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	Commenti a: Perché introversione e creatività vanno spesso d’accordo &#8211; Idee 118	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		<title>
		Di: Cornetta Maria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/introversione-creativita/#comment-156628</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cornetta Maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 May 2017 21:33:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per fare spazio ad un introverso (è il suo invito) ci vuole un estroverso, perché i due tipi sono indispensabili e complementari. Le diversità arricchiscono!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per fare spazio ad un introverso (è il suo invito) ci vuole un estroverso, perché i due tipi sono indispensabili e complementari. Le diversità arricchiscono!</p>
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		<title>
		Di: alice		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/introversione-creativita/#comment-150125</link>

		<dc:creator><![CDATA[alice]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 07:31:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto cn molto interesse questo articolo che mi ha un po sollevata e mi permette di capire meglio alcuni aspetti del mio carattere.Io sono ,credo,entrambe le cose:estroversa se sto cn la gente intriversa nel mio bisogno di ritagluarmi spazi solo miei.Timidissima alla base, ho imparato,negli anni ad andare verso le persone io piuttosto che aspettare venissero da me.Questo fa di me,in pubblico,una persona molto loquace,battuta sempre pronta ecc ecc.La mia natura piu vera pero&#039; la trovo nel mio NON bisogno di star in mezzo a gente,suoni,folla.Io amo stare da sola,quando ci riesco(spesso ) provo sempre una bella sensazione di grande liberta&#039;.Mi pare che tutto sia possibile.Provo un reale e nn dissimulato piacere a immaginare tutto quello che potrei eventualmente fare e gia solo questo mi da un tale sentimento di benessere che a parole é difficile tradurre.Apprezzo la compagnia degli amici e di chi conosco ma... a scegliere, la compagnia che prediligo é sempre la mia in primis e cosi facendo ho imparato ad esplorare tante mie sfaccettature,miei hobby( tra i vari la scrittura)e anche il mio modo di affrontare situazioni e vicissitudini ordinarie e  straordinarie.In conclusione...mi trovo pure meglio di prima cn me adesso che nn ho piu bisogno di giustificare questo mio bisogno di solitudine e tranquillitá quando a sceglierla sono io.
Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto cn molto interesse questo articolo che mi ha un po sollevata e mi permette di capire meglio alcuni aspetti del mio carattere.Io sono ,credo,entrambe le cose:estroversa se sto cn la gente intriversa nel mio bisogno di ritagluarmi spazi solo miei.Timidissima alla base, ho imparato,negli anni ad andare verso le persone io piuttosto che aspettare venissero da me.Questo fa di me,in pubblico,una persona molto loquace,battuta sempre pronta ecc ecc.La mia natura piu vera pero&#8217; la trovo nel mio NON bisogno di star in mezzo a gente,suoni,folla.Io amo stare da sola,quando ci riesco(spesso ) provo sempre una bella sensazione di grande liberta&#8217;.Mi pare che tutto sia possibile.Provo un reale e nn dissimulato piacere a immaginare tutto quello che potrei eventualmente fare e gia solo questo mi da un tale sentimento di benessere che a parole é difficile tradurre.Apprezzo la compagnia degli amici e di chi conosco ma&#8230; a scegliere, la compagnia che prediligo é sempre la mia in primis e cosi facendo ho imparato ad esplorare tante mie sfaccettature,miei hobby( tra i vari la scrittura)e anche il mio modo di affrontare situazioni e vicissitudini ordinarie e  straordinarie.In conclusione&#8230;mi trovo pure meglio di prima cn me adesso che nn ho piu bisogno di giustificare questo mio bisogno di solitudine e tranquillitá quando a sceglierla sono io.<br />
Grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Marina		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/introversione-creativita/#comment-106432</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2015 09:39:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto da poco il libro di Susan Cain e ne ho appena parlato sul mio blog. Questo libro, assieme a quello dello psichiatra italiano Anepeta (Timido, docile, ardente), mi hanno letteralmente aperto gli occhi.
Mi fa piacere vedere che si parli in modo intelligente di questo argomento.
Sogno un mondo in cui non si viene più discriminati in base alla prima occhiata o alla capacità di battere i pugni sul tavolo!
Prima o poi ci arriveremo :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto da poco il libro di Susan Cain e ne ho appena parlato sul mio blog. Questo libro, assieme a quello dello psichiatra italiano Anepeta (Timido, docile, ardente), mi hanno letteralmente aperto gli occhi.<br />
Mi fa piacere vedere che si parli in modo intelligente di questo argomento.<br />
Sogno un mondo in cui non si viene più discriminati in base alla prima occhiata o alla capacità di battere i pugni sul tavolo!<br />
Prima o poi ci arriveremo 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Fiorella Palomba		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/introversione-creativita/#comment-98309</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fiorella Palomba]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2014 17:59:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto con interesse questa nota, i commenti, i link e i suggerimenti conclusivi di Annamaria.

