettivo delle piante!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PS: sull&#8217;intelligenza delle piante consiglio anche Daniel Chamovitz, che è meno poetico e più spietato di Mancuso (cosa ch enon mi piace molto), ma il suo corso sull&#8217;intelligenza delle piante su Coursera è comunque molto interessante per sapere di più sul mondo sensoriale e percettivo delle piante!</p>
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		<title>
		Di: Diana Tedoldi		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/intelligenza-delle-piante/#comment-157066</link>

		<dc:creator><![CDATA[Diana Tedoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2017 08:41:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da circa 15 anni pratico l&#039;ascolto delle piante come pratica quasi quotidiana di meditazione.
È una pratica semplice, in cui l&#039;intento è sull&#039;entrare nel respiro dell&#039;albero, entrare nel suo stato di percezione, nella sua lentezza, nella sua stabilità, nella sua presenza silenziosa e attenta.
Mi sono sempre annoiata a fare meditazione o yoga, ma con gli alberi, in natura, allenare la presenza mentale è diventato facilissimo!
Ho praticato in ogni stagione, con la neve, con la grandine, a testa in giù sul mio melo la notte di Capodanno, e anche la sera dopo il pranzone di Natale.
Mi divertivo ad avvicinarmi ogni sera all&#039;albero con la domanda: come sta stasera questo albero?
Così ho allenato per anni l&#039;ascolto degli alberi, e l&#039;ascolto è diventato la base di ciò che insegno oggi a gruppi di manager stressati e incapaci di leadership, perchè mai in ascolto del loro contesto, degli altri, e di se stessi.
Scherzando dico anche che se ho trovato marito (e l&#039;ho trovato meraviglioso, ma molto tardi, a quasi 40 anni!) è merito del mio melo, perchè con lui ho imparato a rispettare un&#039;altro essere vivente, ad ascoltarlo veramente, ad essere veramente con lui mentre sono veramente con me.
Sognavo un uomo come il mio melo; presente, robusto, con solide radici, fertili rami carichi di mele (la più grossa pesava 750 gr!). Ed è arrivato un uomo proprio così! :-)
Poi finalmente arriva anche Mancuso, ed è folgorazione! Finalmente qualcuno che spiega alla mia testa molto di quello che il mio corpo e i miei sensi già avevano scoperto sul mondo delle piante, e mi rende meno folle di quello che pensavo.
Ho letto tutti i suoi libri.
E sono felice che finalmente articoli come questo inizino a essere scritti da chi ha visibilità mediatica.
Grazie Annamaria, inizierò a seguirti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da circa 15 anni pratico l&#8217;ascolto delle piante come pratica quasi quotidiana di meditazione.<br />
È una pratica semplice, in cui l&#8217;intento è sull&#8217;entrare nel respiro dell&#8217;albero, entrare nel suo stato di percezione, nella sua lentezza, nella sua stabilità, nella sua presenza silenziosa e attenta.<br />
Mi sono sempre annoiata a fare meditazione o yoga, ma con gli alberi, in natura, allenare la presenza mentale è diventato facilissimo!<br />
Ho praticato in ogni stagione, con la neve, con la grandine, a testa in giù sul mio melo la notte di Capodanno, e anche la sera dopo il pranzone di Natale.<br />
Mi divertivo ad avvicinarmi ogni sera all&#8217;albero con la domanda: come sta stasera questo albero?<br />
Così ho allenato per anni l&#8217;ascolto degli alberi, e l&#8217;ascolto è diventato la base di ciò che insegno oggi a gruppi di manager stressati e incapaci di leadership, perchè mai in ascolto del loro contesto, degli altri, e di se stessi.<br />
Scherzando dico anche che se ho trovato marito (e l&#8217;ho trovato meraviglioso, ma molto tardi, a quasi 40 anni!) è merito del mio melo, perchè con lui ho imparato a rispettare un&#8217;altro essere vivente, ad ascoltarlo veramente, ad essere veramente con lui mentre sono veramente con me.<br />
Sognavo un uomo come il mio melo; presente, robusto, con solide radici, fertili rami carichi di mele (la più grossa pesava 750 gr!). Ed è arrivato un uomo proprio così! 🙂<br />
Poi finalmente arriva anche Mancuso, ed è folgorazione! Finalmente qualcuno che spiega alla mia testa molto di quello che il mio corpo e i miei sensi già avevano scoperto sul mondo delle piante, e mi rende meno folle di quello che pensavo.<br />
Ho letto tutti i suoi libri.<br />
E sono felice che finalmente articoli come questo inizino a essere scritti da chi ha visibilità mediatica.<br />
Grazie Annamaria, inizierò a seguirti.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Maurizio Pansini		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/intelligenza-delle-piante/#comment-157062</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Pansini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Aug 2017 18:53:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una domanda che mi facevo ragionando sul tema: le piante nella riproduzione provano piacere? 

