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	Commenti a: Interstizi creativi &#8211; Idee 107	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Anna Folli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Folli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2016 11:50:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per un attimo ho creduto di averlo scritto io. Pregevoli anche le riflessioni sui confini margini eccetera e soprattutto le sinestesie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per un attimo ho creduto di averlo scritto io. Pregevoli anche le riflessioni sui confini margini eccetera e soprattutto le sinestesie.</p>
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		Di: Vittorio Cucchi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Cucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2016 09:48:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concentrato nella lotta contro il Titivillus sempre in agguato fra gli interstizi delle mie diottrie calanti e delle mie falangi poco dattilografiche medito ancora sulla ricchezza stimolante del concetto di interstizio. L’interstizio sembra il rimedio più efficace al più disarmante dei paradossi. Il progredire della conoscenza rende sempre più indispensabile la specializzazione, e spesso una vita intera non basta per dominare seriamente una sola branca di una scienza, tanto da fare apparire folle qualsiasi velleità di costruirsi una personale summa del sapere, una parvenza di una umile cultura enciclopedica. Eppure sappiamo che nella realtà tutto si tiene, e forse sarebbe dovere imperativo il cogliere il senso meno ovvio di parole come “connesso” e “connessione” per comprendere come qualsiasi “scoperta” si dipani inesorabilmente in un territorio di confine che non è solo il frutto di un ormai quasi vecchio approccio “interdisciplinare”, ma di una ben delineata e nuova visione di insieme. E lo scrutare con attenzione gli interstizi più promettenti non può che essere la via giusta. Insomma, a costo di rischiare un barocchismo caricaturale arriverei a dire che la nostra cultura o è interstiziale o non è. Per carità, non aspiro a farmi promotore di un “interstizialismo” che sublimi e superi il già propugnato connettivismo, magari proiettando nella realtà oggettiva i più affascinanti risultati delle neuroscienze, intente ad indagare i trilioni di sinapsi che si inseguono nella nostra scatola cranica. Non si tratta di generare inutili “ismi”, ma di cercare ogni giorno lo spiraglio giusto, magari senza spiare dal buco della serratura]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concentrato nella lotta contro il Titivillus sempre in agguato fra gli interstizi delle mie diottrie calanti e delle mie falangi poco dattilografiche medito ancora sulla ricchezza stimolante del concetto di interstizio. L’interstizio sembra il rimedio più efficace al più disarmante dei paradossi. Il progredire della conoscenza rende sempre più indispensabile la specializzazione, e spesso una vita intera non basta per dominare seriamente una sola branca di una scienza, tanto da fare apparire folle qualsiasi velleità di costruirsi una personale summa del sapere, una parvenza di una umile cultura enciclopedica. Eppure sappiamo che nella realtà tutto si tiene, e forse sarebbe dovere imperativo il cogliere il senso meno ovvio di parole come “connesso” e “connessione” per comprendere come qualsiasi “scoperta” si dipani inesorabilmente in un territorio di confine che non è solo il frutto di un ormai quasi vecchio approccio “interdisciplinare”, ma di una ben delineata e nuova visione di insieme. E lo scrutare con attenzione gli interstizi più promettenti non può che essere la via giusta. Insomma, a costo di rischiare un barocchismo caricaturale arriverei a dire che la nostra cultura o è interstiziale o non è. Per carità, non aspiro a farmi promotore di un “interstizialismo” che sublimi e superi il già propugnato connettivismo, magari proiettando nella realtà oggettiva i più affascinanti risultati delle neuroscienze, intente ad indagare i trilioni di sinapsi che si inseguono nella nostra scatola cranica. Non si tratta di generare inutili “ismi”, ma di cercare ogni giorno lo spiraglio giusto, magari senza spiare dal buco della serratura</p>
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		Di: Fiorella Palomba		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/interstizi-creativi/#comment-147687</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2015 19:30:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avevo già letto questa nota e ora -nella ritrovata frescura romana- mi è piaciuto rileggerla.

Non dirò nulla nel merito, perché è esaustiva. Desidero invece parlare della scrittura: bella, ricca, limpida. 
Guadate.