Desidero fare due considerazioni: una di storia personale e una sulla scuola.

-	La prima riguarda la mia infanzia e il mio essere decisamente introversa. Parlavo sottovoce, ero sempre, come diceva mia madre, tra le nuvole e ci stavo benissimo. Poi il collegio perché non studiavo. Qui avviene quello che chiamo “slittamento” verso l’estroversione. La comunità di insegnanti e studenti rafforza e non punisce il mio essere tra le nuvole e così acquisto padronanza e socializzo con entusiasmo. Un episodio è impresso nella memoria: un tema storico sulla disfatta di napoleone a Waterloo. Non ero affatto preparata sulla battaglia e ho scritto, senza pudore, un tema di fantasia. L’insegnante ha dato due voti al mio elaborato 8 per la narrazione, 4 per la parte storica. Complimenti all&#039;insegnante!

Il ’68 prima, l’insegnamento poi e infine la vita in azienda hanno fatto il resto. Insomma io sono una introversa vestita da estroversa o viceversa. La mia introversione è l’anima dell’estroversione. Scusate il bisticcio

-	Il divertente e interessante intervento di Susan Cain sull’attuale orientamento della scuola (anche nella disposizione dei banchi per favorire il lavoro di gruppo) che premierebbe gli estroversi, mi porta a considerare quanto segue. La scuola, penso e mi piacerebbe un confronto, ha il compito di traghettare dall’individualità della famiglia alla socialità, da figlio a cittadino. Certo in questo passaggio accade quello che Brenda racconta. 

Per anni mi sono posta, come insegnate, il problema di far convivere la socializzazione e il lavoro di gruppo con l’individualità, la riflessione. Mi sono inventata anche una disposizione dell’aula che potesse corrispondere a entrambi i bisogni, perché quando i bambini o i ragazzi sono a scuola per 8 ore non puoi chiedere loro di studiare a casa. Bisogna farlo in classe individualmente e silenziosamente.

Bisognerebbe che fosse sempre chiaro a tutti e all’istituzione in quanto tale *_))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con interesse questa nota, i commenti, i link e i suggerimenti conclusivi di Annamaria.</p>
<p>Desidero fare due considerazioni: una di storia personale e una sulla scuola.</p>
<p>&#8211;	La prima riguarda la mia infanzia e il mio essere decisamente introversa. Parlavo sottovoce, ero sempre, come diceva mia madre, tra le nuvole e ci stavo benissimo. Poi il collegio perché non studiavo. Qui avviene quello che chiamo “slittamento” verso l’estroversione. La comunità di insegnanti e studenti rafforza e non punisce il mio essere tra le nuvole e così acquisto padronanza e socializzo con entusiasmo. Un episodio è impresso nella memoria: un tema storico sulla disfatta di napoleone a Waterloo. Non ero affatto preparata sulla battaglia e ho scritto, senza pudore, un tema di fantasia. L’insegnante ha dato due voti al mio elaborato 8 per la narrazione, 4 per la parte storica. Complimenti all&#8217;insegnante!</p>
<p>Il ’68 prima, l’insegnamento poi e infine la vita in azienda hanno fatto il resto. Insomma io sono una introversa vestita da estroversa o viceversa. La mia introversione è l’anima dell’estroversione. Scusate il bisticcio</p>
<p>&#8211;	Il divertente e interessante intervento di Susan Cain sull’attuale orientamento della scuola (anche nella disposizione dei banchi per favorire il lavoro di gruppo) che premierebbe gli estroversi, mi porta a considerare quanto segue. La scuola, penso e mi piacerebbe un confronto, ha il compito di traghettare dall’individualità della famiglia alla socialità, da figlio a cittadino. Certo in questo passaggio accade quello che Brenda racconta. </p>
<p>Per anni mi sono posta, come insegnate, il problema di far convivere la socializzazione e il lavoro di gruppo con l’individualità, la riflessione. Mi sono inventata anche una disposizione dell’aula che potesse corrispondere a entrambi i bisogni, perché quando i bambini o i ragazzi sono a scuola per 8 ore non puoi chiedere loro di studiare a casa. Bisogna farlo in classe individualmente e silenziosamente.</p>
<p>Bisognerebbe che fosse sempre chiaro a tutti e all’istituzione in quanto tale *_))</p>
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		<title>
		Di: Brenda B.		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/introversione-creativita/#comment-98243</link>

		<dc:creator><![CDATA[Brenda B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2014 11:22:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto Quiet e ho visto il Ted Talk di Susan Cain: da &quot;forte&quot; introversa li ho trovati fonte di ispirazione. 

