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	Commenti a: La città del futuro, come cambierà? &#8211; Idee 39	</title>
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	<description>Teorie e pratiche della creatività.</description>
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		Di: Utente Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Utente Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara redazione, a proposito degli interessanti link sull&#039;evoluzione dell&#039;aspetto delle citta&#039; e sulla qualita&#039; della vita urbana, vi segnalo un indice che ha sviluppato recentemente la OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development, nota in Italia come OCSE, cioe&#039; l&#039;organizzazione dei Paesi con reddito piu&#039; elevato del mondo). L&#039;indice non si riferisce solamente alla qualita&#039; della vita urbana, ma a vari altri indicatori. L&#039;appplicazione e&#039; sviluppata con un interfaccia grafico molto user friendly, e molto chiaro: http://www.oecdbetterlifeindex.org/ Naturalmente, tutti questi dati vanno presi con una certa cautela (come sono raccolti i dati? come sono processati?). Tuttavia, mi sembra un link che puo&#039; essere di vostro gradimento, in quanto... &quot;nuovo e utile&quot;! Grazie del vostro interessante lavoro. Francesco ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara redazione, a proposito degli interessanti link sull&#8217;evoluzione dell&#8217;aspetto delle citta&#8217; e sulla qualita&#8217; della vita urbana, vi segnalo un indice che ha sviluppato recentemente la OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development, nota in Italia come OCSE, cioe&#8217; l&#8217;organizzazione dei Paesi con reddito piu&#8217; elevato del mondo). L&#8217;indice non si riferisce solamente alla qualita&#8217; della vita urbana, ma a vari altri indicatori. L&#8217;appplicazione e&#8217; sviluppata con un interfaccia grafico molto user friendly, e molto chiaro: <a href="http://www.oecdbetterlifeindex.org/" rel="nofollow ugc">http://www.oecdbetterlifeindex.org/</a> Naturalmente, tutti questi dati vanno presi con una certa cautela (come sono raccolti i dati? come sono processati?). Tuttavia, mi sembra un link che puo&#8217; essere di vostro gradimento, in quanto&#8230; &#8220;nuovo e utile&#8221;! Grazie del vostro interessante lavoro. Francesco </p>
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		Di: eli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2011 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dalla parte del destinatario: pensierino del mattino “Scendevo la scala già proiettata sulla mia abbondante tazza di caffè. Lombrichi colorati e fosforescenti svirgolettavano nell’aria, sul pavimento, sul tavolo della mia tazza di caffè. “Non riesco proprio a svegliarmi questa mattina” pensai. Accesi il fuoco sotto la caffettiera già pronta e mi sedetti sulla sedia cercando di uscire dal sonno per cacciare l’immagine di tutti quei lombrichi. Il sonno se ne andò, ma i lombrichi restarono. Mi sforzai di vedere meglio: erano fatti di sfere organizzate come il cubo di rubrik, una accanto all’altra. Solo in fondo il simbolo di uguale (=) separava l’ultima sfera dalle altre. “Che roba è questa?” sbottai incredula. “Roba? Pensa bene prima di parlare” mi sentii rispondere. “Noi siamo eeequaaazioooniiii” E’ l’inizio di una storiellina mai finita che mi era stata suggerita dalla diatriba visione umanista/visione scientifica impostata nei commenti all’argomento del 12 aprile 2011 e che a me evocava una concezione animista nella visione della scienza, delle sue regole universali e soprattutto delle equazioni che le esprimono. Le strade che l’argomento di questa settimana ha indicato mi suggeriscono un po’ di riflessioni sullo stesso tema: nell’immediato il rapporto tra le teorie (espresse in equazioni) e i paradigmi (secondo Kuhn) all’interno dei quali si è svolto quel tipo di ricerca, poi la città, così “umana” , intesa come sistema di sistemi e quindi nuovamente sottoposta a leggi scientifiche, nonostante tutto. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla parte del destinatario: pensierino del mattino “Scendevo la scala già proiettata sulla mia abbondante tazza di caffè. Lombrichi colorati e fosforescenti svirgolettavano nell’aria, sul pavimento, sul tavolo della mia tazza di caffè. “Non riesco proprio a svegliarmi questa mattina” pensai. Accesi il fuoco sotto la caffettiera già pronta e mi sedetti sulla sedia cercando di uscire dal sonno per cacciare l’immagine di tutti quei lombrichi. Il sonno se ne andò, ma i lombrichi restarono. Mi sforzai di vedere meglio: erano fatti di sfere organizzate come il cubo di rubrik, una accanto all’altra. Solo in fondo il simbolo di uguale (=) separava l’ultima sfera dalle altre. “Che roba è questa?” sbottai incredula. “Roba? Pensa bene prima di parlare” mi sentii rispondere. “Noi siamo eeequaaazioooniiii” E’ l’inizio di una storiellina mai finita che mi era stata suggerita dalla diatriba visione umanista/visione scientifica impostata nei commenti all’argomento del 12 aprile 2011 e che a me evocava una concezione animista nella visione della scienza, delle sue regole universali e soprattutto delle equazioni che le esprimono. Le strade che l’argomento di questa settimana ha indicato mi suggeriscono un po’ di riflessioni sullo stesso tema: nell’immediato il rapporto tra le teorie (espresse in equazioni) e i paradigmi (secondo Kuhn) all’interno dei quali si è svolto quel tipo di ricerca, poi la città, così “umana” , intesa come sistema di sistemi e quindi nuovamente sottoposta a leggi scientifiche, nonostante tutto. </p>
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