Sono spinte come noi da quello per preservare l&#039;esistenza della specie?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una domanda che mi facevo ragionando sul tema: le piante nella riproduzione provano piacere? </p>
<p>Sono spinte come noi da quello per preservare l&#8217;esistenza della specie?</p>
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		<title>
		Di: Annamaria Testa		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/intelligenza-delle-piante/#comment-156607</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria Testa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2017 14:15:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO
&quot;Dentro l’apparente immobilità di un vegetale, a ben guardare succede di tutto. In conseguenza di ciò, le piante rappresentano un esempio di ingegnosità adattativa al quale dovremmo, per quanto possibile, ispirarci&quot;.
Un bell&#039;articolo di Telmo Pievani: 
http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=58f6012b20eff]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AGGIORNAMENTO<br />
&#8220;Dentro l’apparente immobilità di un vegetale, a ben guardare succede di tutto. In conseguenza di ciò, le piante rappresentano un esempio di ingegnosità adattativa al quale dovremmo, per quanto possibile, ispirarci&#8221;.<br />
Un bell&#8217;articolo di Telmo Pievani:<br />
<a href="http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=58f6012b20eff" rel="nofollow ugc">http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=58f6012b20eff</a></p>
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		<title>
		Di: Infonotizia		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/intelligenza-delle-piante/#comment-153148</link>

		<dc:creator><![CDATA[Infonotizia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 08:27:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Articolo interessantissimo. Una delle cose più complicate per l&#039;uomo è essere in grado di riconoscere un intelligenza; è facile per molte persone dire che un altro essere vivente è stupido perché non è in grado di fare le cose che ritene noi più utili dal nostro punto di vista quando in realtà l&#039;intelligenza è differente specie per specie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo interessantissimo. Una delle cose più complicate per l&#8217;uomo è essere in grado di riconoscere un intelligenza; è facile per molte persone dire che un altro essere vivente è stupido perché non è in grado di fare le cose che ritene noi più utili dal nostro punto di vista quando in realtà l&#8217;intelligenza è differente specie per specie.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nontelodico		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/intelligenza-delle-piante/#comment-152700</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nontelodico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 14:32:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Phisarum mi mancava, grazie.
Dopo aver letto La possibilita&#039; di un&#039;isola di Houellebecq e conosciuto l&#039;euglena, ho pensato a come sarebbe bello avere un cappello di clorofilla, integrato nel nostro sistema circolatorio, in grado di alimentarci con la fotosintesi. Potremmo smettere di piangere sulle cipolle morte :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Phisarum mi mancava, grazie.<br />
Dopo aver letto La possibilita&#8217; di un&#8217;isola di Houellebecq e conosciuto l&#8217;euglena, ho pensato a come sarebbe bello avere un cappello di clorofilla, integrato nel nostro sistema circolatorio, in grado di alimentarci con la fotosintesi. Potremmo smettere di piangere sulle cipolle morte 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Elena g.		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/intelligenza-delle-piante/#comment-151017</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elena g.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 12:07:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se ci sono messaggi da cogliere in queste scoperte, sono plurimi:
- La ricerca scientifica si conferma come unico strumento possibile per dissipare la nebbia dell&#039;ignoranza e guidare verso un progresso non distruttivo e consumistico ma sensato e in equilibrio con l&#039;ecosistema. Non si finisce mai di scoprire

- L&#039;arroganza di ritenersi creature &quot;superiori&quot; è solo arroganza: è un punto di vista che non corrisponde a verità, è parziale e quindi limitato, di conseguenza dannoso; è un errore scientifico oltre che morale, un errore sostenuto per millenni che grazie a scoperte scientifiche come queste può finalmente essere demolito. L&#039;umiltà invece è un atteggiamento molto più intelligente e insegna decisamente meglio

- Prendere ispirazione dalle piante insegna troppi comportamenti positivi per non farlo: avere pazienza, osservare prima, poi optare per scelte sensate, agire non in modo invasivo ma in equilibrio con gli altri elementi dell&#039;ecosistema, ricordarci che siamo membri di una comunità e di un complesso: parti di un ciclo e non punte di una piramide. Politici, Ingegneri, grandi manager, ma tutti dovremmo imparare a usare bene i nostri sensi (anche se meno evoluti di quelli delle piante), ascoltare e osservare

- La divulgazione delle scoperte scientifiche è l&#039;altro grande strumento per vincere l&#039;ingoranza. Sono stata ad una sua conferenza, e credo che Stefano Mancuno sia un grande divulgatore: si impegna a illustrare le sue scoperte con foto, video, un linguaggio chiaro e un tono da narratore. E questo blog ha la stessa importante funzione divulgativa!