&quot;Negli interstizi della memoria si annidano esplosivi frammenti di ricordi: tutta la Recherche può stare in una madeleine. Ma anche: tutti i Natali della nostra infanzia possono stare in un profumo di mandarino.
Negli interstizi della percezione turbinano dettagli intercettati con la coda dell’occhio, retrogusti, suggestioni subliminali che forse riemergeranno in una delle prossime notti, nel bel mezzo di un sogno ispiratore.&quot;

Che dire? C&#039;è un mondo sensoriale, una piacevolezza grande. Grazie, amica di matita *_))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo già letto questa nota e ora -nella ritrovata frescura romana- mi è piaciuto rileggerla.</p>
<p>Non dirò nulla nel merito, perché è esaustiva. Desidero invece parlare della scrittura: bella, ricca, limpida.<br />
Guadate.</p>
<p>&#8220;Negli interstizi della memoria si annidano esplosivi frammenti di ricordi: tutta la Recherche può stare in una madeleine. Ma anche: tutti i Natali della nostra infanzia possono stare in un profumo di mandarino.<br />
Negli interstizi della percezione turbinano dettagli intercettati con la coda dell’occhio, retrogusti, suggestioni subliminali che forse riemergeranno in una delle prossime notti, nel bel mezzo di un sogno ispiratore.&#8221;</p>
<p>Che dire? C&#8217;è un mondo sensoriale, una piacevolezza grande. Grazie, amica di matita *_))</p>
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		Di: andrea bertotti		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/interstizi-creativi/#comment-94052</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea bertotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2014 13:18:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[amo_menti . menti_amo . con_te_stabile_?_!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>amo_menti . menti_amo . con_te_stabile_?_!</p>
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		Di: giacomo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2014 09:03:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Verissimo: sono anni che, con Alessandro Guerriero, sosteniamo queste cose. Da qui ha preso il via Alchimia, che abbiamo fondato negli anni &#039;70, il uogo da cui la post-avanguardia italiana ha preso faccia e idee. E sempre da qui ha preso il via TAM-TAM la &quot;non scuola&quot; dedicata alle arti visive a cui mi piacerebbe che tu, AM, dedicassi un po&#039; del tuo tempo con un workshop per i &quot;non-studenti&quot; che la frequentano. www.tam-tam-tam.org]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verissimo: sono anni che, con Alessandro Guerriero, sosteniamo queste cose. Da qui ha preso il via Alchimia, che abbiamo fondato negli anni &#8217;70, il uogo da cui la post-avanguardia italiana ha preso faccia e idee. E sempre da qui ha preso il via TAM-TAM la &#8220;non scuola&#8221; dedicata alle arti visive a cui mi piacerebbe che tu, AM, dedicassi un po&#8217; del tuo tempo con un workshop per i &#8220;non-studenti&#8221; che la frequentano. <a href="http://www.tam-tam-tam.org" rel="nofollow ugc">http://www.tam-tam-tam.org</a></p>
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		Di: Victor Matteucci		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/interstizi-creativi/#comment-94033</link>

		<dc:creator><![CDATA[Victor Matteucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2014 08:42:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grande articolo, riflessione madre su tutti i cambiamenti storici e sulla dimensione e lo spazio rivoluzionario. Come non ricordare  per esempio il silenzio delle donne o gli squilibri fecondi dei marginali? La fabbrica dell&#039;innovazione socio-culturale ha le sue miniere in territori subalterni. Produttori inconsapevoli e loro malgrado.  (Come sempre, of course!!! grazie Annamaria, a presto Victor]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande articolo, riflessione madre su tutti i cambiamenti storici e sulla dimensione e lo spazio rivoluzionario. Come non ricordare  per esempio il silenzio delle donne o gli squilibri fecondi dei marginali? La fabbrica dell&#8217;innovazione socio-culturale ha le sue miniere in territori subalterni. Produttori inconsapevoli e loro malgrado.  (Come sempre, of course!!! grazie Annamaria, a presto Victor</p>
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