Purtroppo, per anni, sono stata considerata (da maestri, professori, amici, genitori, semplici conoscenti) una persona &quot;asociale&quot;, con &quot;evidenti problemi&quot;, &quot;timida&quot;, &quot;secchiona&quot;, &quot;depressa&quot;, &quot;anormale&quot;, semplicemente perché non conforme a un paradigma di socializzazione, quello estroverso, che risulta più accettabile.

Al di là della creatività, e del posto di lavoro, sarebbe necessario un cambiamento profondo nell&#039;insegnamento e nell&#039;educazione, perché i bambini introversi non siano &quot;etichettati&quot; malamente e per aiutarli a crescere sfruttando al meglio quello che l&#039;introversione può insegnare.

A parte segnalo un fumetto molto carino (in inglese) di un&#039;artista belga.

http://heyluchie.tumblr.com/post/53461087106/my-comic-introversion-is-finished-please-go-to]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto Quiet e ho visto il Ted Talk di Susan Cain: da &#8220;forte&#8221; introversa li ho trovati fonte di ispirazione. </p>
<p>Purtroppo, per anni, sono stata considerata (da maestri, professori, amici, genitori, semplici conoscenti) una persona &#8220;asociale&#8221;, con &#8220;evidenti problemi&#8221;, &#8220;timida&#8221;, &#8220;secchiona&#8221;, &#8220;depressa&#8221;, &#8220;anormale&#8221;, semplicemente perché non conforme a un paradigma di socializzazione, quello estroverso, che risulta più accettabile.</p>
<p>Al di là della creatività, e del posto di lavoro, sarebbe necessario un cambiamento profondo nell&#8217;insegnamento e nell&#8217;educazione, perché i bambini introversi non siano &#8220;etichettati&#8221; malamente e per aiutarli a crescere sfruttando al meglio quello che l&#8217;introversione può insegnare.</p>
<p>A parte segnalo un fumetto molto carino (in inglese) di un&#8217;artista belga.</p>
<p><a href="http://heyluchie.tumblr.com/post/53461087106/my-comic-introversion-is-finished-please-go-to" rel="nofollow ugc">http://heyluchie.tumblr.com/post/53461087106/my-comic-introversion-is-finished-please-go-to</a></p>
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		<title>
		Di: Anna Negrini		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/introversione-creativita/#comment-98227</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Negrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 15:41:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avevo letto Quiet l&#039;anno scorso in un periodo di disperazione. Vivo in UK e anche qui (dove, notare, raramente sul lavoro ci si parla, pausa caffe&#039; e pranzo insieme non esiste, men che meno si e&#039; amici) nel settore creativo si cercano &quot;bubbly person&quot;. Ma perche&#039;? Io amo parlare (anche con gli sconosciuti!) e sono socievole ma ho bisogno dei miei spazi per essere creativa. Ho sempre sofferto i brainstorming.  E gli open space? Va bene, ma datemi un limite, un muretto per far sopravvivere la mia energia :). Per questo apprezzo doppiamente chi (colleghi e boss) e&#039; passato sopra alla mia poca fashionable introversione. Sono giunta  al punto di citarlo in modo divertente alle interview: chi prende questo pacchetto sa che ogni tanto va tenuto chiuso ma c&#039;e&#039; sempre una bella sorpresa alla fine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo letto Quiet l&#8217;anno scorso in un periodo di disperazione. Vivo in UK e anche qui (dove, notare, raramente sul lavoro ci si parla, pausa caffe&#8217; e pranzo insieme non esiste, men che meno si e&#8217; amici) nel settore creativo si cercano &#8220;bubbly person&#8221;. Ma perche&#8217;? Io amo parlare (anche con gli sconosciuti!) e sono socievole ma ho bisogno dei miei spazi per essere creativa. Ho sempre sofferto i brainstorming.  E gli open space? Va bene, ma datemi un limite, un muretto per far sopravvivere la mia energia :). Per questo apprezzo doppiamente chi (colleghi e boss) e&#8217; passato sopra alla mia poca fashionable introversione. Sono giunta  al punto di citarlo in modo divertente alle interview: chi prende questo pacchetto sa che ogni tanto va tenuto chiuso ma c&#8217;e&#8217; sempre una bella sorpresa alla fine.</p>
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		<title>
		Di: Giuseppe		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/introversione-creativita/#comment-98224</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 13:28:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Egregia Annamaria 
Vorrei soffermarmi sulla attenta definizione che è tutta una questione di stimoli chimici per cui chi è introverso e legato alla
Serotonina e chi è estroverso è legato alla  dopamina. Uno scrittore di fantascienza potrebbe ricamare una trama efficace sulla evoluzione di queste due sostanze &quot;stupefacenti&quot; prodotte casualmente da una casa farmaceutica statale.
Ritengo di condividere le conclusioni dell&#039;articolo.grazie per le pillole di riflessione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregia Annamaria<br />
Vorrei soffermarmi sulla attenta definizione che è tutta una questione di stimoli chimici per cui chi è introverso e legato alla<br />
Serotonina e chi è estroverso è legato alla  dopamina. Uno scrittore di fantascienza potrebbe ricamare una trama efficace sulla evoluzione di queste due sostanze &#8220;stupefacenti&#8221; prodotte casualmente da una casa farmaceutica statale.<br />
Ritengo di condividere le conclusioni dell&#8217;articolo.grazie per le pillole di riflessione.</p>
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		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/introversione-creativita/#comment-98223</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 12:47:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avevo questa roba scritta in un post-it (ma prima che in 3M l&#039;inventassero), attaccato alla lavagna delle griglie della SeccoCose, in agenzia: &quot;Credevo di essere un indeciso ma ora non ne sono più tanto certo&quot;. Oggi, finalmente, ho capito da che parte sono sempre stato, a mia insaputa. :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo questa roba scritta in un post-it (ma prima che in 3M l&#8217;inventassero), attaccato alla lavagna delle griglie della SeccoCose, in agenzia: &#8220;Credevo di essere un indeciso ma ora non ne sono più tanto certo&#8221;. Oggi, finalmente, ho capito da che parte sono sempre stato, a mia insaputa. 🙂</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Annamaria		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/introversione-creativita/#comment-98219</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 11:35:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Ugo.
È proprio così: gli estroversi sentono meno gli stimoli, per cui ne hanno bisogno di più e ne vanno a cercare di più.