Grazie Annamaria Testa per aver parlato di questo argomento, è confortante:)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ci sono messaggi da cogliere in queste scoperte, sono plurimi:<br />
&#8211; La ricerca scientifica si conferma come unico strumento possibile per dissipare la nebbia dell&#8217;ignoranza e guidare verso un progresso non distruttivo e consumistico ma sensato e in equilibrio con l&#8217;ecosistema. Non si finisce mai di scoprire</p>
<p>&#8211; L&#8217;arroganza di ritenersi creature &#8220;superiori&#8221; è solo arroganza: è un punto di vista che non corrisponde a verità, è parziale e quindi limitato, di conseguenza dannoso; è un errore scientifico oltre che morale, un errore sostenuto per millenni che grazie a scoperte scientifiche come queste può finalmente essere demolito. L&#8217;umiltà invece è un atteggiamento molto più intelligente e insegna decisamente meglio</p>
<p>&#8211; Prendere ispirazione dalle piante insegna troppi comportamenti positivi per non farlo: avere pazienza, osservare prima, poi optare per scelte sensate, agire non in modo invasivo ma in equilibrio con gli altri elementi dell&#8217;ecosistema, ricordarci che siamo membri di una comunità e di un complesso: parti di un ciclo e non punte di una piramide. Politici, Ingegneri, grandi manager, ma tutti dovremmo imparare a usare bene i nostri sensi (anche se meno evoluti di quelli delle piante), ascoltare e osservare</p>
<p>&#8211; La divulgazione delle scoperte scientifiche è l&#8217;altro grande strumento per vincere l&#8217;ingoranza. Sono stata ad una sua conferenza, e credo che Stefano Mancuno sia un grande divulgatore: si impegna a illustrare le sue scoperte con foto, video, un linguaggio chiaro e un tono da narratore. E questo blog ha la stessa importante funzione divulgativa!</p>
<p>Grazie Annamaria Testa per aver parlato di questo argomento, è confortante:)</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Alesatoredivirgole		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/intelligenza-delle-piante/#comment-151011</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alesatoredivirgole]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 11:07:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le piante, così come verdure e frutti, non crescono sugli scaffali dei supermercati… 
Partendo da questo presupposto ho realizzato, per alcuni anni, un minuscolo ed artigianale orticello urbano con la collaborazione di due coltivatori un po’ speciali: i miei figli.
In quel fazzolettino di terra si alternavano pomodori, fragole, insalate, fagiolini, piselli e perfino coraggiose mini-rotazioni delle colture fino a sperimentazioni con cocomeri (mai cresciuti) e zucche (l’unica cresciuta per davvero è finita nel giardino del vicino ed è stata recisa… involontariamente…). 
Tra successi e fallimenti l’obiettivo non era certo la quantità quanto piuttosto la scoperta, non solo dei frutti ma anche di quell’universo di golosissimi “mostriciattoli” disposti a tutto pur di  raggiungere e divorare quelle leccornie.
Stupefacente era lo spettacolo che, da un giorno all’altro, regalavano quei “filamenti” sottilissimi che, come lunghissime dita, si attorcigliavano a bastoni, rami, sassi per sostenersi, distendersi, crescere.
Pareva proprio che quelle “dita” avessero gli occhi e si muovessero alla ricerca dell’appiglio migliore.
Ricordo le domande, lo stupore e lo sbigottimento dei momenti in cui, rannicchiati tra le foglie, porgevamo un nostro dito in carne ed ossa a quelle “dita filamentose” e queste, con lentissimi movimenti, cingevano il nostro dito per sorreggersi… o forse semplicemente per fare amicizia e condurci alla scoperta del loro incredibile mondo.
L’orto non c’è più, ma la curiosità è tanta ed il prossimo passo sarà quello di osservare da vicino una vera e propria “cacciatrice”: la Dionaea Mascipula.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le piante, così come verdure e frutti, non crescono sugli scaffali dei supermercati…<br />
Partendo da questo presupposto ho realizzato, per alcuni anni, un minuscolo ed artigianale orticello urbano con la collaborazione di due coltivatori un po’ speciali: i miei figli.<br />
In quel fazzolettino di terra si alternavano pomodori, fragole, insalate, fagiolini, piselli e perfino coraggiose mini-rotazioni delle colture fino a sperimentazioni con cocomeri (mai cresciuti) e zucche (l’unica cresciuta per davvero è finita nel giardino del vicino ed è stata recisa… involontariamente…).<br />
Tra successi e fallimenti l’obiettivo non era certo la quantità quanto piuttosto la scoperta, non solo dei frutti ma anche di quell’universo di golosissimi “mostriciattoli” disposti a tutto pur di  raggiungere e divorare quelle leccornie.<br />
Stupefacente era lo spettacolo che, da un giorno all’altro, regalavano quei “filamenti” sottilissimi che, come lunghissime dita, si attorcigliavano a bastoni, rami, sassi per sostenersi, distendersi, crescere.<br />
Pareva proprio che quelle “dita” avessero gli occhi e si muovessero alla ricerca dell’appiglio migliore.<br />
Ricordo le domande, lo stupore e lo sbigottimento dei momenti in cui, rannicchiati tra le foglie, porgevamo un nostro dito in carne ed ossa a quelle “dita filamentose” e queste, con lentissimi movimenti, cingevano il nostro dito per sorreggersi… o forse semplicemente per fare amicizia e condurci alla scoperta del loro incredibile mondo.<br />
L’orto non c’è più, ma la curiosità è tanta ed il prossimo passo sarà quello di osservare da vicino una vera e propria “cacciatrice”: la Dionaea Mascipula.</p>
]]></content:encoded>
		
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