Gli introversi sentono di più gli stimoli, per cui ne hanno bisogno di meno (e ogni tanto sentono anche l&#039;esigenza di mettersi al riparo).

È tutta una faccenda di chimica neurale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Ugo.<br />
È proprio così: gli estroversi sentono meno gli stimoli, per cui ne hanno bisogno di più e ne vanno a cercare di più.</p>
<p>Gli introversi sentono di più gli stimoli, per cui ne hanno bisogno di meno (e ogni tanto sentono anche l&#8217;esigenza di mettersi al riparo).</p>
<p>È tutta una faccenda di chimica neurale&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ugo Sgrosso		</title>
		<link>https://nuovoeutile.it/introversione-creativita/#comment-98214</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ugo Sgrosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 10:23:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Annamaria Carissima,
Dalle tue newsletter apprendo sempre cose molto importanti.
Da persona introversa - da ragazzo - ho cercato di diventare molto più estroverso. Ho certamente sottovalutato i vantaggi di essere introverso.
Mi viene il dubbio ci sia una svista nella tua  frase: &quot;le persone estroverse hanno un basso grado di reattività, e quindi hanno bisogno di percepire più stimoli, più forti (tanta gente, tante parole, tanto rumore, tanta attività, tanta velocità…). Le persone introverse hanno un alto grado di reattività agli stimoli e quelli intensi risultano “troppo” intensi e destabilizzanti.&quot;
Mi sono sbagliato?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Annamaria Carissima,<br />
Dalle tue newsletter apprendo sempre cose molto importanti.<br />
Da persona introversa &#8211; da ragazzo &#8211; ho cercato di diventare molto più estroverso. Ho certamente sottovalutato i vantaggi di essere introverso.<br />
Mi viene il dubbio ci sia una svista nella tua  frase: &#8220;le persone estroverse hanno un basso grado di reattività, e quindi hanno bisogno di percepire più stimoli, più forti (tanta gente, tante parole, tanto rumore, tanta attività, tanta velocità…). Le persone introverse hanno un alto grado di reattività agli stimoli e quelli intensi risultano “troppo” intensi e destabilizzanti.&#8221;<br />
Mi sono sbagliato?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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